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domenica 17 aprile 2011

Strepitoso Hamilton: il Gp di Cina è suo. Che rimonta Webber! Ferrari sempre dietro


SHANGAI - E' un dragone dipinto d'argento ad aggiudicarsi il Gran Premio di Cina: Lewis Hamilton torna il campione che tutti conoscono e conquista un'importante vittoria, davanti alle Red Bull di Sebastian Vettel e Mark Webber. E pensare che, prima del via, riesce a schierarsi sulla griglia di partenza soltanto per una manciata di secondi, a causa di alcuni problemi di accensione della sua McLaren. A ridosso del podio, l'altra Freccia d'argento di Jenson Button, seguito dalla Mercedes di Nico Rosberg. Ancora sottotono le Ferrari, in difficoltà nella gestione delle gomme e con una strategia impostata sulle due soste, che alla fine non paga. Meglio Massa, sesto, che sfiora il podio nell'ultima parte di gara. In difficoltà Alonso, settimo e sempre lontanto dal ritmo dei primi. A chiudere la top ten, Michael Schumacher, Vitaly Petrov e Kamui Kobayashi.

VITTORIA MERITATA - Una monoposto finita di montare sulla griglia di partenza, per non superare il tempo limite che lo avrebbe costretto a scattare dalla pit lane. L'ottima gestione degli pneumatici unita a una guida sempre aggressiva, ma precisa. Infine, la strategia perfetta del box McLaren. Sono le chiavi di una vittoria meritatissima per Hamilton, che approfitta dell'indecisione iniziale di Vettel e si mette subito dietro al compagno di squadra Button, autore di un ottimo spunto. Protagoniste, nel bene e nel male, sono ancora una volta le gomme Pirelli, che a Shangai danno ragione a chi sceglie di effettuare tre soste. Infatti, i piloti McLaren, partiti con le morbide, mantengono la stessa configurazione anche dopo il secondo pit stop e soltanto a meno di 20 giri dal traguardo, montano quelle a mescola dura. E' la mossa vincente: Vettel, che nel frattempo aveva riconquistato la testa della gara, va in crisi con le sue coperture e deve arrendersi agli attacchi di Hamilton al 52' giro. Gli ultimi quattro giri in parata verso la bandiera a scacchi, riportano l'inglese sul gradino più alto del podio. Non succedeva dal Gp del Belgio dello scorso anno.

LOTTA PER IL PODIO - Dopo una curiosa sosta ai box, in cui Jenson Button va ad occupare la piazzola di Vettel, entrato nella pit lane subito dietro, l'ex iridato diventa protagonista di una gara d'attacco. Negli ultimi dieci giri sopravanza prima Rosberg e poi Massa, ma alla fine è costretto a cedere la terza posizione alla Red Bull di Webber, che in quel momento ha dalla sua un set di pneumatici a mescola morbida, che gli garantiscono maggiore velocità. L'australiano, partito 18°, è autore di una rimonta eccezionale, favorita dalla scelta di montare gomme dure all'inizio, per poi andare a caccia degli avversari nelle prime posizioni grazie alle soft. Non può essere granché soddisfatto, invece, Sebastian Vettel: l'indecisione allo spegnimento dei semafori che gli fa perdere due posizioni, è solo il principio di un Gran premio storto, in cui permangono le incertezze sul Kers e in più, ci si mette anche la radio difettosa a rendere impossibile la comunicazione con il muretto. Il tedesco opta per le due soste, ma il degrado delle Pirelli lo tradisce proprio all'ultimo. Tuttavia, i 21 punti che in classifica lo separano da Hamilton, rendono questo secondo posto molto meno amaro.

MASSA CI PROVA - E' un altro week end grigio per la Ferrari. Oltre al distacco siderale in qualifica, il drop-off delle gomme in gara rende impossibile competere per le posizioni di vertice. E allora non deve stupire il fatto che Felipe Massa chiuda in sesta posizione, anche a causa dell'ottima prova di Rosberg, mentre Fernando Alonso, arrancando, conclude al settimo posto. E' una Rossa in netto ritardo, nelle prestazioni e nella pianificazione delle strategie. Fare soltanto due soste e tentare di arrivare al traguardo effettuando oltre venti tornate con un set di coperture hard, si è rivelato un azzardo che ha fatto sfumare il podio per Massa e ha ricacciato indietro il compagno di squadra, dopo una parte di gara passata ad attaccare. In Turchia arriveranno delle novità per la F-150: il gap rispetto a Red Bull e McLaren, però, non sarà facile da colmare.

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