MELBOURNE – Che la McLaren partisse con i favori del pronostico era un fatto piuttosto ovvio, dopo la prima fila conquistata in qualifica. Meno scontata sembrava essere la possibilità che il primo a vedere la bandiera a scacchi non fosse il poleman Lewis Hamilton, ma il compagno di squadra Jenson Button.Il quale, con scaltrezza, si è preso la testa della corsa alla prima curva, per poi non lasciarla più, andando a conquistare la 13esima vittoria in carriera: “Fantastico. Iniziare l’anno con una vittoria è importante, ma ancora di più lo è, come team, tornare a casa dopo esserci aggiudicati pole e gara. Ci mette in una ottima posizione in vista della prossima prova, alla quale non voglio però pensare ora, perché intendo godermi questa giornata”.
Tutto stava filando liscio, fino a quando la Safety Car non ha dovuto fare il suo ingresso in pista, col rischio di rimescolare le carte: “In effetti quella era la mia preoccupazione più grande, specie perché erano le sei del pomeriggio, e a quell’ora diventa più difficile mantenere i pneumatici in temperatura. Dopo sono stato in grado di fare una buona ripartenza, riuscendo ad avere un buon ritmo anche negli ultimi giri”.
Per Jenson si tratta della terza vittoria sul circuito di Albert Park; il pilota della McLaren ammette che, delle tre, questa è stata probabilmente la più facile: “Nel 2009 e nel 2010 le condizioni erano diverse; nel primo caso, scattai dalla pole, ed ebbi problemi con le gomme nel finale. Mentre l’anno dopo il meteo rese tutto più complicato. Stavolta, invece, c’è stato un ottimo equilibrio fra la prestazione dei pneumatici nella prima e nell’ultima fase”, ha spiegato Jenson.
Morale un po’ più basso nell’altra metà del box McLaren; Lewis Hamilton ha ammesso di avere avuto una gara dura, e di non capirne il motivo: “La partenza sbagliata è stata solo l’inizio di una giornata difficile; ho dovuto lottare con la vettura tutto il tempo, non avevo il giusto passo, e non so quale sia il motivo. Faccio comunque i miei complimenti a Jenson e alla sua grande prestazione; sarebbe stato bello centrare una doppietta, è un peccato non esserci riusciti. Spero che per me si tratti solo di una domenica meno positiva di altre, ma ora penserò già alla Malesia; credo che in questo campionato sarà importante la costanza di rendimento, ed è su quella che voglio concentrarmi”.
Chi invece può tirare un sospiro di sollievo al termine della gara di Melbourne è la Red Bull, e più precisamente Sebastian Vettel, secondo al traguardo e unico in grado di inserirsi fra le McLaren. Dopo la pessima qualifica, Seb raccoglie con soddisfazione la piazza d’onore: “Congratulazioni a Jenson e alla McLaren, hanno fatto una gara eccellente, ma io sono davvero contento di questo secondo posto, credo che in pochi ieri se lo sarebbero aspettato. È stata una gara positiva per noi, sapevamo che ci sarebbe stata una lotta serrata, quindi portare via tanti punti è importante. Inoltre penso che la macchina abbia parecchio potenziale ancora inespresso, quindi in questi giorni che ci separano dalla gara di Sepang dovremo lavorare per rendere agli altri la vita un po’ più difficile in Malesia”.
Pur non avendo mai potuto competere per la vetta, la Ferrari può essere soddisfatta del 5° posto di Fernando Alonso, almeno alla luce delle disastrose qualifiche. Chiaramente non si tratta di una prestazione per cui gioire troppo, ma allo spagnolo, per il momento, va bene così: “Penso che sia buon risultato ; la partenza è stata fantastica, non solo per me, ma anche per Felipe, che ho visto vicino negli specchietti. Ci sono state delle belle battaglie in pista, ed essere dopo Mclaren e Red bull non è male; chiaramente dobbiamo migliorare, per arrivare a lottare con loro, ma in un week-end come questo fare un quinto posto va bene”.
A chi gli fa notare che sudare sette camicie per tenere dietro la Williams non è esattamente un buon viatico per il futuro, Fernando ha risposto così: “Mi spiace per Maldonado, ma quando è uscito mi sono tranquillizzato; l’aspetto peggiore, al momento, non è la lotta con la Williams, ma il fatto che siamo a un secondo dai primi, sia in qualifica che in gara. Però quest'anno i valori si sono ristretti, se recuperiamo a breve cinque-sei decimi possiamo risalire diverse posizioni”.
Tutti la vedevano in grado di competere almeno per il podio, invece per la Mercedes la gara australiana si è risolta in una debàcle totale, con il 12esimo posto di Rosberg, il ritiro di Schumacher, e i soliti problemi di degrado delle gomme, evidenziati proprio da Nico: “Ho avuto un’ottima partenza, in cui ho guadagnato tre posizioni, ma poi non siamo stati in grado di mantenere costantemente un buon ritmo. La toccata con Perez nel finale, in cui ho forato, mi è costata anche la zona punti; resto comunque fiducioso, perché il potenziale c’è, e lo abbiamo mostrato. Sepang è una pista completamente diversa, dobbiamo subito metterci al lavoro”.
Peggio è andata a Schumacher, costretto al ritiro nel corso dell’11esimo giro, per un problema alla sua monoposto, come spiegato dallo stesso pilota tedesco: “È stata una sfortuna, ho perso trazione, e alla prima curva ho dovuto andare sull’erba per non finire in testacoda. Credo che avrei potuto fare una buona gara, ma comunque possiamo prendere degli aspetti positivi da questo weekend: la macchina ha confermato le sensazioni della vigilia, un aspetto da cui ripartire per migliorare ulteriormente”.
Federico Fadda (422race.com)
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