HOCKENHEIM –
Un segnale lanciato agli avversari, questo è l’indiscutibile vittoria di
Fernando Alonso nel GP di Germania, decima tappa del mondiale 2012 di Formula
1.
Sul circuito
di Hockenheim, il pilota spagnolo della Ferrari ha condotto la gara dall’inizio
alla fine, gestendo con intelligenza le gomme, e rintuzzando gli attacchi di Sebastian
Vettel e di un grande Jenson Button, che gli fanno compagnia sul podio. Dopo la gara, però, i commissari hanno analizzato la manovra con la quale il campione del mondo ha guadagnato la posizione nei confronti della McLaren, decidendo di penalizzare Vettel con 20 secondi aggiuntivi sul tempo di gara, per aver operato il sorpasso con le ruote della vettura fuori dalla dalla carreggiata. Seb scende così dal 2° al 5° posto, mentre guadagna il podio Raikkonen, e Kobayashi sale in 4a posizione.
Una gara molto
tesa, quella tedesca, che ha vissuto per tutto il suo svolgimento sul duello
per la vittoria fra i primi tre, e sulle numerose battaglie per le posizioni da
punti, che hanno visto molti piloti darsi battaglia, con conseguenti sorprese
fra i team medio-piccoli, e diversi delusi fra i piloti delle big.
Il successo
di Alonso non è stato praticamente mai in discussione; lo spagnolo, partito
dalla pole, non ha avuto problemi a mantenere la testa del gruppo alla prima
curva, grazie ad uno scatto decisamente migliore rispetto a Sebastian Vettel,
che ha dovuto fare i conti per tutto il primo giro con Michael Schumacher,
partito con più slancio rispetto al pilota della Red Bull. Partenza decisamente
nera invece per Hamilton e Massa; Lewis ha avuto un pessimo spunto, finendo
risucchiato nelle posizioni di retrovia, mentre Felipe si è trovato coinvolto
nella mischia, finendo per rompere l’ala anteriore in un contatto, con
conseguente rientro ai box per la sostituzione. Il brasiliano ha avuto comunque
buona compagnia, dato che per lo stesso motivo hanno dovuto ricorrere ad un
pit-stop imprevisto anche Grosjean e Senna.
Da lì in poi
è iniziato il duello in testa fra Alonso e Vettel, con lo spagnolo che, dopo
aver messo un piccolo margine fra sé e il primo degli inseguitori, ha subìto il
ritorno di Sebastian, che non è però mai riuscito a impensierirlo seriamente, a
causa della condotta di gara ad elastico messa in pista dallo spagnolo, che in
un giro lasciava qualche decimo al campione del mondo, per poi riguadagnare in
quello successivo. Dietro ai primi due si faceva notare però Jenson Button, che
dopo essersi sbarazzato di Schumacher, ha iniziato ad avvicinarsi al duo di
testa, fino a raggiungere Fernando e Seb dopo la prima tornata di pit-stop,
iniziata, per i piloti che hanno adottato la strategia delle tre soste, già
intorno al 12esimo giro.
A centro
gruppo, intanto, era già diventata realtà la strepitosa progressione delle due
Sauber, con Kobayashi e Perez che si inserivano fra Raikkonen, Schumacher e
Webber, rendendo difficile soprattutto la domenica di Michael e Mark, mentre
Hamilton, velocissimo pur se costretto ad una gara nelle retrovie anche a causa
della foratura della gomma posteriore sinistra nei primi giri, a metà gara si è
ritrovato suo malgrado invischiato nella lotta fra i primi tre, arrivando
addirittura a sdoppiarsi da Vettel, facendo perdere del tempo prezioso a Seb,
che cercava di riprendere Alonso. Lewis ha poi cercato di fare lo stesso con
Fernando, che ha però tenuto duro nei confronti dell’inglese, non lasciandogli
strada.
A mescolare
le carte, per i leader della corsa, è intervenuto il secondo pit-stop, dopo il
quale la Ferrari ha mantenuto la prima posizione, mentre Button si è trovato
davanti a Vettel, che è stato poi protagonista, a causa del nervosismo, di
diversi “lunghi” fuori pista. Nell’ultima parte di gara Jenson si è avvicinato
notevolmente ad Alonso, che però non si è mai scomposto e non ha concesso alla
McLaren la possibilità di attaccarlo, regalandosi così il più tranquillo finale
di gara possibile; a due giri dalla fine, anzi, è stato proprio Button a subìre
il sorpasso da parte di Vettel, che si è ripreso così il secondo gradino del podio.
Alle spalle
dei primi tre si è piazzato Kimi Raikkonen, con la Lotus che non ha avuto la
solita strepitosa progressione finale, rimanendo sempre piuttosto distante dai
primi. Domenica assolutamente da incorniciare per la Sauber, che grazie al
solito uso gentile dei pneumatici ha portato Kobayashi e Perez ad occupare la
quinta e sesta posizione, davanti ai delusi Schumacher e Webber. Per l’australiano,
in particolare, la debàcle è pesante in termini di classifica iridata. Chiudono
la top ten la Force India di Nico Hulkenberg, autore di una buonissima gara, e
la Mercedes di Rosberg, decimo dopo essere partito 22esimo. Unico ritirato è
Lewis Hamilton, che ha concluso nel modo peggiore una giornata che, vista la
performance del compagno di squadra, avrebbe potuto avere esito ben diverso.
Per Alonso si
tratta della terza vittoria stagionale, con la quale consolida il primato nella
classifica iridata: lo spagnolo sale a quota 154, portandosi a +34 su Webber,
che a sua volta ha 2 punti di vantaggio su Vettel. Dietro i primi tre i
distacchi salgono notevolmente, con Hamilton che accusa ora un distacco di ben
62 punti da Fernando.
Nel mondiale
costruttori la Red Bull mantiene saldamente la vetta, con 238 punti, davanti
alla Ferrari, che ha aumentato il suo vantaggio su McLaren e Lotus.
Prossimo
appuntamento con la Formula 1 fra una settimana per il GP d’Ungheria, sul
circuito dell’Hungaroring.
Ordine d'arrivo
Classifica Piloti
Classifica Costruttori

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