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domenica 12 settembre 2010

A MONZA E' FESTA ROSSA: ALONSO VINCE IL GP D'ITALIA



MONZA
- Erano quattro anni che l'immenso cuore rosso Ferrari non batteva sotto al podio di Monza. Da Schumacher (quello vero) ad Alonso, tante monoposto hanno solcato l'asfalto del circuito più veloce del Mondiale: oggi, davanti a 85mila spettatori, la Rossa di Maranello torna a fare la voce grossa. Primo lo spagnolo, dopo un duello all'ultimo centimetro con la Mclaren di Button, terzo Felipe Massa, a completare quel podio che ha nel rosso il suo colore naturale. Una vittoria fantastica di tutta la squadra: piloti e macchine in gran forma, a infilare giri record ogni volta che oltrepassano il traguardo, e una squadra eccezionale nelle strategie e nei pit stop. Monza si colora di rosso e la classifica iridata si accorcia, anche grazie all'inaspettato ko di Hamilton nelle prime curve, troppo convinto di sé nell'attaccare Massa. Sarà un finale di campionato caldissimo.

PARTENZA DIFFICILE - Con Alonso in pole e Massa in seconda fila subito dietro ad occupare la parte pulita del tracciato, il via della gara sembra essere tutto a favore della Ferrari. Purtroppo, l'indecisione dello spagnolo favorisce l'ottimo spunto di Button secondo in griglia, coriaceo nel resistere al tentativo di chiusura da parte di Alonso e a buttarsi nella prima variante in testa al gruppo. Lo è un po' meno il suo compagno e ormai ex leader del mondiale, Lewis Hamilton che tenta il sorpasso impossibile su Massa alla Roggia e finisce per distruggere la sospensione anteriore destra della sua McLaren, dopo il contatto con la ruota posteriore sinistra del brasiliano. Il suo Gp d'Italia dura solo un paio di km e Webber ringrazia.

GOMME INFINITE - I primi tre lì davanti impongono da subito un passo di gara straordinario: non passa giro senza che almeno uno dei tre non faccia registrare un tempo record. Button prova a scappare, affidandosi a una vettura con maggior carico aerodinamico e tuttavia più dolce con gli pneumatici a mescola morbida. Alonso, molto più scarico, si accoda e non molla di un centimetro, se non per liberarsi sporadcamente delle turbolenze scatenate dalla vettura dell'inglese. E dunque passano i giri, i distacchi rimangono immutati e quando si arriva al 25' giro e nessuno dei tre ha ancora effettuato il pit - stop, si capisce che chi rientrerà per primo a montare le gomme dure, avrà perso la gara.

LA SVOLTA - L'impressione è che, malgrado la seconda posizione, Alonso abbia qualcosa in più rispetto al campione del mondo in carica. Quando Button fa segnare un giro veloce, nella tornata successiva è di nuovo lo spagnolo ad abbassare il tempo sul giro e a ridurre il distacco. Al 37' giro, infine, la svolta della gara: dal box McLaren fanno rientrare Button, che cambia in pochi secondi le coperture e riparte dietro alle due Ferrari. Alonso ha pista libera e si lancia come un forsennato, ma ormai anche le sue Bridgestone sono alla frutta e non taglia nemmeno il traguardo. Sosta fulminea e ripartenza, grazie a un lavoro super dei meccanici. Quando la Rossa oltrepassa la linea bianca che chiude la pit - lane, sullo sfondo compare la sagoma argentata della McLaren che si affianca all'esterno e tenta di sopravanzare Alonso, formidabile nell'appropriarsi della giusta traiettoria e a resistere all'attacco nella prima variante, pur avendo pneumatici ancora "freschi". E sugli spalti, intanto, comincia la festa.

L'EPISODIO CURIOSO - Non manca il brivido finale per i tifosi ferraristi, quando il pilota spagnolo, indisturbato, perde per un attimo il controllo della vettura e taglia la prima chicane, per fortuna senza danni. La McLaren, a quel punto distante ben quattro secondi, non può approfittarne. Chi non riesce a sopravanzare Button dopo la sosta ai box è Massa, sempre un po'staccato rispetto al duo di testa. Il terzo posto, però, non è certo da buttare. E il resto del gruppo? In quarta posizione chiude Vettel, protagonista di uno strano episodio poco prima di metà gara: giunto sul rettilineo che immette sulla Parabolica, lamenta via radio un problema al motore e in quello stesso istante dà strada al compagno di squadra Webber, sfavorito da una brutta partenza. Dopo neanche mezzo giro, il tedeschino riprende a tirare come se niente fosse successo. Problema momentaneo o gioco di squadra per favorire Webber, attuale leader del mondiale? Ad ogni modo, la top ten si completa con la quinta posizione di Rosberg, seguito proprio da Webber e a chiudere la zona punti ci sono Hulkenberg, Kubica, Schumacher e Barrichello.

MONDIALE APERTO -
Con la bella vittoria di Alonso, la difficile gara di Webber e il flop di Hamilton, la classifica iridata racchiude cinque piloti in 24 punti. Lo spagnolo della Ferrari sale in terza posizione a 166 punti, 21 in meno dell'australiano della Red Bull e a 16 lunghezze da Lewis Hamilton. A cinque gare dal termine, il Mondiale è davvero apertissimo.

Samuele Sassu

ORDINE DI ARRIVO (GP RESULTS)


CLASSIFICA PILOTI (DRIVERS CHAMPIONSHIP)

CLASSIFICA COSTRUTTORI (CONSTRUCTORS CHAMPIONSHIP)


FERNANDO ALONSO WINS ITALIAN GRAN PRIX IN MONZA

Fernando Alonso on Ferrari F1 wins Italian Gp in Monza. Jenson Button on McLaren Mercedes arrived in second place. Felipe Massa, on the other Ferrari, arrived third. The complete top ten of the race is: Sebastian Vettel (Red Bull) 4th, Nico Rosberg (Mercedes) 5th, Mark Webber (Red Bull) 6th, Nico Hulkenberg (Williams) 7th, Robert Kubica (Renault) 8th, Michael Schumacher (Mercedes) 9th, Rubens Barrichello (Williams) 10th.


sabato 11 settembre 2010

Finalmente Ferrari! A Monza pole di Alonso

Fernando Alonso accende l’entusiasmo dei tifosi della Ferrari centrando la pole position del Gran Premio d’Italia. Sul circuito di Monza il pilota spagnolo è il più veloce con il tempo di 1’21”962: la Rossa non centrava la pole dal GP del Brasile del 2008, quindi da quasi 2 anni. Insieme ad Alonso, in prima fila anche la McLaren di Jenson Button, staccato di poco più di 1/10. Apre la seconda fila l’ottimo 3° posto di Felipe Massa con l’altra Ferrari, a 3/10 dal compagno, affiancato da Mark Webber, con la Red Bull che, per la prima volta quest’anno, non parte nelle prime 2 posizioni. Non benissimo il leader del campionato, Lewis Hamilton, 5° e in difficoltà nella Q3, così come è stato sottotono Sebastian Vettel, 6° a dimostrazione dei reali problemi della Red Bull sul tracciato brianzolo. Completano la top ten Rosberg 7°, le due Williams di Hulkenberg e Barrichello, rispettivamente 8° e 10°, e Robert Kubica su Renault, 9° e non brillantissimo.

Una sessione di qualifiche che ha portato molte sorprese, e incertezza per la gara di domani; la pole probabilmente coglie di sorpresa la stessa Ferrari, che si era mostrata veloce anche nelle libere, ma non sembrava in grado di sopravanzare la McLaren, che specie con Hamilton era stata sempre davanti a tutti; allo stesso modo ha lasciato stupiti il passo indietro compiuto dalla Red Bull, rispetto alle libere. Chi è arrivato dietro queste 3 squadre sembra destinato, come sempre quest’anno, a recitare un ruolo di comprimario, lottando per posizioni di ripiego.
L’ultima parola alla gara di domani, con i semafori che si spegneranno alle 14.

La griglia di partenza

Federico Fadda

venerdì 10 settembre 2010

Vettel leader a Monza, ma Ferrari e McLaren lo braccano

Sebastian Vettel guarda tutti dall’alto al termine del venerdì di prove libere del GP d’Italia. Sul circuito di Monza, il tedesco della Red Bull ha fatto segnare il tempo più veloce in 1’22”839; solo 76 millesimi più indietro si è piazzato Fernando Alonso, con una Ferrari che ha sofferto nella prima ora, per poi mostrare una buona ripresa nel pomeriggio. Progresso certificato anche da Felipe Massa, 3° a 2/10, e autore di un fuoripista da brividi alla Parabolica; fortunatamente il brasiliano non ha perso il controllo della vettura, evitando di sbattere contro le barriere, potendo tornare così ai box tutto intero.

Giornata buona anche per le McLaren: le Frecce d’argento erano sembrate imprendibili in mattinata, nel pomeriggio un po’ meno, con Hamilton 4° e Button 5°, ma hanno dato l’impressione di essere già più a posto dei concorrenti al titolo. Meno bene Mark Webber, 6° e staccato di mezzo secondo, ma costretto a fermarsi per una perdita d’acqua sulla sua Red Bull; in difficoltà anche Kubica, con una Renault che non sembra poter competere con i primi, e, come al solito la Mercedes: il migliore è Rosberg, 10°, mentre Schumacher è addirittura 14°.

Domattina ultimo turno di prove libere, in vista delle qualifiche ufficiali, che inizieranno alle 14.

giovedì 9 settembre 2010

LA MAPPA DETTAGLIATA DEL CIRCUITO DI MONZA

In esclusiva per i lettori di Formula Blog, la mappa satellitare dell'Autodromo Nazionale di Monza: una rappresentazione dettagliata di ciò che ci aspetta nel prossimo week end, quello dal 10 al 12 Settembre, quando il circus della Formula 1 farà tappa in uno dei circuiti più veloci e spettacolari del Mondiale. Segnalati tutti i punti di interesse: curve, varianti e rettilinei con le velocità effettive e i relativi rapporti.


Visualizza Mappa Autodromo Nazionale di Monza in una mappa di dimensioni maggiori

Samuele Sassu


A gas spalancato: Monza, tempio della velocità

Sulla scia di Spa-Francorchamps, la Formula 1 fa tappa questo weekend in un altro circuito antico e leggendario, che ha segnato la storia delle competizioni motoristiche: sul circuito di Monza va in scena anche quest’anno il Gran Premio d’Italia, 13° appuntamento stagionale; da quando è stato istituito il Campionato del Mondo di Formula, solo in un’occasione il GP di casa nostra non è andato in scena a Monza: nel 1980 si svolse a Imola, prima che questo diventasse GP di San Marino.
Una pista dove si respira l’essenza di questo sport: la velocità pura e semplice, quella che fa scorrere l’adrenalina nelle vene dei piloti, mentre tengono l’acceleratore completamente schiacciato per buona parte del giro, interrotti saltuariamente dalle poche varianti, che costringono a brusche staccate, con velocità che scendono anche da 300 a 60 km/h.

Nel corso degli anni, la configurazione del circuito è stata modificata più volte, anche se mai con interventi radicali, conservando però sempre la sua caratteristica principale, cioè quella di essere velocissimo.
Quello brianzolo non si distingue per essere molto tecnico, ma è il circuito che presenta la velocità media più alta fra tutti quelli presenti nel calendario; il record è stato fatto registrare da Juan Pablo Montoya nel 2004, con ben 262,242 km/h di media sul giro. Un primato difficilmente battibile con la configurazione attuale delle monoposto della massima categoria.
Insieme all’alta velocità, Monza ha però presentato anche una certa componente di pericolosità; diversi sono stati gli incidenti mortali, a cominciare da quello che nel 1955 causò la morte di Alberto Ascari, nel punto in cui ora sorge la chicane a lui dedicata. Successivamente toccò a Wolfgang von Trips, e soprattutto a Jochen Rindt, che nell’edizione del 1970 si schiantò alla parabolica; l’austriaco si laureò Campione del Mondo postumo, unico caso, fortunatamente, nella storia della F1. L’ultimo episodio risale al 2000, quando uno steward a bordo pista venne colpito da un pneumatico staccatosi dalla Jordan di Frentzen, restando ucciso.

FIRME CELEBRI - Su questa pista hanno vinto grandi campioni della Formula 1: Farina, Ascari, Fangio, Moss, Clark, Stewart, Phil e Graham Hill, Surtees, Fittipaldi, Regazzoni, Lauda, Scheckter, Prost, Piquet, Senna, Mansell, Alonso e Michael Schumacher. Il tedesco è anche il primatista di vittorie sul circuito brianzolo, con 5 successi, ottenuti tutti al volante della Ferrari; in occasione dell’ultima vittoria, nel 2006, annunciò il suo ritiro dalle corse alla fine di quell’anno (per rientrare poi nel 2010).
UN GIRO DI PISTA - A Monza si va subito veloci; ci si lancia per il giro veloce percorrendo il lungo rettilineo principale, che porta subito alla prima, grande staccata, dove si arriva in frenata a oltre 330 km/h, e si subisce una decelerazione fino ai 60/70 km/h, entrando nella Variante del Rettifilo, una stretta esse.
In uscita si rispalanca subito il gas passando per la Curva Biassono (o Curva Grande):una lunga curva a destra dall’ampio raggio, che si percorre in pieno senza particolari difficoltà, che però introduce ad un’altra impegnativa frenata, con le vetture che passano dai circa 320 ai 110 km/h, per affrontare la Variante della Roggia, una sinistra-destra abbastanza impegnativa.
Fuori dalla Roggia si va verso la Prima Curva di Lesmo, dalla velocità di percorrenza non troppo elevata, circa 180 km/h, alla quale segue la Seconda Curva di Lesmo, leggermente più lenta.
Di nuovo gas al massimo in uscita, si affronta la Curva del Serraglio, una lieve piega a sinistra che raccorda 2 tratti rettilinei, dai quali, a una velocità di 330 km/h si raggiunge la Variante Ascari: una successione di curve sinistra-destra-sinistra molto impegnativa, da percorrere a velocità sostenuta, che immettono nel rettilineo opposto a quello dei box. Alla fine di questo si frena ancora a 330 km/h, e a 180 km/h ci si immette nella Curva Parabolica, lunga e a raggio crescente, in uscita dalla quale ci si lancia di nuovo a velocità massima verso il traguardo. Inutile dire che, con un tracciato così, la possibilità di vedere sorpassi e spettacolo è garantita.

Chissà se i tifosi della Ferrari potranno sventolare festanti quel grande cuore rosso di stoffa che a Monza fa sempre la sua comparsa…

I Primati del circuito
In prova: J.P.Montoya (Williams) – 1’19”525 (2004)
In gara: R.Barrichello (Ferrari) – 1’21”046 (2004)
Sulla distanza: M.Schumacher (Ferrari) – 1h14’19”838

Così nel 2009
1 – Barrichello (Brawn)
2 – Button (Brawn)
3 – Raikkonen (Ferrari)
4 – Sutil (Force India)
5 – Alonso (Renault)
6 – Kovalainen (McLaren)
7 – Heidfeld (BMW Sauber)
8 – Vettel (Red Bull)
9 – Fisichella (Ferrari)
10 – Nakajima (Williams)

Il Gran Premio in tv
Venerdì: Prima sessione prove libere – RaiSport1 ore 9.45
Seconda sessione prove libere – RaiSport1 ore 13.45
Sabato: Terza sessione prove libere – RaiSport1 ore 10.45
Qualifiche – Rai2 ore 13.55
Domenica: Gara – Rai1 ore 13.55

Federico Fadda

mercoledì 8 settembre 2010

Caso Hockenheim, vince la Ferrari: nessuna penalità a team e piloti

Alla fine la spunta il Cavallino. Il Consiglio Mondiale della Fia ha deciso di non inasprire la punizione nei confronti della Ferrari: niente penalità in termini di punti, quindi, né alla squadra né ai piloti, e conferma della multa di 100.000 dollari, per il discusso sorpasso di Alonso su Massa nello scorso GP di Germania.

Nel corso del 49° giro, a Felipe venne impartito un ordine di scuderia per consentire ad Alonso, più veloce di lui in quel momento e meglio posizionato in classifica, di vincere la corsa e continuare a lottare per il Mondiale. Alla fine, ovviamente, furono polemiche roventi e dichiarazioni ipocrite da parte di addetti ai lavori e avversari, per qualcosa che nella storia della F1 è sempre esistito; ma, alla fine, la federazione ha messo la parola fine alla vicenda, aprendo anche a modifiche, future, della norma che vieta i giochi di squadra. "Abbiamo una norma che pone delle difficoltà di interpretazione - ha detto Enrico Gelpi, presidente dell'Aci e membro della Federazione -, la norma sarà rivista. Per noi sarebbe anche opportuno cancellarla del tutto. Nella Fia l'orientamento generale rispetto a queste modifiche è favorevole". Gelpi ha poi dichiarato che la Federazione affronterà la questione in occasione del prossimo Consiglio mondiale, a novembre.

Un sospiro di sollievo, dunque, per la Ferrari e i suoi piloti, specie per Alonso; lo spagnolo potrà ora concentrarsi solo sul weekend del GP d’Italia, in cui appare fondamentale ottenere una vittoria, per più motivi: si corre a Monza, circuito storico e tempio della velocità, ma soprattutto casa della Ferrari in Formula 1, dove i tifosi accorrono in massa per dimostrare tutta la passione per la Rossa, e per vederla trionfare . E poi, cosa più importante, per tenere ancora accesa la speranza Mondiale: quei 41 punti di distacco da Hamilton non sono pochi, ma Alonso non ha intenzione di mollare. Tantomeno a Monza.

Federico Fadda

mercoledì 1 settembre 2010

La F1 torna negli States: presentato il nuovo circuito di Austin

E’ stato presentato oggi il progetto del nuovo circuito di Austin, che sancirà il ritorno della Formula 1 negli Usa, dopo la parentesi, abbastanza deludente, degli anni 2000-2007, periodo in cui il Gran Premio si è svolto sulla pista di Indianapolis. Senza grosso riscontro in termini di pubblico.
Il nuovo circuito texano, tanto per cambiare, è un progetto di Hermann Tilke, e visti i risultati ottenuti con le precedenti creazioni, c’è da sperare che stavolta l’architetto tedesco abbia partorito dalla sua mente un tracciato “vero”, di quelli in cui il sorpasso possa essere almeno tentato.

A prima vista il progetto sembra prestarsi allo scopo, in quanto la pista presenterà curve veloci e cambi di pendenza notevoli che dovrebbero renderlo interessante ed entusiasmante per i piloti. Di questo è convinto il boss dell’evento, Tayo Hellmund: “In epoca moderna penso che questa pista è molto speciale. Ci sono tutti gli ingredienti necessari, giri veloci che richiedono impegno da parte dei piloti e caratteristiche che metteranno alla prova i tecnici dal punto di vista del set-up. Inoltre, la vista del centro di Austin è meravigliosa dal punto di vista paesaggistico".
Il tracciato presenterà, dunque, elementi moderni del mondo delle corse, specie in termini di standard di sicurezza, abbinati ad altri in vecchio stile, ripresi dai circuiti più classici. Sarà lungo 5.471 metri, sulle sue tribune ospiterà circa 70.000 spettatori, e i lavori di costruzione devono ancora iniziare, per un costo totale di 170 milioni di euro.
Il contratto stipulato dagli organizzatori con Ecclestone ha durata 10 anni, a partire dalla stagione 2012.

Federico Fadda