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mercoledì 29 maggio 2013

Non si sgonfia il caso Mercedes. Debutto rinviato per le nuove gomme


ROMA - Sono passati pochi giorni dalla gara di Montecarlo, ma nell’ambiente della Formula 1 sta passando del tutto in secondo piano il successo di Rosberg, offuscato dal suo stesso team, o meglio da quanto combinato nei giorni che hanno preceduto l’evento monegasco. Tiene ancora fortemente banco, con le polemiche che non accennano a placarsi, la querelle riguardante il test che la Mercedes ha svolto a Barcellona, dove ha girato per ben 1000 km allo scopo di cercare di risolvere i cronici problemi di degrado delle gomme, provando però anche la nuova tipologia di pneumatici prevista inizialmente per Montreal, il cui debutto è stato però rinviato alla gara di Silverstone, in programma a fine giugno. In Canada, comunque, tutti i team avranno modo di provare le nuove gomme.

Innanzitutto, occorre precisare che il tipo di test cui ha preso parte la Mercedes non è vietato dal regolamento; infatti, la Pirelli aveva ottenuto dalla FIA, all’inizio del mese di maggio, il permesso di svolgere prove di sviluppo delle gomme con una vettura di quest’anno. La scelta di rivolgersi alla Mercedes non è stata, molto probabilmente, frutto del caso, dati i problemi della scuderia di Brackley nella gestione dei pneumatici, ma fin qui non vi sarebbe stato nulla di strano o illegale. I problemi, una volta venuto alla luce lo svolgimento di questo test, sono nati dal fatto che la Pirelli, contravvenendo a quanto stabilito dalla Federazione, non ha proposto agli altri team, o almeno non a tutti, di eseguire anch’essi lo stesso tipo di prova.

Da qui la protesta, in particolare, di Red Bull e Ferrari, forse per la prima volta d’accordo su questioni tecniche, e la richiesta di un intervento della FIA; la conferma del fatto che non tutti i team erano al corrente della situazione arriva dalle parole dei diretti interessati, a cominciare dal grande consigliere della Red Bull, Helmut Marko: “È stato chiesto anche a noi se volevamo fare questo test, ma abbiamo rifiutato, in quanto per noi è una chiara violazione del regolamento sportivo, che indica precisamente quando e come si può effettuare prove”, ha dichiarato l’austriaco, aggiungendo poi un proprio punto di vista sulla prestazione della Mercedes a Monaco: “Siamo contrariati, quando provi per tre giorni è normale guadagnare un secondo; sicuramente ne hanno beneficiato, non hanno avuto problemi di gomme. Non può essere un caso”.

Ancora più dura la reazione della Sauber, il cui fondatore Peter ha dichiarato esplicitamente di sentirsi truffato, mentre la Williams ha fatto sapere di non essere stata messa a conoscenza della possibilità di effettuare il test in questione, così come Lotus e Force India. La palla passa ora nelle mani della FIA, con Ferrari e Red Bull che, intanto, hanno già chiesto di poter fare anch’esse ciò che è stato permesso alla Mercedes, per poter maturare lo stesso grado di conoscenza sul funzionamento dei pneumatici. Entrambe, infatti, hanno svolto, dopo il GP del Bahrein, un test a Barcellona, ma, interpretando alla lettera il regolamento, lo hanno fatto utilizzando le monoposto del 2011, basate su un concetto tecnico differente da quello attuale.

Dalla Mercedes, nel frattempo, Niki Lauda minimizza la situazione, affermando che anche alla Red Bull è stato proposto lo stesso test, ma non sono stati sufficientemente veloci nell’accettarlo: “Ho scommesso con Marko 50€ che non ci sarà alcuna conseguenza per noi”, ha concluso l’austriaco.

Federico Fadda

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