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venerdì 27 agosto 2010

Libere GP del Belgio, la Ferrari mostra i muscoli: Alonso è il più veloce

Che sia pista allagata o asciutta, il venerdì di prove libere sul circuito di Spa-Francorchamps ha un solo padrone: Fernando Alonso. Il pilota spagnolo ha chiuso la giornata davanti a tutti, con il miglior riscontro cronometrico del pomeriggio in 1’49”032, dopo aver dominato anche in mattinata sotto la pioggia battente, a dimostrazione che davvero nel team di Maranello credono nella rimonta in campionato, e il lavoro fatto in questa direzione sta portando i suoi frutti. Dietro ad Alonso, staccato di 1/10 abbondante c’è Sutil su Force India: un risultato tutt’altro che sorprendente, perché il pilota tedesco ha sempre fatto vedere ottime cose sul tracciato belga; a seguire, Hamilton con una McLaren che sembra aver ritrovato competitività, Kubica sulla Renault per la prima volta provvista di F-Duct, e l’altra Ferrari di Massa, che paga ½ secondo di distacco dal compagno di squadra. In affanno le Red Bull: Vettel è 6°, ma il suo tempo è oltre 6/10 più alto di quello di Alonso, mentre Webber pare in crisi, appena 18° a quasi 3 secondi. Non è andata bene nemmeno alla Mercedes, con Schumacher 12° e Rosberg 13°, mentre è stata una buona giornata per le Sauber: De la Rosa è 8°, Kobayashi 10°.

Dunque indicazioni decisamente positive per la Ferrari: sia in condizioni di bagnato che d’asciutto, la Rossa è parsa ottimamente bilanciata, e sul viso di Alonso si è vista una concentrazione che lascia ben sperare i tifosi del team di Maranello per il resto del weekend. Dove, a giudicare da quel che si è visto oggi, l’antagonista più duro sembra essere Lewis Hamilton, fermo restando che è ipotizzabile un miglioramento della Red Bull, almeno nelle qualifiche.
Che prenderanno il via, con l’incognita meteo, domani alle 14.

Tabella dei tempi della prima sessione
Tabella dei tempi della seconda sessione

Federico Fadda

mercoledì 25 agosto 2010

Ferrari, Alonso: “Noi ci crediamo, c’è tanta fiducia”. Domenicali: “A Spa nuovi sviluppi aerodinamici”

A due giorni dalle prove libere del Gran Premio del Belgio, in programma domenica prossima sul circuito di Spa-Francorchamps, Fernando Alonso carica la Ferrari in vista degli ultimi due appuntamenti europei del Mondiale: “I risultati di Hockenheim e di Budapest non sono stati importanti soltanto per la classifica dei due campionati ma anche per la fiducia che ci hanno dato. Dobbiamo continuare così”. Le vacanze sono servite a staccare un po’ la spina dopo l’intenso mese di luglio, e lo spagnolo ne ha approfittato “per ricaricare le batterie in vista del finale di stagione, come credo che abbiano fatto tutti: ce n'era bisogno, dopo un mese di luglio particolarmente intenso", spiega Alonso sul sito della Ferrari. "Ora ho molta voglia di tornare in pista ma in maniera positiva, senza nessuna ansia, anzi con tanta tranquillità”.

La 'rossa' è tornata competitiva in Germania e in Ungheria, dove Fernando ha collezionato una vittoria e un 2° posto, tornando così a sperare nel titolo, dato che in classifica ora solo 20 punti lo distanziano da Webber. "I risultati di Hockenheim e di Budapest non sono stati importanti soltanto per la classifica dei due campionati ma anche per la fiducia che ci hanno dato. Dobbiamo continuare così”. E ancora: "Siamo soddisfatti di quello che abbiamo fatto finora - le parole del due volte iridato - abbiamo fatto gare buone, gare non tanto buone, abbiamo avuto fortuna e sfortuna, alla fine tutto si bilancia ma siamo ancora in lotta per il campionato". A rendere comunque difficili le cose è la distanza minima fra i piloti che si contendono il titolo "e in queste ultime sette gare si decide tutto; siamo tutti alla pari, è come partire da zero e ci aspettano sette finali". Fondamentale sarà sfruttare al massimo il potenziale della macchina, e su questo Fernando ha le idee chiarissime: "Dovremo vincere dove andiamo forte, arrivare secondi dove non andiamo forte, come in Ungheria, la continuità sarà la chiave per lottare per il Mondiale".

E anche a livello di miglioramenti sulla vettura, la continuità sarà fondamentale, tanto è vero che già a Spa la F10 avrà ulteriori nuovi sviluppi, che Stefano Domenicali si augura saranno sufficienti a stare davanti: “Alla ripresa dopo le ferie ho trovato gente caricata, motivata, con la voglia di andare a Spa e di riprendere la striscia positiva che abbiamo interrotto proprio per le ferie - ha detto il responsabile del team di Maranello - spero che i fatti ce lo dimostreranno. È il momento di dimostrare che le idee che saranno venute in queste settimane di pausa sono valide, perché l'obiettivo è quello di continuare a migliorare la macchina gara dopo gara in ogni dettaglio. La macchina avrà un ulteriore piccolo miglioramento nella prestazione legato all'aerodinamica. Spero basti, perché anche le altre macchine porteranno degli sviluppi, speriamo siano più piccoli”.

Infine Alonso butta un occhio anche alla gara successiva al GP del Belgio, ovvero l’attesissimo, per i tifosi della Ferrari, Gran Premio d’Italia a Monza, il 12 settembre: “l'appuntamento di Monza sarà per me qualcosa di speciale, considerato che rappresenterà il mio debutto agonistico da ferrarista davanti al pubblico italiano, per di più su un circuito così importante per la storia dell'automobilismo”.

Federico Fadda

lunedì 23 agosto 2010

L’Università della Formula 1: Spa-Francorchamps, l’esame di laurea per i campioni

E’ IL circuito per eccellenza, quello dove il talento, anche in una Formula 1 dove le auto spesso sembrano guidate da un pilota automatico, fa davvero la differenza tra un asso del volante e un semplice mestierante.
In poche parole, il tracciato di Spa-Francorchamps è il più bello e tecnicamente più difficile del calendario, insieme alla pista giapponese di Suzuka. Rettilinei, curve veloci e lente, tornanti, cambi di pendenza; nei suoi 7.004 metri, il tracciato belga offre tutto questo, una sfida varia e continua, che si sviluppa nella cornice boschiva della foresta delle Ardenne, un piccolo paradiso naturale, degno sfondo di questa pista da leggenda, che ha visto vincere grandi assi di questa categoria: da Ascari a Farina, Fangio, Surtees, Brabham, Prost, Mansell, fino ad arrivare a piloti che a Spa sono stati veri e propri padroni di casa, come Clark e Raikkonen che vi hanno vinto ben 4 volte, e Ayrton Senna che ha trionfato in 5 occasioni. Ma soprattutto Michael Schumacher, che vi ottenne la sua prima vittoria in carriera, nel ’92, e in totale vanta 6 affermazioni, una delle quali resterà negli annali fra le rimonte più appassionanti che la F1 ricordi; partito 16esimo, Schumi girò per 25 giri su tempi da qualifica, superando chiunque si trovasse davanti, e trionfando indisturbato.

Un vero palcoscenico per grandissimi, dunque, dove le difficoltà iniziano subito dalla prima curva, il tornante La Source, una ghiotta occasione di sorpasso, spesso però teatro di errori e incidenti, il più clamoroso dei quali avvenuto nel 1998: all’uscita del tornante, la McLaren di David Coulthard si intraversò, finendo per attraversare orizzontalmente la carreggiata, urtare il muro e coinvolgere in una spettacolare carambola circa la metà delle vetture dello schieramento.
All’uscita dalla Source ci si immette in un breve rettilineo, che conduce a quella che viene considerata unanimemente la curva più bella, difficile e adrenalinica del campionato: la mitica Eau Rouge, che si sviluppa in salita, con una compressione che blocca lo stomaco, e viene percorsa senza staccare il piede dall’acceleratore; nel 2007 Fernando Alonso vi superò Hamilton al termine di un meraviglioso testa a testa, senza cedere di un millimetro e lasciando Lewis a bocca aperta.
A questa segue il lungo rettifilo del Kemmel, nel quale si scaricano sull’asfalto tutti i cavalli del motore, si può sfruttare la scia della monoposto che sta davanti per effettuare sorpassi, e al termine del quale si stacca a oltre 300 Km/h, dove viene rilevato il tempo del primo settore. Qui nel 2000 Mika Hakkinen si rese protagonista di un sorpasso memorabile ai danni di Michael Schumacher: il tedesco scelse di doppiare la BAR di Zonta passando all’esterno, ma venne beffato dal finlandese che lo seguiva in scia, il quale si sbarazzò di Zonta superandolo all’interno, e ritrovandosi alla staccata davanti alla Ferrari. Una manovra che fece balzare dalla poltrona il pubblico della Formula 1.

Alla fine di questo rettilineo si affronta l’impegnativa chicane Les Combes, seguita dalla curva Malmedy, in uscita dalla quale si arriva al tornante Rivage, altra possibile occasione di sorpasso. Dopo un’altra rapida curva a sinistra si arriva ad un breve rettilineo, che nel 1998 vide il famoso tamponamento di Schumacher a Coulthard, che rallentò di proposito per indurre Michael all’errore. Dopo essere tornato ai box su una Ferrari menomata di una ruota, il tedesco si fiondò inferocito al box McLaren per una “resa dei conti” con Coulthard, ma fu fermato da Todt e Domenicali.

Da qui ci si immette nella Pouhon, un’altra curva decisamente appassionante da affrontare quasi in pieno, che conduce verso la variante Fagnes, nella quale ci si immette dopo aver staccato sui 300 km/h; si arriva così al secondo intermedio, che viene rilevato in corrispondenza della curva Stavelot, in uscita dalla quale si apre completamente la farfalla del gas percorrendo due rettilinei raccordati da una leggera curva a sinistra, al termine dei quali si affronta la veloce Blanchimont, fino ad arrivare all’ultima variante, la celebre Bus stop: così chiamata perché si trova in corrispondenza di una fermata di autobus, è stata modificata più volte nel corso degli anni, ma ha sempre mantenuto la caratteristica di consentire quel tentativo di sorpasso che potrebbe anche rivelarsi decisivo, trattandosi dell’ultima curva prima del traguardo. Nel 2008 Hamilton la tagliò nel tentativo di sorpassare Raikkonen a pochi giri dal termine, si aggiudicò la corsa, ma venne penalizzato in seguito, perdendo la vittoria.
Tutto questo è Spa-Francorchamps, benvenuti nella leggenda!

I Primati del circuito
In prova: J.Trulli (Toyota) – 1’44”503 (2009)
In gara: S.Vettel (Red Bull) – 1’47”263 (2009)
Sulla distanza: K.Raikkonen (Ferrari) – 1h20’39”066 (2007)

Così nel 2009
1- Raikkonen (Ferrari)
2- Fisichella (Force India)
3- Vettel (Red Bull)
4- Kubica (BMW Sauber)
5- Heidfeld (BMW Sauber)
6- Kovalainen (McLaren)
7- Barrichello (Brawn)
8- Rosberg (Williams)
9- Webber (Red Bull)
10- Glock (Toyota)

Il Gran Premio in tv
Sabato: Rai2 – Qualifiche ore 13.55
Domenica: Rai1 – Gara ore 13.55

Federico Fadda

sabato 7 agosto 2010

Alonso: "Campionato aperto, a Spa si riparte da zero"

Nonostante manchino 3 settimane al Gran Premio del Belgio del 29 agosto, Fernando Alonso pensa al campionato anche in vacanza. “Le due settimane di vacanza erano già previste, ma saranno comunque due settimane tese e sarà difficile scollegare la testa dal campionato. Comunque cercherò di pensare al lavoro solo 10 minuti al giorno". Dopo una parte centrale di stagione in cui la Ferrari aveva destato molta preoccupazione per la mancanza di competitività, nel team del Cavallino è stata imboccata “la giusta direzione. La macchina è molto migliorata e ciò mi fa essere più ottimista e ha fatto crescere la fiducia in tutta la squadra. In Belgio avremo ancora qualcosa in più e speriamo che ci faccia migliorare ulteriormente: anche gli altri lo faranno, vorrà dire che dovremo essere più bravi e più veloci di loro nello sviluppo”, ha affermato con convinzione Fernando.

Proprio la ritrovata competitività della Rossa di Maranello ha permesso allo spagnolo di recuperare tanti punti nelle ultime 2 gare e portarsi a -20 dalla vetta, tanto che “dopo le ultime due gare d'agosto il campionato è ancora aperto. Dopo questo break è come se ripartissimo tutti da zero. Faremo di tutto per renderlo il più bello possibile. Rivali? Tutti temibili, chi fa 6-7 podi vincerà il campionato: l'importante è avere continuità, che fino ad ora nessuno ha mai avuto".

E non poteva mancare un pensiero alla riunione del Consiglio Mondiale della Fia, in programma l’8 settembre, dove verra' discusso il caso del Gran Premio di Germania:"Dobbiamo aspettare la decisione con fiducia, sperando in un esito positivo. A noi piloti e agli ingegneri spetta il compito di rimanere concentrati sulla macchina e sul nostro lavoro, cercando di fare risultato in pista".

Federico Fadda

giovedì 5 agosto 2010

Dopo Budapest, la Formula 1 in vacanza: ma chi va davvero in ferie col sorriso?

Al termine di un luglio intensissimo, con ben 3 Gran Premi nello spazio di 4 settimane, piloti, team e meccanici del circus della F1 possono finalmente tirare il fiato, e godersi delle meritate vacanze. Il prossimo appuntamento è infatti in programma per il 29 agosto, sul leggendario e splendido circuito di Spa-Francorchamps, in Belgio, vera e propria Università dell’automobilismo; ma non tutti potranno godersi le ferie in totale spensieratezza.

A sorridere sicuramente in questo momento sono in 2: Mark Webber e Fernando Alonso, seppure per motivi diversi; l’australiano della Red Bull è reduce da una vittoria superba all’Hungaroring, frutto di una strategia rischiosa, ma che si è rivelata perfetta. Questo successo gli ha inoltre consentito di issarsi in vetta al mondiale, contro i pronostici di molti, probabilmente anche di Horner, che continua a sperare in Vettel. Fernando Alonso invece ha più di un motivo per ridersela di gusto: in 2 gare ha recuperato ben 27 punti sul leader della classifica iridata, la Ferrari è finalmente competitiva, e all’interno del team è il numero 1 indiscusso, perché Massa è fuori dai giochi per il titolo. La questione dei rapporti fra compagni di squadra è spinosa tanto per Webber che per Alonso: alla Red Bull continuano a preferire Vettel, che però sta dando preoccupanti segnali di cedimento psicologico e di nervosismo, di fronte a un compagno di squadra inaspettatamente veloce, forse più di lui. Mentre alla Ferrari, nonostante la superiorità netta di Alonso, i mugugni di Massa potrebbero creare dei problemi, perché il brasiliano non ha gradito di dover cedere la vittoria di Hockenheim allo spagnolo, sebbene Alonso fosse chiaramente più veloce in gara, e molto più avanti in classifica.

Facce sicuramente più scure alla McLaren: dopo la vittoria di Hamilton in Canada, quasi 2 mesi fa, la monoposto di Woking ha avuto un calo prestazionale inspiegabile; i 2 secondi posti ottenuti da Hamilton nelle ultime 4 gare sono un chiaro segnale della bravura del pilota inglese nel tirare fuori dalla macchina il massimo possibile, e anche qualcosa di più, perché nelle stesse condizioni Button fa molta fatica a stare nelle prime 5-6 posizioni, e addirittura in Ungheria si è fatto eliminare in Q2, chiudendo la corsa con un anonimo 8° posto. E il fatto che la Ferrari sia tornata forte, pone le Frecce d’argento come attuale terza forza in pista. In queste condizioni il talento di Hamilton difficilmente basterà.

Peggio se la passano alla Mercedes, alle prese con una vettura che difficilmente a Stoccarda avrebbero immaginato così scarsa; e probabilmente non si aspettavano nemmeno uno Schumacher così in declino dal punto di vista delle prestazioni, al punto di fare assistere il pubblico a manovre folli come quella di Budapest con cui ha messo in pericolo la vita di Barrichello. Le poche luci della stagione le ha regalate Rosberg, ingaggiato con l’obiettivo, da parte del team, di essere il galoppino di Schumi. Invece Nico si è messo a lavorare a testa bassa e senza chiacchiere inutili, e ha regalato a Ross Brawn 3 terzi posti, il massimo ottenibile dalla vettura, peraltro arrivati anche per merito di qualche circostanza fortunata. E le previsioni per il finale di stagione non lasciano pensare a un salto di qualità.

Brutte notizie arrivano per 2 dei 3 team che hanno fatto il loro debutto quest’anno: a parte la Lotus, che sta iniziando a costruirsi un futuro apparentemente più roseo, tira una cattiva aria per Virgin e HRT. Infatti, oltre a non aggiungere nulla allo spettacolo, se non doppiaggi notevolmente più difficoltosi, queste 2 squadre sono alle prese con serie difficoltà economiche che potrebbero decretarne il ritiro prima della fine della stagione. La domanda sorge spontanea: c’era proprio bisogno della loro presenza?

Con 5 piloti racchiusi in 20 punti a giocarsi il mondiale con 7 gare restanti, sarà un finale di stagione ancora pieno di emozioni e colpi di scena; ma i prossimi 2 GP, a Spa e Monza, per qualcuno potrebbero essere un crocevia decisivo, nel bene o nel male.

Federico Fadda

lunedì 2 agosto 2010

In Ungheria trionfo capolavoro di Webber! Alonso gran 2°, Vettel mastica amaro

BUDAPEST, 1 agosto 2010 – Al termine di 70 tiratissimi giri Mark Webber si aggiudica il GP di Ungheria, sul tortuoso circuito dell’Hungaroring. L’australiano vince grazie ad un azzardo strategico, ottenendo vittoria e primato nella classifica iridata, precedendo sul traguardo la Ferrari di uno splendido e coriaceo Fernando Alonso, e l’altra Red Bull di Sebastian Vettel, vittima ancora una volta di se stesso. Per tutti e 3 si tratta di un gran colpo in ottica campionato, dato che Hamilton, leader del mondiale prima di questa gara, si è ritirato per un guasto al cambio. Dopo l’amarezza di Hockenheim, Felipe Massa si è dovuto accontentare del 4° posto.

IL VIA – Come spesso è accaduto quest’anno, le Red Bull non si dimostrano impeccabili allo spegnimento dei semafori: Webber viene infilato da Alonso, autore di un ottimo scatto, e Vettel riesce a difendersi tenendo a fatica la traiettoria interna. Scampato il pericolo alla prima curva però, il tedeschino ha iniziato a girare, in media, un secondo più veloce di Alonso, che costringeva anche Webber a perdere terreno, mentre dietro i primi 3 si scavava velocemente un divario enorme.

L’IMPROVVISO CAOS - Al 15° giro l’episodio che dà la svolta alla gara; un episodio che in prima battuta sembrava addirittura poter regalare il primo posto ad Alonso. Un pezzo di alettone rimasto in traiettoria sulla pista ha costretto all’ingresso la Safety Car: i primi sono rientrati alla svelta (Vettel tagliando addirittura la linea bianca dell’ingresso in pit-lane), a parte Webber, che ha proseguito. Lo spettacolo l’hanno dato però i vari meccanici: quelli della Mercedes hanno montato male la posteriore destra sulla vettura di Rosberg, che quando è ripartito l’ha vista volare via e rimbalzare pericolosamente fra i meccanici, fino a colpirne uno della Williams (per il poveretto fortunatamente nessuna conseguenza seria); alla Renault, invece, l’addetto alla paletta ha dato il via a Kubica proprio mentre Sutil stava entrando nella sua piazzola: il contatto è stato inevitabile, e anche in questo caso la fortuna ci ha messo del suo, perché nessuno si è fatto male.

VETTEL, CHE ERRORE! – Poco prima della ripartenza della corsa, mentre la Safety Car si apprestava a rientrare, Vettel ha rallentato troppo, lasciando spazio fra sé e Webber oltre il limite consentito dal regolamento; il risultato è stato quello di beccarsi un drive-through di penalità, lasciando a quel punto strada libera a Webber per la vittoria.

FULMINE MARK - L’australiano, infatti, tenendo le gomme morbide fino al 44° giro, ha girato come un forsennato fino a ottenere quel vantaggio su Alonso sufficiente a farlo rientrare al comando dopo la sosta. Mentre Hamilton si era già ritirato per la rottura del cambio, l’attenzione si spostava a quel punto su Alonso e Vettel; quest’ultimo, furioso per la penalità, ha cercato invano di sopravanzare lo spagnolo al secondo posto, ma in fondo al rettilineo del traguardo, unico punto in cui poter tentare un attacco, Fernando riusciva sempre a tenerlo a buona distanza.

SCHUMI, COSI’ NO! – Con il podio già assegnato, l’ultimo brivido alla gara l’ha dato Michael Schumacher, anche se per motivi tutt’altro che apprezzabili. Il tedesco, insidiato da Barrichello che era più veloce di lui, nel difendersi dall’attacco del brasiliano sul rettilineo del traguardo lo ha stretto follemente verso il muro a destra, e solo un miracolo ha fatto sì che Rubens non ci si spalmasse contro. Un episodio di una gravità inaccettabile, come sottolineato dallo stesso Barrichello, che ha definito Michael “un pazzo”; stesso pensiero che probabilmente hanno avuto in Direzione gara, comminando a Schumacher una penalità da scontare nella prossima gara, a Spa: 10 posizioni in meno sulla griglia di partenza.

Il mondiale ora è totalmente aperto: a giocarselo sono in 5, racchiusi nello spazio di 20 punti, con Alonso, 5°, che ne ha recuperati 27 in 2 gare! La differenza è che ora la Red Bull comanda di nuovo entrambe le classifiche, con Webber in testa a quella Piloti.

Federico Fadda

Ordine d'arrivo
Classifica Piloti
Classifica Costruttori

domenica 1 agosto 2010

WEBBER fa il bello e il cattivo tempo. Ottimo ALONSO, tiene dietro un VETTEL nervoso.


BUDAPEST (Ung) - Un dominio talmente netto da lasciare l'intero circus delle Formula 1 a bocca asciutta: Webber prima soffre un po', dopo balza in testa grazie anche all'ingresso della Safety Car e vola indisturbato verso il traguardo. Tutto facile, trionfo ampiamente meritato: la superiorità della Red Bull sull'asfalto dell'Hungaroring non ammette discussioni. Soltanto Alonso è in grado di contrastare la RB6, tenendo dietro Vettel, ancora lontano dalla piena maturità. Di seguito, ecco le pagelle della 12^ tappa del Mondiale 2010.

WEBBER e la RED BULL, VOTO 10: il pilota australiano non parte bene, sul lato sporco della pista, e si fa infilare da Alonso, ma i suoi 43 giri con le gomme morbide a un ritmo forsennato, gli consentono di dominare in assoluta tranquillità la gara. Freddo, preciso, dolce nell'affrontare i tratti più tortuosi del circuito, mette in fila tutti, potendo contare su una monoposto perfetta nell'aerodinamica, così come nell'impianto frenante. Motore e affidabilità si commentano da soli. Ottima la scelta della squadra di far proseguire Webber quando la Safety Car fa il suo ingresso in pista.

ALONSO, VOTO 9: una grande partenza e un ritmo notevole, per una Ferrari che oggi più di così non poteva spingere. La sua "vittoria" è aver tenuto dietro l'indemoniato Vettel per tutta la seconda metà di gara. Malgrado una monoposto più lenta, il tedesco non è mai riuscito a metterlo in difficoltà.

KOBAYASHI, VOTO 8: parte dalle ultime posizioni e riesce in una bella rimonta che lo porta in zona punti, al nono posto. Davvero un ottimo risultato per lui e per la Sauber.

PETROV, VOTO 7: Kubica è stato fatto fuori ai box e lui tiene alto l'onore della Renault con un bel quinto posto. Questo circuito gli piace da morire.

VETTEL, VOTO 5: ancora una volta ha il Gp in pugno e lo spreca malamente con una manovra sconclusionata per rientrare ai box e con una "furbata" con cui cerca di favorire il compagno in testa dietro alla Safety Car. Almeno stavolta, le regole valgono per tutti (non solo per la Ferrari) e la penalità lo costringe a un terzo posto poco gradito.

TECNICI RENAULT e MERCEDES, VOTO 2: nel caos totale scatenatosi in seguito all'ingresso della Safety Car in pista, i tecnici di Renault e Mercedes si fanno prendere dal panico e di fatto mandano ko i propri piloti. Prima Rosberg deve osservare la sua posteriore destra rimbalzare pericolosamente per tutta la pit lane, a causa di un montaggio che definire da principianti è un eufemismo; subito dopo, Kubica viene tradito dal lollipop sollevato in anticipo, proprio quando la Force India di Sutil sta entrando nel proprio pit: lo scontro è inevitabile. Che "principianti".

Samuele Sassu