SEGUICI SU FACEBOOK!!!

Visualizzazione post con etichetta alonso wins. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta alonso wins. Mostra tutti i post

domenica 10 luglio 2011

SILVERSTONE E' ROSSA! VINCE ALONSO DAVANTI ALLE RED BULL


SILVERSTONE - Toh! Chi si rivede! Fernando Alonso e la Ferrari tornano alla ribalta nel circuito di "casa Red Bull", uno dei meno favorevoli alla rossa, almeno sulla carta. Silverstone, Inghilterra, terra di leggende automobilistiche e curvoni veloci, proprio quelli che fino alla gara scorsa creavano difficoltà al Cavallino. Eppure, la bella vittoria di Alonso, che non saliva sul gradino più alto del podio dal Gp di Corea dell'anno precedente, sta a significare che il divario con le Red Bull si è ridotto eccome. Peccato che il campionato sia ormai chiuso: i 92 punti di vantaggio che Vettel conserva sul ferrarista, rendono il suo secondo posto davvero poco amaro. Webber, terzo, accetta gli ordini di scuderia e non sopravanza il compagno quando ci sarebbero tutte le condizioni per "staccargli la vernice". Hamilton e Massa fanno a sportellate fino all'ultima curva, con l'inglese che alla fine riesce a spuntarla e ad aggiudicarsi il quarto posto. La McLaren di Button, al contrario, si ferma mestamente subito dopo l'ultimo pit stop: difficile correre con l'anteriore destra non avvitata.

FERRARI BRILLANTE - Si era già visto ieri in qualifica e la conferma è felicemente arrivata in gara: la Ferrari torna a essere competitiva e lo fa proprio a Silverstone, uno dei tracciati più tecnici del mondiale, dove l'aerodinamica la fa da padrone. Dopo una prima parte di gara condizionata dal bagnato, in cui Vettel scavalca il compagno al via e si lancia indisturbato in testa, Alonso deve solo aspettare di portare gli penumatici alla giusta temperatura per poi recuperare sull'australiano giro dopo giro. La pista si asciuga velocemente e i duellanti rientrano per montare gomme da asciutto. Malgrado le coperture soft, la rossa fatica e vede avvicinarsi sempre di più dalle retrovie la sagoma della McLaren di un Hamilton scatenato. L'ex iridato non impiega molto a lasciarsi la Ferrari alle spalle, per la quale sembra ripresentarsi il solito Gp anonimo e privo di acuti. Non è affatto così. Le Pirelli morbide diventano roventi, così come il temperamento di Fernando Alonso che in poche tornate riduce i distacchi dai primi tre e restituisce il favore a Hamilton, al 24' giro. La gran rimonta è appena cominciata.

BYE BYE VETTEL - A metà gara, è ormai il momento della seconda sosta: si fermano Hamilton, Webber, Button e Massa, mentre l'altra Ferrari in pista fa segnare giri veloci a go-go. Nel mirino di Alonso c'è proprio il leader della gara Vettel, che al 27' giro decide di effettuare il nuovo cambio gomme. Lo spagnolo lo segue a ruota e stavolta la fortuna gira dalla parte del Cavallino: infatti, un problema nel fissaggio della posteriore sinistra della Red Bull, fa perdere secondi vitali a Sebastian, che vede scorrere la sagoma rossa davanti a lui. Tuttavia, non è un rientro semplice quello di Alonso, pressato dalla McLaren di Hamilton decisamente più "calda" per via della sosta anticipata. L'inglese però non riesce a ripetersi nel sorpasso, anche perché ora che la pista è completamente asciutta, la Ferrari fatica meno a portare gli pneumatici alla giusta temperatura. La strada per il successo è spianata.

VITTORIA! - Per uno come lui, pilota combattivo e vincente, l'astinenza di ben dieci Gran Premi senza vittoria è davvero troppo. Deve aver pensato questo Fernando Alonso, quando nell'ultima parte di gara, ha cominciato a spingere come un forsennato, creando il vuoto dietro. E nel momento in cui Sebastian Vettel ha deciso di fermarsi ai box per la terza volta, ha capito che sì, stavolta il trionfo era possibile. Per lo spagnolo della Ferrari arriva così il 27' successo in carriera, primo di una stagione difficile e, probabilmente, già chiusa. Poco importa, almeno oggi. Perché vincere in terra inglese, si sa, ha sempre un sapore particolare (prestigio a parte).

MALI COMUNI - Prima il caos regolamenti, con la bagarre sugli scarichi soffiati. Poi le difficoltà in gara e, infine, alcuni pit stop quantomeno problematici che fanno alzare gli occhi di Chris Horner e Martin Whitmarsh al cielo. Troppe cose vanno storte a Silverstone per Red Bull e McLaren. Fatale per la vittoria quella posteriore sinistra che non vuole saperne di entrare nella giusta sede, proprio nel momento in cui Vettel si gioca il tutto per tutto ai box con Alonso. Nota stonata anche il tentennamento dei meccanici con l'altra monoposto di Webber. Gravissima, se non grottesca, l'anteriore destra della McLaren di Button non avvitata nel corso dell'ultimo pit stop. E per il povero Jenson, il Gp di casa continua a essere un tabù. Che figura per il team di Woking!

Samuele Sassu

Ordine di arrivo

Classifica piloti

Classifica costruttori

domenica 26 settembre 2010

ALONSO CONQUISTA ANCHE SINGAPORE! CHE SFIDA CON VETTEL!


SINGAPORE - Fernando alonso come Jim Clark e Niki Lauda: 25 vittorie in carriera celebrate nello straordinario scenario notturno di Singapore, dopo una gara dominata dall'inizio alla fine a colpi di tempi da qualifica con un ottimo Sebastian Vettel sempre lì a pochi decimi. Un Gp durissimo, su un circuito che non lascia spazio a errori e la Safety Car sempre pronta a scombinare strategie e condotte di gara. Netto il dominio dello spagnolo a bordo di una Ferrari semplicemente perfetta, mentre qualcuno lì dietro (dicesi Hamilton) combina il secondo patatrac conescutivo dopo quello di Monza per superare Webber, leader del mondiale oggi piuttosto sornione. E la classifica iridata che cosa racconta? Cinque piloti in soli 25 punti a quattro gare dalla fine. Signore e signori, cominciate a saltare sulle poltrone, perché ne vedremo delle belle da qui a Novembre!

SUBITO IN TESTA - A fine gara, il commento a caldo di Domenicali è emblematico: "Abbiamo vinto ieri, grazie alla pole". Parere incontestabile: quando scattano i semafori, Alonso riesce a mantenere la testa, malgrado lo spunto migliore avuto da Vettel, e da quel momento parte la grande cavalcata verso la bandiera a scacchi. La Red Bull del tedesco è veloce ed equilibrata, ma già dal decimo giro comincia a lamentare qualche problema all'impianto frenante, dotato di prese d'aria più piccole rispetto a quelle degli avversari. Un scelta tecnica legata soprattutto all'aerodinamica, che tuttavia costringe Vettel a non tirare fuori il 100% dalla sua monoposto per gran parte della corsa. Alonso, invece, gestisce al meglio il primo stint con le gomme morbide e guadagna decimi preziosi sul diretto avversario. Il resto del gruppo, invece, sembra essere di un'altra categoria: enormi i distacchi rispetto al duo di testa.

PIT STOP ANCORA DECISIVO - L'unico errore commesso dagli starteghi del team di Chris Horner, è forse quello di richiamare ai box Sebastian Vettel al 30' giro, nello stesso istante in cui Alonso decide di effettuare il pit stop. Il tedesco, infatti, stava cominciando a rosicchiare qualche decimo importante al ferrarista e, probabilmente, un paio di giri in più a quel ritmo gli avrebbero permesso di rientrare davanti una volta effettuato il cambio gomme. La strana decisione della Red Bull è un assist perfetto agli abilissimi tecnici di Maranello, che rispediscono in pista Alonso con un pit stop fulmineo e assistono anche all'incertezza di Vettel nella ripartenza. Centesimi di secondo fondamentali che a metà gara danno il via ai preparativi per la festa finale.

ULTIMI GIRI AL CARDIOPALMA - La seconda parte di gara è una vera battaglia a colpi di giri veloci tra lo spagnolo e il giovane della Red Bull che danno vita a un elastico senza soluzioni di continuità. A far tremare i tifosi a casa,sono soprattutto i doppiaggi, a causa delle tante bagarre tra i piloti nelle retrovie. Ad approfittarne maggiormente è sempre Vettel che recupera sempre terreno e, all'ultimo giro, è a ridosso degli scarichi di Alonso. Il ferrarista, però, non si scompone, centra il giro veloce, guarda ogni tanto negli specchietti e si mantiene saldo in testa, giungendo primo al traguardo con soli tre decimi di vantaggio sul rivale. Il week end di gara perfetto: pole position, vittoria e giro veloce. Gli inglesi lo chiamano Hat-trick, noi lo definiamo capolavoro.

HAMILTON, CHE GUAIO! - Camera car, macchina ferma e un volante gettato via. Immagine che descrive perfettamente il brutto momento di Lewis Hamilton, finito fuori al 36' giro dopo un tentativo di sorpasso quasi riuscito su Webber per aggiudicarsi la terza posizione. Nel rettilineo che precede la Curva 7, il pilota inglese prende bene la scia al leader iridato e lo passa quasi interamente all'esterno, ma quando decide di rientrare per affrontare l'insidiosa curva a sinistra, viene centrato dalla Red Bull dell'australiano, che aveva già scelto una traiettoria più interna. Per la sospensione posteriore destra della McLaren il contatto è fatale, mentre Webber riesce a proseguire e a chiudere terzo. A Singapore come a Monza, due settimane fa, zero punti per Hamilton, scavalcato nella corsa al mondiale da Alonso. Va bene essere aggressivi, ma i titoli, talvolta, si rischia di perderli proprio per eccesso di veemenza.

UN FINALE... DI FUOCO! - A lasciare il segno su Marina Bay è anche la Renault di un Robert Kubica indiavolato, che negli ultimi giri infila Massa, Hulkenberg e Sutil, conquistando una meritatissima settima posizione. Il pilota polacco, anche grazie al suo F-Duct, è praticamente incontenibile e approfitta del vantaggio aerodinamico della sua vettura. A completare la top ten, a ridosso del podio arrivano l'altra McLaren di Button, la Mercedes di Rosberg e Barrichello con la Williams. Da segnalare poi, il suggestivo, quanto pericoloso incendio che si scatena sulla Lotus di Kovalainen a pochi giri dal termine. Il pilota finlandese, si accorge delle fiammate che partono dagli scarichi della sua monoposto proprio mentre sta per imboccare la corsia dei box e allora decide di cambiare direzione e fermarsi sul rettilineo del traguardo, dove però non ci sono tecnici pronti a intervenire con gli estintori. Divampa l'incendio e tocca allo stesso Kovalainen spegnerlo con un estintore passatogli dal muretto dei box.

domenica 12 settembre 2010

A MONZA E' FESTA ROSSA: ALONSO VINCE IL GP D'ITALIA



MONZA
- Erano quattro anni che l'immenso cuore rosso Ferrari non batteva sotto al podio di Monza. Da Schumacher (quello vero) ad Alonso, tante monoposto hanno solcato l'asfalto del circuito più veloce del Mondiale: oggi, davanti a 85mila spettatori, la Rossa di Maranello torna a fare la voce grossa. Primo lo spagnolo, dopo un duello all'ultimo centimetro con la Mclaren di Button, terzo Felipe Massa, a completare quel podio che ha nel rosso il suo colore naturale. Una vittoria fantastica di tutta la squadra: piloti e macchine in gran forma, a infilare giri record ogni volta che oltrepassano il traguardo, e una squadra eccezionale nelle strategie e nei pit stop. Monza si colora di rosso e la classifica iridata si accorcia, anche grazie all'inaspettato ko di Hamilton nelle prime curve, troppo convinto di sé nell'attaccare Massa. Sarà un finale di campionato caldissimo.

PARTENZA DIFFICILE - Con Alonso in pole e Massa in seconda fila subito dietro ad occupare la parte pulita del tracciato, il via della gara sembra essere tutto a favore della Ferrari. Purtroppo, l'indecisione dello spagnolo favorisce l'ottimo spunto di Button secondo in griglia, coriaceo nel resistere al tentativo di chiusura da parte di Alonso e a buttarsi nella prima variante in testa al gruppo. Lo è un po' meno il suo compagno e ormai ex leader del mondiale, Lewis Hamilton che tenta il sorpasso impossibile su Massa alla Roggia e finisce per distruggere la sospensione anteriore destra della sua McLaren, dopo il contatto con la ruota posteriore sinistra del brasiliano. Il suo Gp d'Italia dura solo un paio di km e Webber ringrazia.

GOMME INFINITE - I primi tre lì davanti impongono da subito un passo di gara straordinario: non passa giro senza che almeno uno dei tre non faccia registrare un tempo record. Button prova a scappare, affidandosi a una vettura con maggior carico aerodinamico e tuttavia più dolce con gli pneumatici a mescola morbida. Alonso, molto più scarico, si accoda e non molla di un centimetro, se non per liberarsi sporadcamente delle turbolenze scatenate dalla vettura dell'inglese. E dunque passano i giri, i distacchi rimangono immutati e quando si arriva al 25' giro e nessuno dei tre ha ancora effettuato il pit - stop, si capisce che chi rientrerà per primo a montare le gomme dure, avrà perso la gara.

LA SVOLTA - L'impressione è che, malgrado la seconda posizione, Alonso abbia qualcosa in più rispetto al campione del mondo in carica. Quando Button fa segnare un giro veloce, nella tornata successiva è di nuovo lo spagnolo ad abbassare il tempo sul giro e a ridurre il distacco. Al 37' giro, infine, la svolta della gara: dal box McLaren fanno rientrare Button, che cambia in pochi secondi le coperture e riparte dietro alle due Ferrari. Alonso ha pista libera e si lancia come un forsennato, ma ormai anche le sue Bridgestone sono alla frutta e non taglia nemmeno il traguardo. Sosta fulminea e ripartenza, grazie a un lavoro super dei meccanici. Quando la Rossa oltrepassa la linea bianca che chiude la pit - lane, sullo sfondo compare la sagoma argentata della McLaren che si affianca all'esterno e tenta di sopravanzare Alonso, formidabile nell'appropriarsi della giusta traiettoria e a resistere all'attacco nella prima variante, pur avendo pneumatici ancora "freschi". E sugli spalti, intanto, comincia la festa.

L'EPISODIO CURIOSO - Non manca il brivido finale per i tifosi ferraristi, quando il pilota spagnolo, indisturbato, perde per un attimo il controllo della vettura e taglia la prima chicane, per fortuna senza danni. La McLaren, a quel punto distante ben quattro secondi, non può approfittarne. Chi non riesce a sopravanzare Button dopo la sosta ai box è Massa, sempre un po'staccato rispetto al duo di testa. Il terzo posto, però, non è certo da buttare. E il resto del gruppo? In quarta posizione chiude Vettel, protagonista di uno strano episodio poco prima di metà gara: giunto sul rettilineo che immette sulla Parabolica, lamenta via radio un problema al motore e in quello stesso istante dà strada al compagno di squadra Webber, sfavorito da una brutta partenza. Dopo neanche mezzo giro, il tedeschino riprende a tirare come se niente fosse successo. Problema momentaneo o gioco di squadra per favorire Webber, attuale leader del mondiale? Ad ogni modo, la top ten si completa con la quinta posizione di Rosberg, seguito proprio da Webber e a chiudere la zona punti ci sono Hulkenberg, Kubica, Schumacher e Barrichello.

MONDIALE APERTO -
Con la bella vittoria di Alonso, la difficile gara di Webber e il flop di Hamilton, la classifica iridata racchiude cinque piloti in 24 punti. Lo spagnolo della Ferrari sale in terza posizione a 166 punti, 21 in meno dell'australiano della Red Bull e a 16 lunghezze da Lewis Hamilton. A cinque gare dal termine, il Mondiale è davvero apertissimo.

Samuele Sassu

ORDINE DI ARRIVO (GP RESULTS)


CLASSIFICA PILOTI (DRIVERS CHAMPIONSHIP)

CLASSIFICA COSTRUTTORI (CONSTRUCTORS CHAMPIONSHIP)


FERNANDO ALONSO WINS ITALIAN GRAN PRIX IN MONZA

Fernando Alonso on Ferrari F1 wins Italian Gp in Monza. Jenson Button on McLaren Mercedes arrived in second place. Felipe Massa, on the other Ferrari, arrived third. The complete top ten of the race is: Sebastian Vettel (Red Bull) 4th, Nico Rosberg (Mercedes) 5th, Mark Webber (Red Bull) 6th, Nico Hulkenberg (Williams) 7th, Robert Kubica (Renault) 8th, Michael Schumacher (Mercedes) 9th, Rubens Barrichello (Williams) 10th.