MARINA BAY - Il previsto testa a testa fra McLaren e Red
Bull emerso nelle prove libere, e che apparentemente sarebbe dovuto essere il
filo conduttore delle qualifiche, alla
fine non è andato in scena causa manifesta superiorità di una delle due parti,
ovvero la McLaren, più precisamente quella guidata da Lewis Hamilton, che si è
aggiudicato la pole position del GP di Singapore in maniera indiscutibile.
L’inglese ha ottenuto il
miglior tempo in 1.46:362, precedendo il primo degli inseguitori di quasi mezzo
secondo, ma la notizia è che a fare compagnia al pilota di Stevenage non è uno
degli altri big, ma l’outsider Maldonado, autore con la sua Williams di un
grandissimo giro, che gli è valso la seconda posizione in griglia.
Solo terzo, si fa per dire,
il campione del mondo Sebastian Vettel, che in qualifica non è riuscito a
mettere il naso davanti a tutti come accaduto invece nelle tre sessioni di
prove libere, dovendosi quindi accontentare di aprire la seconda fila, con un
distacco da Hamilton di quasi sei decimi, e al proprio fianco la seconda
McLaren, quella di Jenson Button.
Dietro ai primi quattro ecco
Fernando Alonso, che accusa un ritardo di nove decimi dalla vetta, con una
Ferrari che, su una pista indicata dallo spagnolo fra le più favorevoli da qui
a fine stagione, sembra tornata invece indietro ai livelli del GP di Ungheria,
quando il distacco dai primi era, appunto, piuttosto importante. L’unica buona
notizia, per Alonso, è che mentre Hamilton appare decisamente fuori portata, con
tutto ciò che ne consegue in ottica campionato, almeno Vettel e Button sembrano
molto più avvicinabili, e dunque il podio dovrebbe rappresentare un obiettivo
possibile. Accanto a Fernando prenderà il via la Force India di Paul di Resta, che
si è frapposto fra la rossa e la seconda Red Bull, quella di Mark Webber.
Giornata non buona per la
Lotus, che ha piazzato Grosjean all’ottavo posto, a un secondo e quattro da
Hamilton, mentre Raikkonen ha fatto peggio, chiudendo al dodicesimo posto la
Q2, subendo un’imprevista eliminazione. Opaco anche l’argento della Mercedes,
che chiude la top ten occupando completamente la quinta fila, con Schumacher e
Rosberg, nell’ordine, che nella terza e ultima manche non hanno messo la
macchina in pista, per risparmiare gomme supersoft in vista della gara.
Insieme a Raikkonen erano
stati tagliati, in Q2, Nico Hulkenberg, comunque non male in undicesima
posizione, ma soprattutto Felipe Massa, appena tredicesimo e sempre ben lontano
da Alonso. Fuori anche la Sauber di Sergio Perez, le due Toro Rosso, e Bruno
Senna, che dopo essersi salvato nella prima parte delle qualifiche, non è stato
graziato nella seconda, a causa anche di un urto su un muretto, con cui ha
danneggiato la sospensione posteriore destra. L’altra Sauber, quella di
Kobayashi, deludentemente diciottesimo, precede i soliti sei di fondo gruppo,
con le HRT fanalini di coda, e Caterham e Marussia di poco migliori.
Griglia di partenza

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