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mercoledì 26 gennaio 2011

Hispania, tante ombre sulla nuova monoposto

Se il buongiorno si vede dal mattino, il 2011 della HRT rischia di essere davvero buio. A meno di una settimana dai primi test stagionali, in programma a Valencia dall'1 al 3 febbraio, la scuderia spagnola è ancora in alto mare nello sviluppo della vettura 2011.

La nostra nuova macchina non sarà pronta per nessuno dei test spagnoli” - (dopo Valencia ci saranno Jerez e Barcellona, ndr.) - ha rivelato in un'intervista al Times of India il neopilota HRT Narain Karthikeyan, spiegando che scenderà in pista con la monoposto 2010 riadattata; la speranza è di avere la nuova macchina per le ultime prove in Bahrain, una settimana prima dell'inizio della stagione. Kathikeyan ha spiegato anche che per la Hispania il cambiamento più grande rispetto alla scorsa stagione sarà l'uso della trasmissione Williams, affermando inoltre che la vettura 2011 non userà il Kers, mentre sarà presente il dispositivo per la regolazione dell'ala posteriore.

Non appena la F111 (questo il nome della HRT 2011) sarà pronta, la utilizzeremo; al progetto stiamo lavorando insieme a diversi ingegneri, circa una quarantina, guidati da Geoff Willis come Direttore tecnico, e da Paul White come Capo progettista”, ha spiegato il Team Principal Colin Kolles, aggiungendo che “l'anno scorso abbiamo iniziato la stagione senza aver mai provato, mentre quest'anno i test in Spagna saranno comunque l'occasione per i nostri piloti di provare le gomme Pirelli”.

Quello della nuova macchina non è l'unico problema in casa Hispania; innanzitutto continua a slittare la decisione sul pilota da affiancare a Karthikeyan. In un primo momento il prescelto sembrava essere Davide Valsecchi, che aveva era stato il più veloce nei test dello scorso novembre ad Abu Dhabi fra i rookie provati dai team debuttanti nel 2010. Ma il budget messo a disposizione dagli sponsor di Valsecchi non è stato considerato sufficiente da Kolles. Stessa sorte per il 24enne venezuelano Rodolfo Gonzalez.

Per finire, il team spagnolo deve anche fare i conti con una sorta di “fuga” di personale. L'ultimo in ordine di tempo è Xevi Pujolar, approdato nel 2010 dalla Williams, dove aveva lavorato con Webber, Montoya e Ralf Schumacher, e fresco di ritorno proprio nella scuderia di Sir Frank e Patrick Head come ingegnere di macchina di Pastor Maldonado.
Prima di lui, ad abbandonare una nave sempre sul rischio di affondare è stata l'addetta stampa Tabatha Valls, che ha preferito addirittura la Virgin.

Federico Fadda (422race.com)

martedì 18 gennaio 2011

Ad Abu Dhabi esame pioggia per le gomme Pirelli

Su un tracciato bagnato artificialmente con 18.000 litri d'acqua, la Pirelli ha affrontato, in notturna, la prova pioggia ad Abu Dhabi. Le gomme "wet" del costruttore di pneumatici italiano presentavano scanalature profonde, che le rendono simili a delle normali gomme per vetture stradali; con la differenza che, rispetto a queste ultime, consentono di evacuare oltre 60 litri d’acqua al secondo a una velocità di 300 km/h, ovvero una quantità sei volte superiore.

Per il test è stata usata una configurazione della pista più corta (3.100 metri) rispetto a quella impiegata per il gran premio (5,5 km). Al volante della Toyota TF109 del 2009 utilizzata per il collaudo c'era Pedro de la Rosa: lo spagnolo, malgrado una interruzione per la rottura del cambio, ha percorso 100 giri per un totale di oltre 300 km.

La scelta di Abu Dhabi è stata attentamente ponderata, come ha spiegato Maurizio Boiocchi, responsabile ricerca e sviluppo della Pirelli: "Dovevamo provare in condizioni simili a quelle che potremmo trovare in Malesia, ovvero la pioggia abbinata a temperature elevate. Per questo era inutile provare sul bagnato in Europa, con il freddo. Abbiamo scelto di farlo di sera (dalle 18 alle 24), perché questo impedisce che la pista si asciughi troppo rapidamente".

Questa sera, con le prove dei pneumatici da bagnato intermedio, la Pirelli chiuderà la prima fase dello sviluppo iniziata ad agosto 2010. Finora sono stati percorsi circa 13.000 km sulle piste d’Europa e Medio Oriente. Sempre ad Abu Dhabi, lo scorso fine settimana sono state messe a punto le ultime gomme da asciutto: le supermorbide ("che saranno usate su circuiti tortuosi come Monaco e Budapest", ha spiegato il responsabile del lavoro in pista Paul Hembery) e le morbide.

La prima vera prova del fuoco ci sarà poi a Valencia, dall'1 al 3 febbraio, quando tutti i team del mondiale testeranno le nuove gomme con la configurazione aerodinamica 2011 delle vetture.

Federico Fadda

giovedì 13 gennaio 2011

Massa: "Schumi il più forte. Per il titolo ci sono anche io"

A Madonna di Campiglio è tempo di microfoni anche per Felipe Massa, che nella prima conferenza stampa ufficiale del 2011, lancia la sua sfida per il prossimo campionato. In particolare al suo compagno di squadra, Alonso. "So di non avere disputato una buona stagione l'anno scorso, nella quale ho avuto problemi soprattutto con i pneumatici anteriori, perché non sono mai riuscito a trovare il giusto grip - ha detto il brasiliano - Ma questa è una nuova stagione, con una macchina nuova ed il feeling è già buono. Se potrò guidare come voglio per il titolo posso dire la mia".

Quindi nessuna voglia da parte del brasiliano di recitare il ruolo di comparsa come accaduto la scorsa stagione, almeno a parole. Su una cosa però è d'accordo con il compagno di squadra; cioè quando individua il possibile principale avversario del 2011: "Il più forte? Schumacher per quello che ha vinto è sempre il numero uno - ha concluso Massa -, ma io sono pronto per la battaglia, anche con Alonso. Non mi sento sotto esame, in Ferrari è sempre stato così".

Anche perchè quella che inizierà fra due mesi sarà la stagione del giudizio per Felipe; un'eventuale altra debàcle significherebbe molto probabilmente la fine della sua storia con la Ferrari. Poco importa che il suo contratto scada nel 2012: se a Maranello non si son fatti troppi problemi ad appiedare in anticipo Raikkonen, difficile pensare che non possano ripetersi col brasiliano. Soprattutto se sul mercato ci sarà libero un certo Kubica...

Federico Fadda

"Arrivederci Roma" - Ecclestone boccia il Gp nella Capitale


Poche parole in una lettera, ma pesanti come un macigno: "Non si correrà nessun Gp a Roma". Bernie Ecclestone, patron della Formula 1, boccia definitivamente l'idea di far correre le monoposto per le strade della Capitale nel 2013. In una comunicazione scritta diretta al Sindaco Alemanno spuntano le motivazioni di tale decisione: "Nessuno in Formula 1 vuole correre due Gp nello stesso paese e l'Italia ha già Monza, gara storica e intoccabile". Davvero un brutto colpo per chi già cominciava a pregustare una gara suggestiva nella splendida location dell'Eur. Alemanno si è affrettato a precisare che in ogni caso non si tratta di bocciatura: "Ecclestone ha parlato di un solo Gp in Italia, pertanto non è da escludere che si possa correre sia a Monza che a Roma, a stagioni alterne". Tesi che però difficilmente convincerà chi non vuole (giustamente) rinunciare in nessun caso al circuito più veloce del mondiale, cuore del tifo Ferrari. Se inoltre si prendono in considerazione tutti gli altri paesi che aspettano di ospitare il mondiale (Russia e India in testa), le probabilità di vedere la Formula 1 varcare la soglia della Capitale divengono infinitesimali.

STRANE CONTRADDIZIONI - Che Bernie Ecclestone sia un soggetto singolare non lo si scopre certo oggi. E la sua costante e ostinata ricerca di denaro fresco proveniente da diritti tv e nuovi circuiti in cui la cultura automobilistica sportiva tarda ad insediarsi, sta condizionando pesantemente l'intero Circus della Formula 1. Si corre su circuiti all'apparenza futuristici, ma nei quali non c'è speranza di vedere un sorpasso in gara (Singapore e Abu Dhabi, tanto per fare un esempio). Impianti di straordinaria fattura che tuttavia mettono in evidenza la deplorevole carenza di pubblico. Sponsor fondamentali che, di conseguenza e a ragione, non fanno altro che lamentarsi. C'è una contraddizione in quanto spiegato dal manager scozzese nella lettera ad Alemanno. Suona piuttosto strano che nessuno voglia più correre due Gp nello stesso paese, quando poi si va a controllare il Calendario 2011 e tac! Ecco due gare da correre in Spagna: il 22 Maggio a Barcellona e il 26 Giugno a Valencia. Che Ecclestone non abbia già pronosticato la secessione della Catalogna nella penisola iberica? Allora a questo punto, si potrebbe parlare della gara di Roma come il Gp del Vaticano...

Samuele Sassu

Alonso: "Anche quest'anno saremo in lotta per i titoli"

Prima conferenza stampa ufficiale nel 2011 per Fernando Alonso, intervenuto al Wroom di Madonna di Campiglio. "Mi sento uno dei leader, ma non il leader della squadra". Lo spagnolo si mostra carico in vista della nuova stagione, soprattutto alla luce di come è terminata quella passata. "Anche se non è finita come volevamo, considero eccezionale la scorsa stagione e quest'anno penso che saremo ancora lì, in lotta per titolo Mondiale”, ha detto Fernando, confidando in se stesso e nel lavoro dei tecnici Ferrari.

Le incognite deriveranno, come sempre, dalle novità tecniche e regolamentari, e dalle nuove gomme Pirelli: "La gestione della corsa sarà più complicata, perché con il ritorno del Kers e la l’ala posteriore flessibile c’è il rischio di perder concentrazione durante la gara".

Anche la preparazione fisica dei piloti avrà un ruolo importante, con 20 gare in programma: "La preparazione sarà diversa perché nel 2011 il calendario è lunghissimo e servirà mantenere una forma costante per tutta la stagione con 4 o 5 picchi nei momenti decisivi”.

Alla domanda sui possibili rivali nella corsa al titolo iridato, Fernando risponde con una dichiarazione sorprendente: "Se la Mercedes metterà in pista una macchina di alto livello considero Schumacher il nostro avversario più pericoloso. A parità di mezzi dispone ancora del talento per vincere gare e titolo Mondiale. Per quanto riguarda Vettel sarà più tranquillo visto che un Mondiale lo ha già vinto, e credo che farà meno errori rispetto al passato".

Tornando alla Ferrari, quest’anno Massa è chiamato a riscattare il pessimo 2010, e in proposito Alonso mette a tacere alcune chiacchiere. "Sul rapporto tra me e Felipe ho letto tante cose sbagliate. Abbiamo un buon rapporto, giochiamo a poker assieme e collaboriamo per lo sviluppo della macchina. Lui deve completare il mio lavoro e io il suo. E' come se fossimo un solo pilota diviso in due".

Nella speranza che nel 2011 la Ferrari si trovi a correre con due piloti effettivi, anziché con uno solo come nel 2010.

Federico Fadda

mercoledì 12 gennaio 2011

Domenicali: "Ferrari supercompetitiva per vincere entrambi i titoli"

Stefano Domenicali fissa gli obiettivi di Maranello per il 2011, anche se a dire il vero alla Ferrari non si può far altro che puntare alla vittoria: “Nel 2010 abbiamo sfiorato il titolo Piloti con Alonso e siamo giunti terzi nel campionato Costruttori: l’obiettivo per il 2011 è molto semplice da dire quanto difficile da raggiungere, vale a dire fare un passo avanti nella classifica Piloti e due in quello Costruttori” ha dichiarato il responsabile della Rossa. “Questi devono essere i nostri obiettivi perché siamo la Ferrari. Per riuscirci vogliamo avere una macchina supercompetitiva da subito e che sia anche affidabile: sappiamo che dovremo essere perfetti, anche nell’interpretazione degli eventi che si possono verificare in un weekend di gara, perché in uno scenario in cui ci sono avversari così forti e numerosi questa è la condizione per poter aspirare a vincere”.

La nuova monoposto verrà presentata il 28 gennaio a Maranello per poi conoscere l’asfalto in occasione di alcune riprese promozionali sul circuito di Fiorano. Ma il battesimo agonistico avverrà l’1 febbraio sul circuito di Valencia, quando si inizierà a fare sul serio con i test a cui parteciperanno tutti i team del mondiale. Il primo pilota al volante sarà Alonso, che saggerà la nuova Ferrari nei primi due giorni, per poi cedere il volante della monoposto al compagno di squadra Felipe Massa nella terza giornata di prove .
Tra l’altro quella che verrà presentata a Maranello sarà una macchina “molto diversa da quella che debutterà il 13 marzo in Bahrain” ha proseguito Domenicali. “Noi, come del resto penso faranno anche gli altri, continueremo a sviluppare la vettura fino all’ultimo giorno disponibile”.

A Valencia ci sarà il debutto anche della nuova gerarchia tecnica della Rossa, con Pat Fry nuovo responsabile dell’ingegneria di pista. “Da tempo pensavamo di migliorare la squadra in alcune aree quindi la decisione non è stata presa d’impulso dopo Abu Dhabi. Semmai c’è stata solamente un’accelerazione” he detto Domenicali. “Pat avrà la responsabilità di gestire tutte le attività in pista sia dal punto di vista tecnico che per quanto riguarda i piloti. Per farlo avrà anche il supporto degli strumenti che saranno predisposti e migliorati dal nuovo reparto Sviluppo Strategie Operazioni, guidato da Neil Martin, che si occuperà di migliorare l’integrazione fra simulatore, galleria del vento e ufficio tecnico. Non ci saranno altri cambiamenti”.

Federico Fadda

Le aspettative di un ferrarista dopo la Waterloo d'Oriente


Sono passati quasi due mesi da quella domenica che per tutti i ferraristi verrà ricordata come il 5 Maggio, la Waterloo del Medio Oriente. Abu Dhabi perde ogni fascino futuristico (sulla spettacolarità del tracciato stendiamo un velo pietoso) e si trasforma nel capolinea di una stagione per certi versi straordinaria, per altri fallimentare. La Ferrari come (o peggio?) di Napoleone, bramante di vittoria, si condanna con le proprie mani, gettando al vento un Mondiale piloti ormai in tasca, nel peggiore dei modi possibile. Non a causa di un duello epico con gli avversari, dal quale si può sempre uscire sconfitti con onore, inchinandosi a chi ha prevalso. Bensì per un clamoroso errore di strategia "degno" di una squadra debuttante, per aver fatto la gara pensando esclusivamente a un diretto concorrente (Webber) peraltro mai sostenuto dal proprio team, la Red Bull, ben più propensa a favorire un giovane "rampollo" tedesco (Vettel), desideroso di succedere al trono di un altro imperatore prussiano dal passato glorioso e di ferrarista memoria, ma dal presente a tratti ridicolo e fuori luogo (Michael Schumacher).

La strategia, quella che tante battaglie ha fatto vincere nel corso della storia, anche in condizioni di netta inferiorità, tradisce un Alonso comunque eccezionale per un primo anno in rosso contrassegnato da vittorie, grande impegno e qualche evitabilissimo errore, ahimè. Un pit stop anticipato, il traffico, l'ansia e la clamorosa caduta nell'ultima gara dell'anno. Comincia la favola del campione del mondo Vettel, con Ecclestone a inebriarsi di una Formula Uno in cui, guarda caso, vince sempre un suo prediletto. E comincia anche il terremoto ferrarista che tanto fa rimpiangere i tempi passati. Ah quanto mancano Jean Todt e Ross Brawn. Un pragmatico in testa alla squadra e un geniale stratega al muretto dei box. Un team in perfetta sinergia, pochi errori e tanti trionfi, quasi a rendere ogni gara quasi scontata.

Di chi è la colpa? Di Domenicali, non in grado di gestire una squadra importante come la Ferrari. Di Chris Dyer, diretto responsabile della "tragica" sosta ai box. Dell'intero team, che sembra aver perso quella forza e quell'unione che spesso ha dato alla rossa quei "cavalli" in più per battere gli avversari. Qui però non siamo in tribunale. Poco conta chi ha sbagliato e chi no. I risultati, quelli sì che contano. E anche nel 2010 si è vista una Ferrari partita a spron battuto, ridimensionata già a partire dalla seconda gara e costretta a inseguire per mesi una Red Bull assolutamente superiore, ostacolata soltanto da una lotta interna che in più di un'occasione ha rischiato di compromettere la stagione. Nel 2011 a Maranello dovranno cambiare tante cose, perché dopo tre anni di cocenti sconfitte, non è più accettabile partire in ritardo, ripetere errori e ritrovarsi a rincorrere alla disperata, aumentando in maniera esponenziale il rischio di mandare all'aria ogni progetto di vittoria. Dubai come Waterloo, forse è giusto così: la vittoria di Vettel è il meritato premio per la macchina più competitiva del mondiale e per un giovane che, impulsività a parte, vincerà ancora in Formula Uno. Magari proprio in Ferrari, chi lo sa...

Samuele Sassu