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domenica 8 maggio 2011

Vettel suona l'assolo a Istanbul. Ferrari finalmente viva: Alonso 3°

ISTANBUL - Ritorno alla vittoria per Sebastian Vettel. Il pilota tedesco della Red Bull si aggiudica il GP della Turchia, ottenendo la terza affermazione stagionale, riprendendo il cammino interrotto da Hamilton a Shanghai. Mark Webber conquista nel finale il 2° posto, permettendo così la doppietta del team anglo-austriaco; al 3° posto, finalmente, la Ferrari, con uno stupendo Fernando Alonso, che ha ceduto all'australiano solo per via di un miglior utilizzo delle gomme da parte della Red Bull.

LA GARA - A Istanbul, Vettel si aggiudica la corsa, in pratica, già al via: scattato dalla pole, il campione del mondo in carica ha girato la prima curva al comando e, da quel momento, almeno per lui non c'è stata più storia.
Alle spalle del giovane tedesco, invece, si è assistito a 58 giri pieni di emozioni, conditi da diversi duelli, come appunto quello fra Webber ed Alonso, ma anche fra le due McLaren nei primi giri della corsa. A dare spettacolo, in un certo modo, anche Michael Schumacher, che ha distribuito ruotate un pò a chiunque gli arrivasse a tiro: all'inizio è entrato in contatto con Petrov, rimediando però lui stesso la rottura del musetto. Poi è stato sverniciato dal suo "allievo" Massa, prima di finire a fare a sportellate con Kobayashi, le due Force India e, per finire in bellezza, anche con Rubens Barrichello.

FATTORE GOMME - A rendere la gara così avvincente è stato il rendimento delle Pirelli, che hanno costretto quasi tutti i piloti ad effettuare 4 soste; anche perchè chi, come Button, ha azzardato la mossa di farne solo 3, si è trovato nel finale a subire sorpassi da tutte le parti.
E questo numero così elevato di pit-stop ha avuto le sue conseguenze: diversi sono stati gli inconvenienti ai box, dei quali hanno fatto le spese, tanto per dirne qualcuno, Hamilton e Massa.

FERRARI - Finalmente competitiva, almeno con una delle due monoposto; Fernando Alonso, autore stavolta di una buona partenza, si è trovato a lungo in seconda posizione, tenendo tranquillamente a bada Webber, e girando sugli stessi tempi anche di Vettel. Ma, a differenza della Red Bull, la Ferrari tendeva a consumare leggermente prima i pneumatici, e ciò ha consentito all'australiano di soffiare allo spagnolo, in extremis, la seconda piazza. Poco male, comunque, perchè dopo un avvio di stagione stentato, si è vista una Ferrari assolutamente competitiva. Forse la strada intrapresa è quella giusta.

GIORNATA NO - A deludere, invece, sono state McLaren e Mercedes: le Frecce d'argento non sono mai state in grado di impensierire i primi tre, e solo la bravura di Hamilton ha consentito di chiudere ai piedi del podio, ma con un gap di 40 secondi. Mentre Button ha adottato la tattica delle 3 soste, che gli è costata la perdita, negli ultimi giri, della 4a posizione che occupava fino a quel momento.
Il team di Stoccarda ha confermato i progressi mostrati già in Cina, ma le premesse del sabato, con Rosberg che partiva dalla 3a posizione, lasciavano presagire una gara da podio. Il 5° posto finale di Nico può comunque essere preso con soddisfazione, mentre occorre mettere in riga Schumacher, inconcludente come al solito.
Domenica da dimenticare anche per Felipe Massa: il brasiliano a un certo punto a dato l'illusione di poter arrivare anche 4°, ma a causa di un pit-stop pasticciato, e di un'uscita di pista alla curva 8, Felipe ha chiuso solamente 11°. Un brutto colpo, specie vedendo cosa è stato in grado di fare Alonso.

CHI SORRIDE - Da sottolineare l'ottimo risultato della Toro Rosso con Buemi, 9° al traguardo, e soprattutto di Kamui Kobayashi: il giapponese della Sauber, che partiva dal fondo dello schieramento, ha disputato una gara strepitosa, che lo ha condotto fino al 10° posto finale. Un'altra dimostrazione del talento di questo pilota, da tenere in considerazione nell'eventuale valzer di sedili al termine del campionato.

Il prossimo appuntamento con la Formula 1 è per il 22 maggio, a Barcellona, per il GP di Spagna.



Federico Fadda

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