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domenica 27 novembre 2011

WEBBER CALA IL SIPARIO SUL CAMPIONATO: VITTORIA IN BRASILE DAVANTI A VETTEL E BUTTON. ALONSO, NIENTE PODIO


INTERLAGOS - Finisce così come era cominciata: la stagione di Formula 1 dominata da una Red Bull irraggiungibile, si chiude con la prima vittoria in campionato per Mark Webber, gregario del campione del mondo Sebastian Vettel, che a Interlagos si accontenta della seconda posizione. Ennesima conferma per Jenson Button, terzo con la McLaren dopo una gara combattuta con Fernando Alonso. La Ferrari accarezza il podio per gran parte della corsa, ma nel finale è costretta a desistere di fronte alla forza della freccia d'argento. Quinto Felipe Massa, che nemmeno davanti al suo pubblico riesce ad avvicinarsi al gruppetto di testa. Completano la zona punti Adrian Sutil, con la Force India, Nico Rosberg, settimo con la Mercedes e infine l'altra Force India di Paul Di Resta, Kamui Kobayashi su Sauber e Vitaly Petrov su Renault. La rottura del cambio, invece, mette KO Lewis Hamilton.

PUNTI DI PRESTIGIO - Non è stata una stagione esaltante per Mark Webber. Sovrastato dallo strapotere del compagno di squadra, quasi mai è riuscito a portare la sua Red Bull ai livelli di chi il mondiale lo ha chiuso con grande anticipo. Tuttavia, Sebastian Vettel in Brasile abbandona la sua veste di cannibale e, dopo essere scattato in testa per tutta la prima parte di gara, lascia via libera all'australiano che lo tallona. Il tutto condito da un gioco di squadra singolare basato su misteriosi problemi al cambio della Red Bull del tedesco, che rallenta vistosamente e infine cede il passo a Webber. Subito dopo, però, riprende "magicamente" a far segnare parziali eccezionali. A questo punto, la doppietta è una pura formalità e Mark Webber può alzare per la prima volta in stagione il trofeo del vincitore. Punti preziosissimi che gli consentono di chiudere terzo nella classifica iridata, con grande beffa per Alonso.

PODIO SFUMATO - C'è stato per tutto il campionato, non si è mai dato per vinto e se la deludente F-150 ha ottenuto qualche buona prestazione quest'anno, il merito è soprattutto di Alonso. Le ha provate tutte, il buon Fernando, compreso un sorpasso straordinario ai danni Button nella prima parte di gara, per puntare a quel podio che gli avrebbe consentito di chiudere terzo nel mondiale. Una magra consolazione, per un ex campione del mondo, che purtroppo sfuma nel confronto finale con la McLaren di Jenson, decisamente più performante con gli pneumatici a mescola media, rispetto alla rossa che mai li ha saputi sfruttare. Con la vittoria di Webber e la quarta posizione odierna a Interlagos, il meritato podio stagionale scappa via, per un misero punticino.

McLAREN A DUE FACCE - Ha ragione quando afferma che i secondi non si ricordano mai, ma Jenson Button può essere più che soddisfatto della sua stagione. Chiudere il campionato dietro a Vettel, nell'anno perfetto della Red Bull, la dice lunga sulle qualità del pilota inglese. Autore di rimonte da urlo, durante il campionato, conferma la sua forza nell'ultimo appuntamento di questo 2011, centrando il podio dopo un grande recupero sulla Ferrari di Alonso. Molto più affranto, al contrario, Lewis Hamilton, tradito dal cambio e comunque autore di una gara incolore. Il quinto posto nella classifica iridata non è roba per piloti vincenti come lui. Come altri suoi rivali, nel 2012 tenterà di riprendersi ciò che gli spetta.

Samuele Sassu

domenica 13 novembre 2011

Gp di Abu Dhabi: il riscatto di Hamilton. Alonso secondo. Vettel subito KO


ABU DHABI - La scena, nella futuristica cornice motoristica degli Emirati Arabi, è tutta per Lewis Hamilton. Il pilota della McLaren conquista una vittoria meritatissima e viene fuori dal tunnel di errori e incidenti che ne avevano pregiudicato le ultime gare. Il tutto è reso ancora più facile dal clamoroso forfait del campione del mondo Sebastian Vettel, fuori dopo appena due curve per una misteriosa foratura. Spinge al massimo anche Fernando Alonso che, grazie a una gara magistrale, chiude in seconda posizione. Sull'ultimo gradino del podio, Jenson Button che precede la Red Bull di Mark Webber e la Ferrari di Felipe Massa. Subito dopo ecco le due Mercedes con Nico Rosberg che chiude davanti a Michael Schumacher. A completare la top ten le Force India di Sutil e Di Resta e la Sauber di Kobayashi.

DOMINIO LEWIS - Tornare a vincere, se non per conquistare il titolo già ampiamente nella bacheca di Vettel, quanto meno per lasciarsi alle spalle le polemiche e l'oblio che negli ultimi Gran premi lo avevano costretto a subire continui richiami per condotte di gara "poco cristalline". Lewis Hamilton parte all'attacco dalla seconda posizione e accoglie con piacere il testacoda della Red Bull del tedesco a pochi metri dal via. Vettel, infatti, allarga troppo la traiettoria e porta la sua posteriore destra a cozzare contro lo scalino del cordolo insolitamente alto. Questo provoca il cosiddetto "stallonamento" dello pneumatico, ossia la sua fuoriuscita dal cerchio. Sebastian è costretto a percorrere un intero giro per rientrare ai box. I meccanici provano a effettuare il cambio gomme, ma si accorgono che anche il porta-mozzo della posteriore destra è danneggiato. Vettel è fuori dai giochi. Hamilton ha via libera e il suo è un dominio. Unica emozione al 43' giro, quando Alonso, che ritarda il pit stop e spinge al massimo per tre tornate, lascia la pit lane e rientra per pochissimo dietro all'inglese. A quel punto, la McLaren può sfruttare gli pneumatici in temperatura e scappare via verso il traguardo.

SEMPRE PRESENTE - Dare tutto, sempre. La filosofia di Fernando Alonso è chiara e anche oggi non manca di dimostrarlo. Partire dalla terza fila e ritrovarsi subito dietro al leader della gara la dice lunga sulla voglia di vincere dello spagnolo. La Ferrari è veloce ed equilibrata: il sorpasso all'esterno che Alonso compie su Jenson Button, è semplicemente da applausi. Peccato che Lewis Hamilton tiri fuori la gara perfetta. Fernando, però, si conferma un pilota caparbio su cui la Ferrari può fare affidamento. Una monoposto all'altezza in ogni Gran premio, di certo, aiuterebbe. Questi i buoni propositi per il 2012.

Samuele Sassu


domenica 11 settembre 2011

Non c'è storia: Vettel conquista anche Monza. Secondo Button. Alonso centra il podio


MONZA - Vettel e la Red Bull, due fenomeni in un "corpo" unico. Dopo la grande vittoria di Spa, il numero uno in carica trionfa anche nel circuito più veloce del mondiale, mettendo in fila tutti con una forza disarmante. Grande prestazione anche per Jenson Button, specialista in rimonte, capace anche oggi di passare dal quinto al secondo posto senza troppe difficoltà. Ottiene il massimo, invece, Fernando Alonso, autore di una partenza straordinaria che lo vede passare in testa alla prima curva. Bravo poi a mantenere la terza posizione fino alla bandiera a scacchi, malgrado le solite difficoltà a "calzare" gli pneumatici con mescola media. Quarta posizione per l'altra McLaren di Hamilton, seguito da un grande Schumacher. Sesto Massa, mentre chiudono la top ten nell'ordine Alguersuari, Di Resta, Senna e Buemi. Giornataccia per Webber, che finisce contro le barriere nelle fasi iniziali, dopo aver rotto l'ala anteriore a causa di un contatto con Massa.

CAMPIONE... IN TUTTO - Qualche secondo di incertezza, quando si spengono i semafori, cancellati da un sorpasso ai limiti del buon senso con due ruote sull'erba a poco meno di 300 km/h. Alzi la mano chi ancora è convinto che Sebastian Vettel non meriti questo mondiale. Il tedesco della Red Bull ripete l'impresa centrata nel 2008 a bordo della Toro Rosso e vince in assoluta tranquillità a Monza. Una gara dominata, malgrado una partenza poco brillante, grazie anche a una vettura perfetta, che non lascia spazio agli avversari. E pensare che fino a ieri, nonostante la pole, erano stati espressi dei dubbi su una settima marcia "troppo corta" che sacrificava qualche chilometro orario nei grandi rettifili. Valori trascurabili, quando si affrontano curve veloci come le due di Lesmo e la Variante Ascari in assoluta scioltezza. E' qui che Vettel costruisce la sua diciottesima vittoria in carriera, lasciando tutti a bocca aperta quando al quinto giro, dopo essere stato sopravanzato da un grande Alonso in partenza, marca stretto lo spagnolo in uscita dalla prima variante e passa davanti nella staccata che porta alla Roggia, mettendo anche due ruote sull'erba in piena accelerazione. Un grande campione, che omaggia l'Italia con la scritta "150" sul casco e si commuove sul podio, come fece qualche anno fa il suo connazionale in rosso, Michael Schumacher. Cominciano ad assomigliarsi sul serio, ormai...

LOTTE D'ALTRI TEMPI - Ma nel tempio della velocità brianzolo, c'è spazio anche per altri grandi protagonisti che danno spettacolo. A cominciare da Jenson Button, autore dell'ennesima ottima gara chiusa con il secondo posto. Bravo ad approfittare del duello infinito tra Schumacher e Hamilton, per sopravanzarli entrambi e lanciarsi a caccia della Ferrari di Alonso, comodamente infilata al 36' giro, dopo il secondo pit stop. La vera sfida, però, è quella che pone due generazioni di campioni a confronto e si protrae per gran parte della corsa: tra Schumacher e Hamilton sono scintille a non finire. Il tedesco mantiene per lunghi tratti la terza posizione davanti a Lewis, che può contare su una McLaren con maggiore trazione in uscita dalle curve, ma la cui velocità di punta non spaventa affatto la Mercedes, che tiene botta nonostante la scia e l'ala mobile sfruttate dall'avversario. A dire il vero, Schumi viene invitato dalla direzione gara a non cambiare più volte traiettoria per ostacolare Hamilton. Tuttavia, i due danno luogo a uno spettacolo d'altri tempi, a suon di sorpassi e controsorpassi, che si conclude al 27' giro, con il pilota McLaren che passa davanti e fugge via.

ALONSO DI PAROLA - Aveva promesso di dare il massimo ed è stato di parola. Basta dare un'occhiata allo sprint in partenza, quando sopravanza tutti sfruttando anche l'erba poco prima della grande staccata in fondo al rettilineo. Peccato che questa Ferrari non ne abbia abbastanza per poter resistere all'impeto della Red Bull. Infatti, subito dopo il rientro della Safety Car, intervenuta a causa dell'incidente innescato dall'HRT di Liuzzi al via nella prima variante, la rossa resiste solo un giro davanti a Vettel, che attacca e si riprende la testa della gara alla staccata della Seconda Variante. Impossibile tenere dietro anche la McLaren di Button, ma in ogni caso, Fernando riesce a tenersi stretto questo podio davanti ai tifosi di casa, spingendo al massimo Inserisci linkanche nella seconda parte di gara. Bene Anche Massa: mandato in testacoda da un attacco spregiudicato di Webber alla Prima Variante, riesce a ottenere una sesta posizione insperata. Con una Ferrari nettamente inferiore, ci si deve accontentare. Anche a Monza.

domenica 28 agosto 2011

GP del Belgio: DOPPIETTA RED BULL. ILLUSIONE FERRARI


SPA-FRANCORCHAMPS - Sul tracciato più spettacolare e difficile del mondiale, è ancora il leader incontrastato del campionato a mettere in fila tutti: Sebastian Vettel torna alla vittoria e lo fa nella splendida cornice offerta dai boschi delle Ardenne. Spa, palestra di campioni, dove vent'anni fa ebbe inizio la carriera trionfale di Michael Schumacher, incorona un altro pilota tedesco che, a bordo di una Red Bull strepitosa, è sempre più vicino al suo secondo titolo iridato. Cavalcata arricchita dalla seconda posizione del compagno di squadra Mark Webber, fresco di rinnovo e in ottima forma, malgrado un inizio poco brillante. Ennesima grande rimonta di Jenson Button, partito tredicesimo e giunto terzo al traguardo, mentre ancora una volta si deve registrare il flop della Ferrari. Quarto Fernando Alonso, ottavo Felipe Massa. Va molto meglio a Schumacher, che nel giorno del ventesimo anniversario in Formula 1, parte in fondo al gruppo e chiude quinto, davanti al compagno Nico Rosberg.

RED BULL SOVRANA - Una prima parte di gara segnata dalle difficoltà, cancellata da un finale in parata in cui emerge la disarmante superiorità della Red Bull rispetto alle rivali. Al via, Vettel mantiene la prima posizione, ma deve poi arrendersi in fondo al rettilineo del Kemmel all'attacco di Rosberg. Il campione in carica soffre continuamente a causa del blistering degli pneumatici, ossia la formazione di piccole "vesciche" sul battistrada che ne compromettono durata e prestazioni. Sarà l'ingresso della Safety Car, in seguito all'incidente fra Hamilton e Kobayashi al 15' giro, a favorire in qualche modo il tedesco che effettua immediatamente il pit stop e può sfruttare al meglio le gomme nuove nella caccia a Webber e Alonso che lo precedono. Al 18' giro, infatti, Vettel sopravanza prima il compagno e subito dopo il ferrarista, mettendo così una seria ipoteca sulla gara. Azzeccata, come sempre, la strategia del muretto: a Sebastian, dopo il secondo pit stop, resta un solo treno di Pirelli morbide, ma quando rientra ai box, i tecnici optano per l'altro tipo di mescola con cui la Red Bull fa segnare parziali record fino alla bandiera a scacchi. Sembra tutto facile, quando si ha una macchina così...

QUESTIONE DI "MESCOLA" - La differenza sostanziale tra Red Bull e Ferrari è legata innanzitutto alla resa delle diverse mescole prodotte dalla Pirelli. Al contrario della rossa, la vettura progettata da Adrian Newey può contare su un assetto che consente ai piloti di ottenere prestazioni molto simili con gomme morbide e medie. Ecco perché Alonso, autore di due sorpassi da applausi su Massa e Rosberg nelle battute iniziali, si vede costretto ad abbandonare dapprima la leadership e, da metà gara in poi, una volta montati gli pneumatici a mescola media, a lasciar spazio a Webber e Button. Un vero peccato, considerata l'aggressività del pilota spagnolo che dà spettacolo e a lungo accarezza il sogno di trionfare per la prima volta su questo circuito. In penombra (e non è una novità) l'altra Ferrari di Massa: il brasiliano parte bene, ma si scioglie come ghiaccio al sole in seguito ai sorpassi subiti in sequenza da Alonso e Hamilton. Chiude ottavo, anche perché costretto a un ulteriore pit stop dovuto a una foratura.

CHI RIDE E CHI PIANGE - Partire in ultima posizione e finire quinto è certamente un'impresa degna del miglior Michael Schumacher. Ed è proprio il sette volte iridato della Mercedes a realizzare una delle sue più belle rimonte nel circuito che lo ha visto esordire nel 1991 e in cui ha ottenuto il primo successo in carriera, esattamente un anno più tardi. Bellissima anche la risalita di Button, per il quale si può ormai parlare di specialità: tredicesimo al via, sul podio alla bandiera a scacchi, dopo un grandioso recupero a colpi di giri veloci sulla Ferrari di Alonso. Va molto peggio al compagno Lewis Hamilton, che strappa applausi a suon di sorpassi fino al 15' giro, quando viene tamponato da Kobayashi in fondo al Kemmel e va a sbattere contro le barriere, rimanendo per qualche secondo inerte. Per fortuna, l'ex iridato della McLaren riprende conoscenza e abbandona sulle sue gambe la monoposto distrutta. Avrebbe certamente meritato un finale diverso.

domenica 22 maggio 2011

La solita Red Bull: Vettel vince anche in Spagna. Secondo Hamilton. Ferrari lontana



MONTMELO' - Quattordicesimo successo in carriera, quarta vittoria su cinque gare in stagione. E' Sebastian Vettel il dominatore assoluto di questo mondiale. Oltre a disporre di una Red Bull strepitosa, il campione del mondo in carica si affida ancora una volta alla strategia perfetta orchestrata dai box e trionfa in Spagna, seguito a ruota da Lewis Hamilton, ottimo secondo posto con la McLaren che per il momento è l'unica squadra in grado di avvicinarsi alle monoposto di Adrian Newey. Infatti, sul gradino più basso del podio arriva Jenson Button, autore di una bella rimonta, dopo una partenza poco riuscita. Quarto posto, invece, per l'altra Red Bull di Mark Webber. Sempre lontana la Ferrari: nonostante il grande spunto di Alonso, che balza in testa al via, la scarsa duttilità della vettura nell'adeguarsi all'alternanza tra le diverse mescole degli pneumatici, pregiudica la gara di entrambi piloti. Fernando deve accontentarsi della quinta posizione, peraltro primo dei doppiati. Massa, dopo l'ennesima gara anonima, getta la spugna per problemi al cambio. A chiudere la top ten le due Mercedes di Schumacher e Rosberg, Heidfeld , Perez e Kobayashi.

NON C'E' STORIA - Quanto corre questa Red Bull! Nonostante una partenza meno brillante del solito, Vettel e Webber tallonano Alonso fin dalle prime curve e portano ancora tanti punti al team guidato da Chris Horner. Il tedesco, in particolare, approfitta di una strategia azzeccatissima, anticipando le prime due soste ai box, nella seconda delle quali, monta il set di gomme morbide nuove risparmiate ieri in qualifica e con un giro eccezionale, sopravanza Alonso fermo ai box. E' la svolta della gara. Da questo momento, l'iridato pensa a difendersi soltanto da Hamilton, il solo a mettere un po' di pressione a una Red Bull irraggiungibile. Dall'alto dei suoi 118 punti, Sebastian Vettel può cominciare a sognare il bis mondiale.

ILLUSIONE FERRARI - Una partenza sorprendente, con Alonso che spinto dal pubblico di casa fulmina le Red Bull e passa davanti alla prima curva. Al Montmelò, questo significa che si ha già mezza vittoria in tasca. Peccato che la Ferrari si sciolga come un ghiacciolo al sole con il passare dei giri. E non è colpa del povero Fernando, che più di così non può davvero fare. Sotto accusa, come sempre, la drammatica resa della rossa, mai come quest'anno allergica alle gomme dure. Tre secondi di differenza nella prestazione sul giro, tra una mescola e l'altra. E succede solo al Cavallino. L'assenza di grip, la difficoltà a mandare in temperatura gli pneumatici, condannano la Ferrari a un altro Gran Premio di basso profilo, doppiata da Red Bull e McLaren, nettamente più equilibrate. Lo spagnolo tiene botta fino alla seconda sosta, quando viene sopravanzato da Vettel. Riesce a resistere alla costante pressione di Webber, con il quale esce vincitore da un duello da brivido nella pit lane al 30' giro, ma alla fine deve arrendersi sia all'australiano che a Jenson Button. Quest'ultimo, grazie alle gomme morbide, è autore di una grande rimonta che in poche tornate lo porta dritto al terzo posto, perfino davanti a Webber, sfavorito in questo caso dalle coperture a mescola dura. Incolore, e non è certo una novità, la gara di Massa: questa Ferrari proprio non la gradisce. Conclude mestamente in una via di fuga al 61' giro, quando si trova in nona posizione, per un guasto al cambio. La rossa è tutta qui.

domenica 10 aprile 2011

Gp della Malesia: Vettel non si batte. Alonso rovina tutto


SEPANG - Cambia la gara, ma il copione è sempre lo stesso: Vettel domina anche in Malesia, dopo il trionfo di due settimane fa in Australia. Una gara soporifera, che si risveglia soltanto nel finale quando gli pneumatici Pirelli vanno in crisi e diversi piloti si lanciano all'inseguimento di migliori piazzamenti in classifica. Problemi che non toccano il campione del mondo in carica: la sua Red Bull fa da battistrada indisturbata, anche grazie al preziosissimo lavoro del team che calcola minuziosamente la strategia, su un asfalto che oggi non consentiva agli pneumatici di durare più di 10-15 giri. Sul podio si rivede Jenson Button, seguito dall'ottima Renault di Nick Heidfeld. Mark Webber deve accontentarsi della quarta piazza, mentre chiudono in quinta e sesta posizione le Ferrari di Massa e Alonso. Lo spagnolo, autore di un'ottima gara, spreca tutto a pochi giri dalla fine, rovinando l'ala anteriore durante un tentativo di sorpasso nei confronti di Hamilton, proprio quando il podio appariva ormai come risultato certo. Chiudono la top ten l'ex iridato della McLaren, la Sauber di Kamui Kobayashi, Michael Schumacher con la Mercedes e Paul Di Resta con la Force India. Brivido finale per l'altro pilota della Renault, Vitaly Petrov.

DOMINIO ASSOLUTO - A Sepang non si vede grande spettacolo. Nemmeno la pioggia, che qui la fa sempre da padrone, interviene a far saltare le strategie preparate dalle squadre. E allora, che si celebri ancora una volta il nuovo fenomeno della Formula 1: quel pilota un po' ragazzino, un po' Schumacher vecchio stampo, che diventa sempre più maturo, si infila nella monoposto e domina dall'inizio alla fine anche nel caldo malesiano. E' la dodicesima vittoria in carriera per Sebastian Vettel, la quarta consecutiva, considerando la stagione scorsa che lo ha visto arrivare sul tetto del mondo. Per non parlare poi di questa Red Bull, capace di vincere malgrado un Kers che va a intermittenza. Il tedesco lo sfrutta soltanto in partenza, poi può farne tranquillamente a meno. Per il compagno di squadra, invece, il sistema di recupero dell'energia cinetica è tabù, e infatti Webber deve cedere ben sei posizioni dopo il via, scivolando al nono posto. Tra l'altro, l'australiano non dimostra lo stesso feeling del collega di box con gli assetti e la gestione degli pneumatici. Ecco perché deve accontentarsi del quarto posto, dopo una gara di alti e bassi.

ALONSO CHE PECCATO! - C'è mancato davvero poco stavolta. Per Fernando Alonso sembra materializzarsi un meritatissimo podio, quando nell'ultima parte di gara tallona Hamilton, terzo, ma ormai abbandonato dalle sue Pirelli a mescola dura e di oltre due secondi a giro più lento. Lo spagnolo, però, è poco lucido nel portarsi all'attacco della McLaren e quando si trova in scia, finisce per distruggere la sua ala anteriore contro la ruota posteriore destra dell'inglese. Senza più carico aerodinamico lì davanti, la Rossa è costretta al quarto pit stop che compromette ogni possibilità di rimonta. Delusione che diventa ancora più cocente se si pensa alla seconda posizione in quel momento occupata da Heidfeld, superato dopo poche tornate da Jenson Button, bravo a gestire le proprie coperture e ad approfittare delle soste obbligate ai box del ferrarista e del compagno di squadra. Gara generosa, invece, quella di Felipe Massa, sfavorito da un problema durante il primo cambio gomme.

LA RENAULT C'E' - Due macchie nere che scattano non appena si spengono i semafori e divengono l'ago della bilancia di un Gp altrimenti scontato. Nick Heidfeld e Vitaly Petrov partono dalla terza e dalla quarta fila, ma alla prima curva si ritrovano nelle prime posizioni, a complicare la rincorsa di McLaren e Ferrari sull'apripista Vettel. Dopo la buona prova disputata a Melbourne, le monoposto nere si confermano anche a Sepang e il ritorno sul podio del sostituto di Robert Kubica è un risultato che può far sorridere il team manager Eric Boullier. Grande brivido, invece, per l'incidente capitato a Petrov a pochi giri dalla fine. Dopo un errore, la sua monoposto compie un salto di un metro sul cordolo. Nell'atterraggio il volante si stacca dalla sede e rimane tra le mani del pilota, che per fortuna approfitta delle vie di fuga per evitare lo schianto contro le barriere. Come tornare indietro di tanti anni per rivivere quel tragico week end di Imola, in cui perse la vita il compianto Ayrton Senna, in circostanze molto simili.

CONSUMO ANOMALO - Oltre al solito dominio di Vettel, a lasciare il segno sulla seconda tappa del mondiale 2011 è certamente la difficoltà dei team nel gestire l'anomalo consumo delle Pirelli. Né la mescola dura, né quella morbida hanno garantito un gran numero di giri consecutivi: dieci, quindici tornate e gli pneumatici puntualmente da sostituire. Il caldo e l'asfalto sporco della pista non hanno certo aiutato le scuderie nel programmare le strategie e le coperture progettate dalla casa italiana si dimostrano ancora tutte da scoprire. Fra una settimana, nel Gran Premio di Cina, ci sarà un altro importante test.


Classifica Piloti (Drivers Championship)


Classifica Costruttori (Constructors Championship)

domenica 30 maggio 2010

Red Bull, problemi in famiglia: la McLaren fa doppietta. Ferrari, niente "anniversario"


ISTANBUL, 30 Maggio 2010 - Ci sono tanti modi per farsi del male, e probabilmente l'aria che tirava oggi in Turchia ha contribuito a rendere ancora più complicati i rapporti all'interno di Red Bull e McLaren: prima Vettel tenta la follia su Webber e compromette la sua gara e quella del compagno, in testa fino a quel momento; poi Hamilton e Button, invece di completare la passerella finale, se le danno di santa ragione per un giro, rischiando di finire entrambi K.O. La bandiera scacchi, pochi giri più tardi, fa tirare un bel sospiro di sollievo nel team di Woking. Hamilton conquista la sua prima vittoria nel 2010 e si rilancia nella classifica iridata. E le Ferrari? I festeggiamenti per il Gran Premio numero 800 non potevano essere più monotoni: Massa settimo e Alonso ottavo, dopo una gara incolore.

LO START DOMINIO RED BULL E INCOGNITA PIOGGIA - La partenza del GP turco rispecchia perfettamente ciò che è stata poi la gara: grande lotta tra Red Bull e McLaren, con Webber che mantiene la prima posizione e domina fino al 40' giro, momento del patatrac in famiglia; il resto del gruppo insegue, staccando tempi decisamente più alti rispetto al quartetto di testa. Poco prima di metà gara è solo una perturbazione ad animare pit lane e box vari: nonostante la pioggerella che comincia a cadere sul tracciato, l'asfalto rovente non pregiudica la tenuta degli pneumatici, permettendo così a Webber e co. di proseguire verso il traguardo.

VETTEL DA PAZZI - Una gara senza grossi picchi, insomma, almeno fino alla tornata numero 40, quando Sebastian Vettel, secondo dietro a Webber, tenta il tutto per tutto alla Curva 12: a 310 km/h, il tedesco prende la scia al compagno e attacca all'interno in pieno rettilineo; quando però tenta di rientrare in traiettoria, finisce per colpire la pancia laterale dell'australiano con la sua posteriore destra, compromettendo sia la sua gara, sia la probabilissima vittoria di Webber. Il gesto che Vettel fa appena uscito dall'abitacolo, all'indirizzo del compagno, non ha bisogno di commenti: "E' matto". A giudicare dai replay, ad aver abbandonato ogni canone di buon senso sembra proprio il tedeschino, reo di non aver pensato al bene della squadra e di aver buttato via un'altra fondamentale doppietta.

McLAREN PIU' SOBRIA - Ad approfittare del clamoroso flop Red Bull, sono Lewis Hamilton e Jenson Button, che assistono all'incidente e fuggono via con una grande cavalcata verso la bandiera a scacchi. Eppure, anche le due Frecce d'argento pensano bene di far prendere un colpo al proprio box, quando a cinque giri dalla fine, Button attacca a sorpresa e supera il compagno sempre alla Curva 12, innescando un botta e risposta che si conclude con una pericolosissima toccata alla prima curva, con Hamilton che di prepotenza si riprende la vetta. Gli ordini di scuderia successivi, consigliano invece al campione del mondo in carica di "risparmiare" gomme e carburante: tradotto, con tale messaggio, Button viene invitato a non attaccare più. Un disastro in famiglia poteva bastare, oggi.

ROSSE IMPALPABILI - Confermata ancora una volta la "non-celebrazione" per i Gran Premi che finiscono in "cento": la Ferrari sta a guardare le battaglie fra i quattro lì davanti, e si deve accontentare del settimo e dell'ottavo posto. Troppo lenta rispetto ai diretti avversari, con l'oggetto misterioso "F-Duct" che ha solo il merito di pregiudicare la tenuta fisica dei piloti: emblematica l'immagine di Alonso claudicante a fine gara. E' proprio lo spagnolo ad effettuare l'unico sorpasso degno di nota: durante le battute finali, alla Curva 1, il tentativo all'esterno sulla Renault di Petrov finisce con un contatto tra pneumatici. Il russo ha la peggio, con l'anteriore destra compromessa, mentre Alonso si prende l'ottava posizione e qualche punticino per la classifica. E meno male che questo tracciato era favorevole alla Rossa.

Samuele Sassu

L'ordine di arrivo - Race order

Classifica piloti - Drivers classification

Classifica costruttori - Constructors classification


Red Bull, family troubles: McLaren double! Ferrari, no anniversary


Lewis Hamilton, on McLaren, wins turkish Gran Prix, ahead of teammate Jenson Button. In third position Mark Webber's Red Bull, after an accident triggered by Sebastian Vettel at 40th lap. Bad day for Ferrari: Massa seventh and Alonso eighth, cannot celebrate the 800th Formula One race of the Maranello's Red.