E’ IL circuito per eccellenza, quello dove il talento, anche in una Formula 1 dove le auto spesso sembrano guidate da un pilota automatico, fa davvero la differenza tra un asso del volante e un semplice mestierante.
In poche parole, il tracciato di
Spa-Francorchamps è il più bello e tecnicamente più difficile del calendario, insieme alla pista giapponese di Suzuka.

Rettilinei, curve veloci e lente, tornanti, cambi di pendenza; nei suoi
7.004 metri, il tracciato belga offre tutto questo, una sfida varia e continua, che si sviluppa nella cornice boschiva della
foresta delle Ardenne, un piccolo paradiso naturale, degno sfondo di questa pista da leggenda, che ha visto vincere grandi assi di questa categoria: da
Ascari a
Farina,
Fangio,
Surtees,
Brabham,
Prost,
Mansell, fino ad arrivare a piloti che a Spa sono stati veri e propri padroni di casa, come
Clark e
Raikkonen che vi hanno vinto ben 4 volte, e
Ayrton Senna che ha trionfato in 5 occasioni. Ma soprattutto
Michael Schumacher, che vi ottenne la sua prima vittoria in carriera, nel ’92, e in totale vanta 6 affermazioni, una delle quali resterà negli annali fra le rimonte più appassionanti che la F1 ricordi; partito 16esimo, Schumi girò per 25 giri su tempi da qualifica, superando chiunque si trovasse davanti, e trionfando indisturbato.
Un vero palcoscenico per grandissimi, dunque, dove le difficoltà iniziano su

bito dalla prima curva, il tornante
La Source, una ghiotta occasione di sorpasso, spesso però teatro di errori e incidenti,
il più clamoroso dei quali avvenuto nel 1998: all’uscita del tornante, la McLaren di
David Coulthard si intraversò, finendo per attraversare orizzontalmente la carreggiata, urtare il muro e coinvolgere in una spettacolare carambola circa la metà delle vetture dello schieramento.
All’uscita dalla Source ci si immette in un breve rettilineo, che conduce a que

lla che viene considerata unanimemente la curva più bella, difficile e adrenalinica del campionato:
la mitica Eau Rouge, che si sviluppa in salita, con una compressione che blocca lo stomaco, e viene percorsa senza staccare il piede dall’acceleratore; nel 2007
Fernando Alonso vi superò
Hamilton al termine di un meraviglioso testa a testa, senza cedere di un millimetro e lasciando Lewis a bocca aperta.
A questa segue il lungo rettifilo del
Kemmel, nel quale si scaricano sull’asfalto tutti i cavalli del motore, si può sfruttare la scia della monoposto che sta davanti per effettuare sorpassi, e al termine del quale si stacca a oltre 300 Km/h, dove viene rilevato il tempo del primo settore. Qui
nel 2000 M
ika Hakkinen si rese
protagonista di un sorpasso memorabile ai danni di
Michael Schumacher: il tedesco scelse di doppiare la BAR di Zonta passando all’esterno, ma venne beffato dal finlandese che lo seguiva in scia, il quale si sbarazzò di Zonta superandolo all’interno, e ritrovandosi alla staccata davanti alla Ferrari. Una manovra che fece balzare dalla poltrona il pubblico della Formula 1.
Alla fine di questo rettilineo si affronta l’impegnativa chicane
Les Combes, seguit

a dalla curva
Malmedy, in uscita dalla quale si arriva al tornante
Rivage, altra possibile occasione di sorpasso. Dopo un’altra rapida curva a sinistra si arriva ad un breve rettilineo, che nel 1998 vide
il famoso tamponamento di Schumacher a Coulthard, che rallentò di proposito per indurre Michael all’errore. Dopo essere tornato ai box su una Ferrari menomata di una ruota, il tedesco si fiondò inferocito al box McLaren per una “resa dei conti” con Coulthard, ma fu fermato da Todt e Domenicali.
Da qui ci si immette nella
Pouhon, un’altra curva decisamente appassionante da affrontare quasi in pieno, che conduce verso la variante
Fagnes, nella quale ci si immette dopo aver staccato sui 300 km/h; si arriva così al secondo intermedio, che viene rilevato in corrispondenza della curva
Stavelot, in uscita dalla quale si apre completamente la farfalla del gas percorrendo due rettilinei raccordati da una leggera curva a sinistra, al termine dei quali si affronta la veloce
Blanchimont, fino ad arrivare all’ultima variante, la celebre
Bus stop: così chiamata perché si trova in corrispondenza di una fermata di autobus, è stata modificata più volte nel corso degli anni,

ma ha sempre mantenuto la caratteristica di consentire quel tentativo di sorpasso che potrebbe anche rivelarsi decisivo, trattandosi dell’ultima curva prima del traguardo.
Nel 2008 Hamilton la tagliò nel tentativo di sorpassare
Raikkonen a pochi giri dal termine, si aggiudicò la corsa, ma venne penalizzato in seguito, perdendo la vittoria.
Tutto questo è Spa-Francorchamps, benvenuti nella leggenda!
I Primati del circuitoIn prova: J.Trulli (Toyota) – 1’44”503 (2009)
In gara: S.Vettel (Red Bull) – 1’47”263 (2009)
Sulla distanza: K.Raikkonen (Ferrari) – 1h20’39”066 (2007)
Così nel 20091- Raikkonen (Ferrari)
2- Fisichella (Force India)
3- Vettel (Red Bull)
4- Kubica (BMW Sauber)
5- Heidfeld (BMW Sauber)
6- Kovalainen (McLaren)
7- Barrichello (Brawn)
8- Rosberg (Williams)
9- Webber (Red Bull)
10- Glock (Toyota)
Il Gran Premio in tvSabato: Rai2 – Qualifiche ore 13.55
Domenica: Rai1 – Gara ore 13.55
Federico Fadda