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domenica 7 novembre 2010

Red Bull sul velluto, è doppietta Vettel-Webber. Alonso è 3° e ancora leader

Netta e indiscutibile vittoria per la Red Bull, che con Sebastian Vettel si aggiudica il GP del Brasile, penultima prova stagionale. Il tedesco ha preceduto sul traguardo il compagno Mark Webber, che completa così la doppietta del team austriaco; 3° posto per Fernando Alonso, che resta così leader della classifica, perdendo solo 3 punti dall’australiano, ancora vittima delle scelte inspiegabili del suo muretto box. La Red Bull si è anche laureata, con una gara d’anticipo, campione del Mondo Costruttori, per la prima volta nella sua storia.
Ad Abu Dhabi, fra 7 giorni, i primi 3 si presenteranno con questa classifica: Alonso 246, Webber 238, Vettel 231.

IL FATTORE HULKENBERG – Dopo la sorprendente pole di sabato, tutti si aspettavano di vedere quanto avrebbe potuto incidere Nico Hulkenberg sulla gara dei pretendenti al titolo. Il risultato è stato quello di vedersi infilato da Vettel già alla prima curva, e da Webber poco dopo. A fare le spese della presenza di Hulkenberg nei piani alti è stato Alonso, che ha dovuto faticare qualche giro prima di potersene sbarazzare, perdendo però quei secondi decisivi che hanno permesso alla Red Bull di andare in fuga.

RED BULL, ALTRO CHE ALI – Una fuga che è andata in scena a colpi di giri veloci, uno dietro l’altro, con Vettel a fare da lepre e Webber che riusciva a non farsi staccare, senza però essere un pericolo per il tedesco. Dietro i primi 3, il vuoto: dopo aver rallentato Alonso, Hulkenberg ha tenuto dietro a lungo anche Hamilton, che dall’inizio ha anche accusato mancanza di grip. Si è così formato un trenino di vetture con un ritmo molto più lento rispetto ai primi, cosa che di fatto ha spezzato in 2 la classifica.

PIT-STOP SENZA SORPRESE – Neanche i cambi di gomme hanno regalato sorprese: le Red Bull hanno continuato a girare con tempi che solo Fernando Alonso riusciva ad avvicinare, pur perdendo qualcosina. Chi ci ha rimesso nel gioco delle soste è stato proprio Hulkenberg, che si è ritrovato in posizioni più consone alla dimensione sua e della Williams, intorno al 10° posto, mentre chi era dietro di lui ha potuto girare più velocemente, come ad esempio Hamilton, che con le gomme dure ha iniziato a girare come i primi 3.

TOH, CHI SI RIVEDE: LA SAFETY-CAR – Una gara che stava filando liscia verso un comodo epilogo, vive il suo colpo di scena al 51° giro, quando ne mancano 20 alla fine: Vitantonio Liuzzi, all’uscita della ‘S do Senna’ perde il controllo della sua Force India, finendo contro le barriere. Macchina distrutta e in posizione pericolosa, che rende necessario l’ingresso della Safety; alla ripartenza non succede nulla di significativo nelle prime posizioni, con Vettel che ricomincia a tirare forte, e Webber che subisce il tentativo di aggancio di Alonso, perdendo qualche decimo. Alla fine però le Red Bull passano per prime sotto la bandiera a scacchi, tenendo aperte le speranze per entrambi i piloti.

MASSA, ALTRO FLOP Ferrari che invece andrà ad Abu Dhabi senza poter aspettarsi troppo da Felipe Massa; il brasiliano è stato autore di un’altra gara anonima, complicata anche da una gomma che non si è fissata bene nel pit-stop, tanto da richiedere un altro ingresso in pit lane subito dopo. Rimasto invischiato a centro gruppo, ha poi chiuso 15°. Detto di Hamilton, 4°, a chiudere la top ten sono stati Button 5°, Rosberg 6°, Schumacher 7°, Hulkenberg 8°, Kubica 9° e Kobayashi 10°.

Fra una settimana, sul circuito Yas Marina di Abu Dhabi, l’ultimo atto di questa incredibile stagione.

Ordine d’arrivo (Race order)
Classifica Piloti (Drivers classification)
Classifica Costruttori (Constructors classification)

Federico Fadda

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