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lunedì 18 aprile 2011

Hamilton, dà una lezione; Vettel, partenza horror. Ferrari, discesa senza fine. Le pagelle del GP di Cina

Hamilton 10 - Un voto che è la somma di tante cose: una qualifica in cui conserva gomme morbide per la gara; una partenza ottima; un finale all'attacco, in cui va a prendersi il suo primo successo 2011. Insomma, una gara da Lewis, quelle in cui non sbaglia una virgola: prende a schiaffi il leader Vettel e fa vedere a Button come si effettua un sorpasso, chiarendo le cose all'interno della McLaren. L'unico anti-Red Bull. Forse.

Vettel 7,5 - Non per il secondo posto e la scelta dei 2 pit-stop, perchè quella è farina, marcia, del muretto. Ma stavolta Sebastian ci mette del suo, con una partenza da incubo in cui apre la strada alle McLaren, permettendogli di fare il loro gioco. Si riprende, torna in testa, ma alla fine le gomme si sfaldano, e Luigino lo fa diventare scemo. 68 punti su 75, però, sono numeri impressionanti.

Webber 9 - Sarà destino che nel giorno in cui mette in pista la corsa forse più spettacolare della carriera, ci sia un altro che finisce comunque per rubargli la scena? Da 18esimo a 3°: si dirà che con quella macchina lì è facile, ma è anche vero che il marchio di secondo, quelli del team gliel'hanno appiccicato sulla fronte; quindi bravo, Mark, specie quando con sincerità ammetti di esser contento che Vettel non abbia vinto. Non è da tutti.

Button 7 - Avesse fatto tutta la gara come la partenza, avrebbe meritato un voto sicuramente più alto. Però: la macchina è la stessa di Hamilton, così come le gomme. Com'è che Lewis finisce in trionfo, e lui ai piedi del podio? Con l'aggiunta di un sorpassone subìto dal compagno di squadra che, ne siamo certi, brucia un bel pò. D'altronde, non si può correre sempre in attesa. A volte occorre osare.

Rosberg 8 - Finalmente Mercedes nelle zone alte. Peccato che sempre con una sola macchina, e sempre con quella di Rosberg. Gara intelligente da parte di Nico, che come le McLaren azzecca la strategia, per un 5° posto che, se non è certo quello che si auspicava il team quest'inverno, almeno dà una boccata d'ossigeno. Chiarendo, se mai ce ne fosse stato bisogno, chi comanda fra i 2 piloti: non certo l'anzianotto.

Massa 7 - Una gara all'altezza, quella di Felipe. Allo start, per l'ennesima volta, guadagna la posizione su Alonso; poi sale fino al 2° posto, facendo vedere di poterci arrivare fino in fondo. Se non fosse che al muretto Ferrari, di nuovo, devono aver scambiato la bottiglia dell'acqua con quella della sambuca, tirando fuori la milionesima strategia sbagliata. E Felipe, pur difendendosi come può, naufraga. Con onore.

Alonso 5 - Campanello d'allarme per Fernando. Il fatto che cilecchi la partenza non è più una novità, sebbene cominci a diventar preoccupante. Stavolta, però, nemmeno in gara ci mette quel suo che ha, disputando una gara anonima, colpevole anche, ma non solo, la tattica adottata dal team. Però se anche lui inizia a tirare i remi in barca, per la Ferrari la discesa potrebbe essere davvero rovinosa. Forza Fernando, aiutali tu.

Ferrari 4 - E forse è anche generoso. Quest'inverno, come da qualche anno a questa parte, tante parole, parole, parole. I fatti dopo 3 gare? Raccapriccianti, con tanto di muretto che continua a collezionare figure marroni. I tifosi gradirebbero non vivere di nuovo 20 anni senza vincere un tubo.

Red Bull 4 - Se non altro la Ferrari può dividere la figura da polli insieme ai campioni del mondo. Horner e soci farebbero bene a mettere da parte la spocchia di chi si sente superiore e inavvicinabile, perchè non lo sono, specie se non riusciranno a sistemare una volta per tutte quel benedetto KERS, e se continueranno ad inventarsi strategie suicide come a Shanghai. Occhio, perchè la McLaren non dorme, e Hamilton è uno che sa come si vince.

Federico Fadda

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