La Formula 1 ha dato ufficialmente il via alla stagione 2012, con i test svolti la scorsa settimana sul circuito spagnolo di Jerez de la Frontera.E immancabili, come ogni pre-campionato che si rispetti, circolano già nel paddock i primi dubbi sulla rispondenza al regolamento delle soluzioni tecniche operate dai team.
Se la scelta dello scalino sul muso delle monoposto ha messo tutti d’accordo, a parte la McLaren, l’unica a non averlo adottato, l’uso che la Red Bull farebbe di esso sta suscitando un certo sospetto nella concorrenza.
Di fronte alle prime speculazioni, il papà della RB8, Adrian Newey, ha tenuto a precisare che la presa d’aria inserita nello scalino ha semplicemente la funzione di permettere un maggiore indirizzamento di aria verso l’abitacolo, che in questo modo sarebbe più fresco.
“In genere lo slot di raffreddamento per i piloti è sempre stato posto nella parte anteriore del naso, ma le nuove modifiche regolamentari, e di conseguenza il nuovo styling delle monoposto, hanno determinato uno spostamento a dove lo si vede ora”, ha spiegato il progettista della Red Bull.
In realtà il quotidiano inglese “The Telegraph” avrebbe sottolineato il fatto che Newey ha dichiarato che la funzione della discussa presa d’aria sarebbe “principalmente” quella di raffreddamento, e ciò avrebbe dato adito alle insinuazioni provenienti dalle altre scuderie.
In particolare, si è ipotizzato che possa servire a fare respirare il KERS, il quale, nella scorsa stagione sulla RB7 non sempre ha funzionato come avrebbe dovuto; la Mercedes si è invece spinta addirittura oltre, sostenendo che potrebbe trattarsi di una sorta di nuovo F-duct, collegato al diffusore.
Qualunque sia la funzione di questa presa d’aria, qualcuno ha comunque cercato di mettere la questione sul piano dello scherzo; “Auto Motor und Sport” ha infatti raccolto la battuta di un ingegnere di un team rivale, che ha voluto restare anonimo, secondo il quale, se davvero la presa d’aria della Red Bull servisse a raffreddare i piloti, in caso di gara bagnata Vettel e Webber si ritroverebbero ad avere i piedi fradici.
Un’affermazione simpatica alla quale il pilota australiano ha così risposto su “Autosprint”: “In effetti, a Jerez avevo le dita dei piedi un po’ più fredde”.
Clima comunque piuttosto disteso, almeno per ora, nel paddock. Nella speranza che gli attuali sospetti non sfocino nella solita guerra di fronte alla FIA.
Federico Fadda (422race.com)
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