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domenica 29 agosto 2010

Hamilton, vittoria da campione. Webber merita i galloni di prima guida Red Bull; Vettel, è ora di crescere. Ferrari, ennesima stecca

Hamilton 9,5 – Giù il cappello di fronte a una gara condotta con grande maturità; al via fa un sol boccone di Webber e scappa, inutilmente inseguito dal compagno di squadra Button (voto 7), ma disturbato solo dal meteo dispettoso. Mezzo voto in meno per l’errore a Rivage che stava per costargli molto caro. Ma se in certe circostanze riesci a non spalmarti sul muro, forse vuol dire che è l’anno buono.

Webber 8 – Alla Red Bull forse farebbero meglio a lasciare le pole agli avversari; come Vettel altre volte, nemmeno lui è pronto al via, e viene inghiottito da chi lo seguiva. Poi però si ricompone e mette giù una gara attenta, approfitta dell’errore di Kubica, e si prende un 2° posto che lo mette in posizione di forza nel team. Preferenze interne permettendo.

Kubica 8,5 – La Renault si presenta a Spa giovata dall’F-Duct, ma se fra lui e Petrov c’è un abisso, un motivo ci sarà. Anche lui guida molto bene in una gara incerta, e il 2° posto sarebbe stato quasi certamente suo, se al secondo pit non si fosse distratto. Ma riguardo a Robert resta sempre una domanda: perché non guida per un top team? Boh…

Alonso 5,5 – Era convinto di poter fare il colpaccio, ma la Ferrari non si è rivelata all’altezza delle precedenti apparizioni, e purtroppo nemmeno lui. La tamponata di Barrichello non è certo colpa sua, ma la scelta delle gomme al primo pit-stop, e il testacoda a Rivage che lo ha mandato ad autografare le barriere, sono solo gli ultimi 2 errori di una serie troppo lunga, per un campione come lui. Rimandato all’anno prossimo, visto che il Mondiale 2010 non è più affar suo.

Vettel 4 – Talento ne ha tanto, immaturità anche. Stavolta, almeno, ammette candidamente che in occasione dell’incidente con Button l’errore è tutto suo; peccato perché non stava correndo affatto male, e con la pioggia battente avrebbe potuto anche vincere. Ma ora i punti di distacco dalla vetta sono diventati 32, e, peggio, quelli che lo tengono lontano da Webber 28; se il Mondiale per lui non è ancora finito, poco ci manca.

Ferrari 5 – Come tante altre volte, al momento di piazzare il colpo buono, a Maranello perdono la bussola, vanificando quanto fatto di buono in Germania e Ungheria. Certo, non si possono addossare al muretto le colpe di chi va in pista (Massa 6,5: lineare, non fa errori, ma non è mai incisivo), ma Monza diventa l’ultima occasione per riscattarsi e continuare a sperare; altrimenti neanche questa stagione porterà gioie finali in casa Ferrari. E, di questo, qualcuno le colpe dovrà addossarsele.

Federico Fadda

Hamilton: “Bel weekend, ma gara dura”. Webber: “Risultato buono per il campionato”. Domenicali: “Peccato, ma non molliamo”

Spa (Belgio) - Sorride soddisfatto Lewis Hamilton, al termine del vittorioso GP del Belgio; un successo che lo riproietta di nuovo in vetta alla classifica. “E' stato un weekend molto bello, ma la gara è stata dura”. Le condizioni meteo hanno complicato molto le cose: “con la pioggia non sapevo quanto potevo spingere, perché se un punto era asciutto, quello seguente poteva essere bagnato; ma anche alla fine ho dovuto solo badare a controllare”; un successo colto anche con un pizzico di fortuna: “si, quando sono andato fuori a Rivage qualcuno mi ha salvato”. La McLaren sembra tornata in forma: “la macchina era ottima, durante la pausa il team ha fatto un gran lavoro, possiamo dire la nostra”.

Si mostra contento anche Mark Webber, nonostante una vittoria forse sfuggita a causa di una cattiva partenza: “ho avuto un problema nel giro di ricognizione, e non sono riuscito a risolverlo, così questo mi ha fatto partire male”. A quel punto la gara “si è molto complicata, trovarsi dietro agli altri è stato difficile; sono riuscito a superare Massa, poi Robert davanti a me stava correndo bene, e sono stato fortunato a superarlo al secondo pit-stop”. Un secondo posto che comunque “considerato quanto sia stata strana la gara va bene per il campionato, è molto facile sbagliare e perdere punti”.

Ottimo 3° posto per Robert Kubica, raggiante per una gara “bella, ma indecifrabile; sono riuscito sempre ad avere un buon controllo della macchina”. Poi l’episodio che gli è costato il 2° posto: “stavo apportando una modifica all’assetto tramite il volante, così mi sono distratto e sono arrivato leggermente lungo al pit”. La Renault ha fatto vedere un gran passo avanti: “l’F-Duct ci ha aiutato molto, ma a Monza credo sarà dura per noi, anche se non è facile fare previsioni”.

Musi lunghi in casa Ferrari, ma Stefano Domenicali mostra di crederci anche al termine di una gara “purtroppo sfortunata, i cambiamenti climatici non ci sono stati favorevoli come speravamo”. Forse dai piloti ci si poteva aspettare qualcosa di più, ma per Domenicali “Massa è stato bravissimo a non fare errori nel caos generale, mentre Fernando non ha certo colpe sul tamponamento di Barrichello; poi alla fine stava spingendo molto, e in queste condizioni un errore ci può stare”. Ora il Mondiale diventa difficile “ma noi abbiamo l’obbligo di crederci comunque, perché oggi è andata male a noi, alla prossima potrebbero inciampare i nostri avversari”.

Federico Fadda

SPA E' ROBA PER HAMILTON. ALONSO FLOP. WEBBER E' LI'



SPA (Belgio) - Lewis Hamilton non ha paura del folle tempo di Spa: domina sull'asciutto, dà prova di stile sul bagnato e conquista la gara sul circuito più spettacolare e difficile del campionato, balzando in testa alla classifica iridata. Il week end belga è come sempre condizionato dall'instabilità meteorologica, manco si corresse ai tropici. Partenza "asciutta", pioggerella al secondo giro, condizioni regolari del tracciato fino a cinque giri dal traguardo, quando si deve passare dalle slick alle heavy rain. E la Ferrari? Nuova grande delusione, dettata un po' dalla sfortuna, un po' dalle (solite) strategie sbagliate. Si salva Massa, quarto, crolla Alonso, ko per un errore da principiante. Secondo Webber, terzo Kubica, mentre Vettel sperona Button e conferma ancora una volta la scarsa maturità.

DOMINIO ASSOLUTO - Aiutato in partenza dall'esitazione della Red Bull di Webber in pole position, Hamilton si è preso fin dalla prima curva la testa della gara e ha staccato il resto del gruppo con tempi eccezionali e una tranquillità disarmante. Per niente impensierito dai leggeri scrosci di pioggia subito dopo lo start, il pilota inglese ha dimostrato di meritare la testa della classifica iridata: dominare a Spa in tutte le condizioni è roba da fenomeni (chiedere al vecchio Schumacher). Per lui un'unica sbavatura al 35' giro, quando su pista umida la sua McLaren va lunga e arriva a pochi centimetri dalle barriere. Fortuna? Non proprio: reattività e classe, queste sì. Terza vittoria stagionale e sorpasso in classifica su Webber: week end magico.

FERRARI FLOP - Un film già visto: grandi prestazioni il venerdì, qualifiche mediocri e gara da dimenticare. Una trama a cui i tifosi della Rossa si stanno lentamente abituando. Se il buon Felipe ottiene il massimo con il quarto posto in condizioni che per sua natura non ama, questa volta è Alonso a deludere in tutto e per tutto: decimo in griglia, insiste con l'assetto da bagnato. Viene centrato in pieno nella chicane prima del traguardo da Barrichello, ma ha la fortuna di uscirne soltanto con la posteriore destra bucata (il brasiliano invece distrugge la sua Williams). In quel momento scende qualche goccia di pioggia e lui pensa bene di infilarsi nei box e montare le intermedie. Guarda caso, dopo due giri la pista è più asciutta del Sahara ed è costretto al nuovo pit stop. Infine il patatrac: al 38' giro, sotto l'acqua e con gomme da bagnato, "litiga" con il cordolo, finisce in testacoda e va a finire contro le barriere. Gara cominciata male, conclusa peggio. E la vetta della classifica ora dista 41 punti.

IL SOLITO VETTEL - A far danni ci pensa anche Sebastian Vettel, certo non nuovo a tentativi di sorpasso impossibili e pericolosi per sé e per gli altri: succede infatti che al 16' giro, la bagarre tra il tedesco e Button davanti a lui finisce con il campione del mondo in carica ko, a causa del radiatore sinistro distrutto. Nel rettifilo che precede l'ultima chicane, Vettel tallona la McLaren e tenta il tutto per tutto con una manovra "a pendolo" che più rischiosa non si può: la sua monoposto non ha più aderenza e centra in pieno la pancia laterale dell'incolpevole Button, costretto al ritiro. Drive through e gara compromessa: sai che novità.

ROSBERG BATTE SCHUMI - Fra i primi dieci si notano l'ottimo terzo posto di Robert Kubica, ottimo in gara, decisamente meno al pit stop, quando arriva lungo e perde una posizione a vantaggio di Webber; quinto Adrian Sutil, autore di un grande sorpasso su Michael Schumacher (settimo), così come Nico Rosberg, sesto grazie all'attacco portato sul compagno di squadra a poche tornate dal termine. Chiudono la zona punti Kobayashi, Petrov e Alguersuari.

sabato 28 agosto 2010

Qualifiche show a Spa, ma il risultato non cambia: Red Bull in pole con Webber

Ennesima pole position stagionale per la Red Bull, che partirà dalla prima posizione nel Gran Premio del Belgio, questa volta con Mark Webber. In una sessione dominata dai capricci del meteo, con continua alternanza fra sole e pioggia, l’australiano ottiene il crono più veloce in 1’45”778, interrompendo così la striscia di 3 pole consecutive ottenute da Vettel, e smentendo seccamente chi vedeva la Red Bull in difficoltà sul circuito di Spa-Francorchamps. Dietro di lui si è piazzato Lewis Hamilton su McLaren, l’unico a migliorarsi nell’ultimo tentativo lanciato, e uno splendente Robert Kubica, con una Renault che sembra aver tratto davvero giovamento dall’utilizzo dell’F-Duct; chiude la seconda fila l’altra Red Bull di Vettel, di nuovo battuto dal compagno di squadra.

Anche la Ferrari rovescia il pronostico, ma in negativo: Massa limita i danni e ottiene il 6° tempo dietro a Button, mentre Alonso nell’ultimo giro lanciato viene beffato da uno scroscio di pioggia che non gli consente di migliorare la 10° posizione. Lo spagnolo ai microfoni dei giornalisti si è comunque mostrato molto ottimista in vista della gara, ma è chiaro che con i rivali diretti per il Mondiale racchiusi nelle prime 4 posizioni, il weekend belga rischia di trasformarsi in una debàcle dalle pesanti ripercussioni sulla classifica.

Chiudono la top 10 le Williams di Barrichello e Hulkenberg al 7° e 9° posto, e la Force India di Sutil con l’8° tempo. Male, come al solito, le Mercedes: Schumacher è 11° e Rosberg 12°, ma entrambi verranno penalizzati, rispettivamente di ulteriori 10 e 5 posizioni. Per quanto riguarda gli italiani, Liuzzi è 14° con la Force India, mentre Trulli con la Lotus è 18°.
La gara prenderà il via domani alle 14.


Federico Fadda

venerdì 27 agosto 2010

Libere GP del Belgio, la Ferrari mostra i muscoli: Alonso è il più veloce

Che sia pista allagata o asciutta, il venerdì di prove libere sul circuito di Spa-Francorchamps ha un solo padrone: Fernando Alonso. Il pilota spagnolo ha chiuso la giornata davanti a tutti, con il miglior riscontro cronometrico del pomeriggio in 1’49”032, dopo aver dominato anche in mattinata sotto la pioggia battente, a dimostrazione che davvero nel team di Maranello credono nella rimonta in campionato, e il lavoro fatto in questa direzione sta portando i suoi frutti. Dietro ad Alonso, staccato di 1/10 abbondante c’è Sutil su Force India: un risultato tutt’altro che sorprendente, perché il pilota tedesco ha sempre fatto vedere ottime cose sul tracciato belga; a seguire, Hamilton con una McLaren che sembra aver ritrovato competitività, Kubica sulla Renault per la prima volta provvista di F-Duct, e l’altra Ferrari di Massa, che paga ½ secondo di distacco dal compagno di squadra. In affanno le Red Bull: Vettel è 6°, ma il suo tempo è oltre 6/10 più alto di quello di Alonso, mentre Webber pare in crisi, appena 18° a quasi 3 secondi. Non è andata bene nemmeno alla Mercedes, con Schumacher 12° e Rosberg 13°, mentre è stata una buona giornata per le Sauber: De la Rosa è 8°, Kobayashi 10°.

Dunque indicazioni decisamente positive per la Ferrari: sia in condizioni di bagnato che d’asciutto, la Rossa è parsa ottimamente bilanciata, e sul viso di Alonso si è vista una concentrazione che lascia ben sperare i tifosi del team di Maranello per il resto del weekend. Dove, a giudicare da quel che si è visto oggi, l’antagonista più duro sembra essere Lewis Hamilton, fermo restando che è ipotizzabile un miglioramento della Red Bull, almeno nelle qualifiche.
Che prenderanno il via, con l’incognita meteo, domani alle 14.

Tabella dei tempi della prima sessione
Tabella dei tempi della seconda sessione

Federico Fadda

mercoledì 25 agosto 2010

Ferrari, Alonso: “Noi ci crediamo, c’è tanta fiducia”. Domenicali: “A Spa nuovi sviluppi aerodinamici”

A due giorni dalle prove libere del Gran Premio del Belgio, in programma domenica prossima sul circuito di Spa-Francorchamps, Fernando Alonso carica la Ferrari in vista degli ultimi due appuntamenti europei del Mondiale: “I risultati di Hockenheim e di Budapest non sono stati importanti soltanto per la classifica dei due campionati ma anche per la fiducia che ci hanno dato. Dobbiamo continuare così”. Le vacanze sono servite a staccare un po’ la spina dopo l’intenso mese di luglio, e lo spagnolo ne ha approfittato “per ricaricare le batterie in vista del finale di stagione, come credo che abbiano fatto tutti: ce n'era bisogno, dopo un mese di luglio particolarmente intenso", spiega Alonso sul sito della Ferrari. "Ora ho molta voglia di tornare in pista ma in maniera positiva, senza nessuna ansia, anzi con tanta tranquillità”.

La 'rossa' è tornata competitiva in Germania e in Ungheria, dove Fernando ha collezionato una vittoria e un 2° posto, tornando così a sperare nel titolo, dato che in classifica ora solo 20 punti lo distanziano da Webber. "I risultati di Hockenheim e di Budapest non sono stati importanti soltanto per la classifica dei due campionati ma anche per la fiducia che ci hanno dato. Dobbiamo continuare così”. E ancora: "Siamo soddisfatti di quello che abbiamo fatto finora - le parole del due volte iridato - abbiamo fatto gare buone, gare non tanto buone, abbiamo avuto fortuna e sfortuna, alla fine tutto si bilancia ma siamo ancora in lotta per il campionato". A rendere comunque difficili le cose è la distanza minima fra i piloti che si contendono il titolo "e in queste ultime sette gare si decide tutto; siamo tutti alla pari, è come partire da zero e ci aspettano sette finali". Fondamentale sarà sfruttare al massimo il potenziale della macchina, e su questo Fernando ha le idee chiarissime: "Dovremo vincere dove andiamo forte, arrivare secondi dove non andiamo forte, come in Ungheria, la continuità sarà la chiave per lottare per il Mondiale".

E anche a livello di miglioramenti sulla vettura, la continuità sarà fondamentale, tanto è vero che già a Spa la F10 avrà ulteriori nuovi sviluppi, che Stefano Domenicali si augura saranno sufficienti a stare davanti: “Alla ripresa dopo le ferie ho trovato gente caricata, motivata, con la voglia di andare a Spa e di riprendere la striscia positiva che abbiamo interrotto proprio per le ferie - ha detto il responsabile del team di Maranello - spero che i fatti ce lo dimostreranno. È il momento di dimostrare che le idee che saranno venute in queste settimane di pausa sono valide, perché l'obiettivo è quello di continuare a migliorare la macchina gara dopo gara in ogni dettaglio. La macchina avrà un ulteriore piccolo miglioramento nella prestazione legato all'aerodinamica. Spero basti, perché anche le altre macchine porteranno degli sviluppi, speriamo siano più piccoli”.

Infine Alonso butta un occhio anche alla gara successiva al GP del Belgio, ovvero l’attesissimo, per i tifosi della Ferrari, Gran Premio d’Italia a Monza, il 12 settembre: “l'appuntamento di Monza sarà per me qualcosa di speciale, considerato che rappresenterà il mio debutto agonistico da ferrarista davanti al pubblico italiano, per di più su un circuito così importante per la storia dell'automobilismo”.

Federico Fadda

lunedì 23 agosto 2010

L’Università della Formula 1: Spa-Francorchamps, l’esame di laurea per i campioni

E’ IL circuito per eccellenza, quello dove il talento, anche in una Formula 1 dove le auto spesso sembrano guidate da un pilota automatico, fa davvero la differenza tra un asso del volante e un semplice mestierante.
In poche parole, il tracciato di Spa-Francorchamps è il più bello e tecnicamente più difficile del calendario, insieme alla pista giapponese di Suzuka. Rettilinei, curve veloci e lente, tornanti, cambi di pendenza; nei suoi 7.004 metri, il tracciato belga offre tutto questo, una sfida varia e continua, che si sviluppa nella cornice boschiva della foresta delle Ardenne, un piccolo paradiso naturale, degno sfondo di questa pista da leggenda, che ha visto vincere grandi assi di questa categoria: da Ascari a Farina, Fangio, Surtees, Brabham, Prost, Mansell, fino ad arrivare a piloti che a Spa sono stati veri e propri padroni di casa, come Clark e Raikkonen che vi hanno vinto ben 4 volte, e Ayrton Senna che ha trionfato in 5 occasioni. Ma soprattutto Michael Schumacher, che vi ottenne la sua prima vittoria in carriera, nel ’92, e in totale vanta 6 affermazioni, una delle quali resterà negli annali fra le rimonte più appassionanti che la F1 ricordi; partito 16esimo, Schumi girò per 25 giri su tempi da qualifica, superando chiunque si trovasse davanti, e trionfando indisturbato.

Un vero palcoscenico per grandissimi, dunque, dove le difficoltà iniziano subito dalla prima curva, il tornante La Source, una ghiotta occasione di sorpasso, spesso però teatro di errori e incidenti, il più clamoroso dei quali avvenuto nel 1998: all’uscita del tornante, la McLaren di David Coulthard si intraversò, finendo per attraversare orizzontalmente la carreggiata, urtare il muro e coinvolgere in una spettacolare carambola circa la metà delle vetture dello schieramento.
All’uscita dalla Source ci si immette in un breve rettilineo, che conduce a quella che viene considerata unanimemente la curva più bella, difficile e adrenalinica del campionato: la mitica Eau Rouge, che si sviluppa in salita, con una compressione che blocca lo stomaco, e viene percorsa senza staccare il piede dall’acceleratore; nel 2007 Fernando Alonso vi superò Hamilton al termine di un meraviglioso testa a testa, senza cedere di un millimetro e lasciando Lewis a bocca aperta.
A questa segue il lungo rettifilo del Kemmel, nel quale si scaricano sull’asfalto tutti i cavalli del motore, si può sfruttare la scia della monoposto che sta davanti per effettuare sorpassi, e al termine del quale si stacca a oltre 300 Km/h, dove viene rilevato il tempo del primo settore. Qui nel 2000 Mika Hakkinen si rese protagonista di un sorpasso memorabile ai danni di Michael Schumacher: il tedesco scelse di doppiare la BAR di Zonta passando all’esterno, ma venne beffato dal finlandese che lo seguiva in scia, il quale si sbarazzò di Zonta superandolo all’interno, e ritrovandosi alla staccata davanti alla Ferrari. Una manovra che fece balzare dalla poltrona il pubblico della Formula 1.

Alla fine di questo rettilineo si affronta l’impegnativa chicane Les Combes, seguita dalla curva Malmedy, in uscita dalla quale si arriva al tornante Rivage, altra possibile occasione di sorpasso. Dopo un’altra rapida curva a sinistra si arriva ad un breve rettilineo, che nel 1998 vide il famoso tamponamento di Schumacher a Coulthard, che rallentò di proposito per indurre Michael all’errore. Dopo essere tornato ai box su una Ferrari menomata di una ruota, il tedesco si fiondò inferocito al box McLaren per una “resa dei conti” con Coulthard, ma fu fermato da Todt e Domenicali.

Da qui ci si immette nella Pouhon, un’altra curva decisamente appassionante da affrontare quasi in pieno, che conduce verso la variante Fagnes, nella quale ci si immette dopo aver staccato sui 300 km/h; si arriva così al secondo intermedio, che viene rilevato in corrispondenza della curva Stavelot, in uscita dalla quale si apre completamente la farfalla del gas percorrendo due rettilinei raccordati da una leggera curva a sinistra, al termine dei quali si affronta la veloce Blanchimont, fino ad arrivare all’ultima variante, la celebre Bus stop: così chiamata perché si trova in corrispondenza di una fermata di autobus, è stata modificata più volte nel corso degli anni, ma ha sempre mantenuto la caratteristica di consentire quel tentativo di sorpasso che potrebbe anche rivelarsi decisivo, trattandosi dell’ultima curva prima del traguardo. Nel 2008 Hamilton la tagliò nel tentativo di sorpassare Raikkonen a pochi giri dal termine, si aggiudicò la corsa, ma venne penalizzato in seguito, perdendo la vittoria.
Tutto questo è Spa-Francorchamps, benvenuti nella leggenda!

I Primati del circuito
In prova: J.Trulli (Toyota) – 1’44”503 (2009)
In gara: S.Vettel (Red Bull) – 1’47”263 (2009)
Sulla distanza: K.Raikkonen (Ferrari) – 1h20’39”066 (2007)

Così nel 2009
1- Raikkonen (Ferrari)
2- Fisichella (Force India)
3- Vettel (Red Bull)
4- Kubica (BMW Sauber)
5- Heidfeld (BMW Sauber)
6- Kovalainen (McLaren)
7- Barrichello (Brawn)
8- Rosberg (Williams)
9- Webber (Red Bull)
10- Glock (Toyota)

Il Gran Premio in tv
Sabato: Rai2 – Qualifiche ore 13.55
Domenica: Rai1 – Gara ore 13.55

Federico Fadda