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domenica 10 aprile 2011

Gp della Malesia: Vettel non si batte. Alonso rovina tutto


SEPANG - Cambia la gara, ma il copione è sempre lo stesso: Vettel domina anche in Malesia, dopo il trionfo di due settimane fa in Australia. Una gara soporifera, che si risveglia soltanto nel finale quando gli pneumatici Pirelli vanno in crisi e diversi piloti si lanciano all'inseguimento di migliori piazzamenti in classifica. Problemi che non toccano il campione del mondo in carica: la sua Red Bull fa da battistrada indisturbata, anche grazie al preziosissimo lavoro del team che calcola minuziosamente la strategia, su un asfalto che oggi non consentiva agli pneumatici di durare più di 10-15 giri. Sul podio si rivede Jenson Button, seguito dall'ottima Renault di Nick Heidfeld. Mark Webber deve accontentarsi della quarta piazza, mentre chiudono in quinta e sesta posizione le Ferrari di Massa e Alonso. Lo spagnolo, autore di un'ottima gara, spreca tutto a pochi giri dalla fine, rovinando l'ala anteriore durante un tentativo di sorpasso nei confronti di Hamilton, proprio quando il podio appariva ormai come risultato certo. Chiudono la top ten l'ex iridato della McLaren, la Sauber di Kamui Kobayashi, Michael Schumacher con la Mercedes e Paul Di Resta con la Force India. Brivido finale per l'altro pilota della Renault, Vitaly Petrov.

DOMINIO ASSOLUTO - A Sepang non si vede grande spettacolo. Nemmeno la pioggia, che qui la fa sempre da padrone, interviene a far saltare le strategie preparate dalle squadre. E allora, che si celebri ancora una volta il nuovo fenomeno della Formula 1: quel pilota un po' ragazzino, un po' Schumacher vecchio stampo, che diventa sempre più maturo, si infila nella monoposto e domina dall'inizio alla fine anche nel caldo malesiano. E' la dodicesima vittoria in carriera per Sebastian Vettel, la quarta consecutiva, considerando la stagione scorsa che lo ha visto arrivare sul tetto del mondo. Per non parlare poi di questa Red Bull, capace di vincere malgrado un Kers che va a intermittenza. Il tedesco lo sfrutta soltanto in partenza, poi può farne tranquillamente a meno. Per il compagno di squadra, invece, il sistema di recupero dell'energia cinetica è tabù, e infatti Webber deve cedere ben sei posizioni dopo il via, scivolando al nono posto. Tra l'altro, l'australiano non dimostra lo stesso feeling del collega di box con gli assetti e la gestione degli pneumatici. Ecco perché deve accontentarsi del quarto posto, dopo una gara di alti e bassi.

ALONSO CHE PECCATO! - C'è mancato davvero poco stavolta. Per Fernando Alonso sembra materializzarsi un meritatissimo podio, quando nell'ultima parte di gara tallona Hamilton, terzo, ma ormai abbandonato dalle sue Pirelli a mescola dura e di oltre due secondi a giro più lento. Lo spagnolo, però, è poco lucido nel portarsi all'attacco della McLaren e quando si trova in scia, finisce per distruggere la sua ala anteriore contro la ruota posteriore destra dell'inglese. Senza più carico aerodinamico lì davanti, la Rossa è costretta al quarto pit stop che compromette ogni possibilità di rimonta. Delusione che diventa ancora più cocente se si pensa alla seconda posizione in quel momento occupata da Heidfeld, superato dopo poche tornate da Jenson Button, bravo a gestire le proprie coperture e ad approfittare delle soste obbligate ai box del ferrarista e del compagno di squadra. Gara generosa, invece, quella di Felipe Massa, sfavorito da un problema durante il primo cambio gomme.

LA RENAULT C'E' - Due macchie nere che scattano non appena si spengono i semafori e divengono l'ago della bilancia di un Gp altrimenti scontato. Nick Heidfeld e Vitaly Petrov partono dalla terza e dalla quarta fila, ma alla prima curva si ritrovano nelle prime posizioni, a complicare la rincorsa di McLaren e Ferrari sull'apripista Vettel. Dopo la buona prova disputata a Melbourne, le monoposto nere si confermano anche a Sepang e il ritorno sul podio del sostituto di Robert Kubica è un risultato che può far sorridere il team manager Eric Boullier. Grande brivido, invece, per l'incidente capitato a Petrov a pochi giri dalla fine. Dopo un errore, la sua monoposto compie un salto di un metro sul cordolo. Nell'atterraggio il volante si stacca dalla sede e rimane tra le mani del pilota, che per fortuna approfitta delle vie di fuga per evitare lo schianto contro le barriere. Come tornare indietro di tanti anni per rivivere quel tragico week end di Imola, in cui perse la vita il compianto Ayrton Senna, in circostanze molto simili.

CONSUMO ANOMALO - Oltre al solito dominio di Vettel, a lasciare il segno sulla seconda tappa del mondiale 2011 è certamente la difficoltà dei team nel gestire l'anomalo consumo delle Pirelli. Né la mescola dura, né quella morbida hanno garantito un gran numero di giri consecutivi: dieci, quindici tornate e gli pneumatici puntualmente da sostituire. Il caldo e l'asfalto sporco della pista non hanno certo aiutato le scuderie nel programmare le strategie e le coperture progettate dalla casa italiana si dimostrano ancora tutte da scoprire. Fra una settimana, nel Gran Premio di Cina, ci sarà un altro importante test.


Classifica Piloti (Drivers Championship)


Classifica Costruttori (Constructors Championship)

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