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giovedì 1 luglio 2010

Quanti bonus ancora per Hamilton?

"La Fia sta facendo un lavoro incredibile permettendoci di gareggiare quest'anno". Parole e musica firmate Lewis Hamilton. Evidentemente non pago di aver messo in pista l’ennesima furbata a danno dei colleghi, il pilota della McLaren ha pensato bene di rincarare la dose. Come? Ringraziando, fra le righe, coloro che ancora una volta, l’ennesima, gli hanno perdonato la marachella con un semplice schiaffetto sulle mani, e forse la raccomandazione di non fare più bambinate come questa. Un buon proposito, peccato che molti sono pronti a scommettere che quella di Valencia non sarà l’ultima manovra spocchiosa di Hamilton, convinto, a ragione, pare, che i circuiti siano casa sua, e di conseguenza di poter fare il proprio comodo. E’ recidivo, Lewis, e alla luce di questo sconcerta ancor di più che in Federazione non si decidano a fargli abbassare la cresta e riportarlo con i piedi per terra.
Da quando è entrato in Formula 1, l’inglese si è reso protagonista di tante, ormai troppe, manovre irregolari, alcune punite, altre no, e forse non abbastanza. A partire dalla vicenda Spy-story del 2007, quando ammette di essere a conoscenza del fatto che la McLaren ha rubato i progetti della monoposto Ferrari, e nonostante ciò non viene sanzionato; sanzione che gli viene invece comminata a Spa nel 2008, quando taglia l’ultima chicane per superare Raikkonen, lo lascia ripassare, ma solo per approfittare della scia del finlandese e beffarlo alla curva successiva: 25” di penalità al termine della gara, ai quali reagisce accusando di essere perseguitato(!)
Ma la ciliegina la regala a Melbourne l’anno scorso, quando in regime di Safety Car Trulli esce di pista e Hamilton, regolarmente, lo sopravanza, salvo poi far ripassare Trulli; Jarno non dovrebbe farlo, la manovra non è consentita, e anche in McLaren lo sanno, difatti suggeriscono via radio a Hamilton di agevolare il risorpasso di Trulli. Ma i commissari di gara ascoltano la conversazione fra Lewis e il muretto, quindi quando Hamilton mentirà dicendo di non aver avuto nessun suggerimento dal team, verrà sgamato insieme alla squadra, ma posto semplicemente sotto osservazione.
Fino ad arrivare alle tre, sottolineando tre, ammonizioni ricevute quest’anno in Cina per il corpo a corpo con Vettel in pit-lane, in Malesia per lo zig-zag ai danni di Petrov, e a Montrèal, quando spegne il motore alla fine delle qualifiche e spinge la macchina per evitare di terminare la benzina, cosa che gli sarebbe valsa, ma mai come adesso il condizionale è d’obbligo, una squalifica.
Valencia rappresenta, quindi, solo l’ultima di una lunga serie di furbate che però stanno facendo davvero perdere la pazienza agli altri piloti. Specie perché, ogni volta, Hamilton si presenta davanti alle telecamere giustificandosi e lanciando battute al vetriolo contro il collega di turno, Alonso quasi sempre, con il solito sorrisetto beffardo che lo accompagna. Il sorriso di chi, evidentemente, la sa lunga.

Federico Fadda

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