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domenica 27 marzo 2011

E' un Vettel da 10! Bene anche Hamilton e Petrov. Alonso dà tutto. Male Webber. Le pagelle del Gp d'Australia


MELBOURNE - Dopo la bella vittoria di Vettel che ha deciso il primo Gran Premio del mondiale 2011 di Formula 1, Formulablog assegna le pagelle ai piloti e ai team che più hanno influito, nel bene e nel male, in questa gara.

VETTEL 10 - Una vittoria che può apparire facile, stando seduti in poltrona a guardare la Tv. Tutt'altro, se si pensa alle tantissime incognite di questa gara. Sebastian Vettel e la Red Bull interpretano a regola d'arte regolamenti e novità tecniche, dando prova di manifesta superiorità rispetto al resto del gruppo. Una vettura che si conferma straordinaria, guidata da un giovane che non a caso è diventato campione del mondo qualche mese fa. Strategia azzeccata, gestione delle gomme degna dello Schumacher dei tempi d'oro. Viene fuori la gara perfetta. Chapeau!

HAMILTON 8 - La McLaren non è ancora al livello della Red Bull, ma lui si mette dietro a Vettel e cerca di rispondere colpo su colpo ai tempi fatti segnare dall'iridato. Dimostra di essere maturato anche nella salvaguardia degli pneumatici che gli consentono di mantenere la seconda posizione. Bravo e nello stesso tempo fortunato nel non danneggiare la monoposto durante l'uscita di pista.

PETROV 8 - Quando cambiano le regole del gioco, ecco spuntare sempre qualche outsider in grado di andarsi a prendere il podio forse insperato. E' proprio il caso del russo della Renault, autore di una gara attenta che gli ha consentito di raggiungere il miglior piazzamento in carriera. Non c'è Kubica, tocca a lui tenere alto l'onore del team. Chi ben comincia...

PEREZ 8 - Arrivare a punti nella gara d'esordio è un grande risultato raggiunto da pochi. Il ventunenne messicano della Sauber conquista il settimo posto e riesce a sopravanzare anche il suo compagno di squadra Kobayashi. Ha davanti una stagione per dimostrare tutto il suo valore.

ALONSO 7 - Parte male, perde posizioni, ma la cattiveria agonistica e la voglia di riscatto gli permettono una rimonta sfavorita soltanto da una sosta ai box di troppo. Tre cambi gomme e il podio diventa irraggiungibile. Ha certamente il merito di portare la Ferrari a ridosso dei primi, sebbene il distacco dal vincitore sia siderale. Eppure, quei giri veloci nella parte finale di gara, con poco carburante e gomme dure, fanno intravedere notevoli margini di miglioramento. Ci sarà da lavorare in Ferrari.

BUTTON 5 - Un Gran Premio a due facce: inizio deludente, capace di superare la ben più lenta Ferrari di Massa soltanto tagliando in pieno una curva, incorre nella conseguente penalità e compromette in parte la corsa. Prova a rimediare nella seconda parte per agguantare un magro sesto posto.

MASSA 5 - Stoico nel resistere ai continui attacchi di Button che per 12 giri lo tallona costringendolo a staccate ritardate e a traiettorie insolite. Si perde completamente quando monta le gomme dure, confermando tutte le difficoltà riscontrate nei test invernali.

WEBBER 5 - Non è sereno. Il compagno di squadra trionfa e lui, con la stessa macchina, deve faticare per arrivare quinto. Colpa di strategie errate, ma anche della scarsa organizzazione nel progettare e gestire la corsa.

SCHUMACHER e MERCEDES 4 - O forse sarebbe meglio dire "non pervenuti". Un week end anonimo, concluso mestamente con due ritiri: il sette volte campione del mondo rientra ai box al 23' giro senza mai dare l'impressione di poter spingere. Rosberg è costretto a gettare la spugna dal tentato "sorpasso impossibile" ad opera di Barrichello. Australia da dimenticare.

BARRICHELLO 4 - Dal pilota che vanta più di 300 gran premi alle spalle, ci si aspettano ben altre manovre. Mette ko l'incolpevole Rosberg centrandolo in piena curva. Non è da te, Rubens.

Samuele Sassu

Vettel domina in Australia, seguito da Hamilton. Alonso è solo quarto

MELBOURNE - Tutto troppo facile. Sebastian Vettel vola con la sua Red Bull all'Albert Park e conquista con grande merito il Gran Premio d'Australia. Il resto del gruppo assiste attonito al trionfo del campione del mondo in carica: Lewis Hamilton chiude in seconda posizione, staccato di oltre 12 secondi. Dietro di lui, Vitaly Petrov con la Renault, primo podio in carriera per il pilota russo. La Ferrari deve accontentarsi del quarto posto con Fernando Alonso che, dopo una partenza difficile, conclude in rimonta tirando fuori tutto dalla sua monposto. Per trovare l'altra rossa, bisogna scendere fino alla nona posizione di Felipe Massa. Sorprendente poi la prova dell'esordiente Sergio Perez che con la Sauber conquista il settimo piazzamento davanti al compagno di squadra Kamui Kobayashi, effettuando un solo pit stop. Non brillano, invece, Mark Webber e Jenson Button, rispettivamente quinto e sesto. Chiude la top ten la Toro Rosso di Sebastien Buemi.

VETTEL PERFETTO - Le novità nel regolamento, l'incognita degli pneumatici Pirelli, il Kers, l'ala mobile. Quanti lati oscuri nella gara che apre ufficialmente il campionato del mondo di Formula Uno! Eppure, la strepitosa forma di Vettel viene confermata anche oggi da una prestazione impeccabile. Non una sbavatura, una strategia perfetta e un assetto esemplare che ha permesso al tedesco di effettuare soltanto due soste ai box, proprio come i diretti rivali di oggi, Hamilton e Petrov. E se si considera che su questa Red Bull il Kers (il sistema per il recupero dell'energia cinetica da sfruttare per aumentare l'accelerazione in rettilineo, ndr) al momento non funziona, è bene che gli altri team corrano subito ai ripari per cercare di colmare il gap dalla vettura progettata da quel genio dell'aerodinamica chiamato Adrian Newey.

SU DI GIRI - Dietro l'imprendibile Vettel, con distacchi abissali, Hamilton e Petrov possono comunque ritenersi soddisfatti della prestazione. L'ex iridato è autore di una gara relativamente tranquilla, portata a termine con due pit stop e un solo brivido al 34' giro, quando finisce sull'erba e rischia di danneggiare il fondo della sua vettura. Fortunatamente, la McLaren non risente dell'uscita di pista e giunge regolarmente al traguardo. A essere su di giri è certamente il russo della Renault, Vitaly Petrov, che gestisce al meglio la sua monoposto e la resa degli pneumatici. Il primo podio è una festa e, soprattutto, strameritato. Da applausi anche la prestazione del giovane Perez: settimo all'esordio, dimostra di non temere affatto il confronto con piloti molto più esperti di lui.

ALONSO AL MASSIMO - Quinto in griglia, staccato di quasi un secondo e mezzo dalla pole di Vettel, per Alonso il via della gara è poco incoraggiante. Chiuso all'esterno da Button alla prima curva, lo spagnolo è costretto ad andare sull'erba e scivola in ottava posizione. Ne approfitta Massa, che si infila all'interno e riesce ad agguantare la quinta piazza, dando vita a un'accesa bagarre con l'inglese della McLaren. La rossa si affida al Kers, ma deve fare i conti con il regolamento, che vieta l'utilizzo del DRS (il sistema di riduzione del Drag grazie all'ala posteriore mobile, ndr) quando si difende la propria posizione. Button , al contrario, può sfruttare entrambe le soluzioni, senza però riuscire a sopravanzare il brasiliano. Lo fa al 12' giro, tagliando una curva e incorrendo inevitabilmente nel Drive Through tre tornate più tardi. Qui comincia la vera gara di Alonso, che effettua il cambio gomme e si lancia alla rincorsa del podio. Nella seconda parte di gara, tallona costantemente Webber, in evidente crisi con le gomme per via di una strategia completamente sbagliata, e colleziona anche una serie di giri veloci anche con le Pirelli a mescola dura. Tutto questo non basta, però, a raggiungere la Renault dell'ottimo Petrov (deja-vù di Abu Dhabi) e il ferrarista deve accontentarsi della quarta piazza. Il massimo ottenibile quest'oggi. Va meno bene a Massa, ai margini della zona punti, in grande difficoltà quando, nell'ultima parte di gara, monta le coperture a mescola dura e si vede costretto a tornare ai box per ricorrere nuovamente alle morbide.

I DELUSI - L'impressione è che l'insuccesso della scorsa stagione pesi come un macigno sul morale del padrone di casa Mark Webber. Pur disponendo della monoposto migliore, la sua è una gara anonima, condizionata da una strategia completamente sbagliata caratterizzata da una sosta troppo repentina e scelte di pneumatici poco ragionate. Non può essere soddisfatto nemmeno Jenson Button, che con una McLaren decisamente superiore, è dovuto comunque ricorrere a una scorrettezza per sopravanzare Massa nella prima parte di gara. Male la Mercedes con Schumacher costretto al ritiro e Rosberg speronato dalla Williams di un Barrichello in versione a dir poco spericolata. Il prossimo appuntamento il 10 Aprile in Malesia, per capire chi può realmente impensierire Vettel e la Red Bull stratosferici.

Samuele Sassu

Risultato Gp d'Australia (Race Results)

Campionato Piloti (Drivers Championship)

Campionato Costruttori (Teams Championship)


sabato 26 marzo 2011

Non ce n'è per nessuno: Vettel, pole da padrone. Ferrari, è notte fonda

Tutto come previsto, nelle qualifiche del GP d'Australia, gara d'apertura del mondiale 2011. Sebastian Vettel fa capire a tutti di voler assolutamente mantenere il titolo conquistato l'anno scorso, distruggendo la concorrenza, con il tempo di 1'23"529, che è il nuovo record della pista. Il primo degli inseguitori, Lewis Hamilton sulla McLaren, accusa un distacco di oltre 7 decimi! Ancora più lontani gli altri: Webber è 3° a 8 decimi, poi Button a fianco dell'australiano, in seconda fila. Una prestazione in linea con le aspettative della vigilia, che erano state rafforzate dalle ultime libere, nelle quali Vettel era risultato inavvicinabile; e una sorta di avvertimento per gli avversari del tedesco: la combinazione attuale fra la RB7 e il Campione del Mondo è difficilmente battibile.

Desolante lo scenario per la Ferrari: Alonso ottiene alla fine la 5° piazza, ma il distacco di un 1 secondo e 4 decimi dal leader è da brividi; ancora peggio fa Massa, solamente 8°, a 2 secondi dalla pole. Per quanto riguarda il resto della top ten, la Lotus Renault si riprende dopo il brutto venerdì e conquista il 6° posto con Petrov, mentre si confermano Sauber e Toro Rosso, rispettivamente al 9° posto con Kobayashi e al 10° con Buemi. Delude, invece, la Mercedes: Rosberg è l'unico ad entrare nella Q3, chiudendo 7°, mentre Michael Schumacher si fa eliminare in Q2, e partirà 11°.

Le HRT di Liuzzi e Karthikeyan non si mantengono entro la soglia del 107% e, a meno di un atto di clemenza da parte dei commissari, non prenderanno parte alla gara.
Che, così come stanno le cose, non dovrebbe aver storia. Appuntamento alle 8 di domani mattina, per lo spegnimento dei semafori e il via al Campionato del Mondo di Formula 1 2011.

Federico Fadda

venerdì 25 marzo 2011

Altro che difficoltà, la McLaren vola. Ma Ferrari e Red Bull sono lì

Subito sorprese nelle prove libere del GP d'Australia, prima prova del mondiale 2011 di Formula 1. Al termine delle due sessioni del venerdì, l'ultima delle quali disturbata dalla pioggia, brilla la luce delle Frecce d'argento, con Jenson Button che precede tutti, grazie al tempo di 1'25"854, precedendo il compagno Lewis Hamilton di poco più di un decimo.
Terzo, a pochi millesimi dalla coppia McLaren, si è piazzato Fernando Alonso, che aveva ottenuto lo stesso risultato anche al mattino, preceduto però in quella circostanza dalle due Red Bull, che hanno chiuso la giornata con Vettel e Webber rispettivamente 4° e 5°.
Buone indicazioni arrivano anche da Michael Schumacher, 6° e subito dietro ai migliori, mentre leggermente indietro sono Massa e Rosberg, alla fine 7° e 10°.
Fra i piloti in evidenza spicca Sergio Perez, che ha condotto la sua Sauber ad un buonissimo 8° posto, così come bene sono andati Barrichello, oltre alle due Toro Rosso.
La delusione di giornata viene dalla rivoluzionaria Lotus Renault che, orfana di Robert Kubica, non va oltre il 12° tempo di Petrov, subito seguito da Heidfeld. Molto lavoro da fare, dunque, per il team di Enstone.
Non riescono proprio a uscire dalle sabbie mobili i team che hanno fatto il loro debutto la scorsa stagione; la HRT ha compiuto un solo giro con Liuzzi, ed era quello d'installazione! Mentre la Virgin e il Team Lotus occupano stabilmente gli ultimi posti. Premesse di un'altra stagione da comprimari, almeno sembra.
La terza e ultima sessione di prove libere è in programma nella mattinata di sabato.

Federico Fadda

giovedì 24 febbraio 2011

Vettel sceglie i rivali: “Alonso in primis, poi Hamilton”

Le immagini di quel 14 novembre sono ancora vive nella memoria degli appassionati, tanto che sembrano passati solo pochi giorni da allora, da quando Sebastian Vettel si è laureato come più giovane iridato della storia della Formula 1.
Invece ne sono passati parecchi, precisamente più di tre mesi, e a quattro settimane dal via della stagione in cui dovrà difendere il titolo, il giovane Seb lancia ufficialmente il guanto di sfida a coloro che, presumibilmente, cercheranno di rendergli il più difficile possibile la conferma dell’iride.
Di sicuro Alonso, e anche Hamilton è senza dubbio uno dei piloti migliori”, ha detto il tedesco in un’intervista alla “Sport Bild”.

Non solo Fernando e Lewis, comunque, perché Vettel inserisce nella lotta altri contendenti di sicuro valore, alcuni molto vogliosi di rivincite: “Massa non ha avuto un buon 2010, ma non si deve commettere l’errore di sottovalutarlo, perché non è passato molto tempo dalla volta in cui ha dimostrato di essere davvero forte”, ha spiegato, riferendosi al mondiale perso da Felipe nel 2008.
Lo stesso discorso Sebastian lo fa anche per il suo mentore, il vecchio Schumi: “La sua storia è leggendaria; io non credo proprio che Michael abbia dimenticato come si corre, ma ha avuto a che fare con un Nico Rosberg che ha fatto vedere il suo valore”.
La rosa dei nomi presi in considerazione da Vettel comprende inoltre chi lo ha preceduto sull’albo d’oro dei vincitori, quel Jenson Button magari non dotato di un talento sopraffino, ma che ha “delle capacità uniche rispetto ad altri, che lo hanno tenuto in corsa fino quasi alla fine l’anno scorso, e che gli permetteranno di esserci anche nel 2011”.

E Webber? Il fatto che venga menzionato per ultimo può essere, forse, un segnale del fatto che il rapporto fra i due sia rimasto non facile; un problema che potrebbe minare ancora la solidità del team. “Se la nostra macchina sarà abbastanza competitiva, anche lui sarà coinvolto nella lotta al titolo: una minaccia in più per me”.
Potranno verificarsi gli stessi attriti già visti in passato, culminati nell’incredibile incidente di Istanbul? “Non credo, abbiamo chiarito da un pezzo quell’episodio”, ha detto Sebastian, lasciando intuire, però, che i due non si trovano esattamente sulla stessa lunghezza d’onda.

Cosa che sembra succedere anche con il suo capo, Chris Horner, che ha ribadito ancora una volta “l’incedibilità” di Sebastian alla Ferrari; recentemente il giovanotto non ha fatto mistero di voler approdare a Maranello in un futuro più o meno lontano, ma il Team principal della Red Bull ha affermato che non è un’ipotesi che Vettel sta considerando seriamente, ricordando che ha ancora un lungo contratto con il team anglo-austriaco: “Le parole di Seb hanno un qualcosa di “romantico”, ma ciò non significa che abbia deciso di rinunciare a quello che abbiamo costruito insieme finora. Finchè saremo in grado di dargli una macchina perfetta, resterà con noi”, ha detto l’inglese alla “Bild”.
Un concetto che lo stesso Vettel si è poi affrettato a confermare, affermando di essere felice alla Red Bull, ma Horner è consapevole che la Ferrari suscita un fascino senza paragoni: “Non possiamo competere con la loro storia, che è fantastica; al momento all’esterno siamo visti come la squadra più cool, ma chissà che un giorno non diventeremo anche noi una leggenda. Magari proprio grazie a Sebastian”.
A meno che Seb non decida, prima o poi, di provare a far diventare ancora più leggendario chi già lo è, dato che, Alonso docet, “solo alcuni lo dicono apertamente, ma in realtà tutti i piloti sognano di approdare alla Ferrari”.

Federico Fadda (422race.com)

mercoledì 23 febbraio 2011

Mercedes e Massa, affamati di riscatto

Le facce scure degli uomini Mercedes la dicevano piuttosto lunga, su quelli che potevano essere i pensieri all’interno del team di Brackley, dopo i quattro giorni di prove sul circuito del Montmelò. “Si facesse una gara ora, lotteremmo per la top ten”, aveva detto solo ieri Norbert Haug, senza nascondere i dubbi che ruotano intorno alla W02, marchiata probabilmente troppo in fretta come macchina da titolo.
Un concetto che il vice-presidente di Mercedes Sport ribadisce, smorzando però un po’ i toni arrendevoli dei giorni scorsi, specie alla luce di quanto riportato da “Auto Motor und Sport”; secondo la rivista tedesca, la Mercedes è risultata essere la più veloce sui rettilinei.
Avere una vantaggio in questo senso sarà importante, visto che per il 2011 ci aspettiamo maggiori battaglie in pista”, ha detto un Haug apparso più positivo, aggiungendo: “I molti giri fatti a Barcellona ci hanno permesso di capire meglio la macchina e i pneumatici, consentendoci di essere più forti nel tempo sul giro”.
Parole che lasciano quantomeno perplessi, considerando che lo stesso magazine tedesco aveva già fatto notare che fra la W02 e la Red Bull la differenza attuale è, proprio in termini di tempo sul giro, di circa un secondo e mezzo. La maggior velocità sul rettilineo potrà quindi essere un aiuto per superare le macchine di centro-gruppo, ma non certo per scavalcare i campioni del mondo, e nemmeno Ferrari o McLaren.
Inoltre, il tempo non è dalla parte di chi si trova già a dover rincorrere, visto che ormai prima del GP di Australia è rimasta una sola sessione di test, di nuovo a Barcellona. La Mercedes di rincorsa sembra doverne fare troppa, ma per la serie “la speranza è l’ultima a morire”, Haug non perde fiducia: “Se le cose procederanno nel verso giusto, potremmo sorprendere tutti”.

La stagione alle porte sarà occasione di rivalsa anche per una delle delusioni più grandi del 2010, quel Felipe Massa capace di perdere il mondiale nel 2008 per un solo punto, e tanta sfortuna, ma che di fronte a Fernando Alonso ha fatto quasi la figura di un debuttante.
Durante i test, il brasiliano ha confessato di essere “molto fiducioso” per il 2011, dopo che lo scorso anno ha lamentato una continua mancanza di grip da parte delle gomme Bridgestone: “Non riuscivo a ottenere il massimo dalla vettura, nonostante provassi tutte le soluzioni possibili. In questo modo non si riesce a lavorare con serenità, e questa è fondamentale in un lavoro come il nostro”.

Un problema che non dovrebbe ripetersi ora, se è vero quanto rivelato dal brasiliano, cioè di sentire un “gran feeling” con le Pirelli, testimoniato dal tempo più veloce fatto registrare a Barcellona: “Ho spinto a dovere per capire se davvero queste gomme lavorano come voglio io; sento di riuscire a controllare molto meglio la macchina, e in queste condizioni so di cosa posso essere capace”, ha detto in un’intervista al quotidiano brasiliano “Estado do S.Paulo”. Cambieranno le strategie da adottare durante la gara, un aspetto che a Massa sembra non dispiacere affatto: “Fino allo scorso anno già dalla partenza si sapeva più o meno come sarebbe andata la gara, mentre ora con il rendimento di queste gomme tutto può cambiare anche solo nell’arco di tre giri”.
Non solo pneumatici, le buone sensazioni sono suscitate in Felipe anche dalla F150th: “E’ molto competitiva; il 2010 è stato un anno orribile perché la macchina non lavorava con me, mentre quando ciò è accaduto ho ottenuto risultati buoni con Schumacher e grandi con Raikkonen. Quest’anno sento la vettura come piace a me, le cose dovrebbero andare decisamente meglio”. Cosa che si augurano di cuore i tifosi della Ferrari, per non continuare a lottare contro gli altri con un attacco ridotto ad una sola punta.

Federico Fadda (422race.com)

martedì 22 febbraio 2011

Il bilancio delle squadre dopo i test di Barcellona

Tempo di bilanci nel paddock della Formula 1, dopo che le scuderie hanno presentato, e sottoposto alla prova dell’asfalto, le monoposto con le quali parteciperanno al mondiale che prenderà il via il prossimo 27 marzo in Australia.

Le tre sessioni di test svolte in terra spagnola, fra Valencia, Jerez e Barcellona, hanno già sciolto alcune delle curiosità che circondavano i team alla vigilia; sui rapporti di forza fra le squadre le cose sono apparse abbastanza chiare: la lotta per il vertice al momento propone un duello, quanto serrato è da vedere, fra i campioni in carica della Red Bull e la Ferrari, con monoposto che hanno fatto registrare prestazioni simili sia sul passo di gara, sia sul giro secco, dato che Massa a Barcellona, con serbatoio vuoto, ha fatto segnare un tempo di tutto rispetto.
Il sorriso sornione di Alonso induce poi a ulteriori ottimismi; lo spagnolo ha dato l’impressione di essere in formissima, e a margine dei test di Barcellona ha commentato: “Un meccanico mi ha detto che quando andiamo bene qui nel pre-stagione, il campionato poi andrà male, e viceversa; di sicuro non speravo che la macchina si rompesse, ma quando si è fermata, è venuto da me molto felice sostenendo che allora quest’anno andrà bene per noi”, ha detto ridendo il due volte iridato.

Della forza della Rossa si è detto convinto Mark Webber, che nonostante la consapevolezza del valore della Red Bull, considera la Ferrari l’avversaria principale: “Hanno concluso forte la scorsa stagione, allo stesso modo inizieranno quest’anno; loro sono quasi sempre in lotta per il vertice, sono organizzati, non perdono tempo, sono veloci”.
Sulla stessa lunghezza d’onda di schiera il direttore tecnico della Williams, Sam Michael, che mette in guardia la Red Bull: “Farebbero un errore a sottovalutare la Ferrari; sembrano molto veloci nei long run”.

Nonostante ciò che si è visto finora, Webber non crede però che sarà una lotta ristretta a solo due scuderie, sebbene la McLaren appaia in ritardo: “Anche loro possono essere davanti, ma non credo da subito; la loro macchina è ancora acerba”.
Cosa di cui è consapevole, in casa delle Frecce d’argento, Lewis Hamilton: “Stiamo facendo progressi, ma c’è ancora molto da fare; soprattutto, abbiamo un urgente bisogno di fare una simulazione di gara”, ha detto il pilota inglese, ammettendo poi che lo spostamento di due settimane dell’inizio della stagione non gli dispiace: “Ci consente di avere più tempo per capire meglio come far funzionare bene tutto il pacchetto: macchina, gomme, sistemi elettronici. Al momento non siamo in grado di fare 140 giri in un giorno, come Webber; loro stanno facendo un lavoro incredibile, noi siamo abbastanza indietro, e con poco tempo per recuperare, prima che la stagione cominci”.

Allo stesso modo non è sembrata matura per la vittoria nemmeno la Mercedes, a dispetto dei proclami lanciati prima e dopo la presentazione della W02; tanto che Norbert Haug sabato ha dovuto laconicamente ammettere che la macchina non è buona come a Brackley si aspettavano: “Fosse stata una gara, non saremmo entrati nella top ten”. Il miglior tempo di Nico Rosberg nel terzo giorno di test a Barcellona è quindi da interpretare come un fuoco di paglia? “In questo momento sappiamo di non essere da prime dieci posizioni, anche perché abbiamo avuto problemi di temperature, e non abbiamo usato il KERS”. Il dubbio è se basteranno gli aggiornamenti previsti per la prima gara, e Haug a proposito si mostra speranzoso, più che fiducioso: “Il piano è che con il nuovo pacchetto aerodinamico dovremmo riuscire a ridurre il gap e avere una macchina veloce abbastanza per arrivare a podio”. Ma se i calcoli di “Auto Motor und Sport” sono esatti, servirà qualcosa di più di qualche novità; la rivista tedesca ha calcolato, infatti, che fra la Red Bull e la Mercedes attualmente, nella simulazione di gara, vi è un distacco di circa un secondo e mezzo. Tanto, troppo.

Oltre alla Ferrari, un altro cuore italiano può permettersi di sorridere; la Toro Rosso si è fatta notare come grande sorpresa di questo pre-stagione; Jaime Alguersuari era raggiante sabato, dopo essersi piazzato a soli due decimi da Sebastian Vettel: “So molto bene in che condizioni ho realizzato il mio miglior giro e, credetemi, c’è da essere molto soddisfatto”. Ad accorgersene sono stati anche gli altri: “La Toro Rosso sembra davvero forte in termini di consistenza”, ha detto Jenson Button.

Al di là delle prestazioni pure delle vetture, gli altri dilemmi riguardavano l’efficacia delle novità introdotte quest’anno, in particolar modo allo scopo di favorire i sorpassi: ala mobile, KERS, gomme Pirelli.
A dispetto delle previsioni, sembra che saranno proprio i pneumatici italiani, piuttosto che i sistemi elettronici, a favorire le battaglie fra i piloti; ne è sicuro Fernando Alonso: “Esse contribuiranno più di tutto il resto nel permettere i sorpassi, perché chi ha appena montato un set nuovo sarà anche sei secondi più veloce di chi non le ha ancora sostituite”. Niente duelli all’arma bianca, però, nelle previsioni dello spagnolo: “Si supererà di più, certamente, ma non a ogni curva, perché se le velocità dei contendenti sono simili le difficoltà saranno le stesse di prima”.
D’accordo con Alonso è Mark Webber, che in più si mostra dubbioso sul fatto che ciò possa rendere più emozionanti le gare: “Ci saranno molti più sorpassi, ma anche grandi differenze di velocità fra le vetture, a seconda delle strategie; passare una macchina nettamente più lenta non credo renderà la corsa più spettacolare”.
Si è parlato di due, tre, addirittura quattro soste; chiacchiere che dalla Pirelli bollano come ridicole: “Saranno al massimo tre; a Barcellona si usuravano molto perché c’era poco grip e temperature basse, ma su piste in cui queste saranno alte, la performance di entrambe le mescole migliorerà vertiginosamente”, ha garantito Paul Hembery.
Parole che, dati alla mano, i team prenderanno quantomeno col beneficio del dubbio, sperando che la resa delle Pirelli, da qui a Melbourne, migliori davvero.

Federico Fadda (422race.com)