sabato 27 luglio 2013
GP Ungheria, qualifiche: Hamilton, pole-sgambetto a Vettel, Alonso 5°
BUDAPEST - Sembrava una pole scritta per Sebastian Vettel, invece è spuntato fuori la Mercedes che non t'aspetti, dopo libere incolori, e Lewis Hamilton artiglia la partenza al palo del GP d'Ungheria. Con il tempo di 1'19"388 il pilota inglese è riuscito a combinare un bello scherzetto al campione del mondo, che ha chiuso al secondo posto con un ritardo di appena 38 millesimi.
Alle spalle dei due battistrada partirà la Lotus di Romain Grosjean, che continua a mostrarsi a suo agio sul tortuoso tracciato magiaro, affiancato da Nico Rosberg, con la seconda Mercedes. Ritorno alla canonica terza fila per la Ferrari, con Fernando Alonso staccato di 4 decimi dalla pole, precedendo a sua volta Kimi Raikkonen, apparso meno in palla del solito. Settimo posto in griglia per Felipe Massa, che al via dovrà guardarsi le spalle dall'ancora ottimo Daniel Ricciardo su Toro Rosso, mentre la McLaren ha salvato l'onore con la 9a posizione di Sergio Perez, mentre Button non ha saputo fare meglio della 13esima prestazione assoluta. Chiude la top ten Mark Webber, che in Q3 ha rinunciato a lottare per la pole, probabilmente per questioni strategiche in vista della gara.
Per quanto riguarda le posizioni di rincalzo, la Q2 aveva visto l'eliminazione, oltre a Button, di Sutil, Hulkenberg, Vergne, Maldonado e Bottas, mentre nella prima manche era rimasto sorprendentemente fuori Di Resta, che ha ottenuto appena il 18esimo tempo.
Partenza in programma per le 14 di domani.
Federico Fadda
Griglia di partenza
sabato 8 giugno 2013
GP Canada, qualifiche: Vettel domina la pioggia, Hamilton 2°. Ferrari male
MONTREAL – Qualifiche al
cardiopalma sul circuito Gilles Villeneuve. Al termine di una vera e propria
lotteria giocata contro il meteo, a portarsi a casa la pole position è
Sebastian Vettel, che sulla pista in via di asciugamento, dopo la pioggia
caduta nelle prime due manche, ha messo tutti in riga con il tempo di 1.25:425,
precedendo di poco meno di un decimo Lewis Hamilton, che con la sua Mercedes gli
farà compagnia in prima fila. Per il campione del mondo si tratta della 39esima
partenza al palo della carriera.
Dietro di loro la grande
sorpresa di giornata Valtteri Bottas , autore di una grande prestazione con la
Williams e staccato di 4 decimi dalla vetta, affiancato da Nico Rosberg. Terza
fila aperta dalla seconda Red Bull, con Mark Webber che precede Fernando
Alonso, per un altro sabato deludente in casa Ferrari. Chiudono la top ten
Vergne, Sutil, Raikkonen, la cui 9a posizione conferma le difficoltà della
Lotus sul tracciato canadese, e Ricciardo.
Alta tensione anche nella
Q2, con tutti i piloti che si sono affrettati ad entrare subito in pista all’inizio
della manche, a causa del ritorno della pioggia. A due minuti dal termine della
sessione è arrivato il colpo di scena, con Felipe Massa che, nel tentativo di
entrare nella top ten, ha commesso un errore finendo a muro, terminando così il
suo sabato al 16esimo posto e causando l’esposizione di una bandiera rossa, con
conseguente sospensione di qualche minuto. Alla ripresa tutti nuovamente in
pista e a subire l’eliminazione sono state entrambe le McLaren, con Perez 12esimo
e Button 14esimo, oltre alle Sauber di Hulkenberg e Gutierrez, rispettivamente
in 11esima e 15esima posizione, e Maldonado, 13esimo.
Sabato subito amaro per Di
Resta e Grosjean, eliminati già in Q1: lo scozzese della Force India partirà
dalla 16esima piazza, mentre il francese della Renault prenderà il via
addirittura dal fondo dello schieramento, dato che alla pessima prestazione
ottenuta dovrà aggiungere anche la penalità di 10 posizioni rimediata nel GP di
Monaco per il tamponamento a Ricciardo. Fuori nella prima manche anche le
solite Marussia e Caterham.
Domani il via del gran
premio, che si preannuncia assolutamente interessante e pronto a regalare
grandi emozioni agli spettatori, è alle 19, con previsioni di gara asciutta,
seppure con tutte le incognite del caso.
Griglia di partenza
GP Canada, Prove libere 3: sessione ridotta, svetta Webber
MONTREAL – Ancora meteo
ballerino a condire il week end canadese; a guastare il lavoro di team e piloti
nell’ultima sessione di prove libere non è stata però la pioggia, ma un
intervento di riparazione alle barriere della curva 11, resosi necessario a
causa di un incidente nella prova del Ferrari Challenge, andata in scena in
precedenza.
Al termine della mezz’ora
disputata, nella quale solo negli ultimi minuti è stato possibile equipaggiare
le monoposto con gomme da asciutto, il più veloce è Mark Webber, che con la sua
Red Bull ha fatto segnare il miglior tempo in 1’17”895. Alle spalle dell’australiano,
staccato di 3 decimi abbondanti, si è piazzato Adrian Sutil, a dimostrazione
del buono stato di forma della Force India sul circuito intitolato a Gilles
Villeneuve.
Terzo tempo per Lewis
Hamilton, che accusa un gap di 8 decimi dalla vetta, precedendo a sua volta Fernando
Alonso, che da Webber è distante 1 secondo pieno. Sebastian Vettel segue lo
spagnolo, e il tedesco è affiancato, nella terza fila virtuale, da Nico
Rosberg, che si è messo alle proprie spalle la seconda Force India, con Paul di
Resta, seguito a sua volta da Felipe Massa, Jenson Button, con la prima delle
McLaren, e l’attardato Kimi Raikkonen, che chiude la top ten.
Difficile dire se lo
svantaggio accusato dal finlandese debba essere ricondotto alle difficoltà
avute dalla Lotus già al venerdì con le basse temperature, o all’altalena dell’ultimo
minuto, in cui si è avuto un miglioramento costante dei tempi in pista. Certo è
che il distacco accusato da Raikkonen, circa 2 secondi e mezzo, non può
lasciare tranquilla la scuderia di Enstone.
Molto indietro Sergio Perez,
che con la sua McLaren non è riuscito a fare meglio del 19esimo tempo, mentre
nel resto delle posizioni di medio-bassa classifica non si sono avute sorprese,
con Sauber e Williams che non sembrano proprio riuscire a tirarsi fuori dall’anonimato
attuale.
Tanta attesa per le
qualifiche, in programma alle 19 ora italiana, che potrebbero svolgersi ancora
in condizioni di meteo incerto, rendendo la caccia alla pole position del GP
del Canada una vera e propria lotteria.
Federico Fadda
martedì 4 giugno 2013
Red Bull non si sbottona sul 2014
ROMA – A inizio stagione
sembrava in crisi, da più parti veniva vista come non più invincibile, eppure,
dopo sei gare, la Red Bull veleggia senza particolari problemi sia al comando
della classifica costruttori, sia in quella piloti con il campione in carica
Sebastian Vettel. Nonostante le difficoltà, effettivamente riscontrate, nel far
funzionare al meglio le gomme Pirelli sulla RB9, il binomio che ha
monopolizzato i successi dell’ultimo triennio della Formula 1 sembra essere a
tutti gli effetti ancora quello da battere.
A Milton Keynes, nonostante
ci si avvicini sempre più a quella che sarà la rivoluzione regolamentare del
2014, non sembrano pensare però troppo a quello che riserverà il futuro della
F1; la questione più spinosa in casa Red Bull, in particolare, è quella
riguardante il duo di piloti che guiderà la prima monoposto anglo-austriaca
dell’era turbo. Partendo dal punto fermo Vettel, il futuro di Mark Webber
appare altrettanto scritto, con l’australiano che con molta probabilità non si
vedrà nuovamente rinnovato il contratto, dicendo addio alla scuderia di
Mateschitz, e forse anche al circus. Fra i nomi più caldi circolati per la
sostituzione del 36enne di Queanbeyan spicca quello di Kimi Raikkonen, con il
quale ci sarebbero stati più che semplici contatti, tanto che si parla
addirittura di un accordo già pronto.
Il responsabile della Red
Bull, Chris Horner, frena al riguardo: “Si
tratta solo di ipotesi, non abbiamo ancora deciso cosa fare dopo la scadenza
del contratto di Mark. Certo è che se dovessimo annunciare il nome di un
pilota, non sarà sicuramente la prossima settimana”. Ancora più netto il
parere di Vettel, che ha minimizzato le reali chance che Kimi possa essere il
suo prossimo compagno di squadra: “Non so
quanto sia realistica questa possibilità. Ho un buon rapporto con lui, ma le
voci che ci dipingono come migliori amici sono esagerate. Ci incontriamo nei
week end di gara se ne abbiamo il tempo, entrambi siamo persone semplici e
oneste e andiamo d’accordo, ma è difficile creare vere amicizie in Formula 1”.
Dal canto suo, il probabile
partente Webber ha fornito un personale punto di vista sulle novità
regolamentari del 2014, soprattutto per quanto riguarda i motori turbo, che
almeno inizialmente potrebbero avere problemi di affidabilità e regalare
sorprese durante le corse: “Ci saranno talmente
tante novità il prossimo anno che probabilmente vedremo molti ritiri nei primi
gran premi, e per entrare in zona punti sarà sufficiente terminare la gara.
Anche i test invernali saranno molto diversi e complicati: non si riuscirà a
coprire 400 km ogni giorno, le macchine staranno molto tempo ferme ai box”,
ha spiegato l’australiano.
Federico Fadda
giovedì 30 maggio 2013
Ferrari chiamata al riscatto in Canada
ROMA - Chissà che a Maranello non
abbiano tirato un sospiro di sollievo nell’apprendere del rinvio del debutto
delle nuove gomme Pirelli, posticipato dal GP del Canada a quello di Gran Bretagna,
in programma alla fine di giugno. Di certo c’è che a Montreal servirà tutta un’altra
Ferrari, rispetto a quella vista in grande difficoltà solo pochi giorni fa a
Monaco, sulle stradine di Montecarlo. Una disfatta vera e propria per il
Cavallino, mai in grado di lottare per le posizioni di vertice, ma soprattutto
in condizione di subire facili sorpassi dalla per nulla irresistibile McLaren
di quest’anno, oltre che dalla Force India. Con il risultato di aver dilapidato
praticamente gli stessi punti che erano stati rosicchiati a Vettel nella gara
di Barcellona, con il tedesco che ora è davanti ad Alonso di ben 29 lunghezze.
Fortunatamente il tempo per
recuperare non manca, con 13 prove ancora da disputare, ma il prossimo
appuntamento, in programma fra poco più di una settimana in Canada, ha tutto il
sapore dell’ultima spiaggia; una tappa da non fallire, quella di Montreal, come
sa bene Stefano Domenicali, responsabile della Ferrari, che chiama la squadra
al riscatto: “Monaco è stato, dal punto
di vista sportivo, un duro colpo; l’unica cosa positiva è che Raikkonen non ha
marcato molti punti, ma Vettel è arrivato secondo. Non abbiamo avuto ritmo per
tutto il week end e dobbiamo capire il perchè, d’altronde a Montecarlo non
vinciamo dal 2001, ci sarà un motivo per questo. Siamo abituati, però, a
reagire prontamente alle difficoltà, e ho detto alla squadra che la situazione
non è drammatica, siamo solo alla sesta gara: questo campionato sarà molto
lungo, una grande sfida”.
Stessa voglia di rivalsa da
parte di Fernando Alonso, apparso piuttosto sconsolato dopo la brutta domenica
monegasca, che aspetta la pista di Montreal per ottenere subito un buon
risultato: “È un circuito con basso
carico aerodinamico, quindi sono convinto che saremo in forma e lotteremo per
dei buoni punti”.
Nel frattempo, in casa
Ferrari, c’è stata la prima volta a bordo di una monoposto rossa per Kamui
Kobayashi, che a Fiorano è salito al volante della F10, vettura che ha preso
parte al mondiale 2010, in vista di un evento promozionale che si disputerà a
breve in Russia. Tanto è bastato a scatenare le voci di un appiedamento di
Felipe Massa in favore del giapponese, il quale, però, ha evitato di commentare
questa ipotesi, descrivendo invece l’emozione di questo “debutto”: “La prima sensazione è stata di grande
felicità, contro questa macchina ho gareggiato, quindi sapevo quanto fosse
veloce, ma era importante prendere dimestichezza alla guida, dato che la mia
ultima gara è stata il GP del Brasile dell’anno scorso. Sarà bellissimo tornare
a guidare una F1 in un evento come quello di Mosca, per me sarà un doppio
debutto: la prima volta al volante di una Ferrari e in una città dove non sono
mai stato”. La speranza che il futuro possa riservargli una piacevole
sorpresa rossa Kamui, probabilmente, la tiene per sé.
mercoledì 29 maggio 2013
Non si sgonfia il caso Mercedes. Debutto rinviato per le nuove gomme
ROMA - Sono passati pochi giorni
dalla gara di Montecarlo, ma nell’ambiente della Formula 1 sta passando del
tutto in secondo piano il successo di Rosberg, offuscato dal suo stesso team, o
meglio da quanto combinato nei giorni che hanno preceduto l’evento monegasco. Tiene
ancora fortemente banco, con le polemiche che non accennano a placarsi, la
querelle riguardante il test che la Mercedes ha svolto a Barcellona, dove ha
girato per ben 1000 km allo scopo di cercare di risolvere i cronici problemi di
degrado delle gomme, provando però anche la nuova tipologia di pneumatici
prevista inizialmente per Montreal, il cui debutto è stato però rinviato alla
gara di Silverstone, in programma a fine giugno. In Canada, comunque, tutti i
team avranno modo di provare le nuove gomme.
Innanzitutto, occorre
precisare che il tipo di test cui ha preso parte la Mercedes non è vietato dal
regolamento; infatti, la Pirelli aveva ottenuto dalla FIA, all’inizio del mese
di maggio, il permesso di svolgere prove di sviluppo delle gomme con una
vettura di quest’anno. La scelta di rivolgersi alla Mercedes non è stata, molto
probabilmente, frutto del caso, dati i problemi della scuderia di Brackley
nella gestione dei pneumatici, ma fin qui non vi sarebbe stato nulla di strano
o illegale. I problemi, una volta venuto alla luce lo svolgimento di questo
test, sono nati dal fatto che la Pirelli, contravvenendo a quanto stabilito
dalla Federazione, non ha proposto agli altri team, o almeno non a tutti, di
eseguire anch’essi lo stesso tipo di prova.
Da qui la protesta, in
particolare, di Red Bull e Ferrari, forse per la prima volta d’accordo su
questioni tecniche, e la richiesta di un intervento della FIA; la conferma del
fatto che non tutti i team erano al corrente della situazione arriva dalle
parole dei diretti interessati, a cominciare dal grande consigliere della Red
Bull, Helmut Marko: “È stato chiesto
anche a noi se volevamo fare questo test, ma abbiamo rifiutato, in quanto per
noi è una chiara violazione del regolamento sportivo, che indica precisamente
quando e come si può effettuare prove”, ha dichiarato l’austriaco,
aggiungendo poi un proprio punto di vista sulla prestazione della Mercedes a
Monaco: “Siamo contrariati, quando provi
per tre giorni è normale guadagnare un secondo; sicuramente ne hanno
beneficiato, non hanno avuto problemi di gomme. Non può essere un caso”.
Ancora più dura la reazione
della Sauber, il cui fondatore Peter ha dichiarato esplicitamente di sentirsi
truffato, mentre la Williams ha fatto sapere di non essere stata messa a
conoscenza della possibilità di effettuare il test in questione, così come Lotus
e Force India. La palla passa ora nelle mani della FIA, con Ferrari e Red Bull
che, intanto, hanno già chiesto di poter fare anch’esse ciò che è stato
permesso alla Mercedes, per poter maturare lo stesso grado di conoscenza sul
funzionamento dei pneumatici. Entrambe, infatti, hanno svolto, dopo il GP del
Bahrein, un test a Barcellona, ma, interpretando alla lettera il regolamento, lo
hanno fatto utilizzando le monoposto del 2011, basate su un concetto tecnico differente
da quello attuale.
Dalla Mercedes, nel
frattempo, Niki Lauda minimizza la situazione, affermando che anche alla Red
Bull è stato proposto lo stesso test, ma non sono stati sufficientemente veloci
nell’accettarlo: “Ho scommesso con Marko
50€ che non ci sarà alcuna conseguenza per noi”, ha concluso l’austriaco.
martedì 14 maggio 2013
Domenicali: “Le gerarchie non cambieranno”
Il GP di Spagna rappresenta
da diversi anni l’atteso primo punto di svolta per le scuderie di Formula 1,
soprattutto per quelle che hanno iniziato la stagione con il piede sbagliato, e
sperano nella massiccia dose di aggiornamenti tecnici che solitamente viene
portata a Barcellona per risollevarsi.
La gara di domenica scorsa
avrebbe dovuto portare una scossa soprattutto alla McLaren, che però non ha
risposto positivamente alle attese, ma anche, in misura minore, alla Ferrari,
chiamata a reagire dopo il passo falso del Bahrein, e alla Mercedes, sempre
alle prese con l’anomalo consumo dei pneumatici. Se per il team di Maranello la
vittoria di Alonso ha mostrato le grandi capacità della F138, per Ross Brawn e
soci la trasferta spagnola non è servita a risolvere i propri problemi. Con
meno pressione si sono invece presentate al Montmelò Lotus e Red Bull, ma c’è
da dire che i campioni del mondo hanno visto sgretolarsi, insieme alle gomme, alcune
delle certezze che hanno contraddistinto il triennio d’oro della scuderia di
Milton Keynes.
Gerarchie che peraltro,
secondo Stefano Domenicali, responsabile della Ferrari, difficilmente
cambieranno di molto con il passare dei gran premi: “Il GP di Spagna è stato a mio avviso molto importante per osservare il
salto prestazionale di ogni squadra, soprattutto perché da qui a fine luglio
non vedremo più di due o tre step importanti nello sviluppo delle macchine”.
Il motivo, subito spiegato dall’ingegnere imolese, è molto semplice: “Saremo tutti costretti a concentrarci sulla
vettura del prossimo anno, perché in quel caso se troveremo buone soluzioni i
miglioramenti non saranno di due o tre decimi, ma di due o tre secondi”.
Impossibile, con le vetture
e i motori attuali, arrivati alla fine del loro naturale ciclo di sviluppo,
ottenere aumenti consistenti delle prestazioni: “Dopo tanti anni con le stesse regole, è difficile raggiungere grandi
miglioramenti, infatti a Barcellona è sembrato quasi che si sia verificato per
tutti un passo avanti in egual misura”.
Discorso diverso per quanto
riguarda le gomme Pirelli, finite nuovamente nel ciclone dopo la non esaltante
prova offerta in Spagna, culmine di un mare di critiche arrivate già dalla
prima gara. L’azienda italiana ha fatto sapere che a partire dal GP del Canada,
in programma il 9 giugno, metterà a disposizione delle squadre pneumatici di
diversa realizzazione. Una decisione che, oltre a limitare il numero di
pit-stop, potrebbe determinare un cambiamento dei rapporti di forza fra i team,
con la Red Bull che, in difficoltà sotto questo punto di vista, più volte si è
lamentata della scarsa durata delle coperture italiane.
Federico Fadda
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