
VALENCIA, 27 Giugno 2010 - Vettel vince il Gp d'Europa, dopo una gara decisa praticamente al nono giro, quando il suo compagno di squadra tentenna nel sopravanzare la Lotus di Kovalaninen e prende il volo, causando l'inevitabile entrata in pista della Safety Car. Proprio la vettura di sicurezza, finisce per favorire il pilota tedesco e Lewis Hamilton subito dopo, mentre di fatto blocca le Ferrari e ne pregiudica la rincorsa al duo di testa. Proviamo a dare qualche voto ai protagonisti:
VETTEL 8 - Scappa fin dal primo giro, tenendo un ottimo passo e approfittando di quei fortunati secondi con cui precede l'ingresso della SC. La sua è una volata verso la bandiera scacchi e merita questa vittoria.
HAMILTON 2 - Solitamente, quando a scuola i "furbi" vengono scoperti, tornano a casa con un "bel 2" stampato in faccia. Purtroppo, la F1 non è la scuola e i spesso sono proprio i furbetti a godere di più. Anche oggi, premiato chi viola le regole. Almeno noi, ci prendiamo il diritto di valutarlo con un voto così basso, per quello che vale (poco).
ALONSO 5,5 - Fino al nono giro ha inanellato una serie di giri veloci che lo hanno portato ad avere Hamilton nel mirino. Ottima partenza, buon inizio di gara, ma eventi sfavorevoli a parte, quel sorpasso subito da Kobayashi non è proprio da Alonso.
MASSA 5,5 - Attenuanti anche per lui, almeno riguardo agli sfavoritismi. Benissimo in partenza, quando recupera diverse posizioni, non riesce a risalire la china dopo gli episodi che conosciamo.
WEBBER 3 - "Zigzagare" è uno degli errori più macroscopici che un pilota possa fare in fase di sorpasso: tentenna incredibilmente dietro a Kovalainen e rischia di lasciarci la pelle in quel "salto mortale" conseguente al contatto con la Lotus. Che cosa gli sarà passato per il cervello non ci è dato saperlo.
DIREZIONE DI GARA 0 - A dir poco vergognoso impiegare quasi mezz'ora per decidere su un episodio di cui si hanno immagini chiarissime. Così come è vergognoso mandare in pista la Safety Car quasi allo sbaraglio, dove chi fa in tempo a superarla è favorito, e chi rimane dietro non ha possibilità di dire la sua.
Samuele Sassu
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