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domenica 13 novembre 2011

Gp di Abu Dhabi: il riscatto di Hamilton. Alonso secondo. Vettel subito KO


ABU DHABI - La scena, nella futuristica cornice motoristica degli Emirati Arabi, è tutta per Lewis Hamilton. Il pilota della McLaren conquista una vittoria meritatissima e viene fuori dal tunnel di errori e incidenti che ne avevano pregiudicato le ultime gare. Il tutto è reso ancora più facile dal clamoroso forfait del campione del mondo Sebastian Vettel, fuori dopo appena due curve per una misteriosa foratura. Spinge al massimo anche Fernando Alonso che, grazie a una gara magistrale, chiude in seconda posizione. Sull'ultimo gradino del podio, Jenson Button che precede la Red Bull di Mark Webber e la Ferrari di Felipe Massa. Subito dopo ecco le due Mercedes con Nico Rosberg che chiude davanti a Michael Schumacher. A completare la top ten le Force India di Sutil e Di Resta e la Sauber di Kobayashi.

DOMINIO LEWIS - Tornare a vincere, se non per conquistare il titolo già ampiamente nella bacheca di Vettel, quanto meno per lasciarsi alle spalle le polemiche e l'oblio che negli ultimi Gran premi lo avevano costretto a subire continui richiami per condotte di gara "poco cristalline". Lewis Hamilton parte all'attacco dalla seconda posizione e accoglie con piacere il testacoda della Red Bull del tedesco a pochi metri dal via. Vettel, infatti, allarga troppo la traiettoria e porta la sua posteriore destra a cozzare contro lo scalino del cordolo insolitamente alto. Questo provoca il cosiddetto "stallonamento" dello pneumatico, ossia la sua fuoriuscita dal cerchio. Sebastian è costretto a percorrere un intero giro per rientrare ai box. I meccanici provano a effettuare il cambio gomme, ma si accorgono che anche il porta-mozzo della posteriore destra è danneggiato. Vettel è fuori dai giochi. Hamilton ha via libera e il suo è un dominio. Unica emozione al 43' giro, quando Alonso, che ritarda il pit stop e spinge al massimo per tre tornate, lascia la pit lane e rientra per pochissimo dietro all'inglese. A quel punto, la McLaren può sfruttare gli pneumatici in temperatura e scappare via verso il traguardo.

SEMPRE PRESENTE - Dare tutto, sempre. La filosofia di Fernando Alonso è chiara e anche oggi non manca di dimostrarlo. Partire dalla terza fila e ritrovarsi subito dietro al leader della gara la dice lunga sulla voglia di vincere dello spagnolo. La Ferrari è veloce ed equilibrata: il sorpasso all'esterno che Alonso compie su Jenson Button, è semplicemente da applausi. Peccato che Lewis Hamilton tiri fuori la gara perfetta. Fernando, però, si conferma un pilota caparbio su cui la Ferrari può fare affidamento. Una monoposto all'altezza in ogni Gran premio, di certo, aiuterebbe. Questi i buoni propositi per il 2012.

Samuele Sassu


domenica 11 settembre 2011

Non c'è storia: Vettel conquista anche Monza. Secondo Button. Alonso centra il podio


MONZA - Vettel e la Red Bull, due fenomeni in un "corpo" unico. Dopo la grande vittoria di Spa, il numero uno in carica trionfa anche nel circuito più veloce del mondiale, mettendo in fila tutti con una forza disarmante. Grande prestazione anche per Jenson Button, specialista in rimonte, capace anche oggi di passare dal quinto al secondo posto senza troppe difficoltà. Ottiene il massimo, invece, Fernando Alonso, autore di una partenza straordinaria che lo vede passare in testa alla prima curva. Bravo poi a mantenere la terza posizione fino alla bandiera a scacchi, malgrado le solite difficoltà a "calzare" gli pneumatici con mescola media. Quarta posizione per l'altra McLaren di Hamilton, seguito da un grande Schumacher. Sesto Massa, mentre chiudono la top ten nell'ordine Alguersuari, Di Resta, Senna e Buemi. Giornataccia per Webber, che finisce contro le barriere nelle fasi iniziali, dopo aver rotto l'ala anteriore a causa di un contatto con Massa.

CAMPIONE... IN TUTTO - Qualche secondo di incertezza, quando si spengono i semafori, cancellati da un sorpasso ai limiti del buon senso con due ruote sull'erba a poco meno di 300 km/h. Alzi la mano chi ancora è convinto che Sebastian Vettel non meriti questo mondiale. Il tedesco della Red Bull ripete l'impresa centrata nel 2008 a bordo della Toro Rosso e vince in assoluta tranquillità a Monza. Una gara dominata, malgrado una partenza poco brillante, grazie anche a una vettura perfetta, che non lascia spazio agli avversari. E pensare che fino a ieri, nonostante la pole, erano stati espressi dei dubbi su una settima marcia "troppo corta" che sacrificava qualche chilometro orario nei grandi rettifili. Valori trascurabili, quando si affrontano curve veloci come le due di Lesmo e la Variante Ascari in assoluta scioltezza. E' qui che Vettel costruisce la sua diciottesima vittoria in carriera, lasciando tutti a bocca aperta quando al quinto giro, dopo essere stato sopravanzato da un grande Alonso in partenza, marca stretto lo spagnolo in uscita dalla prima variante e passa davanti nella staccata che porta alla Roggia, mettendo anche due ruote sull'erba in piena accelerazione. Un grande campione, che omaggia l'Italia con la scritta "150" sul casco e si commuove sul podio, come fece qualche anno fa il suo connazionale in rosso, Michael Schumacher. Cominciano ad assomigliarsi sul serio, ormai...

LOTTE D'ALTRI TEMPI - Ma nel tempio della velocità brianzolo, c'è spazio anche per altri grandi protagonisti che danno spettacolo. A cominciare da Jenson Button, autore dell'ennesima ottima gara chiusa con il secondo posto. Bravo ad approfittare del duello infinito tra Schumacher e Hamilton, per sopravanzarli entrambi e lanciarsi a caccia della Ferrari di Alonso, comodamente infilata al 36' giro, dopo il secondo pit stop. La vera sfida, però, è quella che pone due generazioni di campioni a confronto e si protrae per gran parte della corsa: tra Schumacher e Hamilton sono scintille a non finire. Il tedesco mantiene per lunghi tratti la terza posizione davanti a Lewis, che può contare su una McLaren con maggiore trazione in uscita dalle curve, ma la cui velocità di punta non spaventa affatto la Mercedes, che tiene botta nonostante la scia e l'ala mobile sfruttate dall'avversario. A dire il vero, Schumi viene invitato dalla direzione gara a non cambiare più volte traiettoria per ostacolare Hamilton. Tuttavia, i due danno luogo a uno spettacolo d'altri tempi, a suon di sorpassi e controsorpassi, che si conclude al 27' giro, con il pilota McLaren che passa davanti e fugge via.

ALONSO DI PAROLA - Aveva promesso di dare il massimo ed è stato di parola. Basta dare un'occhiata allo sprint in partenza, quando sopravanza tutti sfruttando anche l'erba poco prima della grande staccata in fondo al rettilineo. Peccato che questa Ferrari non ne abbia abbastanza per poter resistere all'impeto della Red Bull. Infatti, subito dopo il rientro della Safety Car, intervenuta a causa dell'incidente innescato dall'HRT di Liuzzi al via nella prima variante, la rossa resiste solo un giro davanti a Vettel, che attacca e si riprende la testa della gara alla staccata della Seconda Variante. Impossibile tenere dietro anche la McLaren di Button, ma in ogni caso, Fernando riesce a tenersi stretto questo podio davanti ai tifosi di casa, spingendo al massimo Inserisci linkanche nella seconda parte di gara. Bene Anche Massa: mandato in testacoda da un attacco spregiudicato di Webber alla Prima Variante, riesce a ottenere una sesta posizione insperata. Con una Ferrari nettamente inferiore, ci si deve accontentare. Anche a Monza.

domenica 28 agosto 2011

GP del Belgio: DOPPIETTA RED BULL. ILLUSIONE FERRARI


SPA-FRANCORCHAMPS - Sul tracciato più spettacolare e difficile del mondiale, è ancora il leader incontrastato del campionato a mettere in fila tutti: Sebastian Vettel torna alla vittoria e lo fa nella splendida cornice offerta dai boschi delle Ardenne. Spa, palestra di campioni, dove vent'anni fa ebbe inizio la carriera trionfale di Michael Schumacher, incorona un altro pilota tedesco che, a bordo di una Red Bull strepitosa, è sempre più vicino al suo secondo titolo iridato. Cavalcata arricchita dalla seconda posizione del compagno di squadra Mark Webber, fresco di rinnovo e in ottima forma, malgrado un inizio poco brillante. Ennesima grande rimonta di Jenson Button, partito tredicesimo e giunto terzo al traguardo, mentre ancora una volta si deve registrare il flop della Ferrari. Quarto Fernando Alonso, ottavo Felipe Massa. Va molto meglio a Schumacher, che nel giorno del ventesimo anniversario in Formula 1, parte in fondo al gruppo e chiude quinto, davanti al compagno Nico Rosberg.

RED BULL SOVRANA - Una prima parte di gara segnata dalle difficoltà, cancellata da un finale in parata in cui emerge la disarmante superiorità della Red Bull rispetto alle rivali. Al via, Vettel mantiene la prima posizione, ma deve poi arrendersi in fondo al rettilineo del Kemmel all'attacco di Rosberg. Il campione in carica soffre continuamente a causa del blistering degli pneumatici, ossia la formazione di piccole "vesciche" sul battistrada che ne compromettono durata e prestazioni. Sarà l'ingresso della Safety Car, in seguito all'incidente fra Hamilton e Kobayashi al 15' giro, a favorire in qualche modo il tedesco che effettua immediatamente il pit stop e può sfruttare al meglio le gomme nuove nella caccia a Webber e Alonso che lo precedono. Al 18' giro, infatti, Vettel sopravanza prima il compagno e subito dopo il ferrarista, mettendo così una seria ipoteca sulla gara. Azzeccata, come sempre, la strategia del muretto: a Sebastian, dopo il secondo pit stop, resta un solo treno di Pirelli morbide, ma quando rientra ai box, i tecnici optano per l'altro tipo di mescola con cui la Red Bull fa segnare parziali record fino alla bandiera a scacchi. Sembra tutto facile, quando si ha una macchina così...

QUESTIONE DI "MESCOLA" - La differenza sostanziale tra Red Bull e Ferrari è legata innanzitutto alla resa delle diverse mescole prodotte dalla Pirelli. Al contrario della rossa, la vettura progettata da Adrian Newey può contare su un assetto che consente ai piloti di ottenere prestazioni molto simili con gomme morbide e medie. Ecco perché Alonso, autore di due sorpassi da applausi su Massa e Rosberg nelle battute iniziali, si vede costretto ad abbandonare dapprima la leadership e, da metà gara in poi, una volta montati gli pneumatici a mescola media, a lasciar spazio a Webber e Button. Un vero peccato, considerata l'aggressività del pilota spagnolo che dà spettacolo e a lungo accarezza il sogno di trionfare per la prima volta su questo circuito. In penombra (e non è una novità) l'altra Ferrari di Massa: il brasiliano parte bene, ma si scioglie come ghiaccio al sole in seguito ai sorpassi subiti in sequenza da Alonso e Hamilton. Chiude ottavo, anche perché costretto a un ulteriore pit stop dovuto a una foratura.

CHI RIDE E CHI PIANGE - Partire in ultima posizione e finire quinto è certamente un'impresa degna del miglior Michael Schumacher. Ed è proprio il sette volte iridato della Mercedes a realizzare una delle sue più belle rimonte nel circuito che lo ha visto esordire nel 1991 e in cui ha ottenuto il primo successo in carriera, esattamente un anno più tardi. Bellissima anche la risalita di Button, per il quale si può ormai parlare di specialità: tredicesimo al via, sul podio alla bandiera a scacchi, dopo un grandioso recupero a colpi di giri veloci sulla Ferrari di Alonso. Va molto peggio al compagno Lewis Hamilton, che strappa applausi a suon di sorpassi fino al 15' giro, quando viene tamponato da Kobayashi in fondo al Kemmel e va a sbattere contro le barriere, rimanendo per qualche secondo inerte. Per fortuna, l'ex iridato della McLaren riprende conoscenza e abbandona sulle sue gambe la monoposto distrutta. Avrebbe certamente meritato un finale diverso.

domenica 10 luglio 2011

SILVERSTONE E' ROSSA! VINCE ALONSO DAVANTI ALLE RED BULL


SILVERSTONE - Toh! Chi si rivede! Fernando Alonso e la Ferrari tornano alla ribalta nel circuito di "casa Red Bull", uno dei meno favorevoli alla rossa, almeno sulla carta. Silverstone, Inghilterra, terra di leggende automobilistiche e curvoni veloci, proprio quelli che fino alla gara scorsa creavano difficoltà al Cavallino. Eppure, la bella vittoria di Alonso, che non saliva sul gradino più alto del podio dal Gp di Corea dell'anno precedente, sta a significare che il divario con le Red Bull si è ridotto eccome. Peccato che il campionato sia ormai chiuso: i 92 punti di vantaggio che Vettel conserva sul ferrarista, rendono il suo secondo posto davvero poco amaro. Webber, terzo, accetta gli ordini di scuderia e non sopravanza il compagno quando ci sarebbero tutte le condizioni per "staccargli la vernice". Hamilton e Massa fanno a sportellate fino all'ultima curva, con l'inglese che alla fine riesce a spuntarla e ad aggiudicarsi il quarto posto. La McLaren di Button, al contrario, si ferma mestamente subito dopo l'ultimo pit stop: difficile correre con l'anteriore destra non avvitata.

FERRARI BRILLANTE - Si era già visto ieri in qualifica e la conferma è felicemente arrivata in gara: la Ferrari torna a essere competitiva e lo fa proprio a Silverstone, uno dei tracciati più tecnici del mondiale, dove l'aerodinamica la fa da padrone. Dopo una prima parte di gara condizionata dal bagnato, in cui Vettel scavalca il compagno al via e si lancia indisturbato in testa, Alonso deve solo aspettare di portare gli penumatici alla giusta temperatura per poi recuperare sull'australiano giro dopo giro. La pista si asciuga velocemente e i duellanti rientrano per montare gomme da asciutto. Malgrado le coperture soft, la rossa fatica e vede avvicinarsi sempre di più dalle retrovie la sagoma della McLaren di un Hamilton scatenato. L'ex iridato non impiega molto a lasciarsi la Ferrari alle spalle, per la quale sembra ripresentarsi il solito Gp anonimo e privo di acuti. Non è affatto così. Le Pirelli morbide diventano roventi, così come il temperamento di Fernando Alonso che in poche tornate riduce i distacchi dai primi tre e restituisce il favore a Hamilton, al 24' giro. La gran rimonta è appena cominciata.

BYE BYE VETTEL - A metà gara, è ormai il momento della seconda sosta: si fermano Hamilton, Webber, Button e Massa, mentre l'altra Ferrari in pista fa segnare giri veloci a go-go. Nel mirino di Alonso c'è proprio il leader della gara Vettel, che al 27' giro decide di effettuare il nuovo cambio gomme. Lo spagnolo lo segue a ruota e stavolta la fortuna gira dalla parte del Cavallino: infatti, un problema nel fissaggio della posteriore sinistra della Red Bull, fa perdere secondi vitali a Sebastian, che vede scorrere la sagoma rossa davanti a lui. Tuttavia, non è un rientro semplice quello di Alonso, pressato dalla McLaren di Hamilton decisamente più "calda" per via della sosta anticipata. L'inglese però non riesce a ripetersi nel sorpasso, anche perché ora che la pista è completamente asciutta, la Ferrari fatica meno a portare gli pneumatici alla giusta temperatura. La strada per il successo è spianata.

VITTORIA! - Per uno come lui, pilota combattivo e vincente, l'astinenza di ben dieci Gran Premi senza vittoria è davvero troppo. Deve aver pensato questo Fernando Alonso, quando nell'ultima parte di gara, ha cominciato a spingere come un forsennato, creando il vuoto dietro. E nel momento in cui Sebastian Vettel ha deciso di fermarsi ai box per la terza volta, ha capito che sì, stavolta il trionfo era possibile. Per lo spagnolo della Ferrari arriva così il 27' successo in carriera, primo di una stagione difficile e, probabilmente, già chiusa. Poco importa, almeno oggi. Perché vincere in terra inglese, si sa, ha sempre un sapore particolare (prestigio a parte).

MALI COMUNI - Prima il caos regolamenti, con la bagarre sugli scarichi soffiati. Poi le difficoltà in gara e, infine, alcuni pit stop quantomeno problematici che fanno alzare gli occhi di Chris Horner e Martin Whitmarsh al cielo. Troppe cose vanno storte a Silverstone per Red Bull e McLaren. Fatale per la vittoria quella posteriore sinistra che non vuole saperne di entrare nella giusta sede, proprio nel momento in cui Vettel si gioca il tutto per tutto ai box con Alonso. Nota stonata anche il tentennamento dei meccanici con l'altra monoposto di Webber. Gravissima, se non grottesca, l'anteriore destra della McLaren di Button non avvitata nel corso dell'ultimo pit stop. E per il povero Jenson, il Gp di casa continua a essere un tabù. Che figura per il team di Woking!

Samuele Sassu

Ordine di arrivo

Classifica piloti

Classifica costruttori

domenica 22 maggio 2011

La solita Red Bull: Vettel vince anche in Spagna. Secondo Hamilton. Ferrari lontana



MONTMELO' - Quattordicesimo successo in carriera, quarta vittoria su cinque gare in stagione. E' Sebastian Vettel il dominatore assoluto di questo mondiale. Oltre a disporre di una Red Bull strepitosa, il campione del mondo in carica si affida ancora una volta alla strategia perfetta orchestrata dai box e trionfa in Spagna, seguito a ruota da Lewis Hamilton, ottimo secondo posto con la McLaren che per il momento è l'unica squadra in grado di avvicinarsi alle monoposto di Adrian Newey. Infatti, sul gradino più basso del podio arriva Jenson Button, autore di una bella rimonta, dopo una partenza poco riuscita. Quarto posto, invece, per l'altra Red Bull di Mark Webber. Sempre lontana la Ferrari: nonostante il grande spunto di Alonso, che balza in testa al via, la scarsa duttilità della vettura nell'adeguarsi all'alternanza tra le diverse mescole degli pneumatici, pregiudica la gara di entrambi piloti. Fernando deve accontentarsi della quinta posizione, peraltro primo dei doppiati. Massa, dopo l'ennesima gara anonima, getta la spugna per problemi al cambio. A chiudere la top ten le due Mercedes di Schumacher e Rosberg, Heidfeld , Perez e Kobayashi.

NON C'E' STORIA - Quanto corre questa Red Bull! Nonostante una partenza meno brillante del solito, Vettel e Webber tallonano Alonso fin dalle prime curve e portano ancora tanti punti al team guidato da Chris Horner. Il tedesco, in particolare, approfitta di una strategia azzeccatissima, anticipando le prime due soste ai box, nella seconda delle quali, monta il set di gomme morbide nuove risparmiate ieri in qualifica e con un giro eccezionale, sopravanza Alonso fermo ai box. E' la svolta della gara. Da questo momento, l'iridato pensa a difendersi soltanto da Hamilton, il solo a mettere un po' di pressione a una Red Bull irraggiungibile. Dall'alto dei suoi 118 punti, Sebastian Vettel può cominciare a sognare il bis mondiale.

ILLUSIONE FERRARI - Una partenza sorprendente, con Alonso che spinto dal pubblico di casa fulmina le Red Bull e passa davanti alla prima curva. Al Montmelò, questo significa che si ha già mezza vittoria in tasca. Peccato che la Ferrari si sciolga come un ghiacciolo al sole con il passare dei giri. E non è colpa del povero Fernando, che più di così non può davvero fare. Sotto accusa, come sempre, la drammatica resa della rossa, mai come quest'anno allergica alle gomme dure. Tre secondi di differenza nella prestazione sul giro, tra una mescola e l'altra. E succede solo al Cavallino. L'assenza di grip, la difficoltà a mandare in temperatura gli pneumatici, condannano la Ferrari a un altro Gran Premio di basso profilo, doppiata da Red Bull e McLaren, nettamente più equilibrate. Lo spagnolo tiene botta fino alla seconda sosta, quando viene sopravanzato da Vettel. Riesce a resistere alla costante pressione di Webber, con il quale esce vincitore da un duello da brivido nella pit lane al 30' giro, ma alla fine deve arrendersi sia all'australiano che a Jenson Button. Quest'ultimo, grazie alle gomme morbide, è autore di una grande rimonta che in poche tornate lo porta dritto al terzo posto, perfino davanti a Webber, sfavorito in questo caso dalle coperture a mescola dura. Incolore, e non è certo una novità, la gara di Massa: questa Ferrari proprio non la gradisce. Conclude mestamente in una via di fuga al 61' giro, quando si trova in nona posizione, per un guasto al cambio. La rossa è tutta qui.

domenica 17 aprile 2011

Strepitoso Hamilton: il Gp di Cina è suo. Che rimonta Webber! Ferrari sempre dietro


SHANGAI - E' un dragone dipinto d'argento ad aggiudicarsi il Gran Premio di Cina: Lewis Hamilton torna il campione che tutti conoscono e conquista un'importante vittoria, davanti alle Red Bull di Sebastian Vettel e Mark Webber. E pensare che, prima del via, riesce a schierarsi sulla griglia di partenza soltanto per una manciata di secondi, a causa di alcuni problemi di accensione della sua McLaren. A ridosso del podio, l'altra Freccia d'argento di Jenson Button, seguito dalla Mercedes di Nico Rosberg. Ancora sottotono le Ferrari, in difficoltà nella gestione delle gomme e con una strategia impostata sulle due soste, che alla fine non paga. Meglio Massa, sesto, che sfiora il podio nell'ultima parte di gara. In difficoltà Alonso, settimo e sempre lontanto dal ritmo dei primi. A chiudere la top ten, Michael Schumacher, Vitaly Petrov e Kamui Kobayashi.

VITTORIA MERITATA - Una monoposto finita di montare sulla griglia di partenza, per non superare il tempo limite che lo avrebbe costretto a scattare dalla pit lane. L'ottima gestione degli pneumatici unita a una guida sempre aggressiva, ma precisa. Infine, la strategia perfetta del box McLaren. Sono le chiavi di una vittoria meritatissima per Hamilton, che approfitta dell'indecisione iniziale di Vettel e si mette subito dietro al compagno di squadra Button, autore di un ottimo spunto. Protagoniste, nel bene e nel male, sono ancora una volta le gomme Pirelli, che a Shangai danno ragione a chi sceglie di effettuare tre soste. Infatti, i piloti McLaren, partiti con le morbide, mantengono la stessa configurazione anche dopo il secondo pit stop e soltanto a meno di 20 giri dal traguardo, montano quelle a mescola dura. E' la mossa vincente: Vettel, che nel frattempo aveva riconquistato la testa della gara, va in crisi con le sue coperture e deve arrendersi agli attacchi di Hamilton al 52' giro. Gli ultimi quattro giri in parata verso la bandiera a scacchi, riportano l'inglese sul gradino più alto del podio. Non succedeva dal Gp del Belgio dello scorso anno.

LOTTA PER IL PODIO - Dopo una curiosa sosta ai box, in cui Jenson Button va ad occupare la piazzola di Vettel, entrato nella pit lane subito dietro, l'ex iridato diventa protagonista di una gara d'attacco. Negli ultimi dieci giri sopravanza prima Rosberg e poi Massa, ma alla fine è costretto a cedere la terza posizione alla Red Bull di Webber, che in quel momento ha dalla sua un set di pneumatici a mescola morbida, che gli garantiscono maggiore velocità. L'australiano, partito 18°, è autore di una rimonta eccezionale, favorita dalla scelta di montare gomme dure all'inizio, per poi andare a caccia degli avversari nelle prime posizioni grazie alle soft. Non può essere granché soddisfatto, invece, Sebastian Vettel: l'indecisione allo spegnimento dei semafori che gli fa perdere due posizioni, è solo il principio di un Gran premio storto, in cui permangono le incertezze sul Kers e in più, ci si mette anche la radio difettosa a rendere impossibile la comunicazione con il muretto. Il tedesco opta per le due soste, ma il degrado delle Pirelli lo tradisce proprio all'ultimo. Tuttavia, i 21 punti che in classifica lo separano da Hamilton, rendono questo secondo posto molto meno amaro.

MASSA CI PROVA - E' un altro week end grigio per la Ferrari. Oltre al distacco siderale in qualifica, il drop-off delle gomme in gara rende impossibile competere per le posizioni di vertice. E allora non deve stupire il fatto che Felipe Massa chiuda in sesta posizione, anche a causa dell'ottima prova di Rosberg, mentre Fernando Alonso, arrancando, conclude al settimo posto. E' una Rossa in netto ritardo, nelle prestazioni e nella pianificazione delle strategie. Fare soltanto due soste e tentare di arrivare al traguardo effettuando oltre venti tornate con un set di coperture hard, si è rivelato un azzardo che ha fatto sfumare il podio per Massa e ha ricacciato indietro il compagno di squadra, dopo una parte di gara passata ad attaccare. In Turchia arriveranno delle novità per la F-150: il gap rispetto a Red Bull e McLaren, però, non sarà facile da colmare.

domenica 10 aprile 2011

Gp della Malesia: Vettel non si batte. Alonso rovina tutto


SEPANG - Cambia la gara, ma il copione è sempre lo stesso: Vettel domina anche in Malesia, dopo il trionfo di due settimane fa in Australia. Una gara soporifera, che si risveglia soltanto nel finale quando gli pneumatici Pirelli vanno in crisi e diversi piloti si lanciano all'inseguimento di migliori piazzamenti in classifica. Problemi che non toccano il campione del mondo in carica: la sua Red Bull fa da battistrada indisturbata, anche grazie al preziosissimo lavoro del team che calcola minuziosamente la strategia, su un asfalto che oggi non consentiva agli pneumatici di durare più di 10-15 giri. Sul podio si rivede Jenson Button, seguito dall'ottima Renault di Nick Heidfeld. Mark Webber deve accontentarsi della quarta piazza, mentre chiudono in quinta e sesta posizione le Ferrari di Massa e Alonso. Lo spagnolo, autore di un'ottima gara, spreca tutto a pochi giri dalla fine, rovinando l'ala anteriore durante un tentativo di sorpasso nei confronti di Hamilton, proprio quando il podio appariva ormai come risultato certo. Chiudono la top ten l'ex iridato della McLaren, la Sauber di Kamui Kobayashi, Michael Schumacher con la Mercedes e Paul Di Resta con la Force India. Brivido finale per l'altro pilota della Renault, Vitaly Petrov.

DOMINIO ASSOLUTO - A Sepang non si vede grande spettacolo. Nemmeno la pioggia, che qui la fa sempre da padrone, interviene a far saltare le strategie preparate dalle squadre. E allora, che si celebri ancora una volta il nuovo fenomeno della Formula 1: quel pilota un po' ragazzino, un po' Schumacher vecchio stampo, che diventa sempre più maturo, si infila nella monoposto e domina dall'inizio alla fine anche nel caldo malesiano. E' la dodicesima vittoria in carriera per Sebastian Vettel, la quarta consecutiva, considerando la stagione scorsa che lo ha visto arrivare sul tetto del mondo. Per non parlare poi di questa Red Bull, capace di vincere malgrado un Kers che va a intermittenza. Il tedesco lo sfrutta soltanto in partenza, poi può farne tranquillamente a meno. Per il compagno di squadra, invece, il sistema di recupero dell'energia cinetica è tabù, e infatti Webber deve cedere ben sei posizioni dopo il via, scivolando al nono posto. Tra l'altro, l'australiano non dimostra lo stesso feeling del collega di box con gli assetti e la gestione degli pneumatici. Ecco perché deve accontentarsi del quarto posto, dopo una gara di alti e bassi.

ALONSO CHE PECCATO! - C'è mancato davvero poco stavolta. Per Fernando Alonso sembra materializzarsi un meritatissimo podio, quando nell'ultima parte di gara tallona Hamilton, terzo, ma ormai abbandonato dalle sue Pirelli a mescola dura e di oltre due secondi a giro più lento. Lo spagnolo, però, è poco lucido nel portarsi all'attacco della McLaren e quando si trova in scia, finisce per distruggere la sua ala anteriore contro la ruota posteriore destra dell'inglese. Senza più carico aerodinamico lì davanti, la Rossa è costretta al quarto pit stop che compromette ogni possibilità di rimonta. Delusione che diventa ancora più cocente se si pensa alla seconda posizione in quel momento occupata da Heidfeld, superato dopo poche tornate da Jenson Button, bravo a gestire le proprie coperture e ad approfittare delle soste obbligate ai box del ferrarista e del compagno di squadra. Gara generosa, invece, quella di Felipe Massa, sfavorito da un problema durante il primo cambio gomme.

LA RENAULT C'E' - Due macchie nere che scattano non appena si spengono i semafori e divengono l'ago della bilancia di un Gp altrimenti scontato. Nick Heidfeld e Vitaly Petrov partono dalla terza e dalla quarta fila, ma alla prima curva si ritrovano nelle prime posizioni, a complicare la rincorsa di McLaren e Ferrari sull'apripista Vettel. Dopo la buona prova disputata a Melbourne, le monoposto nere si confermano anche a Sepang e il ritorno sul podio del sostituto di Robert Kubica è un risultato che può far sorridere il team manager Eric Boullier. Grande brivido, invece, per l'incidente capitato a Petrov a pochi giri dalla fine. Dopo un errore, la sua monoposto compie un salto di un metro sul cordolo. Nell'atterraggio il volante si stacca dalla sede e rimane tra le mani del pilota, che per fortuna approfitta delle vie di fuga per evitare lo schianto contro le barriere. Come tornare indietro di tanti anni per rivivere quel tragico week end di Imola, in cui perse la vita il compianto Ayrton Senna, in circostanze molto simili.

CONSUMO ANOMALO - Oltre al solito dominio di Vettel, a lasciare il segno sulla seconda tappa del mondiale 2011 è certamente la difficoltà dei team nel gestire l'anomalo consumo delle Pirelli. Né la mescola dura, né quella morbida hanno garantito un gran numero di giri consecutivi: dieci, quindici tornate e gli pneumatici puntualmente da sostituire. Il caldo e l'asfalto sporco della pista non hanno certo aiutato le scuderie nel programmare le strategie e le coperture progettate dalla casa italiana si dimostrano ancora tutte da scoprire. Fra una settimana, nel Gran Premio di Cina, ci sarà un altro importante test.


Classifica Piloti (Drivers Championship)


Classifica Costruttori (Constructors Championship)

domenica 24 ottobre 2010

CROLLO RED BULL! ALONSO VINCE IN COREA E VOLA IN TESTA AL MONDIALE


YEONGAM - Un Gran Premio infinito, pioggia torrenziale, asfalto fresco che fatica a drenare, la livrea delle monoposto che ricorda tanto quella delle vetture Rally per la grande quantità di fango e sporco sollevati durante la gara. E in mezzo a tutto questo, a far festa è la Ferrari con Alonso e Massa sul podio, mentre le lacrime di alcuni meccanici della Red Bull sono il simbolo della giornata nera in cui la casa anglo - austriaca incappa oggi a Yeongam. L'erroraccio di Webber e la fumata bianca che lascia a piedi Vettel a pochi giri dalla fine, condannano il team di Chris Horner e spostano gli equilibri del Mondiale piloti dalle parti di Maranello. A due gare dalla fine, Alonso comanda la classifica con 231 punti, 11 in più di Webber, ormai ex leader iridato.

COREA ESTREMA - Un tifone investe in pieno la Cina, ma la sua lunga coda non risparmia l'ex zona paludosa di Yeongam in Corea. Non potevano verificarsi condizioni più estreme per un circuito nuovissimo, completato (si fa per dire) soltanto nelle ultime settimane, con un asfalto imbevuto di acqua, dopo che una fitta pioggia l'ha fatta da padrone per gran parte del pomeriggio. Lo start, previsto per le 15 ora locale, slitta di dieci minuti, parte con l'ausilio della Safety Car,ma si ferma dopo appena tre tornate, a causa di una visibilità quasi nulla per l'enorme quantità d'acqua sollevata dalle monoposto. Un'ora di attesa, una nuova, identica partenza guidata dalla vettura di sicurezza e poi finalmente la gara vera, rigorosamente affrontata con gli pneumatici heavy rain. Al 18' giro comincia lo show!

WEBBER KO - In condizioni ancora molto difficili, ad avvantaggiarsi è certamente Sebastian Vettel, bravo ad approfittare della sua pole e a sfruttare l'ampia visibilità, al contrario di chi sta dietro, a partire dal suo compagno di squadra. E' proprio Mark Webber a provocare il primo sussulto della giornata, già al 19' giro, quando mette la sua posteriore sinistra sull'erba sintetica in uscita di curva, perde il controllo della sua Red Bull e finisce contro il muretto dopo un testacoda. Come se non bastasse, la monoposto attraversa tutta la carreggiata e viene centrata in pieno dall'incolpevole Rosberg, autore di una partenza eccezionale. Dal muretto Red Bull una certezza: non sarà una giornata facile.

GUAI AI BOX - L'uscita di scena dell'australiano, lancia la rimonta di Fernando Alonso, freddo nell'affrontare l'asfalto viscido del circuito e molto abile nel non perdere di vista il velocissimo Vettel. Impressionante il ritmo imposto dal duo di testa, al quale solo la McLaren di Hamilton può resistere. Al 31' giro, Buemi centra in pieno la Virgin di Timo Glock e la Safety Car è costretta all'ennesimo ingresso in pista. Per Vettel e Alonso arriva il momento del pit stop. Perfetto il lavoro dei meccanici Red Bull, mentre un dado volato via complica il montaggio dell'anteriore destra del ferrarista,che perde secondi preziosi e rientra sul tracciato in terza posizione dietro a Hamilton, fermatosi qualche giro prima. Tuttavia, dopo appena tre tornate scatta ancora la bandiera verde, Alonso tallona la McLaren dell'inglese e lo costringe all'errore alla prima curva. L'ex iridato va lungo e consente allo spagnolo di tornare a caccia di Vettel.

LA FUMATA BIANCA - I minuti scorrono, la luce si affievolisce e il tempo limite delle due ore si fa sempre più vicino. Come da regolamento, si attende il completamento del 42' giro per stabilire se assegnare o meno il punteggio pieno ai piloti che completeranno le tornate previste, cosa che avviene anche grazie alla serie di giri veloci messi in fila dai primi tre. Il tira e molla fra Vettel e Alonso subisce un clamoroso colpo di scena al 46' giro: il tedesco è primo sul rettifilo dei box, ma perde velocità prima di affrontare la Curva 1 e viene sorpassato agevolmente dal ferrarista. Poche centinaia di metri ed ecco l'emblematica fumata bianca del motore Red Bull che lascia a piedi il giovane pilota e manda al tappeto un'intera squadra. Per Alonso comincia la cavalcata verso la sua quinta vittoria stagionale, la ventiseiesima in carriera e la testa della classifica piloti.

SCHUMI C'E' - Se i primi tre sono di un altro pianeta nella bagnatissima domenica coreana, subito dietro non mancano le bagarre per guadagnare punti importanti. Ecco allora il ritorno di un combattivo Schumacher, da sempre amante delle condizioni estreme, che centra il quarto posto, seguito dall'onnipresente Robert Kubica e dall'ottimo sesto posto di Vitantonio Liuzzi. L'italiano, partito dalla nona fila, regala punti fondamentali alla Force India, dopo una gara d'attacco. Chiudono la zona punti Barrichello, Kobayashi, Heidfeld e Alguersuari. Male invece l'altra McLaren di Jenson Button, dodicesimo tra mille scelte sbagliate.

I MERITI DELLA ROSSA - L'impossibilità di attaccare già alla partenza, le condizioni estreme, l'incognita del rendimento su un circuito nuovo. Tanti i dubbi della Ferrari oggi, specialmente dopo la superiorità messa in mostra dalla Red Bull durante le libere e le qualifiche. Ci si è messo anche un semplice dado a complicare il cammino della Rossa nel Gp di Corea, eppure ancora una volta ha vinto tutta la squadra. Piloti, staff e meccanici hanno reso possibile un'impresa non da poco, di certo favorita dalle sfortune di un avversario valido e che darà battaglia fino alla fine del campionato. Ad ogni modo, ko del motore a parte, l'errore banale di Webber a gara appena cominciata, dimostra la scarsa serenità interna alla Red Bull, con due rivali più che compagni a lottare per la vittoria finale. Quanti punti buttati al vento durante il campionato. E ancora una volta è la Ferrari a dare l'esempio di un'ottima gestione del team. La vittoria di Alonso, il terzo posto di Massa e la macchina competitiva lo dimostrano apertamente. Ora c'è un vantaggio da gestire: Interlagos e Abu Dhabi separano Fernando dal suo terzo mondiale. In bocca al lupo, Ferrari!

ORDINE D'ARRIVO (RACE RESULTS)

CLASSIFICA PILOTI (DRIVERS CHAMPIONSHIP)

CLASSIFICA COSTRUTTORI (CONSTRUCTORS CHAMPIONSHIP)

Samuele Sassu

domenica 10 ottobre 2010

Facile doppietta Red Bull a Suzuka: Vettel vince davanti a Webber, ma Alonso è subito dietro


SUZUKA (Giappone) - Prima la pole, poi la vittoria, tutto in una giornata. La domenica soleggiata di Suzuka è favorevole a Sebastian Vettel, indiscusso dominatore del Gran Premio del Giappone, quartultima prova del Mondiale. Dietro al tedesco della Red Bull, il compagno di squadra Mark Webber, leader della classifica iridata, ma attenzione perché la Rossa di Fernando Alonso è subito dietro a collezionare punti importanti in ottica mondiale: raggiunto da Vettel al secondo posto a 206 punti, ha sempre nel mirino l'australiano che dista ora 14 lunghezze.

TUTTO FACILE - Su una pista tecnica come quella di Suzuka era facile immaginare una netta supremazia dell gioiello progettato da Adrian Newey. La Red Bull domina nelle qualifiche (svoltesi in mattinata a causa del nubifragio di ieri) e mette in fila tutti. Vettel parte subito bene e si lancia in una serie di giri veloci che tengono a distanza il compagno/rivale. Chris Horner dal muretto non vuole nessun azzardo e a metà gara richiama i due piloti a distanza di un giro l'uno dall'altro. Troppo netta la superiorità del team austriaco e, considerate le esperienze del passato, meglio non mandare all'aria un'altra doppietta pressoché scontata. Missione compiuta, anche se Webber, all'ultima tornata, fa segnare il giro veloce e impedisce a Vettel di far segnare l'hattrick. Un piccolo sgarbo, tanto per gradire.

ALONSO NON MOLLA - Consapevole fin dall'inizio della superiorità Red Bull, Fernando Alonso sa di giocarsi tutto in partenza. Dopo il sospetto jump start di Vettel (ritenuto non sanzionabile dalla direzione di gara) e le carambole che mettono fuori causa a pochi metri dal via la Renault di Petrov e la Williams di Hulkenberg, lo spagnolo quarto in griglia è bravo a difendersi dall'attacco delle due McLaren e approfitta poi dell'uscita di pista di Robert Kubica. Il pilota della Renault, infatti, terzo dietro alle Red Bull, al giro numero 3 perde la ruota posteriore sinistra e va contro le barriere. Un vero peccato, dopo un'ottima partenza e un buon ritmo in pista.

McLAREN ANCORA GIU' - Problemi e ancora problemi: in casa McLaren continua il momento no. Perse cinque posizioni in griglia a causa della sostituzione del cambio danneggiato, Lewis Hamilton ci mette la solita grinta e tiene un passo davvero notevole, ma dopo il pit stop, quando è in netto recupero su Alonso, perde la terza marcia e si deve accontentare della quinta posizione, sopravanzato dal compagno di squadra Jenson Button poco prima della bandiera a scacchi. Il campione del mondo in carica approfitta dei problemi di Hamilton, ma la sua è una gara incolore, soprattutto per la discutibile scelta di partire con le gomme dure, al contrario di tutti gli altri rivali.

MASSA KO - Aiutare Alonso? Non se ne parla. Felipe Massa dimostra ancora una volta di non volerne sapere di sostenere il compagno di scuderia nella corsa al titolo. La sua gara, infatti, finisce già alla prima curva, quando tenta la manovra impossibile all'interno, finisce sull'erba ancora umida e una volta rientrato sull'asfalto la sua Ferrari senza controllo finisce dritta addosso alla Force India dell'incolpevole Liuzzi. Il pilota brasiliano sembra aver perso la serenità di un tempo e la classifica costruttori è lì a dimostrarlo, con la Rossa terza a 92 punti dalla Red Bull.

SAMURAI O KAMIKAZE? - Nelle gare casalinghe, i piloti giapponesi subiscono una metamorfosi: letteralmente assopiti per l'intera stagione, si risvegliano improvvisamente dal letargo una volta tornati in patria e oggi a lasciare il segno sono anche i sorpassi da brivido di Kamui Kobayashi. Con una Sauber in ottima forma, il pilota del Sol Levante è stato autore di una serie di attacchi portati a termine con una grinta e una determinazione davvero insolite, che gli hanno consentito di chiudere in settima posizione. Buona anche la gara di Michael Schumacher, sesto davanti a Kobayashi. Chiudono la top ten Heidfeld, Barrichello e Buemi.

Samuele Sassu

Ordine di arrivo (Race Results)


Classifica piloti (Drivers championship)

Classifica Costruttori (Constructors championship)

sabato 9 ottobre 2010

Suzuka, pole alla pioggia: qualifiche rinviate a prima della gara

Le previsioni meteo davano 100% di probabilità di pioggia per le qualifiche, e pioggia al 100% è stata. Anzi, anche di più: nessuno nel paddock pensava che l'acquazzone che si è rovesciato su Suzuka potesse costringere la Direzione di gara a rinviare le qualifiche a domattina, poche ore prima del via del GP del Giappone. Invece, dopo tre sopralluoghi effettuati dalla Safety Car, a intervalli di mezz'ora l'uno dall'altro, è stato evidente che per i piloti sarebbe stato troppo pericoloso girare in quella specie di fiume, con uno strato di 3-4 centimetri di acqua che non consentiva alle monoposto di stare in pista con sicurezza. Quindi stop, e rinvio a domattina, alle 10 di Suzuka, cioè le 3 di notte in Italia, quando comunque si potrebbe girare lo stesso su un asfalto bagnato, ma in via di asciugatura, dato che per la gara è previsto bel tempo, almeno per la prima parte. Per gli appassionati di Formula 1 si prospetta una dura levataccia.

Federico Fadda

domenica 12 settembre 2010

A MONZA E' FESTA ROSSA: ALONSO VINCE IL GP D'ITALIA



MONZA
- Erano quattro anni che l'immenso cuore rosso Ferrari non batteva sotto al podio di Monza. Da Schumacher (quello vero) ad Alonso, tante monoposto hanno solcato l'asfalto del circuito più veloce del Mondiale: oggi, davanti a 85mila spettatori, la Rossa di Maranello torna a fare la voce grossa. Primo lo spagnolo, dopo un duello all'ultimo centimetro con la Mclaren di Button, terzo Felipe Massa, a completare quel podio che ha nel rosso il suo colore naturale. Una vittoria fantastica di tutta la squadra: piloti e macchine in gran forma, a infilare giri record ogni volta che oltrepassano il traguardo, e una squadra eccezionale nelle strategie e nei pit stop. Monza si colora di rosso e la classifica iridata si accorcia, anche grazie all'inaspettato ko di Hamilton nelle prime curve, troppo convinto di sé nell'attaccare Massa. Sarà un finale di campionato caldissimo.

PARTENZA DIFFICILE - Con Alonso in pole e Massa in seconda fila subito dietro ad occupare la parte pulita del tracciato, il via della gara sembra essere tutto a favore della Ferrari. Purtroppo, l'indecisione dello spagnolo favorisce l'ottimo spunto di Button secondo in griglia, coriaceo nel resistere al tentativo di chiusura da parte di Alonso e a buttarsi nella prima variante in testa al gruppo. Lo è un po' meno il suo compagno e ormai ex leader del mondiale, Lewis Hamilton che tenta il sorpasso impossibile su Massa alla Roggia e finisce per distruggere la sospensione anteriore destra della sua McLaren, dopo il contatto con la ruota posteriore sinistra del brasiliano. Il suo Gp d'Italia dura solo un paio di km e Webber ringrazia.

GOMME INFINITE - I primi tre lì davanti impongono da subito un passo di gara straordinario: non passa giro senza che almeno uno dei tre non faccia registrare un tempo record. Button prova a scappare, affidandosi a una vettura con maggior carico aerodinamico e tuttavia più dolce con gli pneumatici a mescola morbida. Alonso, molto più scarico, si accoda e non molla di un centimetro, se non per liberarsi sporadcamente delle turbolenze scatenate dalla vettura dell'inglese. E dunque passano i giri, i distacchi rimangono immutati e quando si arriva al 25' giro e nessuno dei tre ha ancora effettuato il pit - stop, si capisce che chi rientrerà per primo a montare le gomme dure, avrà perso la gara.

LA SVOLTA - L'impressione è che, malgrado la seconda posizione, Alonso abbia qualcosa in più rispetto al campione del mondo in carica. Quando Button fa segnare un giro veloce, nella tornata successiva è di nuovo lo spagnolo ad abbassare il tempo sul giro e a ridurre il distacco. Al 37' giro, infine, la svolta della gara: dal box McLaren fanno rientrare Button, che cambia in pochi secondi le coperture e riparte dietro alle due Ferrari. Alonso ha pista libera e si lancia come un forsennato, ma ormai anche le sue Bridgestone sono alla frutta e non taglia nemmeno il traguardo. Sosta fulminea e ripartenza, grazie a un lavoro super dei meccanici. Quando la Rossa oltrepassa la linea bianca che chiude la pit - lane, sullo sfondo compare la sagoma argentata della McLaren che si affianca all'esterno e tenta di sopravanzare Alonso, formidabile nell'appropriarsi della giusta traiettoria e a resistere all'attacco nella prima variante, pur avendo pneumatici ancora "freschi". E sugli spalti, intanto, comincia la festa.

L'EPISODIO CURIOSO - Non manca il brivido finale per i tifosi ferraristi, quando il pilota spagnolo, indisturbato, perde per un attimo il controllo della vettura e taglia la prima chicane, per fortuna senza danni. La McLaren, a quel punto distante ben quattro secondi, non può approfittarne. Chi non riesce a sopravanzare Button dopo la sosta ai box è Massa, sempre un po'staccato rispetto al duo di testa. Il terzo posto, però, non è certo da buttare. E il resto del gruppo? In quarta posizione chiude Vettel, protagonista di uno strano episodio poco prima di metà gara: giunto sul rettilineo che immette sulla Parabolica, lamenta via radio un problema al motore e in quello stesso istante dà strada al compagno di squadra Webber, sfavorito da una brutta partenza. Dopo neanche mezzo giro, il tedeschino riprende a tirare come se niente fosse successo. Problema momentaneo o gioco di squadra per favorire Webber, attuale leader del mondiale? Ad ogni modo, la top ten si completa con la quinta posizione di Rosberg, seguito proprio da Webber e a chiudere la zona punti ci sono Hulkenberg, Kubica, Schumacher e Barrichello.

MONDIALE APERTO -
Con la bella vittoria di Alonso, la difficile gara di Webber e il flop di Hamilton, la classifica iridata racchiude cinque piloti in 24 punti. Lo spagnolo della Ferrari sale in terza posizione a 166 punti, 21 in meno dell'australiano della Red Bull e a 16 lunghezze da Lewis Hamilton. A cinque gare dal termine, il Mondiale è davvero apertissimo.

Samuele Sassu

ORDINE DI ARRIVO (GP RESULTS)


CLASSIFICA PILOTI (DRIVERS CHAMPIONSHIP)

CLASSIFICA COSTRUTTORI (CONSTRUCTORS CHAMPIONSHIP)


FERNANDO ALONSO WINS ITALIAN GRAN PRIX IN MONZA

Fernando Alonso on Ferrari F1 wins Italian Gp in Monza. Jenson Button on McLaren Mercedes arrived in second place. Felipe Massa, on the other Ferrari, arrived third. The complete top ten of the race is: Sebastian Vettel (Red Bull) 4th, Nico Rosberg (Mercedes) 5th, Mark Webber (Red Bull) 6th, Nico Hulkenberg (Williams) 7th, Robert Kubica (Renault) 8th, Michael Schumacher (Mercedes) 9th, Rubens Barrichello (Williams) 10th.


domenica 1 agosto 2010

WEBBER fa il bello e il cattivo tempo. Ottimo ALONSO, tiene dietro un VETTEL nervoso.


BUDAPEST (Ung) - Un dominio talmente netto da lasciare l'intero circus delle Formula 1 a bocca asciutta: Webber prima soffre un po', dopo balza in testa grazie anche all'ingresso della Safety Car e vola indisturbato verso il traguardo. Tutto facile, trionfo ampiamente meritato: la superiorità della Red Bull sull'asfalto dell'Hungaroring non ammette discussioni. Soltanto Alonso è in grado di contrastare la RB6, tenendo dietro Vettel, ancora lontano dalla piena maturità. Di seguito, ecco le pagelle della 12^ tappa del Mondiale 2010.

WEBBER e la RED BULL, VOTO 10: il pilota australiano non parte bene, sul lato sporco della pista, e si fa infilare da Alonso, ma i suoi 43 giri con le gomme morbide a un ritmo forsennato, gli consentono di dominare in assoluta tranquillità la gara. Freddo, preciso, dolce nell'affrontare i tratti più tortuosi del circuito, mette in fila tutti, potendo contare su una monoposto perfetta nell'aerodinamica, così come nell'impianto frenante. Motore e affidabilità si commentano da soli. Ottima la scelta della squadra di far proseguire Webber quando la Safety Car fa il suo ingresso in pista.

ALONSO, VOTO 9: una grande partenza e un ritmo notevole, per una Ferrari che oggi più di così non poteva spingere. La sua "vittoria" è aver tenuto dietro l'indemoniato Vettel per tutta la seconda metà di gara. Malgrado una monoposto più lenta, il tedesco non è mai riuscito a metterlo in difficoltà.

KOBAYASHI, VOTO 8: parte dalle ultime posizioni e riesce in una bella rimonta che lo porta in zona punti, al nono posto. Davvero un ottimo risultato per lui e per la Sauber.

PETROV, VOTO 7: Kubica è stato fatto fuori ai box e lui tiene alto l'onore della Renault con un bel quinto posto. Questo circuito gli piace da morire.

VETTEL, VOTO 5: ancora una volta ha il Gp in pugno e lo spreca malamente con una manovra sconclusionata per rientrare ai box e con una "furbata" con cui cerca di favorire il compagno in testa dietro alla Safety Car. Almeno stavolta, le regole valgono per tutti (non solo per la Ferrari) e la penalità lo costringe a un terzo posto poco gradito.

TECNICI RENAULT e MERCEDES, VOTO 2: nel caos totale scatenatosi in seguito all'ingresso della Safety Car in pista, i tecnici di Renault e Mercedes si fanno prendere dal panico e di fatto mandano ko i propri piloti. Prima Rosberg deve osservare la sua posteriore destra rimbalzare pericolosamente per tutta la pit lane, a causa di un montaggio che definire da principianti è un eufemismo; subito dopo, Kubica viene tradito dal lollipop sollevato in anticipo, proprio quando la Force India di Sutil sta entrando nel proprio pit: lo scontro è inevitabile. Che "principianti".

Samuele Sassu

sabato 31 luglio 2010

UNA RED BULL "ABISSALE"!!! Vettel e Webber staccano tutti nelle qualifiche del Gp di Ungheria


BUDAPEST (Ung) - Il fatto che le Red Bull conquistino la prima fila in qualifica non fa quasi più notizia. Se però si considera che Alonso e Massa, in terza e quarta posizione, sono a più di un secondo di distacco, la musica cambia. Vettel e Webber se le suonano di santa ragione a colpi di tempi record e dominano le qualifiche del Gp di Ungheria. Su un circuito in cui sorpassare è un problema non di poco conto, la gara è tutta in discesa per il team di Chris Horner. Malgrado l'abissale distanza, la Ferrari si accontenta della seconda fila, mentre in casa McLaren il malcontento è palpabile: quinto Hamilton, undicesimo Button, che non accede alla Q3 per 17 millesimi.

BATTAGLIA INTERNA - La lotta per la pole conferma i sentori delle libere di ieri e di questa mattina: Red Bull letteralmente di un altro pianeta rispetto ai team rivali. Vettel prende tutto e stacca di ben quattro decimi il suo compagno di scuderia con un giro da urlo: 1'18"773, tempo che Webber non riesce a battere anche a causa di una sbavatura nell'ultimo tentativo prima della bandiera a scacchi. Domani alla prima curva se ne vedranno delle belle.

FERRARI LONTANA - Alonso aveva già specificato che sarebbe andato bene anche un terzo posto in griglia. Così è stato: a 1"2 dal tedesco, precede di tre decimi Massa e tuttavia nutre buone speranze per la gara. Con una buona partenza e un attacco già al curvone subito dopo il via, le sorti della gara potrebbero cambiare radicalmente in favore della Rossa.

BUTTON ELIMINATO - Chi sta peggio è sicuramente la McLaren: week end piuttosto opaco fino a questo momento, e le qualifiche odierne hanno confermato il trend, con il quinto tempo del leader iridato Hamilton e l'undicesimo del campione in carica Button. Quest'ultimo non è riuscito a incalzare Hulkenberg, decimo a 17 millesimi di distacco in Q2. Sarà una gara difficile. Completano la top ten Rosberg, le Renault di Petrov e Kubica, seguite infine da De la Rosa e il tedesco della Williams.

LEGGI IL QUADRO COMPLETO DELLE QUALIFICHE

Samuele Sassu

domenica 30 maggio 2010

Il pagellone del Gp di Turchia: Hamilton e Button perfetti. Vettel disastroso. Ferrari in letargo

ISTANBUL, 30 Maggio 2010 - Vediamo quali sono stati i più e i meno nella tappa turca del Mondiale di Formula Uno 2010. Per una McLaren che ottiene praticamente il massimo con il minimo sforzo, c'è una Red Bull che manifesta in gara tutti i dissapori interni al team. Competitività ridotta, invece, in casa Ferrari, dove è solo Alonso a farsi vedere nelle tornate conclusive, dopo un'ora e mezzo di niente assoluto.

HAMILTON 9 - Bravo a pressare le Red Bull, altrettanto intelligente nel fiutare che i due compagni di squadra lì davanti avrebbero finito per rovinare tutto. Vince il suo primo GP nel 2010, è il pilota che ha compiuto più sorpassi in stagione e anche oggi dimostra a tutti chi comanda in McLaren, restituendo l'affronto a Button, dopo una manciata di secondi e con una manovra da brivido.

BUTTON 8,5 - La macchina va che è una bellezza e lui decide di accodarsi al compagno, conducendo una gara regolare e ben amministrata. A cinque giri dalla fine, passa addirittura in testa con un gran sorpasso su Hamilton, ma alla fine deve desistere alla veemenza del connazionale.



WEBBER 8 - E' stato accusato di essere un folle da Vettel, ma siamo ancora qui a chiederci che cosa abbia fatto di così scandaloso, oltre a mantenere una traiettoria rettilinea. Aveva la vittoria in pugno e il "fuoco amico" gli ha rovinato la monoposto e la gara. Un vero peccato, perché anche oggi sarebbe arrivato quasi certamente sul gradino più alto del podio. "Eravamo uno accanto all'altro, poi Sebastian si è spostato improvvisamente a destra e ci siamo toccati - commenta l'australiano - sono situazioni che possono verificarsi", quasi a voler spegnere (almeno in pubblico) ulteriori polemiche.

SCHUMACHER 6,5 - Una gara onesta, con una macchina di certo inferiore rispetto al quartetto di testa. Prova a lottare con Button nelle fasi iniziali di gara, ma è avversario fin troppo comodo per l'inglese. Conclude quarto, in attesa di risalire finalmente sul podio.

MASSA 5 - Tutta la gara dietro alla Renault di Kubica, nemmeno un tentativo (neanche improbabile) di sorpasso. Va bene che la Ferrari oggi era praticamente in letargo, ma non è certo lui a tirar fuori tutto da questa macchina. Siamo davvero sicuri che sia un pilota da riconfermare anche per i prossimi anni?

ALONSO 5,5 - Non prende la sufficienza piena per le pessime qualifiche di ieri, in cui non è riuscito neanche ad accedere alla Q3. Partito in dodicesima posizione, riesce a concludere ottavo, anche grazie a un rischioso sorpasso agli sgoccioli, che sapeva molto di "o dentro, o fuori". Ha avuto la peggio Petrov, per sua fortuna, ma è anche l'unico ferrarista a spremere in tutto e per tutto questa F10 che riesce a essere competitiva un Gran Premio sì e due no.

Samuele Sassu

Red Bull, problemi in famiglia: la McLaren fa doppietta. Ferrari, niente "anniversario"


ISTANBUL, 30 Maggio 2010 - Ci sono tanti modi per farsi del male, e probabilmente l'aria che tirava oggi in Turchia ha contribuito a rendere ancora più complicati i rapporti all'interno di Red Bull e McLaren: prima Vettel tenta la follia su Webber e compromette la sua gara e quella del compagno, in testa fino a quel momento; poi Hamilton e Button, invece di completare la passerella finale, se le danno di santa ragione per un giro, rischiando di finire entrambi K.O. La bandiera scacchi, pochi giri più tardi, fa tirare un bel sospiro di sollievo nel team di Woking. Hamilton conquista la sua prima vittoria nel 2010 e si rilancia nella classifica iridata. E le Ferrari? I festeggiamenti per il Gran Premio numero 800 non potevano essere più monotoni: Massa settimo e Alonso ottavo, dopo una gara incolore.

LO START DOMINIO RED BULL E INCOGNITA PIOGGIA - La partenza del GP turco rispecchia perfettamente ciò che è stata poi la gara: grande lotta tra Red Bull e McLaren, con Webber che mantiene la prima posizione e domina fino al 40' giro, momento del patatrac in famiglia; il resto del gruppo insegue, staccando tempi decisamente più alti rispetto al quartetto di testa. Poco prima di metà gara è solo una perturbazione ad animare pit lane e box vari: nonostante la pioggerella che comincia a cadere sul tracciato, l'asfalto rovente non pregiudica la tenuta degli pneumatici, permettendo così a Webber e co. di proseguire verso il traguardo.

VETTEL DA PAZZI - Una gara senza grossi picchi, insomma, almeno fino alla tornata numero 40, quando Sebastian Vettel, secondo dietro a Webber, tenta il tutto per tutto alla Curva 12: a 310 km/h, il tedesco prende la scia al compagno e attacca all'interno in pieno rettilineo; quando però tenta di rientrare in traiettoria, finisce per colpire la pancia laterale dell'australiano con la sua posteriore destra, compromettendo sia la sua gara, sia la probabilissima vittoria di Webber. Il gesto che Vettel fa appena uscito dall'abitacolo, all'indirizzo del compagno, non ha bisogno di commenti: "E' matto". A giudicare dai replay, ad aver abbandonato ogni canone di buon senso sembra proprio il tedeschino, reo di non aver pensato al bene della squadra e di aver buttato via un'altra fondamentale doppietta.

McLAREN PIU' SOBRIA - Ad approfittare del clamoroso flop Red Bull, sono Lewis Hamilton e Jenson Button, che assistono all'incidente e fuggono via con una grande cavalcata verso la bandiera a scacchi. Eppure, anche le due Frecce d'argento pensano bene di far prendere un colpo al proprio box, quando a cinque giri dalla fine, Button attacca a sorpresa e supera il compagno sempre alla Curva 12, innescando un botta e risposta che si conclude con una pericolosissima toccata alla prima curva, con Hamilton che di prepotenza si riprende la vetta. Gli ordini di scuderia successivi, consigliano invece al campione del mondo in carica di "risparmiare" gomme e carburante: tradotto, con tale messaggio, Button viene invitato a non attaccare più. Un disastro in famiglia poteva bastare, oggi.

ROSSE IMPALPABILI - Confermata ancora una volta la "non-celebrazione" per i Gran Premi che finiscono in "cento": la Ferrari sta a guardare le battaglie fra i quattro lì davanti, e si deve accontentare del settimo e dell'ottavo posto. Troppo lenta rispetto ai diretti avversari, con l'oggetto misterioso "F-Duct" che ha solo il merito di pregiudicare la tenuta fisica dei piloti: emblematica l'immagine di Alonso claudicante a fine gara. E' proprio lo spagnolo ad effettuare l'unico sorpasso degno di nota: durante le battute finali, alla Curva 1, il tentativo all'esterno sulla Renault di Petrov finisce con un contatto tra pneumatici. Il russo ha la peggio, con l'anteriore destra compromessa, mentre Alonso si prende l'ottava posizione e qualche punticino per la classifica. E meno male che questo tracciato era favorevole alla Rossa.

Samuele Sassu

L'ordine di arrivo - Race order

Classifica piloti - Drivers classification

Classifica costruttori - Constructors classification


Red Bull, family troubles: McLaren double! Ferrari, no anniversary


Lewis Hamilton, on McLaren, wins turkish Gran Prix, ahead of teammate Jenson Button. In third position Mark Webber's Red Bull, after an accident triggered by Sebastian Vettel at 40th lap. Bad day for Ferrari: Massa seventh and Alonso eighth, cannot celebrate the 800th Formula One race of the Maranello's Red.

domenica 16 maggio 2010

Ancora SuperMark! Red Bull regina a Monaco, è doppietta

Seconda vittoria consecutiva in stagione per Mark Webber. Sul tortuoso circuito di Montecarlo, l'unico ostacolo alla vittoria, altrimenti indisturbata, dell'australiano sono le 4 safety car entrate in pista per incidenti, l'ultima delle quali a 3 giri dalla fine, che ha accompagnato le vetture fino alla bandiera a scacchi. A fianco di Webber sul podio Vettel 2°, a completare la doppietta Red Bull, e un bravissimo Kubica su Renault. 4° è giunto Felipe Massa, davanti ad Hamilton, mentre 6° è Alonso. Michael Schumacher è stato penalizzato di 20" per aver superato lo spagnolo all'ultimo giro dietro Safety Car, e ha finito 12°. Chiudono la top ten Rosberg 7°, Sutil 8°, Liuzzi 9°, e Buemi 10°. La Red Bull è ora al comando in entrambe le classifiche, con i 2 piloti appaiati in quella piloti.
INIZIO COL BOTTO
Al via nessun problema per Webber che scatta pulito, a differenza di Kubica che si fa sorprendere da Vettel e riesce a difendersi con affanno da Massa. Il primo giro sembra scorrere tranquillo, quando ecco che Hulkenberg distrugge la sua Williams mandandola contro il guard-rail all'interno del tunnel; Safety Car in pista, e Alonso, partito ultimo dalla pit-lane, ne approfitta per compiere la mossa che sarà decisiva per la sua gara: rientra subito per mettere le gomme dure, con le quali arriverà fino in fondo. Al 3° giro arriva il colpo di scena: con la Safety ancora in pista, Button è costretto al ritiro con il retrotreno fumante: gara finita e addio alla vetta del campionato. Mentre in testa alla corsa Webber impone subito un ritmo infernale e insostenibile per chi insegue, in coda è proprio Alonso a regalare un pò di emozioni, sorpassando con ferocia le auto più lente che lo precedono. Il ritmo della Ferrari numero 8 fa venire più di un rimpianto: Alonso nella prima parte è infatti l'unico a girare sui tempi dell'australiano, e approfittando dei pit stop sale fino al 6° posto.

PRIMA UN BACIO ALLA MASSENET, POI UN TOMBINO!
Webber intanto domina come a Barcellona una settimana fa, e solo la Safety Car riesce a stargli davanti: al 32° giro il suo ingresso è dovuto a Rubens Barrichello che lascia il suo autografo sul guard-rail della curva Massenet, dove va a stamparsi a causa del cedimento della sospensione posteriore sinistra; mentre al 44° salta via un tombino! Gruppo di nuovo ricompattato, ma ciò non sembra causare problemi all'australiano, che riprende da subito a martellare, migliorando costantemente i suoi tempi record tornata dopo tornata. Kubica invece marca minacciosamente un Sebastian Vettel mai completamente a suo agio in tutto il weekend, e Massa ne approfitta per restare attaccato al duo che lo precede segnando ottimi tempi, così come Alonso, che però nel finale rallenta per conservare i pneumatici. Invece Hamilton, nella morsa dei 2 ferraristi, disputa una gara anonima e senza acuti.

FINALE COL GIALLO
Nel finale non succede più nulla: Vettel si toglie la piccola soddisfazione di segnare il giro record in assoluto, mentre Trulli e Chandhok decidono di dare un pò di colore alla loro ennesima pessima giornata: alla Rascasse i 2 si scontrano, e la Lotus dell'italiano s'impenna volando sopra la testa della Hispania dell'indiano. Per i piloti nemmeno un graffio, la Safety entra per la quarta e ultima volta, accompagnando le vetture al traguardo, dove Schumacher giunge 6° dopo aver superato, sempre alla Rascasse, Alonso, manovra non consentita prima del traguardo con la vettura di sicurezza in pista. I commissari hanno valutato l'accaduto, comminando al tedesco una sanzione di 20". LaMercedes ha annunciato che presenterà reclamo.
Prossimo appuntamento il 30 maggio a Istanbul, per il GP della Turchia.

Federico Fadda

SuperMark again! Red Bull Queen of Monaco, is twice
Second consecutive victory for Mark Webber. On the twisty Monaco circuit, the only obstacle to victory, otherwise undisturbed, are the 4 Safety Car entered in the track for various incidents, the last one to three laps to go, who accompanied the cars to the chequered flag. Alongside Webber on the podium, Vettel 2nd, to complete the double Red Bull, and a very good Kubica on Renault. 4th Felipe Massa, came in front of Hamilton, Alonso 6°. Michael Schumacher was penalized of 20 seconds for having passed Alonso behind Safety Car, and ended 12°. On the top ten Rosberg 7°, Sutil 8°, Liuzzi 9°, and Buemi 10°. Red Bull is now leader in both championships, with Vettel and Webber paired in the Championship classification.
Next race 30 May to Istanbul, for the Turkish GP.