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martedì 14 maggio 2013

Barcellona rilancia Alonso e la Ferrari



Il passo falso del Bahrein, dove i diversi problemi che avevano afflitto sia Alonso che Massa costrinsero la Ferrari a lasciare nel deserto parecchi punti, aveva reso la trasferta spagnola fondamentale per il team di Maranello, cui poteva andare bene, per ricandidarsi con forza nella corsa iridata, solamente una vittoria.

La vittoria ottenuta con autorità da Fernando, grazie a una F138 che è riuscita addirittura nella missione di annullare il vantaggio strategico di Raikkonen di poter effettuare un pit-stop in meno, è stata la miglior risposta alle disavventure precedenti, oltre che un ottimo viatico pensando alla lotta per il mondiale, dove finora tutte le big, eccetto forse la Lotus, hanno viaggiato sul binario di una certa incostanza di risultati.

È chiaro però che aver colto il successo sul circuito di casa ha restituito ad Alonso entusiasmo e ottimismo, per nulla nascosto nel dopo-gara di Barcellona: “Sono stati corsi solo cinque gran premi, abbiamo avuto degli alti e bassi, ma sappiamo di avere un’auto adatta a battagliare con i migliori. Se continueremo a fare bene potremo sicuramente competere per il campionato”, ha affermato il 31enne di Oviedo sulla scia dell’entusiasmo, certo, ma anche sull’onda della consapevolezza di disporre di una Ferrari finalmente all’altezza.

Fra le rivali della rossa, gli stati d’animo dopo la prova spagnola sono diversi; in casa Lotus, per cominciare, al di là della ovvia insoddisfazione di Raikkonen per la mancata vittoria, si possono consolare con una vettura che ha dimostrato ancora una volta di saper gestire le gomme meglio di chiunque, al punto di potersi permettere una sosta in meno. Non essere riusciti però ad approfittare di una strategia sulla carta vincente, però, è un segnale del fatto che nemmeno a Enstone si possono permettere di cullarsi sugli allori, perché il distacco dalla Ferrari, a parità di tattiche, sarebbe stato più pesante.

Facce decisamente più scure in casa Mercedes, dopo che alla strepitosa prima fila conquistata in qualifica non ha fatto seguito una gara all’altezza; sebbene, in realtà, il passo indietro domenicale delle W04 fosse atteso, un crollo come quello che ha portato fuori dai giochi per il podio sia Rosberg che Hamilton, con quest’ultimo che ha concluso addirittura dodicesimo, non era preventivabile: “Siamo finiti entrambi indietro, ma io decisamente troppo, senza sapere il motivo. Dobbiamo lavorare tantissimo”, ha dichiarato uno sconsolato Lewis.

Nemmeno i campioni del mondo della Red Bull sono andati via dalla Spagna con un risultato soddisfacente; il quarto posto di Vettel e il quinto di Webber non sarebbero di per sé un bottino troppo magro, ma i quasi quaranta secondi con cui Sebastian ha chiuso lontano da Alonso sono un distacco oltremodo pesante, per quella che nell’ultimo triennio è stata la scuderia dominante in Formula 1. Il responsabile del team, Christian Horner, non ha mancato ancora una volta di accusare le gomme, contro le quali la RB9 lotta da inizio anno: “Quando devi dire ai tuoi piloti di non spingere troppo per non consumare eccessivamente i pneumatici non è bello per lo sport e per i tifosi. I piloti dovrebbero poter andare sempre forte e guidare nel modo a loro più congeniale”. Messaggio recepito dalla Pirelli, con Paul Hembery che ha annunciato modifiche alle mescole, a partire probabilmente dal GP di Gran Bretagna.

Un piccolo giallo ha agitato, infine, la vittoria di Alonso; Fernando, infatti, ha rischiato la penalizzazione per aver coperto con una bandiera della Spagna, passatagli da un commissario di pista, il cartello che indica al pilota vincitore dove parcheggiare la propria macchina, sotto il podio. Il regolamento prevede che i piloti non possano ricevere oggetti prima delle operazioni di peso della vettura; convocati in direzione gara, Alonso e la Ferrari se la sono cavata con un semplice richiamo da parte della FIA, che ha deciso di lasciar correre la cosa “coerentemente con quanto stabilito in passato in circostanze simili”.

Federico Fadda

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