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domenica 28 agosto 2011

GP del Belgio: DOPPIETTA RED BULL. ILLUSIONE FERRARI


SPA-FRANCORCHAMPS - Sul tracciato più spettacolare e difficile del mondiale, è ancora il leader incontrastato del campionato a mettere in fila tutti: Sebastian Vettel torna alla vittoria e lo fa nella splendida cornice offerta dai boschi delle Ardenne. Spa, palestra di campioni, dove vent'anni fa ebbe inizio la carriera trionfale di Michael Schumacher, incorona un altro pilota tedesco che, a bordo di una Red Bull strepitosa, è sempre più vicino al suo secondo titolo iridato. Cavalcata arricchita dalla seconda posizione del compagno di squadra Mark Webber, fresco di rinnovo e in ottima forma, malgrado un inizio poco brillante. Ennesima grande rimonta di Jenson Button, partito tredicesimo e giunto terzo al traguardo, mentre ancora una volta si deve registrare il flop della Ferrari. Quarto Fernando Alonso, ottavo Felipe Massa. Va molto meglio a Schumacher, che nel giorno del ventesimo anniversario in Formula 1, parte in fondo al gruppo e chiude quinto, davanti al compagno Nico Rosberg.

RED BULL SOVRANA - Una prima parte di gara segnata dalle difficoltà, cancellata da un finale in parata in cui emerge la disarmante superiorità della Red Bull rispetto alle rivali. Al via, Vettel mantiene la prima posizione, ma deve poi arrendersi in fondo al rettilineo del Kemmel all'attacco di Rosberg. Il campione in carica soffre continuamente a causa del blistering degli pneumatici, ossia la formazione di piccole "vesciche" sul battistrada che ne compromettono durata e prestazioni. Sarà l'ingresso della Safety Car, in seguito all'incidente fra Hamilton e Kobayashi al 15' giro, a favorire in qualche modo il tedesco che effettua immediatamente il pit stop e può sfruttare al meglio le gomme nuove nella caccia a Webber e Alonso che lo precedono. Al 18' giro, infatti, Vettel sopravanza prima il compagno e subito dopo il ferrarista, mettendo così una seria ipoteca sulla gara. Azzeccata, come sempre, la strategia del muretto: a Sebastian, dopo il secondo pit stop, resta un solo treno di Pirelli morbide, ma quando rientra ai box, i tecnici optano per l'altro tipo di mescola con cui la Red Bull fa segnare parziali record fino alla bandiera a scacchi. Sembra tutto facile, quando si ha una macchina così...

QUESTIONE DI "MESCOLA" - La differenza sostanziale tra Red Bull e Ferrari è legata innanzitutto alla resa delle diverse mescole prodotte dalla Pirelli. Al contrario della rossa, la vettura progettata da Adrian Newey può contare su un assetto che consente ai piloti di ottenere prestazioni molto simili con gomme morbide e medie. Ecco perché Alonso, autore di due sorpassi da applausi su Massa e Rosberg nelle battute iniziali, si vede costretto ad abbandonare dapprima la leadership e, da metà gara in poi, una volta montati gli pneumatici a mescola media, a lasciar spazio a Webber e Button. Un vero peccato, considerata l'aggressività del pilota spagnolo che dà spettacolo e a lungo accarezza il sogno di trionfare per la prima volta su questo circuito. In penombra (e non è una novità) l'altra Ferrari di Massa: il brasiliano parte bene, ma si scioglie come ghiaccio al sole in seguito ai sorpassi subiti in sequenza da Alonso e Hamilton. Chiude ottavo, anche perché costretto a un ulteriore pit stop dovuto a una foratura.

CHI RIDE E CHI PIANGE - Partire in ultima posizione e finire quinto è certamente un'impresa degna del miglior Michael Schumacher. Ed è proprio il sette volte iridato della Mercedes a realizzare una delle sue più belle rimonte nel circuito che lo ha visto esordire nel 1991 e in cui ha ottenuto il primo successo in carriera, esattamente un anno più tardi. Bellissima anche la risalita di Button, per il quale si può ormai parlare di specialità: tredicesimo al via, sul podio alla bandiera a scacchi, dopo un grandioso recupero a colpi di giri veloci sulla Ferrari di Alonso. Va molto peggio al compagno Lewis Hamilton, che strappa applausi a suon di sorpassi fino al 15' giro, quando viene tamponato da Kobayashi in fondo al Kemmel e va a sbattere contro le barriere, rimanendo per qualche secondo inerte. Per fortuna, l'ex iridato della McLaren riprende conoscenza e abbandona sulle sue gambe la monoposto distrutta. Avrebbe certamente meritato un finale diverso.

domenica 29 agosto 2010

SPA E' ROBA PER HAMILTON. ALONSO FLOP. WEBBER E' LI'



SPA (Belgio) - Lewis Hamilton non ha paura del folle tempo di Spa: domina sull'asciutto, dà prova di stile sul bagnato e conquista la gara sul circuito più spettacolare e difficile del campionato, balzando in testa alla classifica iridata. Il week end belga è come sempre condizionato dall'instabilità meteorologica, manco si corresse ai tropici. Partenza "asciutta", pioggerella al secondo giro, condizioni regolari del tracciato fino a cinque giri dal traguardo, quando si deve passare dalle slick alle heavy rain. E la Ferrari? Nuova grande delusione, dettata un po' dalla sfortuna, un po' dalle (solite) strategie sbagliate. Si salva Massa, quarto, crolla Alonso, ko per un errore da principiante. Secondo Webber, terzo Kubica, mentre Vettel sperona Button e conferma ancora una volta la scarsa maturità.

DOMINIO ASSOLUTO - Aiutato in partenza dall'esitazione della Red Bull di Webber in pole position, Hamilton si è preso fin dalla prima curva la testa della gara e ha staccato il resto del gruppo con tempi eccezionali e una tranquillità disarmante. Per niente impensierito dai leggeri scrosci di pioggia subito dopo lo start, il pilota inglese ha dimostrato di meritare la testa della classifica iridata: dominare a Spa in tutte le condizioni è roba da fenomeni (chiedere al vecchio Schumacher). Per lui un'unica sbavatura al 35' giro, quando su pista umida la sua McLaren va lunga e arriva a pochi centimetri dalle barriere. Fortuna? Non proprio: reattività e classe, queste sì. Terza vittoria stagionale e sorpasso in classifica su Webber: week end magico.

FERRARI FLOP - Un film già visto: grandi prestazioni il venerdì, qualifiche mediocri e gara da dimenticare. Una trama a cui i tifosi della Rossa si stanno lentamente abituando. Se il buon Felipe ottiene il massimo con il quarto posto in condizioni che per sua natura non ama, questa volta è Alonso a deludere in tutto e per tutto: decimo in griglia, insiste con l'assetto da bagnato. Viene centrato in pieno nella chicane prima del traguardo da Barrichello, ma ha la fortuna di uscirne soltanto con la posteriore destra bucata (il brasiliano invece distrugge la sua Williams). In quel momento scende qualche goccia di pioggia e lui pensa bene di infilarsi nei box e montare le intermedie. Guarda caso, dopo due giri la pista è più asciutta del Sahara ed è costretto al nuovo pit stop. Infine il patatrac: al 38' giro, sotto l'acqua e con gomme da bagnato, "litiga" con il cordolo, finisce in testacoda e va a finire contro le barriere. Gara cominciata male, conclusa peggio. E la vetta della classifica ora dista 41 punti.

IL SOLITO VETTEL - A far danni ci pensa anche Sebastian Vettel, certo non nuovo a tentativi di sorpasso impossibili e pericolosi per sé e per gli altri: succede infatti che al 16' giro, la bagarre tra il tedesco e Button davanti a lui finisce con il campione del mondo in carica ko, a causa del radiatore sinistro distrutto. Nel rettifilo che precede l'ultima chicane, Vettel tallona la McLaren e tenta il tutto per tutto con una manovra "a pendolo" che più rischiosa non si può: la sua monoposto non ha più aderenza e centra in pieno la pancia laterale dell'incolpevole Button, costretto al ritiro. Drive through e gara compromessa: sai che novità.

ROSBERG BATTE SCHUMI - Fra i primi dieci si notano l'ottimo terzo posto di Robert Kubica, ottimo in gara, decisamente meno al pit stop, quando arriva lungo e perde una posizione a vantaggio di Webber; quinto Adrian Sutil, autore di un grande sorpasso su Michael Schumacher (settimo), così come Nico Rosberg, sesto grazie all'attacco portato sul compagno di squadra a poche tornate dal termine. Chiudono la zona punti Kobayashi, Petrov e Alguersuari.