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giovedì 14 aprile 2011

Red Bull, a Shangai aggiornamenti sulla RB7

Forse non paga di aver dominato con Vettel le prime due gare del 2011, la Red Bull sembra avere tutta l’intenzione di ammazzare il campionato quanto prima, per non correre rischi nelle ultime gare.

Alla vigilia del GP della Cina, terzo appuntamento stagionale, il consulente del team Helmut Marko ha rivelato che la RB7 correrà sul circuito di Shangai presentando un pacchetto con importanti novità: “Introdurremo degli aggiornamenti significativi; non posso dire di cosa si tratta, ma sono necessari, perché in Formula 1 restare fermi equivale a fare dei passi indietro”, ha dichiarato l’austriaco al quotidiano spagnolo “AS”, in riferimento al fatto che McLaren e Ferrari porteranno anch’esse delle novità che permetteranno loro di migliorare: “E’ vero che attualmente siamo più avanti degli altri, ma loro stanno progredendo e le cose potrebbero cambiare molto presto. Dobbiamo evitarlo”.

Marko si è poi soffermato sulla questione che, dopo le scintille dello scorso anno, ancora affligge il box della Red Bull, ovvero il rapporto fra i due piloti, e il trattamento riservato ad essi all’interno del team; una faccenda che ha visto Marko più volte accusato di favorire il giovane tedesco, da sempre pupillo dell’ex pilota austriaco: “Ad entrambi viene dato lo stesso materiale e le stesse possibilità”, ha detto, aggiungendo che i diversi risultati ottenuti dai due in queste prime gare può essere dovuto ad un rovesciamento della sorte: “L’anno scorso fu Sebastian a soffrire all’inizio; inoltre, la sfortuna che lui ebbe nel 2010, mi pare più grande di quella che sta avendo Mark”.

I risultati ottenuti dal campione del mondo finora non sono però certamente frutto di fortuna o del caso; ne è convinto Nick Heidfeld, per il quale un Sebastian così forte non si era mai visto: “Magari lui si vede sempre allo stesso modo,ma io credo che sia nella sua forma migliore. Vedendolo da fuori posso dire che è più rilassato e con più esperienza; infatti, finora ha fatto una stagione perfetta”, ha affermato il pilota della Renault.
Se poi la Red Bull continua a sviluppare e migliorare la RB7, la forma di Vettel non potrà che migliorare, al punto che sarà molto più difficile riuscire a stargli dietro e continuare a vederlo. Anche solo da fuori.

Federico Fadda (422race.com)

lunedì 11 aprile 2011

Dopo Sepang, dubbi sulla reale spettacolarità delle gare

E' una storia vecchia come il mondo: prima si vuole una cosa, poi, quando la si è ottenuta, vi si deve trovare a tutti i costi qualche difetto. Questo è quanto sta accadendo in queste battute iniziali del 2011, in merito alle novità introdotte in Formula 1 per aumentare le possibilità di sorpasso e le lotte fra i piloti.

KERS, ala posteriore mobile, pneumatici Pirelli: cure auspicate da tutti, addetti ai lavori e tifosi, per combattere la malattia chiamata noia, ma finite ben presto sotto l’occhio del ciclone. L’accusa è di confondere le idee a chiunque, da chi lavora ai box e in pista, a chi guarda le gare dalle tribune o davanti al televisore.

Quanto visto finora nei primi due Gran Premi, sembrerebbe dare ragione al partito degli apocalittici: tanti pit stop per cambiare le gomme, strategie molto differenti da un team all’altro, le variabili ala mobile e KERS.

Al punto che sono stati proprio alcuni piloti, dopo la gara malese, ad ammettere di essersi trovati in difficoltà a capire come comportarsi; Jenson Button ha parlato di una gara “resa confusa dal fatto di dover capire quando effettuare le soste”, al punto che era difficile riuscire a ipotizzare per certo “chi sarebbe finito dietro a Vettel”, ha detto l’inglese della McLaren, che ha poi concluso proprio alle spalle di Sebastian.

Button, per contro, ha aggiunto che non è il caso di lanciarsi adesso in giudizi affrettati, oltre a non credere che un ritorno a regole vecchie possa servire a rendere migliori i GP: “Penso che a questo punto della stagione ci sta il fatto di essere un po’ in difficoltà, perché stiamo cercando di capire come funzionano le nuove norme e i nuovi dispositivi, e come le macchine si adattano ad essi. Inoltre non credo che avere un pneumatico che dura tutta la gara renda più emozionanti le corse”.

Su posizioni diverse da Jenson si è schierato invece Jaime Alguersuari, che ha affermato di volere analizzare la sua gara insieme ai suoi ingegneri, confessando di essere andato un po’ nel pallone: “A un certo punto non capivo più cosa stesse succedendo”, ha dichiarato lo spagnolo della Toro Rosso.

Sulla graticola in particolare sono finite, e non è una novità, le gomme Pirelli; le quali sarebbero la causa maggiore del caos che si è generato a Melbourne e Sepang. Ma Paul Hembery non ci sta e replica alle accuse: “Quello che è successo in Malesia è frutto del lavoro che ci è stato richiesto in fase di progettazione dei pneumatici. Ci stiamo trovando in una posizione di mezzo: tornare a delle gomme che consentano un solo pit stop, oppure continuare a fare come ci è stato richiesto. Ma se veniamo criticati per aver reso più divertenti le gare, allora non so proprio cosa dire”, ha affermato con amarezza il direttore di Pirelli Motorsport.

Le cui dichiarazioni hanno trovato un alleato proprio in coloro che hanno direttamente a che fare con il comportamento dei pneumatici, ovvero i piloti. Oltre a Button, che ha dichiarato di essersi divertito molto a Sepang, a prendere le difese delle PZero sono stati anche Heidfeld e Alonso. Decisamente soddisfatto il tedesco: “E’ vero, probabilmente da fuori è un po’ più complicato capire l’andamento del GP, ma lo spettacolo è notevolmente migliorato”, ha detto Quick Nick, terzo al traguardo grazie ad un’ottima gestione delle gomme, a dimostrazione del fatto che consentono tranquillamente di correre ed essere competitivi.

Sulla stessa lunghezza d’onda Fernando, per il quale nonostante ci siano delle complicazioni in più per chi guida, le gare sono diventate “molto più eccitanti dello scorso anno”. Più chiaro di così.

Se poi qualcuno gradisce tornare ai tempi in cui ci si addormentava in poltrona subito dopo il via, beh, non resta che portare avanti la crociata anti-spettacolo.

Federico Fadda (422race.com)

Vettel secchione, Webber bocciato, Alonso e Hamilton rimandati

Vettel 10 - Ancora presto per la lode, dopo solo 2 GP. Ma continuando così ci arriverà a breve, dopo un'altra vittoria ottenuta dominando, tanto per gradire. La RB7 è un fenomeno, è vero, ma lui ci sta mettendo tanto del suo, con quella calma, ovvia, di chi sa di avere qualcosa in più. Ci manca solo che corra con la visiera alzata, un gomito fuori e una lattina in mano. Fosse anche Coca-Cola, tanto le ali le ha già.

Webber 7 - Un voto che di per sè non sarebbe male, se non fosse che quello lì, il ragazzino, fa sembrare la sua macchina davvero un toro, mentre quella di Mark assomiglia più a un agnellino ancora da svezzare. Buona la progressione dopo la partenza horror, ma col mezzo a disposizione e un rinnovo di contratto in ballo, occorre fare di più.

Button 9 - Una gara alla Jenson. Ovvero con gli altri che fanno harakiri, fra gestione sbagliata delle gomme e tamponamenti, e lui, il dritto di turno, che tira avanti senza il minimo errore, e arriva secondo, ma primo degli umani. Facendo girare, e non poco, gli zebedei a Luigino.

Heidfeld 9 - Tanto di cappello a Quick Nick, terzo al termine di una gara disegnata col minimo dettaglio. Dopo una partenza fulminea, ha avuto appena un pò di sbavatura, comprensibile, fra i cambi gomme. Gestite però alla grande nel finale in crescendo che gli ha dato il podio. Come al solito, un calcio nel sedere ai suoi detrattori.

Alonso 6 - Accidenti, Nando. Per una volta che Domenicali aveva ragione, lo spagnolo si lascia sfuggire un secondo posto quasi sicuro, per un errore di valutazione non da lui. A questo occorre aggiungere una partenza non perfetta, compensata solo in parte dalla solita rimonta col coltello fra i denti. Stavolta merita il cappello con le orecchie d'asino, ma se la macchina fosse più forte, non cadrebbe in certi svarioni.

Massa 7 - L'unica soddisfazione è di essere arrivato davanti ad Alonso, ma solo perchè questi ha sbagliato nel tentativo di acchiappare una posizione migliore. Felipe, invece, si è trovato in un'altra gara senza infamia e senza lode, a vivacchiare dietro ai primi, senza dare nulla a una Ferrari che deve crescere. E meno male che con le nuove gomme doveva spaccare il mondo.

Hamilton 5 - Come a Melbourne, anche ieri sembrava l'unico, e in pista lo era, in grado di provare, quantomeno, a battersela con il torello Seb. Ma gli anni d'esperienza sembrano non servire a Lewis nell'imparare a gestire le gomme. Inutile, alla fine, prendersela con la strategia: Button con la stessa macchina e gli stessi pneumatici, ha fatto secondo. Forse è per questo che gli giravano parecchio.

Di Resta 8 - Applausi per questo ragazzo, che in 2 gare ottiene altrettanti arrivi a punti, prendendosi pure il lusso di precedere il più esperto compagno di squadra. A Melbourne gli erano caduti dal cielo causa squalifica delle Sauber; a Sepang, invece, sono il frutto delle sue sole forze e capacità al volante. Interessante.

Federico Fadda

domenica 10 aprile 2011

Gp della Malesia: Vettel non si batte. Alonso rovina tutto


SEPANG - Cambia la gara, ma il copione è sempre lo stesso: Vettel domina anche in Malesia, dopo il trionfo di due settimane fa in Australia. Una gara soporifera, che si risveglia soltanto nel finale quando gli pneumatici Pirelli vanno in crisi e diversi piloti si lanciano all'inseguimento di migliori piazzamenti in classifica. Problemi che non toccano il campione del mondo in carica: la sua Red Bull fa da battistrada indisturbata, anche grazie al preziosissimo lavoro del team che calcola minuziosamente la strategia, su un asfalto che oggi non consentiva agli pneumatici di durare più di 10-15 giri. Sul podio si rivede Jenson Button, seguito dall'ottima Renault di Nick Heidfeld. Mark Webber deve accontentarsi della quarta piazza, mentre chiudono in quinta e sesta posizione le Ferrari di Massa e Alonso. Lo spagnolo, autore di un'ottima gara, spreca tutto a pochi giri dalla fine, rovinando l'ala anteriore durante un tentativo di sorpasso nei confronti di Hamilton, proprio quando il podio appariva ormai come risultato certo. Chiudono la top ten l'ex iridato della McLaren, la Sauber di Kamui Kobayashi, Michael Schumacher con la Mercedes e Paul Di Resta con la Force India. Brivido finale per l'altro pilota della Renault, Vitaly Petrov.

DOMINIO ASSOLUTO - A Sepang non si vede grande spettacolo. Nemmeno la pioggia, che qui la fa sempre da padrone, interviene a far saltare le strategie preparate dalle squadre. E allora, che si celebri ancora una volta il nuovo fenomeno della Formula 1: quel pilota un po' ragazzino, un po' Schumacher vecchio stampo, che diventa sempre più maturo, si infila nella monoposto e domina dall'inizio alla fine anche nel caldo malesiano. E' la dodicesima vittoria in carriera per Sebastian Vettel, la quarta consecutiva, considerando la stagione scorsa che lo ha visto arrivare sul tetto del mondo. Per non parlare poi di questa Red Bull, capace di vincere malgrado un Kers che va a intermittenza. Il tedesco lo sfrutta soltanto in partenza, poi può farne tranquillamente a meno. Per il compagno di squadra, invece, il sistema di recupero dell'energia cinetica è tabù, e infatti Webber deve cedere ben sei posizioni dopo il via, scivolando al nono posto. Tra l'altro, l'australiano non dimostra lo stesso feeling del collega di box con gli assetti e la gestione degli pneumatici. Ecco perché deve accontentarsi del quarto posto, dopo una gara di alti e bassi.

ALONSO CHE PECCATO! - C'è mancato davvero poco stavolta. Per Fernando Alonso sembra materializzarsi un meritatissimo podio, quando nell'ultima parte di gara tallona Hamilton, terzo, ma ormai abbandonato dalle sue Pirelli a mescola dura e di oltre due secondi a giro più lento. Lo spagnolo, però, è poco lucido nel portarsi all'attacco della McLaren e quando si trova in scia, finisce per distruggere la sua ala anteriore contro la ruota posteriore destra dell'inglese. Senza più carico aerodinamico lì davanti, la Rossa è costretta al quarto pit stop che compromette ogni possibilità di rimonta. Delusione che diventa ancora più cocente se si pensa alla seconda posizione in quel momento occupata da Heidfeld, superato dopo poche tornate da Jenson Button, bravo a gestire le proprie coperture e ad approfittare delle soste obbligate ai box del ferrarista e del compagno di squadra. Gara generosa, invece, quella di Felipe Massa, sfavorito da un problema durante il primo cambio gomme.

LA RENAULT C'E' - Due macchie nere che scattano non appena si spengono i semafori e divengono l'ago della bilancia di un Gp altrimenti scontato. Nick Heidfeld e Vitaly Petrov partono dalla terza e dalla quarta fila, ma alla prima curva si ritrovano nelle prime posizioni, a complicare la rincorsa di McLaren e Ferrari sull'apripista Vettel. Dopo la buona prova disputata a Melbourne, le monoposto nere si confermano anche a Sepang e il ritorno sul podio del sostituto di Robert Kubica è un risultato che può far sorridere il team manager Eric Boullier. Grande brivido, invece, per l'incidente capitato a Petrov a pochi giri dalla fine. Dopo un errore, la sua monoposto compie un salto di un metro sul cordolo. Nell'atterraggio il volante si stacca dalla sede e rimane tra le mani del pilota, che per fortuna approfitta delle vie di fuga per evitare lo schianto contro le barriere. Come tornare indietro di tanti anni per rivivere quel tragico week end di Imola, in cui perse la vita il compianto Ayrton Senna, in circostanze molto simili.

CONSUMO ANOMALO - Oltre al solito dominio di Vettel, a lasciare il segno sulla seconda tappa del mondiale 2011 è certamente la difficoltà dei team nel gestire l'anomalo consumo delle Pirelli. Né la mescola dura, né quella morbida hanno garantito un gran numero di giri consecutivi: dieci, quindici tornate e gli pneumatici puntualmente da sostituire. Il caldo e l'asfalto sporco della pista non hanno certo aiutato le scuderie nel programmare le strategie e le coperture progettate dalla casa italiana si dimostrano ancora tutte da scoprire. Fra una settimana, nel Gran Premio di Cina, ci sarà un altro importante test.


Classifica Piloti (Drivers Championship)


Classifica Costruttori (Constructors Championship)

sabato 9 aprile 2011

Malesia, Vettel ancora pole-man, ma occhio ai McLaren boys

Qualifiche secondo copione a Sepang. A scattare domani dalla prima posizione sarà ancora una volta Sebastian Vettel, alla sua seconda pole in altrettante gare, ottenuta con il tempo di 1'34"870. Accanto a lui, in prima fila, ci sarà Lewis Hamilton, che ha confermato la bontà della McLaren MP4-26, piazzandosi a poco più di 1 decimo dal tedesco della Red Bull, seguito da Mark Webber con l'altra RB7. Chiude la seconda fila Jenson Button con la seconda Freccia d'argento.

E la Ferrari? Anche stavolta la Rossa non è riuscita a stare al passo dei primi: Fernando Alonso ha provato a tenere a galla la barca, ottenendo però solo il 5° posto, a circa 1 secondo da Vettel, mentre Felipe Massa è 7°.
La Renault, invece, dopo un venerdì molto difficile, conferma il potenziale della R31, classificandosi al 6° posto con Heidfeld e all'8° con Petrov. Chiudono la top ten la Mercedes di Nico Rosberg, 9° e ancora una volta ben più veloce di Michael Schumacher, che si è fatto eliminare in Q2, e la Sauber di Kamui Kobayashi col 10° tempo. Bene la Toro Rosso, col 12° posto di Buemi e il 13° di Alguersuari.
In fondo allo schieramento, buone notizie per la HRT, che ha evitato la tagliola del 107% e prenderà quindi parte alla gara, dopo l'eliminazione subìta a Melbourne.

Federico Fadda

venerdì 8 aprile 2011

Qualcuno spezzi la monotonia: prove libere in Malesia, roba per Red Bull

Il weekend di Sepang si apre nello stesso modo in cui si era chiuso il GP di Australia; la Red Bull domina, si prende la scena, e agli altri non resta che inseguire.
L'unica novità è l'alternanza fra i due alfieri del team della bevanda energetica: in Malesia è infatti Mark Webber il più veloce del venerdì, con il tempo di 1'36"876, mentre Sebastian Vettel chiude 4°, a 2 decimi dal compagno di squadra.

Come a Melbourne, l'unica squadra in grado di non subire distacchi pesanti, in grado addirittura di mettersi fra le due RB7, è la McLaren: Jenson Button ha concluso 2°, a soli 5 millesimi dall'australiano, seguito da Lewis Hamilton, a poco più di 1 decimo.
Niente da fare, invece, per la Ferrari: la 150° Italia si dimostra anche a Sepang ben lontana dalle primissime posizioni, subendo ancora un gap pesante, oltre un secondo, da Red Bull e McLaren; alla fine delle libere, Alonso e Massa sono solamente 9° e 6°.

Inizia a vedere un pò di luce la Mercedes: Michael Schumacher ha ottenuto un buonissimo 5° tempo, e anche Rosberg non se l'è cavata male, chiudendo in 7a posizione. Giornata difficile per la Renault: le due R31 hanno passato molto tempo nel box, a causa di problemi alle sospensioni; di conseguenza, Heidfeld e Petrov hanno compiuto pochi giri, finendo lontano dai primi.
Bene la Toro Rosso, con Alguersuari 10°, così come la Williams, mentre è stata un pò in ombra la Sauber.
In coda, giornata non proprio incoraggiante per Liuzzi e la HRT: sebbene abbia potuto girare molto di più rispetto a Melbourne, la F111 è ancora lontana dall'essere competitiva nei confronti dei suoi avversari diretti. Per il team spagnolo, la tagliola del 107% sarà un incubo anche domani.

Federico Fadda

mercoledì 6 aprile 2011

Caldo, afa, meteo imprevedibile: Sepang, GP della Malesia

GP Malesia: 10 Aprile, ore 10
Circuito Sepang 5543 m / 56 giri

I Primati del circuito
In prova: F.Alonso (Renault) - 1'32"582 (2005)
In gara: J.P. Montoya (Williams) - 1'34"223 (2004)
Sulla distanza: G.Fisichella (Renault) - 1h30'40"529 (2006)


Il Gran Premio in tv
Sabato: Qualifiche - Rai2 ore 9.45
Domenica: Gara - Rai1, a partire dalle 9.10

Così nel 2010