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domenica 9 ottobre 2011

VETTEL CAMPIONE DEL MONDO. In Giappone vince Button, secondo Alonso


SUZUKA - Tutto secondo le aspettative. O quasi. Sì, perché se è vero che per Sebastian Vettel la conquista del titolo iridato era una questione legata a un solo punto, non si può ignorare la bella gara di Jenson Button e Fernando Alonso. L'inglese della McLaren mette a segno l'ennesima gara perfetta e centra la terza vittoria in stagione, mentre il ferrarista riesce a tenere a bada un Vettel apparentemente appagato e chiude in seconda posizione. Una gara poco entusiasmante, invece, per l'altra Red Bull, con Mark Webber che deve accontentarsi della quarta piazza. Dietro di lui, Lewis Hamilton (anche oggi scintille con Massa), seguito da Michael Schumacher e dalla rossa di Felipe. Bene anche Sergio Perez che chiude ottavo e con la Sauber realizza un giro veloce battuto soltanto nei giri finali da Button. A chiudere la top ten, infine, Rosberg sulla Mercedes e Sutil con la Force India.

SECONDO TITOLO - Una stagione dominata, un campionato chiuso con quattro gare di anticipo. Sebastian Vettel è il padrone assoluto del mondiale di Formula 1 e centra meritatamente il secondo titolo consecutivo a soli 24 anni. Come egli stesso afferma a caldo, il compito più difficile per chi conquista un campionato, è riconfermarsi nell'anno successivo. Missione compiuta per il tedesco che, rispetto alla stagione passata, dimostra una maturazione degna dello Schumacher dei tempi d'oro. E proprio per questo motivo, Sebastian ha tutte le carte in regola per ripetere, o addirittura superare in termini di vittorie, la carriera del connazionale. Anche a Suzuka, malgrado una Red Bull non impeccabile con le gomme soft, Vettel è autore di una prestazione lineare. Non osa, perché sa di non averne bisogno. Chiude la porta al via al suo rivale diretto, costringendo Button a mettere due ruote sull'erba, ma quando nel secondo e nel terzo pit stop vede sfilare davanti la McLaren di Jenson e la Ferrari di Alonso, decide di non andare all'attacco. Del resto, il successo lo ha costruito durante la stagione, con gare perfette, vinte per manifesta superiorità. Un punto tra lui e il mondiale, che con la terza posizione è più che mai conquistato. Chapeu, Sebastian!

BUTTON NON MOLLA - Nemmeno il giro d'onore, meglio fermarsi subito dopo il traguardo, salire sul muso della McLaren e festeggiare direttamente con il pubblico davanti ai box. Jenson Button centra un bel successo a Suzuka, dopo una gara in cui praticamente non ha rivali. Strategicamente perfetto, come sempre in questa stagione, dimostra una maggiore capacità nella gestione dei delicatissimi pneumatici Pirelli, rispetto al più blasonato compagno di squadra, Lewis Hamilton. Furbo, inoltre, dopo l'uscita della Safety Car, quando "gioca" molto con acceleratore e freno (i regolamenti chiuderanno un'occhio) e fugge via alla ripartenza. Carattere vincente, senza dubbio.

ALONSO SUPER - C'è un protagonista a Suzuka, che non può essere oscurato dal titolo di Vettel, né dalla vittoria del Gp di Button: si chiama Fernando Alonso. E' lui che spinge la Ferrari al massimo per tutta la gara, tiene botta, nonostante una macchina che mal digerisce gli pneumatici a mescola media, e chiude in seconda posizione davanti al campione del mondo. Fernando parte quinto, riesce a sopravanzare il compagno di squadra e grazie a una strategia (finalmente!) perfetta, conquista la piazza d'onore. Nel finale si lancia anche a caccia della McLaren di Button, davanti di pochi secondi. Jenson, però, non ci mette molto per ristabilire il margine di sicurezza di un secondo, sufficiente a impedire l'utilizzo dell'ala mobile allo spagnolo. Dettagli, che non sminuiscono la bellissima gara di Alonso, vera grande risorsa di una Ferrari deludente.

SCONTRO INFINITO - Non c'è verso: quando Lewis Hamilton e Felipe Massa si ritrovano a pochi metri di distanza, le scintille sono assicurate. La parte del "cattivo" è affidata ancora una volta al pilota della McLaren che al 22' giro, nell'affrontare l'ultima chicane, chiude la poInserisci linkrta e viene a contatto col ferrarista. Come a Singapore, due settimane fa, Felipe ha la peggio e perde una bandella laterale, la quale rimane al centro della pista e obbliga l'ingresso della Safety Car per consentire ai commissari di rimuoverla. A fine gara, Hamilton chiederà scusa, affermando di non aver visto il brasiliano. Massa, al contrario, sarà molto meno tenero nei confronti del collega. Una stagione storta, per entrambi.

domenica 10 luglio 2011

SILVERSTONE E' ROSSA! VINCE ALONSO DAVANTI ALLE RED BULL


SILVERSTONE - Toh! Chi si rivede! Fernando Alonso e la Ferrari tornano alla ribalta nel circuito di "casa Red Bull", uno dei meno favorevoli alla rossa, almeno sulla carta. Silverstone, Inghilterra, terra di leggende automobilistiche e curvoni veloci, proprio quelli che fino alla gara scorsa creavano difficoltà al Cavallino. Eppure, la bella vittoria di Alonso, che non saliva sul gradino più alto del podio dal Gp di Corea dell'anno precedente, sta a significare che il divario con le Red Bull si è ridotto eccome. Peccato che il campionato sia ormai chiuso: i 92 punti di vantaggio che Vettel conserva sul ferrarista, rendono il suo secondo posto davvero poco amaro. Webber, terzo, accetta gli ordini di scuderia e non sopravanza il compagno quando ci sarebbero tutte le condizioni per "staccargli la vernice". Hamilton e Massa fanno a sportellate fino all'ultima curva, con l'inglese che alla fine riesce a spuntarla e ad aggiudicarsi il quarto posto. La McLaren di Button, al contrario, si ferma mestamente subito dopo l'ultimo pit stop: difficile correre con l'anteriore destra non avvitata.

FERRARI BRILLANTE - Si era già visto ieri in qualifica e la conferma è felicemente arrivata in gara: la Ferrari torna a essere competitiva e lo fa proprio a Silverstone, uno dei tracciati più tecnici del mondiale, dove l'aerodinamica la fa da padrone. Dopo una prima parte di gara condizionata dal bagnato, in cui Vettel scavalca il compagno al via e si lancia indisturbato in testa, Alonso deve solo aspettare di portare gli penumatici alla giusta temperatura per poi recuperare sull'australiano giro dopo giro. La pista si asciuga velocemente e i duellanti rientrano per montare gomme da asciutto. Malgrado le coperture soft, la rossa fatica e vede avvicinarsi sempre di più dalle retrovie la sagoma della McLaren di un Hamilton scatenato. L'ex iridato non impiega molto a lasciarsi la Ferrari alle spalle, per la quale sembra ripresentarsi il solito Gp anonimo e privo di acuti. Non è affatto così. Le Pirelli morbide diventano roventi, così come il temperamento di Fernando Alonso che in poche tornate riduce i distacchi dai primi tre e restituisce il favore a Hamilton, al 24' giro. La gran rimonta è appena cominciata.

BYE BYE VETTEL - A metà gara, è ormai il momento della seconda sosta: si fermano Hamilton, Webber, Button e Massa, mentre l'altra Ferrari in pista fa segnare giri veloci a go-go. Nel mirino di Alonso c'è proprio il leader della gara Vettel, che al 27' giro decide di effettuare il nuovo cambio gomme. Lo spagnolo lo segue a ruota e stavolta la fortuna gira dalla parte del Cavallino: infatti, un problema nel fissaggio della posteriore sinistra della Red Bull, fa perdere secondi vitali a Sebastian, che vede scorrere la sagoma rossa davanti a lui. Tuttavia, non è un rientro semplice quello di Alonso, pressato dalla McLaren di Hamilton decisamente più "calda" per via della sosta anticipata. L'inglese però non riesce a ripetersi nel sorpasso, anche perché ora che la pista è completamente asciutta, la Ferrari fatica meno a portare gli pneumatici alla giusta temperatura. La strada per il successo è spianata.

VITTORIA! - Per uno come lui, pilota combattivo e vincente, l'astinenza di ben dieci Gran Premi senza vittoria è davvero troppo. Deve aver pensato questo Fernando Alonso, quando nell'ultima parte di gara, ha cominciato a spingere come un forsennato, creando il vuoto dietro. E nel momento in cui Sebastian Vettel ha deciso di fermarsi ai box per la terza volta, ha capito che sì, stavolta il trionfo era possibile. Per lo spagnolo della Ferrari arriva così il 27' successo in carriera, primo di una stagione difficile e, probabilmente, già chiusa. Poco importa, almeno oggi. Perché vincere in terra inglese, si sa, ha sempre un sapore particolare (prestigio a parte).

MALI COMUNI - Prima il caos regolamenti, con la bagarre sugli scarichi soffiati. Poi le difficoltà in gara e, infine, alcuni pit stop quantomeno problematici che fanno alzare gli occhi di Chris Horner e Martin Whitmarsh al cielo. Troppe cose vanno storte a Silverstone per Red Bull e McLaren. Fatale per la vittoria quella posteriore sinistra che non vuole saperne di entrare nella giusta sede, proprio nel momento in cui Vettel si gioca il tutto per tutto ai box con Alonso. Nota stonata anche il tentennamento dei meccanici con l'altra monoposto di Webber. Gravissima, se non grottesca, l'anteriore destra della McLaren di Button non avvitata nel corso dell'ultimo pit stop. E per il povero Jenson, il Gp di casa continua a essere un tabù. Che figura per il team di Woking!

Samuele Sassu

Ordine di arrivo

Classifica piloti

Classifica costruttori

domenica 22 maggio 2011

La solita Red Bull: Vettel vince anche in Spagna. Secondo Hamilton. Ferrari lontana



MONTMELO' - Quattordicesimo successo in carriera, quarta vittoria su cinque gare in stagione. E' Sebastian Vettel il dominatore assoluto di questo mondiale. Oltre a disporre di una Red Bull strepitosa, il campione del mondo in carica si affida ancora una volta alla strategia perfetta orchestrata dai box e trionfa in Spagna, seguito a ruota da Lewis Hamilton, ottimo secondo posto con la McLaren che per il momento è l'unica squadra in grado di avvicinarsi alle monoposto di Adrian Newey. Infatti, sul gradino più basso del podio arriva Jenson Button, autore di una bella rimonta, dopo una partenza poco riuscita. Quarto posto, invece, per l'altra Red Bull di Mark Webber. Sempre lontana la Ferrari: nonostante il grande spunto di Alonso, che balza in testa al via, la scarsa duttilità della vettura nell'adeguarsi all'alternanza tra le diverse mescole degli pneumatici, pregiudica la gara di entrambi piloti. Fernando deve accontentarsi della quinta posizione, peraltro primo dei doppiati. Massa, dopo l'ennesima gara anonima, getta la spugna per problemi al cambio. A chiudere la top ten le due Mercedes di Schumacher e Rosberg, Heidfeld , Perez e Kobayashi.

NON C'E' STORIA - Quanto corre questa Red Bull! Nonostante una partenza meno brillante del solito, Vettel e Webber tallonano Alonso fin dalle prime curve e portano ancora tanti punti al team guidato da Chris Horner. Il tedesco, in particolare, approfitta di una strategia azzeccatissima, anticipando le prime due soste ai box, nella seconda delle quali, monta il set di gomme morbide nuove risparmiate ieri in qualifica e con un giro eccezionale, sopravanza Alonso fermo ai box. E' la svolta della gara. Da questo momento, l'iridato pensa a difendersi soltanto da Hamilton, il solo a mettere un po' di pressione a una Red Bull irraggiungibile. Dall'alto dei suoi 118 punti, Sebastian Vettel può cominciare a sognare il bis mondiale.

ILLUSIONE FERRARI - Una partenza sorprendente, con Alonso che spinto dal pubblico di casa fulmina le Red Bull e passa davanti alla prima curva. Al Montmelò, questo significa che si ha già mezza vittoria in tasca. Peccato che la Ferrari si sciolga come un ghiacciolo al sole con il passare dei giri. E non è colpa del povero Fernando, che più di così non può davvero fare. Sotto accusa, come sempre, la drammatica resa della rossa, mai come quest'anno allergica alle gomme dure. Tre secondi di differenza nella prestazione sul giro, tra una mescola e l'altra. E succede solo al Cavallino. L'assenza di grip, la difficoltà a mandare in temperatura gli pneumatici, condannano la Ferrari a un altro Gran Premio di basso profilo, doppiata da Red Bull e McLaren, nettamente più equilibrate. Lo spagnolo tiene botta fino alla seconda sosta, quando viene sopravanzato da Vettel. Riesce a resistere alla costante pressione di Webber, con il quale esce vincitore da un duello da brivido nella pit lane al 30' giro, ma alla fine deve arrendersi sia all'australiano che a Jenson Button. Quest'ultimo, grazie alle gomme morbide, è autore di una grande rimonta che in poche tornate lo porta dritto al terzo posto, perfino davanti a Webber, sfavorito in questo caso dalle coperture a mescola dura. Incolore, e non è certo una novità, la gara di Massa: questa Ferrari proprio non la gradisce. Conclude mestamente in una via di fuga al 61' giro, quando si trova in nona posizione, per un guasto al cambio. La rossa è tutta qui.

domenica 10 aprile 2011

Gp della Malesia: Vettel non si batte. Alonso rovina tutto


SEPANG - Cambia la gara, ma il copione è sempre lo stesso: Vettel domina anche in Malesia, dopo il trionfo di due settimane fa in Australia. Una gara soporifera, che si risveglia soltanto nel finale quando gli pneumatici Pirelli vanno in crisi e diversi piloti si lanciano all'inseguimento di migliori piazzamenti in classifica. Problemi che non toccano il campione del mondo in carica: la sua Red Bull fa da battistrada indisturbata, anche grazie al preziosissimo lavoro del team che calcola minuziosamente la strategia, su un asfalto che oggi non consentiva agli pneumatici di durare più di 10-15 giri. Sul podio si rivede Jenson Button, seguito dall'ottima Renault di Nick Heidfeld. Mark Webber deve accontentarsi della quarta piazza, mentre chiudono in quinta e sesta posizione le Ferrari di Massa e Alonso. Lo spagnolo, autore di un'ottima gara, spreca tutto a pochi giri dalla fine, rovinando l'ala anteriore durante un tentativo di sorpasso nei confronti di Hamilton, proprio quando il podio appariva ormai come risultato certo. Chiudono la top ten l'ex iridato della McLaren, la Sauber di Kamui Kobayashi, Michael Schumacher con la Mercedes e Paul Di Resta con la Force India. Brivido finale per l'altro pilota della Renault, Vitaly Petrov.

DOMINIO ASSOLUTO - A Sepang non si vede grande spettacolo. Nemmeno la pioggia, che qui la fa sempre da padrone, interviene a far saltare le strategie preparate dalle squadre. E allora, che si celebri ancora una volta il nuovo fenomeno della Formula 1: quel pilota un po' ragazzino, un po' Schumacher vecchio stampo, che diventa sempre più maturo, si infila nella monoposto e domina dall'inizio alla fine anche nel caldo malesiano. E' la dodicesima vittoria in carriera per Sebastian Vettel, la quarta consecutiva, considerando la stagione scorsa che lo ha visto arrivare sul tetto del mondo. Per non parlare poi di questa Red Bull, capace di vincere malgrado un Kers che va a intermittenza. Il tedesco lo sfrutta soltanto in partenza, poi può farne tranquillamente a meno. Per il compagno di squadra, invece, il sistema di recupero dell'energia cinetica è tabù, e infatti Webber deve cedere ben sei posizioni dopo il via, scivolando al nono posto. Tra l'altro, l'australiano non dimostra lo stesso feeling del collega di box con gli assetti e la gestione degli pneumatici. Ecco perché deve accontentarsi del quarto posto, dopo una gara di alti e bassi.

ALONSO CHE PECCATO! - C'è mancato davvero poco stavolta. Per Fernando Alonso sembra materializzarsi un meritatissimo podio, quando nell'ultima parte di gara tallona Hamilton, terzo, ma ormai abbandonato dalle sue Pirelli a mescola dura e di oltre due secondi a giro più lento. Lo spagnolo, però, è poco lucido nel portarsi all'attacco della McLaren e quando si trova in scia, finisce per distruggere la sua ala anteriore contro la ruota posteriore destra dell'inglese. Senza più carico aerodinamico lì davanti, la Rossa è costretta al quarto pit stop che compromette ogni possibilità di rimonta. Delusione che diventa ancora più cocente se si pensa alla seconda posizione in quel momento occupata da Heidfeld, superato dopo poche tornate da Jenson Button, bravo a gestire le proprie coperture e ad approfittare delle soste obbligate ai box del ferrarista e del compagno di squadra. Gara generosa, invece, quella di Felipe Massa, sfavorito da un problema durante il primo cambio gomme.

LA RENAULT C'E' - Due macchie nere che scattano non appena si spengono i semafori e divengono l'ago della bilancia di un Gp altrimenti scontato. Nick Heidfeld e Vitaly Petrov partono dalla terza e dalla quarta fila, ma alla prima curva si ritrovano nelle prime posizioni, a complicare la rincorsa di McLaren e Ferrari sull'apripista Vettel. Dopo la buona prova disputata a Melbourne, le monoposto nere si confermano anche a Sepang e il ritorno sul podio del sostituto di Robert Kubica è un risultato che può far sorridere il team manager Eric Boullier. Grande brivido, invece, per l'incidente capitato a Petrov a pochi giri dalla fine. Dopo un errore, la sua monoposto compie un salto di un metro sul cordolo. Nell'atterraggio il volante si stacca dalla sede e rimane tra le mani del pilota, che per fortuna approfitta delle vie di fuga per evitare lo schianto contro le barriere. Come tornare indietro di tanti anni per rivivere quel tragico week end di Imola, in cui perse la vita il compianto Ayrton Senna, in circostanze molto simili.

CONSUMO ANOMALO - Oltre al solito dominio di Vettel, a lasciare il segno sulla seconda tappa del mondiale 2011 è certamente la difficoltà dei team nel gestire l'anomalo consumo delle Pirelli. Né la mescola dura, né quella morbida hanno garantito un gran numero di giri consecutivi: dieci, quindici tornate e gli pneumatici puntualmente da sostituire. Il caldo e l'asfalto sporco della pista non hanno certo aiutato le scuderie nel programmare le strategie e le coperture progettate dalla casa italiana si dimostrano ancora tutte da scoprire. Fra una settimana, nel Gran Premio di Cina, ci sarà un altro importante test.


Classifica Piloti (Drivers Championship)


Classifica Costruttori (Constructors Championship)

domenica 24 ottobre 2010

CROLLO RED BULL! ALONSO VINCE IN COREA E VOLA IN TESTA AL MONDIALE


YEONGAM - Un Gran Premio infinito, pioggia torrenziale, asfalto fresco che fatica a drenare, la livrea delle monoposto che ricorda tanto quella delle vetture Rally per la grande quantità di fango e sporco sollevati durante la gara. E in mezzo a tutto questo, a far festa è la Ferrari con Alonso e Massa sul podio, mentre le lacrime di alcuni meccanici della Red Bull sono il simbolo della giornata nera in cui la casa anglo - austriaca incappa oggi a Yeongam. L'erroraccio di Webber e la fumata bianca che lascia a piedi Vettel a pochi giri dalla fine, condannano il team di Chris Horner e spostano gli equilibri del Mondiale piloti dalle parti di Maranello. A due gare dalla fine, Alonso comanda la classifica con 231 punti, 11 in più di Webber, ormai ex leader iridato.

COREA ESTREMA - Un tifone investe in pieno la Cina, ma la sua lunga coda non risparmia l'ex zona paludosa di Yeongam in Corea. Non potevano verificarsi condizioni più estreme per un circuito nuovissimo, completato (si fa per dire) soltanto nelle ultime settimane, con un asfalto imbevuto di acqua, dopo che una fitta pioggia l'ha fatta da padrone per gran parte del pomeriggio. Lo start, previsto per le 15 ora locale, slitta di dieci minuti, parte con l'ausilio della Safety Car,ma si ferma dopo appena tre tornate, a causa di una visibilità quasi nulla per l'enorme quantità d'acqua sollevata dalle monoposto. Un'ora di attesa, una nuova, identica partenza guidata dalla vettura di sicurezza e poi finalmente la gara vera, rigorosamente affrontata con gli pneumatici heavy rain. Al 18' giro comincia lo show!

WEBBER KO - In condizioni ancora molto difficili, ad avvantaggiarsi è certamente Sebastian Vettel, bravo ad approfittare della sua pole e a sfruttare l'ampia visibilità, al contrario di chi sta dietro, a partire dal suo compagno di squadra. E' proprio Mark Webber a provocare il primo sussulto della giornata, già al 19' giro, quando mette la sua posteriore sinistra sull'erba sintetica in uscita di curva, perde il controllo della sua Red Bull e finisce contro il muretto dopo un testacoda. Come se non bastasse, la monoposto attraversa tutta la carreggiata e viene centrata in pieno dall'incolpevole Rosberg, autore di una partenza eccezionale. Dal muretto Red Bull una certezza: non sarà una giornata facile.

GUAI AI BOX - L'uscita di scena dell'australiano, lancia la rimonta di Fernando Alonso, freddo nell'affrontare l'asfalto viscido del circuito e molto abile nel non perdere di vista il velocissimo Vettel. Impressionante il ritmo imposto dal duo di testa, al quale solo la McLaren di Hamilton può resistere. Al 31' giro, Buemi centra in pieno la Virgin di Timo Glock e la Safety Car è costretta all'ennesimo ingresso in pista. Per Vettel e Alonso arriva il momento del pit stop. Perfetto il lavoro dei meccanici Red Bull, mentre un dado volato via complica il montaggio dell'anteriore destra del ferrarista,che perde secondi preziosi e rientra sul tracciato in terza posizione dietro a Hamilton, fermatosi qualche giro prima. Tuttavia, dopo appena tre tornate scatta ancora la bandiera verde, Alonso tallona la McLaren dell'inglese e lo costringe all'errore alla prima curva. L'ex iridato va lungo e consente allo spagnolo di tornare a caccia di Vettel.

LA FUMATA BIANCA - I minuti scorrono, la luce si affievolisce e il tempo limite delle due ore si fa sempre più vicino. Come da regolamento, si attende il completamento del 42' giro per stabilire se assegnare o meno il punteggio pieno ai piloti che completeranno le tornate previste, cosa che avviene anche grazie alla serie di giri veloci messi in fila dai primi tre. Il tira e molla fra Vettel e Alonso subisce un clamoroso colpo di scena al 46' giro: il tedesco è primo sul rettifilo dei box, ma perde velocità prima di affrontare la Curva 1 e viene sorpassato agevolmente dal ferrarista. Poche centinaia di metri ed ecco l'emblematica fumata bianca del motore Red Bull che lascia a piedi il giovane pilota e manda al tappeto un'intera squadra. Per Alonso comincia la cavalcata verso la sua quinta vittoria stagionale, la ventiseiesima in carriera e la testa della classifica piloti.

SCHUMI C'E' - Se i primi tre sono di un altro pianeta nella bagnatissima domenica coreana, subito dietro non mancano le bagarre per guadagnare punti importanti. Ecco allora il ritorno di un combattivo Schumacher, da sempre amante delle condizioni estreme, che centra il quarto posto, seguito dall'onnipresente Robert Kubica e dall'ottimo sesto posto di Vitantonio Liuzzi. L'italiano, partito dalla nona fila, regala punti fondamentali alla Force India, dopo una gara d'attacco. Chiudono la zona punti Barrichello, Kobayashi, Heidfeld e Alguersuari. Male invece l'altra McLaren di Jenson Button, dodicesimo tra mille scelte sbagliate.

I MERITI DELLA ROSSA - L'impossibilità di attaccare già alla partenza, le condizioni estreme, l'incognita del rendimento su un circuito nuovo. Tanti i dubbi della Ferrari oggi, specialmente dopo la superiorità messa in mostra dalla Red Bull durante le libere e le qualifiche. Ci si è messo anche un semplice dado a complicare il cammino della Rossa nel Gp di Corea, eppure ancora una volta ha vinto tutta la squadra. Piloti, staff e meccanici hanno reso possibile un'impresa non da poco, di certo favorita dalle sfortune di un avversario valido e che darà battaglia fino alla fine del campionato. Ad ogni modo, ko del motore a parte, l'errore banale di Webber a gara appena cominciata, dimostra la scarsa serenità interna alla Red Bull, con due rivali più che compagni a lottare per la vittoria finale. Quanti punti buttati al vento durante il campionato. E ancora una volta è la Ferrari a dare l'esempio di un'ottima gestione del team. La vittoria di Alonso, il terzo posto di Massa e la macchina competitiva lo dimostrano apertamente. Ora c'è un vantaggio da gestire: Interlagos e Abu Dhabi separano Fernando dal suo terzo mondiale. In bocca al lupo, Ferrari!

ORDINE D'ARRIVO (RACE RESULTS)

CLASSIFICA PILOTI (DRIVERS CHAMPIONSHIP)

CLASSIFICA COSTRUTTORI (CONSTRUCTORS CHAMPIONSHIP)

Samuele Sassu

domenica 26 settembre 2010

ALONSO CONQUISTA ANCHE SINGAPORE! CHE SFIDA CON VETTEL!


SINGAPORE - Fernando alonso come Jim Clark e Niki Lauda: 25 vittorie in carriera celebrate nello straordinario scenario notturno di Singapore, dopo una gara dominata dall'inizio alla fine a colpi di tempi da qualifica con un ottimo Sebastian Vettel sempre lì a pochi decimi. Un Gp durissimo, su un circuito che non lascia spazio a errori e la Safety Car sempre pronta a scombinare strategie e condotte di gara. Netto il dominio dello spagnolo a bordo di una Ferrari semplicemente perfetta, mentre qualcuno lì dietro (dicesi Hamilton) combina il secondo patatrac conescutivo dopo quello di Monza per superare Webber, leader del mondiale oggi piuttosto sornione. E la classifica iridata che cosa racconta? Cinque piloti in soli 25 punti a quattro gare dalla fine. Signore e signori, cominciate a saltare sulle poltrone, perché ne vedremo delle belle da qui a Novembre!

SUBITO IN TESTA - A fine gara, il commento a caldo di Domenicali è emblematico: "Abbiamo vinto ieri, grazie alla pole". Parere incontestabile: quando scattano i semafori, Alonso riesce a mantenere la testa, malgrado lo spunto migliore avuto da Vettel, e da quel momento parte la grande cavalcata verso la bandiera a scacchi. La Red Bull del tedesco è veloce ed equilibrata, ma già dal decimo giro comincia a lamentare qualche problema all'impianto frenante, dotato di prese d'aria più piccole rispetto a quelle degli avversari. Un scelta tecnica legata soprattutto all'aerodinamica, che tuttavia costringe Vettel a non tirare fuori il 100% dalla sua monoposto per gran parte della corsa. Alonso, invece, gestisce al meglio il primo stint con le gomme morbide e guadagna decimi preziosi sul diretto avversario. Il resto del gruppo, invece, sembra essere di un'altra categoria: enormi i distacchi rispetto al duo di testa.

PIT STOP ANCORA DECISIVO - L'unico errore commesso dagli starteghi del team di Chris Horner, è forse quello di richiamare ai box Sebastian Vettel al 30' giro, nello stesso istante in cui Alonso decide di effettuare il pit stop. Il tedesco, infatti, stava cominciando a rosicchiare qualche decimo importante al ferrarista e, probabilmente, un paio di giri in più a quel ritmo gli avrebbero permesso di rientrare davanti una volta effettuato il cambio gomme. La strana decisione della Red Bull è un assist perfetto agli abilissimi tecnici di Maranello, che rispediscono in pista Alonso con un pit stop fulmineo e assistono anche all'incertezza di Vettel nella ripartenza. Centesimi di secondo fondamentali che a metà gara danno il via ai preparativi per la festa finale.

ULTIMI GIRI AL CARDIOPALMA - La seconda parte di gara è una vera battaglia a colpi di giri veloci tra lo spagnolo e il giovane della Red Bull che danno vita a un elastico senza soluzioni di continuità. A far tremare i tifosi a casa,sono soprattutto i doppiaggi, a causa delle tante bagarre tra i piloti nelle retrovie. Ad approfittarne maggiormente è sempre Vettel che recupera sempre terreno e, all'ultimo giro, è a ridosso degli scarichi di Alonso. Il ferrarista, però, non si scompone, centra il giro veloce, guarda ogni tanto negli specchietti e si mantiene saldo in testa, giungendo primo al traguardo con soli tre decimi di vantaggio sul rivale. Il week end di gara perfetto: pole position, vittoria e giro veloce. Gli inglesi lo chiamano Hat-trick, noi lo definiamo capolavoro.

HAMILTON, CHE GUAIO! - Camera car, macchina ferma e un volante gettato via. Immagine che descrive perfettamente il brutto momento di Lewis Hamilton, finito fuori al 36' giro dopo un tentativo di sorpasso quasi riuscito su Webber per aggiudicarsi la terza posizione. Nel rettilineo che precede la Curva 7, il pilota inglese prende bene la scia al leader iridato e lo passa quasi interamente all'esterno, ma quando decide di rientrare per affrontare l'insidiosa curva a sinistra, viene centrato dalla Red Bull dell'australiano, che aveva già scelto una traiettoria più interna. Per la sospensione posteriore destra della McLaren il contatto è fatale, mentre Webber riesce a proseguire e a chiudere terzo. A Singapore come a Monza, due settimane fa, zero punti per Hamilton, scavalcato nella corsa al mondiale da Alonso. Va bene essere aggressivi, ma i titoli, talvolta, si rischia di perderli proprio per eccesso di veemenza.

UN FINALE... DI FUOCO! - A lasciare il segno su Marina Bay è anche la Renault di un Robert Kubica indiavolato, che negli ultimi giri infila Massa, Hulkenberg e Sutil, conquistando una meritatissima settima posizione. Il pilota polacco, anche grazie al suo F-Duct, è praticamente incontenibile e approfitta del vantaggio aerodinamico della sua vettura. A completare la top ten, a ridosso del podio arrivano l'altra McLaren di Button, la Mercedes di Rosberg e Barrichello con la Williams. Da segnalare poi, il suggestivo, quanto pericoloso incendio che si scatena sulla Lotus di Kovalainen a pochi giri dal termine. Il pilota finlandese, si accorge delle fiammate che partono dagli scarichi della sua monoposto proprio mentre sta per imboccare la corsia dei box e allora decide di cambiare direzione e fermarsi sul rettilineo del traguardo, dove però non ci sono tecnici pronti a intervenire con gli estintori. Divampa l'incendio e tocca allo stesso Kovalainen spegnerlo con un estintore passatogli dal muretto dei box.

domenica 12 settembre 2010

A MONZA E' FESTA ROSSA: ALONSO VINCE IL GP D'ITALIA



MONZA
- Erano quattro anni che l'immenso cuore rosso Ferrari non batteva sotto al podio di Monza. Da Schumacher (quello vero) ad Alonso, tante monoposto hanno solcato l'asfalto del circuito più veloce del Mondiale: oggi, davanti a 85mila spettatori, la Rossa di Maranello torna a fare la voce grossa. Primo lo spagnolo, dopo un duello all'ultimo centimetro con la Mclaren di Button, terzo Felipe Massa, a completare quel podio che ha nel rosso il suo colore naturale. Una vittoria fantastica di tutta la squadra: piloti e macchine in gran forma, a infilare giri record ogni volta che oltrepassano il traguardo, e una squadra eccezionale nelle strategie e nei pit stop. Monza si colora di rosso e la classifica iridata si accorcia, anche grazie all'inaspettato ko di Hamilton nelle prime curve, troppo convinto di sé nell'attaccare Massa. Sarà un finale di campionato caldissimo.

PARTENZA DIFFICILE - Con Alonso in pole e Massa in seconda fila subito dietro ad occupare la parte pulita del tracciato, il via della gara sembra essere tutto a favore della Ferrari. Purtroppo, l'indecisione dello spagnolo favorisce l'ottimo spunto di Button secondo in griglia, coriaceo nel resistere al tentativo di chiusura da parte di Alonso e a buttarsi nella prima variante in testa al gruppo. Lo è un po' meno il suo compagno e ormai ex leader del mondiale, Lewis Hamilton che tenta il sorpasso impossibile su Massa alla Roggia e finisce per distruggere la sospensione anteriore destra della sua McLaren, dopo il contatto con la ruota posteriore sinistra del brasiliano. Il suo Gp d'Italia dura solo un paio di km e Webber ringrazia.

GOMME INFINITE - I primi tre lì davanti impongono da subito un passo di gara straordinario: non passa giro senza che almeno uno dei tre non faccia registrare un tempo record. Button prova a scappare, affidandosi a una vettura con maggior carico aerodinamico e tuttavia più dolce con gli pneumatici a mescola morbida. Alonso, molto più scarico, si accoda e non molla di un centimetro, se non per liberarsi sporadcamente delle turbolenze scatenate dalla vettura dell'inglese. E dunque passano i giri, i distacchi rimangono immutati e quando si arriva al 25' giro e nessuno dei tre ha ancora effettuato il pit - stop, si capisce che chi rientrerà per primo a montare le gomme dure, avrà perso la gara.

LA SVOLTA - L'impressione è che, malgrado la seconda posizione, Alonso abbia qualcosa in più rispetto al campione del mondo in carica. Quando Button fa segnare un giro veloce, nella tornata successiva è di nuovo lo spagnolo ad abbassare il tempo sul giro e a ridurre il distacco. Al 37' giro, infine, la svolta della gara: dal box McLaren fanno rientrare Button, che cambia in pochi secondi le coperture e riparte dietro alle due Ferrari. Alonso ha pista libera e si lancia come un forsennato, ma ormai anche le sue Bridgestone sono alla frutta e non taglia nemmeno il traguardo. Sosta fulminea e ripartenza, grazie a un lavoro super dei meccanici. Quando la Rossa oltrepassa la linea bianca che chiude la pit - lane, sullo sfondo compare la sagoma argentata della McLaren che si affianca all'esterno e tenta di sopravanzare Alonso, formidabile nell'appropriarsi della giusta traiettoria e a resistere all'attacco nella prima variante, pur avendo pneumatici ancora "freschi". E sugli spalti, intanto, comincia la festa.

L'EPISODIO CURIOSO - Non manca il brivido finale per i tifosi ferraristi, quando il pilota spagnolo, indisturbato, perde per un attimo il controllo della vettura e taglia la prima chicane, per fortuna senza danni. La McLaren, a quel punto distante ben quattro secondi, non può approfittarne. Chi non riesce a sopravanzare Button dopo la sosta ai box è Massa, sempre un po'staccato rispetto al duo di testa. Il terzo posto, però, non è certo da buttare. E il resto del gruppo? In quarta posizione chiude Vettel, protagonista di uno strano episodio poco prima di metà gara: giunto sul rettilineo che immette sulla Parabolica, lamenta via radio un problema al motore e in quello stesso istante dà strada al compagno di squadra Webber, sfavorito da una brutta partenza. Dopo neanche mezzo giro, il tedeschino riprende a tirare come se niente fosse successo. Problema momentaneo o gioco di squadra per favorire Webber, attuale leader del mondiale? Ad ogni modo, la top ten si completa con la quinta posizione di Rosberg, seguito proprio da Webber e a chiudere la zona punti ci sono Hulkenberg, Kubica, Schumacher e Barrichello.

MONDIALE APERTO -
Con la bella vittoria di Alonso, la difficile gara di Webber e il flop di Hamilton, la classifica iridata racchiude cinque piloti in 24 punti. Lo spagnolo della Ferrari sale in terza posizione a 166 punti, 21 in meno dell'australiano della Red Bull e a 16 lunghezze da Lewis Hamilton. A cinque gare dal termine, il Mondiale è davvero apertissimo.

Samuele Sassu

ORDINE DI ARRIVO (GP RESULTS)


CLASSIFICA PILOTI (DRIVERS CHAMPIONSHIP)

CLASSIFICA COSTRUTTORI (CONSTRUCTORS CHAMPIONSHIP)


FERNANDO ALONSO WINS ITALIAN GRAN PRIX IN MONZA

Fernando Alonso on Ferrari F1 wins Italian Gp in Monza. Jenson Button on McLaren Mercedes arrived in second place. Felipe Massa, on the other Ferrari, arrived third. The complete top ten of the race is: Sebastian Vettel (Red Bull) 4th, Nico Rosberg (Mercedes) 5th, Mark Webber (Red Bull) 6th, Nico Hulkenberg (Williams) 7th, Robert Kubica (Renault) 8th, Michael Schumacher (Mercedes) 9th, Rubens Barrichello (Williams) 10th.


sabato 31 luglio 2010

UNA RED BULL "ABISSALE"!!! Vettel e Webber staccano tutti nelle qualifiche del Gp di Ungheria


BUDAPEST (Ung) - Il fatto che le Red Bull conquistino la prima fila in qualifica non fa quasi più notizia. Se però si considera che Alonso e Massa, in terza e quarta posizione, sono a più di un secondo di distacco, la musica cambia. Vettel e Webber se le suonano di santa ragione a colpi di tempi record e dominano le qualifiche del Gp di Ungheria. Su un circuito in cui sorpassare è un problema non di poco conto, la gara è tutta in discesa per il team di Chris Horner. Malgrado l'abissale distanza, la Ferrari si accontenta della seconda fila, mentre in casa McLaren il malcontento è palpabile: quinto Hamilton, undicesimo Button, che non accede alla Q3 per 17 millesimi.

BATTAGLIA INTERNA - La lotta per la pole conferma i sentori delle libere di ieri e di questa mattina: Red Bull letteralmente di un altro pianeta rispetto ai team rivali. Vettel prende tutto e stacca di ben quattro decimi il suo compagno di scuderia con un giro da urlo: 1'18"773, tempo che Webber non riesce a battere anche a causa di una sbavatura nell'ultimo tentativo prima della bandiera a scacchi. Domani alla prima curva se ne vedranno delle belle.

FERRARI LONTANA - Alonso aveva già specificato che sarebbe andato bene anche un terzo posto in griglia. Così è stato: a 1"2 dal tedesco, precede di tre decimi Massa e tuttavia nutre buone speranze per la gara. Con una buona partenza e un attacco già al curvone subito dopo il via, le sorti della gara potrebbero cambiare radicalmente in favore della Rossa.

BUTTON ELIMINATO - Chi sta peggio è sicuramente la McLaren: week end piuttosto opaco fino a questo momento, e le qualifiche odierne hanno confermato il trend, con il quinto tempo del leader iridato Hamilton e l'undicesimo del campione in carica Button. Quest'ultimo non è riuscito a incalzare Hulkenberg, decimo a 17 millesimi di distacco in Q2. Sarà una gara difficile. Completano la top ten Rosberg, le Renault di Petrov e Kubica, seguite infine da De la Rosa e il tedesco della Williams.

LEGGI IL QUADRO COMPLETO DELLE QUALIFICHE

Samuele Sassu