sabato 11 maggio 2013
GP Spagna, qualifiche: Rosberg in pole, strepitosa prima fila Mercedes, poi Vettel-Raikkonen. Ferrari, solo terza fila
BARCELLONA - Il sabato pomeriggio di Barcellona si colora d'argento. Sul circuito del Montmelò, sede del GP di Spagna, Nico Rosberg ha ottenuto la pole position con uno stratosferico 1:20.718, più veloce di quasi due decimi rispetto al compagno di squadra Lewis Hamilton, che completa una prima fila interamente Mercedes. Alle spalle del duo anglo-tedesco si sono piazzati Sebastian Vettel, alla faccia delle presunte difficoltà di gomme della Red Bull, e Kimi Raikkonen, che a dire il vero era atteso in posizioni più avanzate rispetto a quella conquistata.
Stesso discorso per la Ferrari, velocissima nelle prime due manche, mentre è mancata nel momento decisivo, in particolare nel terzo settore della pista, dopo che nell'ultimo tentativo sia Alonso che Massa avevano fatto registrare tempi ottimi. Alla fine a Maranello si devono accontentare della terza fila, con Alonso 5° davanti a Massa.
Completano la top ten la seconda Lotus, quella di Romain Grosjean, davanti a Webber, ancora lontano anni luce dal compagno di squadra, poi la McLaren di Perez e la Force India di Di Resta.
Eliminate in Q2, entrambe le Toro Rosso, comunque competitive, con Ricciardo davanti a Vergne, seguiti dalla Force India di un deludente Sutil, e dall'ancora più sconcertante Jenson Button, che al di là delle indubbie difficoltà della McLaren, ci ha messo evidentemente del suo, ottenendo appena il 14esimo tempo. Fuori nella seconda manche anche le due Sauber, con Hulkenberg che precede Gutierrez.
Continua a essere notte fonda anche per la Williams, fuori in Q3 con tutt'e due le proprie vetture, e Bottas che ancora una volta è stato più veloce del ben più esperto Maldonado. Ultime due file, ma non è una novità, per le due Caterham, in 19esima posizione con Van der Garde e in 22esima con Pic, mentre le Marussia partiranno con Bianchi in 20esima e Chilton in 21esima posizione.
Una gara che si preannuncia incandescente, con Ferrari e Lotus favorite per la vittoria, in virtù del passo forse inarrivabile per le altre, ma Red Bull e soprattutto, Mercedes pronte a dire la loro, se riusciranno a fare fronte a un degrado delle gomme maggiore rispetto alle monoposto rosse e nero-oro.
Il via del Gran Premio di Spagna sarà alle 14.
Federico Fadda
Griglia di partenza
sabato 20 aprile 2013
GP Bahrein, qualifiche: Rosberg pole-man a sorpresa. Vettel 2° davanti a Alonso.
Dopo tre sessioni di prove libere che lasciavano presagire una lotta Ferrari-Red Bull per la pole position, dalle qualifiche del GP del Bahrein, quarta prova del mondiale 2013 di Formula 1, emerge l'outsider che non ti aspetti. A partire davanti a tutti domani sarà Nico Rosberg, che con la sua Mercedes ha ottenuto il miglior tempo con uno strepitoso 1'32"330. Al pilota tedesco è bastato un solo tentativo, a differenza degli altri, che ne hanno fatti due, per ottenere la sua seconda pole in carriera, davanti a Sebastian Vettel, staccato di oltre due decimi.
Terzo posto per Fernando Alonso, con un gap di tre decimi dalla vetta; lo spagnolo, che nella Q1 aveva girato con gomme dure mezzo secondo più veloce anche di quelli che avevano utilizzato le morbide, ha commesso un errore nell'ultimo tentativo, senza poi portarlo a compimento. Al suo fianco, in seconda fila, partirà il compagno di squadra Felipe Massa; il brasiliano, classificatosi 6°, beneficerà delle retrocessioni di Hamilton e Webber, rispettivamente di cinque e tre posizioni. L'inglese scatterà così dal 9° posto, l'australiano dal 7°. Oltre a Massa, guadagnano una posizione anche le ottime Force India di Di Resta e Sutil, che prenderanno il via dalla terza fila, e Kimi Raikkonen, che partirà 8°, con una Lotus apparsa non al 100%. Chiude la top ten Jenson Button, che nella Q3 non ha girato, risparmiando così gomme in vista della gara.
Nella Q2 erano stati eliminati Grosjean, sempre lontano dalle prestazioni del compagno di box Raikkonen, Perez, per il quale va fatto lo stesso discorso nei confronti di Jenson Button, poi Ricciardo, Hulkenberg, Bottas e Vergne. Fuori in Q1 Maldonado, Gutierrez, Pic, Bianchi, van der Garde e Chilton.
Una sessione di qualifica piuttosto tirata soprattutto nella seconda manche, dove negli ultimi minuti solo Rosberg e Alonso sono rimasti ai box, tranquilli del risultato ottenuto fino a quel momento. La Q3 ha vissuto invece sull'incertezza della scelta delle mescole da parte dei piloti, che hanno infine optato tutti per le gomme morbide, eccezion fatta per Felipe Massa. Per quanto riguarda il passo di gara, la vettura nelle migliori condizioni sembra essere la Ferrari, visto anche l'eccezionale tempo ottenuto da Alonso in Q1 con gomme dure, mentre la pole di Rosberg pare essere più frutto di un'ottima resa sul giro secco, mentre nelle libere la Mercedes non ha impressionato, così come la Red Bull. La Lotus, unica ad avere un passo vicino a quello della Ferrari, sconterà l'handicap di una qualifica non eccezionale, ma non dovrà essere sottovalutata.
Federico Fadda
Griglia di partenza
domenica 24 marzo 2013
GP Malesia, gara: vince Vettel, doppietta Red Bull. Alonso ko
SEPANG - E' Sebastian Vettel il vincitore del Gran Premio della
Malesia. Scattato dalla pole, il pilota tedesco si è imposto sul compagno di
squadra Mark Webber, che ha completato la doppietta della Red Bull, dopo un
duello, molto duro, nella parte finale della gara. Alle spalle dei due un'altra
coppia, quella Mercedes, con Lewis Hamilton che ha preceduto Nico Rosberg.
Giornata negativa per la Ferrari: Felipe Massa ha chiuso quinto, mentre la gara
di Fernando Alonso è durata un solo giro: lo spagnolo si è ritirato dopo aver
perso l'ala anteriore, staccatasi dopo un contatto con Vettel nelle fasi della
partenza. Male anche la Lotus, che ha portato a casa un sesto posto con Romain
Grosjean, e un settimo con il vincitore di Melbourne, Kimi Raikkonen. Chiudono
la top ten Hulkenberg, Perez e Vergne, che hanno tutti portato a casa i propri
primi punti stagionali.
La gara
Ci
si aspettavano tuoni e fulmini dal bizzoso clima malese, ma alla fine
l'incertezza metereologica ha condizionato solo la fase iniziale della corsa;
il via è arrivato infatti con pista bagnata nella prima parte e asciutta nella
seconda, una condizione che ha comunque costretto tutti i piloti a partire con
gomme intermedie, con la prospettiva realistica di sostituirle entro pochi
giri. A semafori spenti Sebastian Vettel ha mantenuto la testa del gruppo,
mentre Fernando Alonso ha avuto lo spunto migliore sopravanzando Massa, che
partiva a fianco del campione del mondo, ma ha avuto un pessimo start, perdendo
diverse posizioni. Dietro i primi tre buone partenze per Webber e per le
McLaren, meno per Mercedes e Lotus.
Alla
seconda curva si decide la gara di Alonso, che arriva a insidiare Vettel per la
prima posizione, ma lo fa da troppo vicino, perchè lo spagnolo tampona
leggermente la Red Bull, danneggiando l'ala anteriore; dal muretto rosso non
arriva però l'ordine di rientrare ai box per cambiare il muso, sperando che
questo tenesse fino al momento di passare alle gomme da asciutto. Speranza vana
e, a conti fatti, strategia suicida, perchè all'inizio del secondo giro l'ala
cede, facendo finire Alonso nella sabbia, costringendolo al ritiro. Per le Red
Bull sembra poter iniziare la cavalcata solitaria, ma in realtà così non è,
perchè alle loro spalle è ben presente la minaccia delle Mercedes, con Hamilton
davanti a Rosberg, mentre la Lotus in condizioni di asfalto miste è in
difficoltà, già lontana dai primi sia con Grosjean che con Raikkonen.
Dopo
pochi giri ecco la prima tornata di pit stop, con Vettel che si presenta primo
anche nel cambio gomme, montando le medie; una scelta che lo penalizza un pò,
solo inizialmente, nella parte bagnata della pista, dove perde alcune
posizioni, che recupera però sull'asciutto poco dopo. Mentre man mano tutti si
fermano ai box, Webber decide di aspettare ancora un pò, rientrando poi
all'ottavo giro per montare gomme dure, a differenza degli altri, conquistando
la testa della corsa davanti a Vettel. Curioso fuori programma per Hamilton,
che in corsia box sbaglia piazzola, andandosi a posizionare in quella del suo
ex team, la McLaren, salvo poi accorgersi dell'errore. Attimi di tensione,
invece, per un incidente, sempre in pit-lane, fra una Caterham e una Toro
Rosso, fortunatamente senza conseguenze gravi.
Con
le gomme da asciutto i tempi si abbassano notevolmente, e le posizioni iniziano
a delinearsi, con le Red Bull a fare da lepri, pur non essendo le più veloci in
pista, e le Mercedes all'inseguimento, mentre la Ferrari non tiene il ritmo dei
primi, a differenza della Lotus, che però ha già un distacco importante dalla
testa della corsa soprattutto con Raikkonen; il finlandese staziona intorno al
decimo posto, trovando difficoltà a superare macchine più lente. Buona, invece,
la prova della Sauber di Nico Hulkenber, con un ritmo di gara molto
consistente.
Non
occorre attendere molto per vedere i piloti rientrare ai box per il secondo
pit-stop, dato che a metà gara la pista ha ormai raggiunto le temperature viste
nei due giorni precedenti, con relativo consumo elevato; tra il 20esimo e il
25esimo giro si fermano tutti, con Webber a inaugurare la serie, fermandosi per
montare le medie, riguadagnando la pista in quinta posizione. Dopo di lui tocca
a Massa e Grosjean, in lotta fra di loro, che si fermano contemporaneamente; la
Ferrari opta per le dure, mentre la Lotus resta sulle medie. Problemi al box
della Force India, prima durante la sosta di Paul Di Resta, che resta fermo a
lungo e si ritira poco dopo, poi durante quella di Sutil, al quale non si
riesce ad avvitare la ruota anteriore sinistra; il tedesco riguadagnerà la
pista, ma sarà costretto anche lui, come il compagno di squadra, al ritiro.
Vettel si ferma per ultimo, insieme a Rosberg, nel tentativo di soffiare a
Webber il comando della corsa. Una mossa che non paga, perchè l'australiano si
riporta in vetta, davanti al compagno di squadra e alle due Mercedes, che in
questa fase sono le vetture più veloci in pista.
Le
posizioni si mantengono stabili fino al 30esimo giro, quando arriva il terzo
cambio gomme di giornata, aperto da Hamilton, che mette gomme medie azzardando
una strategia d'attacco, sperando così di sopravanzare le Red Bull, per poi
giocarsi la vittoria nell'ultima parte. Dopo la sosta dei primi quattro al
comando passa, per pochi giri, Jenson Button, che ha una tattica diversa,
davanti a Webber, Hamilton, Vettel e Rosberg. La McLaren rientra ai box al
35esimo passaggio, ma la sosta è un disastro, perchè a Jenson non viene fissata
bene l'anteriore destra, costringendo il pilota inglese a fermarsi lungo la
pit-lane; Button riprenderà poi la corsa, ma nettamente fuori dalla zona punti,
per poi ritirarsi a pochi chilometri dall'arrivo. Nel frattempo la strategia di
Hamilton si dimostra non buona, perchè non solo non riesce a liberarsi di
Webber, ma subisce il ritorno di Vettel, che lo supera al 39esimo giro,
lanciandosi poi all'assalto di Mark; una manovra necessaria per il tedesco,
intenzionato a non far scappare via il compagno di squadra. Più indietro
spettacolare e duro duello, anche a sportellate, fra Hulkenberg e Raikkonen,
con il finlandese che alla fine riesce ad avere ragione della Sauber.
Intorno
al 40esimo giro ecco gli ultimi, decisivi, pit-stop: per primo tocca nuovamente
a Hamilton, mentre un giro più tardi sono Vettel e Rosberg a fermarsi, infine
Webber, che torna in pista appena davanti al campione del mondo, col quale
inizia un lungo duello per la vittoria. Stessa lotta anche fra le due Mercedes.
Fra le Red Bull, però, si rischia di assistere al remake dell'incidente visto
nel GP di Turchia del 2010; Mark e Sebastian, infatti, si affrontano col
coltello fra i denti, arrivando più volte a un passo dal contatto, fino a
quando Vettel non ha la meglio, guadagnandosi un gesto di stizza di Webber, che
non si aspettava una lotta così pesante. L'impressione è che nemmeno al muretto
della Red Bull abbiano apprezzato la cosa, dato che via radio è arrivato al
tedesco il rimprovero per aver fatto una cosa "stupida". Fatto sta,
però, che da lì in poi la vittoria non sarà più in discussione, mentre anche in
Mercedes si vive una tensione molto alta, dato che Rosberg nel finale è molto
più veloce di Hamilton, ma Ross Brawn intima ai suoi piloti di congelare le
posizioni. Anche in questo caso, relazioni "diplomatiche" a rischio.
A ravvivare il finale ci pensa Felipe Massa, che nell'ultima sosta monta gomme
medie e, approfittando del fatto che le Lotus non si sono fermate per un
ulteriore cambio gomme, recupera dall'ottavo al quinto posto, superando
nell'ordine Perez, Raikkonen e Grosjean. Il messicano della McLaren subirà poi
anche il sorpasso di Hulkenberg.
Il
primo a tagliare il traguardo, dunque, è Sebastian Vettel, che si aggiudica la
sua 27esima vittoria in carriera, grazie alla quale guadagna anche la testa
della classifica iridata con 40 punti, seguito da Kimi Raikkonen a 31, e da
Mark Webber a 26. Nel mondiale costruttori sale al comando la Red Bull con 66
punti, davanti a Lotus e Ferrari, appaiate a 40. Una domenica che lascia al
team campione del mondo, oltre alla doppietta, una situazione interna
esplosiva, con rapporti ed equilibri interni vicini, se non già arrivati, alla
rottura. Le conseguenze si vedranno già a partire dal prossimo gran premio, in
programma il 14 aprile in Cina, sul circuito di Shanghai.
Ordine d'arrivo
Classifica Piloti
Classifica Costruttori
domenica 17 marzo 2013
GP d'Australia, la prima è di Raikkonen! Alonso ottimo 2° davanti a Vettel. Male Mercedes e McLaren
MELBOURNE - Si apre con una mezza sorpresa la stagione 2013 di Formula 1. A passare per primo sotto la bandiera a scacchi, al termine di 58 giri molto tirati, è stata la Lotus di Kimi Raikkonen, abilissimo a gestire gomme e strategia, davanti alla Ferrari di Fernando Alonso e alla Red Bull di Sebastian Vettel. Felipe Massa subito a ridosso del podio, domenica da dimenticare invece per Mercedes, al traguardo con il solo Hamilton, quinto, e McLaren, con Button nono e Perez fuori dalla zona punti. Grande prestazione per la Force India, nella top ten con entrambe le vetture.
Gara che si è avviata con Sebastian Vettel in pole position, conquistata nelle qualifiche andate in scena poche ore prima dello spegnimento dei semafori, a causa del rinvio di ieri per maltempo, affiancato dal compagno di squadra Mark Webber. In seconda fila Hamilton e Massa, poi Alonso. Allo start il tedesco scatta bene e mantiene la testa, mentre Webber si addormenta, come in parte anche Hamilton, e viene sfilato dalle due Ferrari, sempre fortissime sullo spunto da fermo, mentre alle spalle dei primi quattro arriva Raikkonen, che inizia subito un duello con la Mercedes, riuscendola a sopravanzare in pochi giri.
Chi si aspettava una fuga di Vettel viene presto smentito, perchè la Red Bull non solo non scappa via, anzi va presto in crisi di gomme, subendo la rimonta delle Ferrari, che incalzano il campione del mondo. Intorno al 6°-7° giro inizia il valzer dei pit-stop, che costringe i primi a passare dalle gomme super-soft alle media, consentendo ad un sorprendente Sutil di portarsi addirittura al comando per qualche giro, salvo poi perderlo, pur restando a lungo in zona podio. Con le posizioni di testa più o meno consolidate, Alonso decide di anticipare la seconda sosta, per sopravanzare Vettel e Massa, più lenti dello spagnolo. La mossa paga, perchè Fernando si libera di Seb e Felipe, ma si ritrova dietro a Raikkonen, che ha saputo, grazie anche probabilmente ad una migliore efficacia della sua Lotus, preservare il primo set di pneumatici medi, portandosi al comando. Dietro i primi due resta a sorpresa Sutil, poi Vettel e Massa, mentre la Mercedes può contare sul solo Hamilton, comunque staccato dai primi, perchè Rosberg, al 27esimo giro, ha parcheggiato la sua vettura a bordo pista, per un guasto.
Al 35esimo passaggio Raikkonen si ferma per il suo secondo pit-stop, con Alonso che passa al comando e dà alla gara un ritmo indiavolato, cercando di guadagnare quanto più possibile sul finlandese, in vista dell'ultima sosta che attende lo spagnolo. Cambio gomme che arriva al 40esimo passaggio, dopo il quale la Ferrari scende al terzo posto, dietro alla Lotus e a Sutil, che però si arrende presto al ritorno di Fernando, causa gomme ormai finite. Con Raikkonen in testa, ad Alonso non resta che spingere quanto più possibile, cosa che per qualche giro fa, fino a che un quasi contatto con Pic, doppiato, e la consapevolezza che Kimi ha lo stesso ritmo, non inducono il pilota della Ferrari ad alzare il piede, amministrando il vantaggio su Vettel, che nel frattempo ha recuperato un posto sul gradino più basso del podio, tenendo a debita distanza Felipe Massa. Finale di gara in calo per Sutil, al quale al box della Force India hanno deciso di montare gomme super-soft in occasione dell'ultima sosta; scelta di fatto controproducente, dato che la mescola più morbida è andata presto in crisi, costringendo il tedesco a un finale di gara in sofferenza, nel quale ha perso qualche posizione.
La bandiera a scacchi vede transitare per primo Raikkonen, davanti ad Alonso e Vettel, che completano il podio, e Massa appena dietro. Dietro i leader arriva Lewis Hamilton, che ha fatto il massimo con una Mercedes che, a dispetto delle fiammate dei test, appare ancora parecchio indietro; domenica pessima per Webber, che dopo aver ciccato la partenza ha navigato a lungo nelle posizioni di rincalzo, riuscendo ad agguantare un deludente sesto posto, davanti alle Force India di Sutil e Di Resta. Brutto inizio anche per la McLaren, che non si è mai vista fra i protagonisti per la lotta al vertice, chiudendo al nono e undicesimo posto, con Button e Perez. Completa la top ten Romain Grosjean, distante anni luce, non solo in termini di distacco al traguardo, dal compagno di squadra Raikkonen.
Nella classifica costruttori, in testa la Ferrari, davanti a Lotus e Red Bull.
Prossimo appuntamento fra sette giorni, sul circuito di Sepang, per il gran premio della Malesia.
Federico Fadda
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venerdì 1 febbraio 2013
La Ferrari si svela: ecco la F138!
MARANELLO - Ore 10.37. Il conto alla rovescia è finito. In un gioco di luci e ombre, il velo che la copre viene tolto, ma quando poi diviene realtà agli occhi di tutti, le emozioni, contrastanti, che la circondano restano intatte. La speranza che possa riportare la Ferrari alla vittoria, ma anche il timore che nemmeno stavolta l'obiettivo venga centrato, si fondono nell'attesa della stagione che verrà, segnata da un solo obiettivo: il successo.
La F138, la 59esima monoposto con cui la scuderia di Maranello parteciperà all'edizione 2013 del campionato del mondo di Formula 1, ha adesso una forma e un'identità vere e proprie, dopo gli immancabili rumor sulle ipotetiche novità. Essendo il regolamento tecnico sostanzialmente immutato, la F138 non può che essere un'evoluzione di chi l'ha preceduta, anche se lo svantaggio patito rispetto ad alcuni avversari, ha costretto gli uomini di Maranello a lavorare alacremente su alcuni aspetti, secondo la nuova metodologia di lavoro introdotta, che ha diviso i progettisti in due gruppi: uno impegnato nella vettura di quest'anno, mentre il secondo occupato con la realizzazione della macchina che scenderà in pista nel 2014, basata su norme completamente diverse.
Tornando alla F138, la prima cosa evidente è la sparizione dell'orribile scalino anteriore, che aveva reso la F2012 oggettivamente brutta; le fiancate restano sempre strette e rastremate verso l'interno del retrotreno, ma ad una prima occhiata poco variate rispetto alla vettura precedente, anche se ne è stata ridisegnata l'imboccatura, così come la presa d'aria posta sopra la testa del pilota. Le ali anteriori e posteriori rappresentano, a livello concettuale, lo sviluppo finale di quanto portato in pista fino all'ultima gara del 2012, stagione nella quale gli aggiornamenti sono stati portati fino alla fine, a causa della lotta con la Red Bull. A livello estetico, peraltro, il muso si presenta molto diverso rispetto alla monoposto 2012. Lo schema delle sospensioni, sia all'anteriore che al posteriore, è stato mantenuto secondo lo schema a tirante, pull-rod. Il propulsore che spingerà la nuova creatura di Maranello si presenta essenzialmente immutato, essendo lo sviluppo dei motori bloccati ormai da qualche stagione, ma anche perchè da questo punto di vista, come per altre fondamentali componenti interne, la Ferrari ha mostrato, nella scorsa stagione, affidabilità e robustezza invidiabili.
Apprezzabili, ma a fini esclusivamente estetici, le bordature bianche e nere sulla parte bassa della carrozzeria, a rottura del dominante, ovviamente, colore rosso acceso.
I piloti, Fernando Alonso e Felipe Massa, ripongono, come è giusto che sia, molte aspettative nel loro nuovo cavallino da battaglia; il brasiliano, in particolare, non si nasconde dietro un dito, ed è cosciente che da lui ci si aspetta, fin dalla prima gara, la stessa competitività messa in mostra nella seconda parte del 2012: "Mi fa molto piacere essere qui per l'ottavo campionato da titolare in Ferrari; ogni presentazione di una nuova vettura da una diversa sensazione di feeling, spero di poter lottare per tante vittorie e di portare a casa entrambi i titoli, che è l'unica cosa che vogliamo e a cui pensiamo. La seconda parte dello scorso campionato è stata per me di crescita; voglio continuare così anche nel 2013, partiamo tutti da zero punti e speriamo di farne più degli altri, essendo competitivo dall'inizio alla fine, non solo per metà stagione".
Anche Fernando Alonso, che ha ricevuto i complimenti del presidente Montezemolo per lo straordinario 2012 disputato, ha ben chiaro l'obiettivo, così come le aspettative per il campionato che verrà: "Non credo che sarà come l'anno scorso, con sette vincitori diversi in altrettante gare, la situazione si è stabilizzata nella fase finale della stagione: ci saranno due-tre team che si divideranno le vittorie, e noi dovremo obbligatoriamente essere fra questi. Mi preparo ad un mondiale molto impegnativo, nel quale occorrerà essere al 100% della condizione dall'Australia al Brasile; il fatto che non ci sarò ai test di Jerez non sarà un problema, perchè io, Felipe e Pedro siamo una cosa sola, abbiamo totale fiducia reciproca".
Non potevano mancare, ovviamente, le parole di chi la Ferrari la dirige, in pista e fuori; Stefano Domenicali, responsabile della scuderia, ha fatto da apripista alla presentazione della F138, indicando il target per il 2013: "Veniamo da un anno intenso, in cui siamo arrivati secondi per pochi punti, ma guardiamo avanti: l'obiettivo, stavolta, è dare ai nostri piloti una macchina competitiva da subito, cosa che non siamo riusciti a fare negli ultimi anni, soffrendo il periodo invernale. Vogliamo incrementare i numeri, prestigiosi, delle nostre vittorie".
Non poteva mancare, da perfetto padrone di casa, il benvenuto alla nuova macchina da parte del presidente Luca di Montezemolo, che non nasconde l'orgoglio di guidare un marchio tanto importante: "La presentazione delle vetture è sempre un momento di emozione e speranze, ma dietro questa monoposto c'è il lavoro straordinario di tante persone. Venendo qui da casa mia, a Bologna, c'era una grande nebbia, come nel '97, l'anno della rinascita: da allora, tranne in due occasioni, abbiamo sempre vinto o perso il titolo all'ultima gara. Anche l'anno scorso siamo stati protagonisti, ma ora vogliamo vincere".
Federico Fadda
domenica 23 settembre 2012
A Singapore torna al successo Vettel! Button 2°, Hamilton ko: per Alonso podio d'oro
Dopo 9 gare di digiuno, la notte di Singapore regala a Sebastian Vettel il ritorno sul gradino più alto del podio. Il campione del mondo ha centrato, sul tracciato cittadino Marina Bay Street Circuit, il suo secondo successo stagionale, al termine di una gara terminata allo scadere del tempo limite delle due ore, causa ingresso di ben due Safety Car. A fargli compagnia sul podio ci sono la McLaren di Button e la Ferrari di Alonso, mentre Lewis Hamilton si è dovuto ritirare al 23esimo giro, quando conduceva comodamente la gara. Per Fernando si tratta sicuramente di un grosso favore della sorte, dato che il suo principale sfidante, Hamilton appunto, era assolutamente fuori portata oggi, e per lo spagnolo stava prendendo corpo una pesante perdita di punti nei confronti dell'inglese. Con questo risultato, invece, il vantaggio sull'anglo-caraibico sale a 52 punti, anche se ora il più vicino è Vettel, a -29.
Ai piedi del podio, ottimo quarto posto per Paul di Resta, autore di una gara di grande intelligenza con la sua Force India, che ha preceduto la Mercedes di Nico Rosberg, capace di gestire in maniera ottimale i problemi di degrado gomme della W03. Dopo qualifiche deludenti, buon recupero di posizioni da parte della Lotus, con Kimi Raikkonen risalito al sesto posto, dopo l'opaco dodicesimo di sabato, e Romain Grosjean subito alle spalle del finlandese. Alle spalle del duo nero-oro si è piazzato Felipe Massa, che dopo una qualifica in ombra ha avuto subito la sua dose di sfortuna domenicale, con una foratura rimediata subito alla partenza, che ne ha compromesso la gara. Il brasiliano non si è però perso d'animo, mettendo in pista, in particolare nella parte finale, un'ottima progressione, con tanto di sorpasso da urlo nei confronti di Bruno Senna, eseguito con un controllo al limite del possibile.
Chiudono la top ten la Toro Rosso di Daniel Ricciardo, e il deludente Mark Webber, lontano anni luce dalle prestazioni di Vettel, e ormai con nessuna speranza di entrare nella lotta al mondiale. Fra i delusi, e le delusioni, di giornata, anche le due Sauber, con Perez undicesimo e Kobayashi tredicesimo, entrambi apparsi non a loro agio sul Marina Bay. Chi invece ha di che compiacersi è senz'altro Timo Glock, che fra sfortune altrui varie, oltre ad una condotta di gara comunque accorta, è riuscito ad agguantare un dodicesimo posto che per la Marussia rappresenta un risultato di sicuro valore.
Oltre a Hamilton, non ha visto la bandiera a scacchi anche Michael Schumacher, che si è reso protagonista di un inusitato tamponamento ai danni di un incolpevole Jean-Eric Vergne, al quarantesimo giro; domenica da dimenticare pure per Pastor Maldonado, che ha dovuto arrendersi ad un guasto tecnico sulla sua Williams, mentre era in lotta per il podio con Fernando Alonso, che peraltro precedeva.
Una gara lunga, tirata, che ha visto Hamilton dominare fino al momento del ritiro, pur seguito a breve distanza da Sebastian Vettel, in un duello a colpi di giri veloci fra i due. Dietro ai battistrada facevano invece un pò più fatica gli inseguitori, con Button che controllava in maniera agevole Maldonado, che dopo poche curve dallo spegnimento dei semafori si era ritrovato da secondo a quarto. Il venezuelano, a sua volta, non è stato molto impensierito da Fernando Alonso, almeno fino alla seconda sosta, quando sulla Williams del sudamericano sono state montate gomme supersoft, con l'intento di scavare un divario di sicurezza in vista della parte finale di gara. A rovinare i piani di Pastor ci si è messo un trenino di vetture più lente, composto in particolare da Rosberg e Grosjean, che facendo da tappo hanno consentito ad Alonso di restare negli scarichi di Maldonado.
L'ingresso praticamente consecutivo di due Safety Car a metà gara, causato dall'urto contro il muro di Karthikeyan prima, e dal tamponamento di Schumacher ai danni di Vergne poi, ha compattato il gruppo, regalando battaglia soprattutto nelle posizioni di centro-gruppo, mentre in testa la situazione si è praticamente cristallizzata, con Vettel a fare da lepre e Button vanamente all'inseguimento, mentre Alonso, con Hamilton ko, si è accontentato di un podio forse insperato, gestendo le gomme per arrivare senza problemi alla fine.
Con questi risultati, lo spagnolo della Ferrari mantiene la vetta del mondiale, a quota 194 punti, con +29 sul primo degli inseguitori, che diventa Vettel. Mantiene la terza posizione Kimi Raikkonen, il cui distacco da Alonso sale però a 45 punti, mentre per Hamilton lo zero di oggi è un duro colpo alle speranze iridate, adesso lontane 52 lunghezze.
Nella classifica costruttori, la Red Bull tiene il comando, con 298 punti, 37 in più della McLaren, e 53 di vantaggio sulla Ferrari.
Federico Fadda
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sabato 22 settembre 2012
GP Singapore, qualifiche: pole inattaccabile di Hamilton
MARINA BAY - Il previsto testa a testa fra McLaren e Red
Bull emerso nelle prove libere, e che apparentemente sarebbe dovuto essere il
filo conduttore delle qualifiche, alla
fine non è andato in scena causa manifesta superiorità di una delle due parti,
ovvero la McLaren, più precisamente quella guidata da Lewis Hamilton, che si è
aggiudicato la pole position del GP di Singapore in maniera indiscutibile.
L’inglese ha ottenuto il
miglior tempo in 1.46:362, precedendo il primo degli inseguitori di quasi mezzo
secondo, ma la notizia è che a fare compagnia al pilota di Stevenage non è uno
degli altri big, ma l’outsider Maldonado, autore con la sua Williams di un
grandissimo giro, che gli è valso la seconda posizione in griglia.
Solo terzo, si fa per dire,
il campione del mondo Sebastian Vettel, che in qualifica non è riuscito a
mettere il naso davanti a tutti come accaduto invece nelle tre sessioni di
prove libere, dovendosi quindi accontentare di aprire la seconda fila, con un
distacco da Hamilton di quasi sei decimi, e al proprio fianco la seconda
McLaren, quella di Jenson Button.
Dietro ai primi quattro ecco
Fernando Alonso, che accusa un ritardo di nove decimi dalla vetta, con una
Ferrari che, su una pista indicata dallo spagnolo fra le più favorevoli da qui
a fine stagione, sembra tornata invece indietro ai livelli del GP di Ungheria,
quando il distacco dai primi era, appunto, piuttosto importante. L’unica buona
notizia, per Alonso, è che mentre Hamilton appare decisamente fuori portata, con
tutto ciò che ne consegue in ottica campionato, almeno Vettel e Button sembrano
molto più avvicinabili, e dunque il podio dovrebbe rappresentare un obiettivo
possibile. Accanto a Fernando prenderà il via la Force India di Paul di Resta, che
si è frapposto fra la rossa e la seconda Red Bull, quella di Mark Webber.
Giornata non buona per la
Lotus, che ha piazzato Grosjean all’ottavo posto, a un secondo e quattro da
Hamilton, mentre Raikkonen ha fatto peggio, chiudendo al dodicesimo posto la
Q2, subendo un’imprevista eliminazione. Opaco anche l’argento della Mercedes,
che chiude la top ten occupando completamente la quinta fila, con Schumacher e
Rosberg, nell’ordine, che nella terza e ultima manche non hanno messo la
macchina in pista, per risparmiare gomme supersoft in vista della gara.
Insieme a Raikkonen erano
stati tagliati, in Q2, Nico Hulkenberg, comunque non male in undicesima
posizione, ma soprattutto Felipe Massa, appena tredicesimo e sempre ben lontano
da Alonso. Fuori anche la Sauber di Sergio Perez, le due Toro Rosso, e Bruno
Senna, che dopo essersi salvato nella prima parte delle qualifiche, non è stato
graziato nella seconda, a causa anche di un urto su un muretto, con cui ha
danneggiato la sospensione posteriore destra. L’altra Sauber, quella di
Kobayashi, deludentemente diciottesimo, precede i soliti sei di fondo gruppo,
con le HRT fanalini di coda, e Caterham e Marussia di poco migliori.
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