Il passo falso del Bahrein,
dove i diversi problemi che avevano afflitto sia Alonso che Massa costrinsero
la Ferrari a lasciare nel deserto parecchi punti, aveva reso la trasferta
spagnola fondamentale per il team di Maranello, cui poteva andare bene, per
ricandidarsi con forza nella corsa iridata, solamente una vittoria.
La vittoria ottenuta con
autorità da Fernando, grazie a una F138 che è riuscita addirittura nella
missione di annullare il vantaggio strategico di Raikkonen di poter effettuare
un pit-stop in meno, è stata la miglior risposta alle disavventure precedenti,
oltre che un ottimo viatico pensando alla lotta per il mondiale, dove finora
tutte le big, eccetto forse la Lotus, hanno viaggiato sul binario di una certa
incostanza di risultati.
È chiaro però che aver colto
il successo sul circuito di casa ha restituito ad Alonso entusiasmo e
ottimismo, per nulla nascosto nel dopo-gara di Barcellona: “Sono stati corsi solo cinque gran premi,
abbiamo avuto degli alti e bassi, ma sappiamo di avere un’auto adatta a
battagliare con i migliori. Se continueremo a fare bene potremo sicuramente
competere per il campionato”, ha affermato il 31enne di Oviedo sulla scia
dell’entusiasmo, certo, ma anche sull’onda della consapevolezza di disporre di
una Ferrari finalmente all’altezza.
Fra le rivali della rossa,
gli stati d’animo dopo la prova spagnola sono diversi; in casa Lotus, per
cominciare, al di là della ovvia insoddisfazione di Raikkonen per la mancata
vittoria, si possono consolare con una vettura che ha dimostrato ancora una
volta di saper gestire le gomme meglio di chiunque, al punto di potersi
permettere una sosta in meno. Non essere riusciti però ad approfittare di una
strategia sulla carta vincente, però, è un segnale del fatto che nemmeno a
Enstone si possono permettere di cullarsi sugli allori, perché il distacco
dalla Ferrari, a parità di tattiche, sarebbe stato più pesante.
Facce decisamente più scure
in casa Mercedes, dopo che alla strepitosa prima fila conquistata in qualifica
non ha fatto seguito una gara all’altezza; sebbene, in realtà, il passo
indietro domenicale delle W04 fosse atteso, un crollo come quello che ha
portato fuori dai giochi per il podio sia Rosberg che Hamilton, con
quest’ultimo che ha concluso addirittura dodicesimo, non era preventivabile: “Siamo finiti entrambi indietro, ma io
decisamente troppo, senza sapere il motivo. Dobbiamo lavorare tantissimo”,
ha dichiarato uno sconsolato Lewis.
Nemmeno i campioni del mondo
della Red Bull sono andati via dalla Spagna con un risultato soddisfacente; il
quarto posto di Vettel e il quinto di Webber non sarebbero di per sé un bottino
troppo magro, ma i quasi quaranta secondi con cui Sebastian ha chiuso lontano
da Alonso sono un distacco oltremodo pesante, per quella che nell’ultimo
triennio è stata la scuderia dominante in Formula 1. Il responsabile del team,
Christian Horner, non ha mancato ancora una volta di accusare le gomme, contro
le quali la RB9 lotta da inizio anno: “Quando
devi dire ai tuoi piloti di non spingere troppo per non consumare
eccessivamente i pneumatici non è bello per lo sport e per i tifosi. I piloti
dovrebbero poter andare sempre forte e guidare nel modo a loro più congeniale”.
Messaggio recepito dalla Pirelli, con Paul Hembery che ha annunciato modifiche
alle mescole, a partire probabilmente dal GP di Gran Bretagna.
Un piccolo giallo ha
agitato, infine, la vittoria di Alonso; Fernando, infatti, ha rischiato la
penalizzazione per aver coperto con una bandiera della Spagna, passatagli da un
commissario di pista, il cartello che indica al pilota vincitore dove
parcheggiare la propria macchina, sotto il podio. Il regolamento prevede che i
piloti non possano ricevere oggetti prima delle operazioni di peso della
vettura; convocati in direzione gara, Alonso e la Ferrari se la sono cavata con
un semplice richiamo da parte della FIA, che ha deciso di lasciar correre la
cosa “coerentemente con quanto stabilito
in passato in circostanze simili”.

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