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lunedì 2 agosto 2010

In Ungheria trionfo capolavoro di Webber! Alonso gran 2°, Vettel mastica amaro

BUDAPEST, 1 agosto 2010 – Al termine di 70 tiratissimi giri Mark Webber si aggiudica il GP di Ungheria, sul tortuoso circuito dell’Hungaroring. L’australiano vince grazie ad un azzardo strategico, ottenendo vittoria e primato nella classifica iridata, precedendo sul traguardo la Ferrari di uno splendido e coriaceo Fernando Alonso, e l’altra Red Bull di Sebastian Vettel, vittima ancora una volta di se stesso. Per tutti e 3 si tratta di un gran colpo in ottica campionato, dato che Hamilton, leader del mondiale prima di questa gara, si è ritirato per un guasto al cambio. Dopo l’amarezza di Hockenheim, Felipe Massa si è dovuto accontentare del 4° posto.

IL VIA – Come spesso è accaduto quest’anno, le Red Bull non si dimostrano impeccabili allo spegnimento dei semafori: Webber viene infilato da Alonso, autore di un ottimo scatto, e Vettel riesce a difendersi tenendo a fatica la traiettoria interna. Scampato il pericolo alla prima curva però, il tedeschino ha iniziato a girare, in media, un secondo più veloce di Alonso, che costringeva anche Webber a perdere terreno, mentre dietro i primi 3 si scavava velocemente un divario enorme.

L’IMPROVVISO CAOS - Al 15° giro l’episodio che dà la svolta alla gara; un episodio che in prima battuta sembrava addirittura poter regalare il primo posto ad Alonso. Un pezzo di alettone rimasto in traiettoria sulla pista ha costretto all’ingresso la Safety Car: i primi sono rientrati alla svelta (Vettel tagliando addirittura la linea bianca dell’ingresso in pit-lane), a parte Webber, che ha proseguito. Lo spettacolo l’hanno dato però i vari meccanici: quelli della Mercedes hanno montato male la posteriore destra sulla vettura di Rosberg, che quando è ripartito l’ha vista volare via e rimbalzare pericolosamente fra i meccanici, fino a colpirne uno della Williams (per il poveretto fortunatamente nessuna conseguenza seria); alla Renault, invece, l’addetto alla paletta ha dato il via a Kubica proprio mentre Sutil stava entrando nella sua piazzola: il contatto è stato inevitabile, e anche in questo caso la fortuna ci ha messo del suo, perché nessuno si è fatto male.

VETTEL, CHE ERRORE! – Poco prima della ripartenza della corsa, mentre la Safety Car si apprestava a rientrare, Vettel ha rallentato troppo, lasciando spazio fra sé e Webber oltre il limite consentito dal regolamento; il risultato è stato quello di beccarsi un drive-through di penalità, lasciando a quel punto strada libera a Webber per la vittoria.

FULMINE MARK - L’australiano, infatti, tenendo le gomme morbide fino al 44° giro, ha girato come un forsennato fino a ottenere quel vantaggio su Alonso sufficiente a farlo rientrare al comando dopo la sosta. Mentre Hamilton si era già ritirato per la rottura del cambio, l’attenzione si spostava a quel punto su Alonso e Vettel; quest’ultimo, furioso per la penalità, ha cercato invano di sopravanzare lo spagnolo al secondo posto, ma in fondo al rettilineo del traguardo, unico punto in cui poter tentare un attacco, Fernando riusciva sempre a tenerlo a buona distanza.

SCHUMI, COSI’ NO! – Con il podio già assegnato, l’ultimo brivido alla gara l’ha dato Michael Schumacher, anche se per motivi tutt’altro che apprezzabili. Il tedesco, insidiato da Barrichello che era più veloce di lui, nel difendersi dall’attacco del brasiliano sul rettilineo del traguardo lo ha stretto follemente verso il muro a destra, e solo un miracolo ha fatto sì che Rubens non ci si spalmasse contro. Un episodio di una gravità inaccettabile, come sottolineato dallo stesso Barrichello, che ha definito Michael “un pazzo”; stesso pensiero che probabilmente hanno avuto in Direzione gara, comminando a Schumacher una penalità da scontare nella prossima gara, a Spa: 10 posizioni in meno sulla griglia di partenza.

Il mondiale ora è totalmente aperto: a giocarselo sono in 5, racchiusi nello spazio di 20 punti, con Alonso, 5°, che ne ha recuperati 27 in 2 gare! La differenza è che ora la Red Bull comanda di nuovo entrambe le classifiche, con Webber in testa a quella Piloti.

Federico Fadda

Ordine d'arrivo
Classifica Piloti
Classifica Costruttori

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