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martedì 14 maggio 2013

Barcellona rilancia Alonso e la Ferrari



Il passo falso del Bahrein, dove i diversi problemi che avevano afflitto sia Alonso che Massa costrinsero la Ferrari a lasciare nel deserto parecchi punti, aveva reso la trasferta spagnola fondamentale per il team di Maranello, cui poteva andare bene, per ricandidarsi con forza nella corsa iridata, solamente una vittoria.

La vittoria ottenuta con autorità da Fernando, grazie a una F138 che è riuscita addirittura nella missione di annullare il vantaggio strategico di Raikkonen di poter effettuare un pit-stop in meno, è stata la miglior risposta alle disavventure precedenti, oltre che un ottimo viatico pensando alla lotta per il mondiale, dove finora tutte le big, eccetto forse la Lotus, hanno viaggiato sul binario di una certa incostanza di risultati.

È chiaro però che aver colto il successo sul circuito di casa ha restituito ad Alonso entusiasmo e ottimismo, per nulla nascosto nel dopo-gara di Barcellona: “Sono stati corsi solo cinque gran premi, abbiamo avuto degli alti e bassi, ma sappiamo di avere un’auto adatta a battagliare con i migliori. Se continueremo a fare bene potremo sicuramente competere per il campionato”, ha affermato il 31enne di Oviedo sulla scia dell’entusiasmo, certo, ma anche sull’onda della consapevolezza di disporre di una Ferrari finalmente all’altezza.

Fra le rivali della rossa, gli stati d’animo dopo la prova spagnola sono diversi; in casa Lotus, per cominciare, al di là della ovvia insoddisfazione di Raikkonen per la mancata vittoria, si possono consolare con una vettura che ha dimostrato ancora una volta di saper gestire le gomme meglio di chiunque, al punto di potersi permettere una sosta in meno. Non essere riusciti però ad approfittare di una strategia sulla carta vincente, però, è un segnale del fatto che nemmeno a Enstone si possono permettere di cullarsi sugli allori, perché il distacco dalla Ferrari, a parità di tattiche, sarebbe stato più pesante.

Facce decisamente più scure in casa Mercedes, dopo che alla strepitosa prima fila conquistata in qualifica non ha fatto seguito una gara all’altezza; sebbene, in realtà, il passo indietro domenicale delle W04 fosse atteso, un crollo come quello che ha portato fuori dai giochi per il podio sia Rosberg che Hamilton, con quest’ultimo che ha concluso addirittura dodicesimo, non era preventivabile: “Siamo finiti entrambi indietro, ma io decisamente troppo, senza sapere il motivo. Dobbiamo lavorare tantissimo”, ha dichiarato uno sconsolato Lewis.

Nemmeno i campioni del mondo della Red Bull sono andati via dalla Spagna con un risultato soddisfacente; il quarto posto di Vettel e il quinto di Webber non sarebbero di per sé un bottino troppo magro, ma i quasi quaranta secondi con cui Sebastian ha chiuso lontano da Alonso sono un distacco oltremodo pesante, per quella che nell’ultimo triennio è stata la scuderia dominante in Formula 1. Il responsabile del team, Christian Horner, non ha mancato ancora una volta di accusare le gomme, contro le quali la RB9 lotta da inizio anno: “Quando devi dire ai tuoi piloti di non spingere troppo per non consumare eccessivamente i pneumatici non è bello per lo sport e per i tifosi. I piloti dovrebbero poter andare sempre forte e guidare nel modo a loro più congeniale”. Messaggio recepito dalla Pirelli, con Paul Hembery che ha annunciato modifiche alle mescole, a partire probabilmente dal GP di Gran Bretagna.

Un piccolo giallo ha agitato, infine, la vittoria di Alonso; Fernando, infatti, ha rischiato la penalizzazione per aver coperto con una bandiera della Spagna, passatagli da un commissario di pista, il cartello che indica al pilota vincitore dove parcheggiare la propria macchina, sotto il podio. Il regolamento prevede che i piloti non possano ricevere oggetti prima delle operazioni di peso della vettura; convocati in direzione gara, Alonso e la Ferrari se la sono cavata con un semplice richiamo da parte della FIA, che ha deciso di lasciar correre la cosa “coerentemente con quanto stabilito in passato in circostanze simili”.

Federico Fadda

domenica 12 maggio 2013

GP Spagna, gara: Vittoria capolavoro di Alonso! Raikkonen e Massa sul podio



BARCELLONA – Dominio di Fernando Alonso e della Ferrari nel GP di Spagna, quinta prova del campionato del mondo di Formula 1. Sul circuito Montmelò di Barcellona lo spagnolo ha messo in pista una gara di forza e consistenza, prendendo il comando dopo la prima sosta e non lasciandolo più fino al traguardo, dove ha preceduto Kimi Raikkonen, mai domo e sempre in lotta per le posizioni di testa, e Felipe Massa, autore di una prestazione eccellente, considerando anche la partenza dalla quinta fila. Battute le Red Bull, subito fuori dal podio con Vettel 4° e Webber 5°, mentre per le Mercedes è stato disastro totale: Rosberg, che partiva dalla pole, ha terminato solo 6°, faticando per tenere dietro la Force India, mentre Hamilton è naufragato addirittura fino al 12° posto. In classifica Vettel è sempre al comando, con 89 punti, davanti a Raikkonen e Alonso.

La cronaca

Il GP di Spagna è andato in scena sotto un sole splendente e caldo su Barcellona, dopo la leggera pioggia caduta in mattinata, che aveva fatto temere un meteo capriccioso.
Al via buono scatto per tutti i piloti in testa, eccezion fatta per Hamilton, che subisce il sorpasso prima di Vettel, poi di Alonso, che dopo essersi liberato di Raikkonen, sopravanza la Mercedes di Lewis con una manovra da urlo all’esterno della terza curva. Ottimo start anche di Massa e Perez, mentre Webber, come al solito, scivola indietro.

Il ritmo di gara viene presto dettato dai primi cinque, ai quali dal secondo giro si aggiunge anche Massa, che fa segnare il primo giro record della domenica; Rosberg fa da battistrada a Vettel e Alonso, che restano aggrappati alla lepre Mercedes, mentre Hamilton va in crisi di gomme prestissimo e si ritrova a fare da tappo a Raikkonen e Felipe, consentendo al trio di testa di allungare di un paio di secondi. Il finlandese della Lotus e il brasiliano della Ferrari, però, si stancano presto di restare dietro a Lewis, e lo sorpassano in sequenza nel giro di poche curve, fra il sesto e il settimo giro, tornata nel quale Webber inaugura, prestissimo, il valzer dei pit-stop, seguito proprio da Massa. Nel frattempo si ritira Romain Grosjean, a causa di un problema alla ruota posteriore destra.

Ben presto si fermano ai box per il cambio gomme tutti i protagonisti, e al termine della prima tornata di pit-stop sale al comando, per non lasciarlo praticamente più fino alla fine, Fernando Alonso, che dopo la sua sosta rientra per la verità alle spalle di Rosberg, superandolo però poco dopo, al giro 13. Nico deve poi cedere il passo anche a Vettel, Massa e Raikkonen, molto più veloci di lui; nel frattempo Pastor Maldonado fornisce un po’ di pepe alla gara anonima della Williams, guadagnandosi un drive through per eccesso di velocità in pit-lane.

Una volta al comando Alonso imprime alla corsa un ritmo inavvicinabile per tutti gli altri, almeno mezzo secondo più veloce, tenendo però sempre d’occhio la Lotus, dato che Raikkonen potrebbe aver impostato la sua gara su una strategia con una sosta in meno. Per la Mercedes il crollo prestazionale con le gomme dure è invece incredibile, con Rosberg fuori dalla lotta con i primi, e Hamilton addirittura decimo.

Al 20esimo giro Massa, in difficoltà con le gomme posteriori, inaugura la seconda serie di pit-stop, seguito da Webber; il brasiliano rientra dietro a Perez e Ricciardo che sono in lotta fra di loro, ma se ne sbarazza rapidamente riguadagnando la quinta posizione. Un giro più tardi rientra ai box anche Alonso. Entrambe le Ferrari, con gomme nuove, girano circa due secondi più veloci degli altri, mentre in testa è duello fra Vettel, al comando, e Raikkonen, che lo bracca; il campione del mondo, con le gomme ormai finite, si ferma ai box, rientrando in pista alle spalle del duo Ferrari e di Rosberg, che supera però quasi subito, guadagnando la quarta posizione.

Dopo le soste di Raikkonen e Rosberg in vetta torna Alonso, davanti a Massa, Vettel e Raikkonen, mentre Nico perde terreno e Hamilton si ritrova 14esimo, in lotta addirittura con le Williams. Alonso, consapevole della possibilità che Raikkonen faccia una sosta in meno, continua a girare fortissimo, mentre il finlandese supera Vettel dopo un duello durato alcuni giri. Al 35esimo giro pericoloso contatto in corsia box fra Gutierrez, fino a quel momento autore di una corsa fantastica, e Vergne; la direzione di gara considera la Sauber responsabile dell’incidente, e commina al messicano uno stop & go.

A dimostrazione delle difficoltà delle gomme Pirelli sulla pista catalana, al 36esimo giro è già tempo per il terzo pit-stop, con il leader Alonso che rientra per primo, tornando sulla mescola media, seguito dal compagno di squadra Massa, per il quale la scelta è la medesima. A questo punto al comando, con circa cinque secondi di vantaggio su Fernando, c’è Raikkonen, che sembra chiaramente orientato sulle tre soste; la Ferrari però non ci sta, e grazie ad un paio di giri veloci Alonso raggiunge e supera il finlandese. Da lì in poi lo spagnolo inizia a costruire il vantaggio necessario per restare davanti alla Lotus anche con un pit-stop in più, mentre Massa, con pista libera, guadagna terreno su Kimi e Vettel. Il sorpasso sul tedesco avviene quando questi si ferma per il suo cambio-gomme, rientrando in quarta posizione.

Al 45esimo giro si decide, in pratica, la gara; Raikkonen si ferma ai box per la sua terza sosta, che dovrebbe essere l’ultima della sua gara; Kimi torna in pista al terzo posto, davanti a Vettel, ma la sua strategia potrebbe rivelarsi controproducente, dato che Alonso ha ormai guadagnato il vantaggio necessario a restare davanti anche dopo il suo ultimo pit-stop, e anche Massa, con gomme fresche nel finale, potrebbe dare fastidio alla Lotus. Il finlandese non fa calcoli e inizia a spingere, guadagnando terreno sul brasiliano. Al 49esimo giro piccolo campanello d’allarme per la Ferrari, che richiama ai box Alonso con un paio di giri d’anticipo, dopo che al muretto rosso si sono accorti della foratura di una gomma dello spagnolo. Due tornate dopo è il momento dell’ultimo cambio di pneumatici anche per Massa e Vettel, con il brasiliano che blinda così il suo terzo posto nei confronti del tedesco.

A questo punto, con quindici giri da compiere, dal muretto Ferrari comunicano a Felipe che Raikkonen potrebbe avere un decadimento delle sue gomme dure, e che quindi si può provare a riprenderlo. Massa esegue il compito alla lettera, iniziando una serie di giri veloci che gli fanno recuperare diversi secondi sulla Lotus, ma problemi di graining lo portano ad accontentarsi del terzo posto, mentre in una comunicazione radio, a dieci passaggi dalla fine, un Alonso evidentemente emozionato comunica ai suoi che per lui saranno gli ultimi giri più difficili della carriera.

Con le posizioni dei primi quattro ormai consolidate, Fernando taglia il traguardo davanti a tutti  sotto un tripudio di bandiere della Ferrari e delle Asturie, mentre dietro di lui sfilano Raikkonen, Massa e Vettel. Quinto posto per Webber, davanti a Rosberg e Di Resta, che hanno concluso duellando, così come anche le McLaren di Button e Perez, entrambe in zona punti, così come Ricciardo, che ha avuto la meglio su Gutierrez per pochi decimi. Mesto 12esimo posto per Lewis Hamilton, con la Mercedes che ha fatto sapere di non essersi aspettata un degrado gomme così elevato.

Con questo successo Alonso si rilancia nel mondiale, dopo la delusione del Bahrein; lo spagnolo sale al terzo posto in classifica con 72 punti, riducendo il distacco dal leader Vettel, che ne ha 89, a 17 lunghezze; secondo Raikkonen staccato dal tedesco di appena quattro punti. Nel mondiale costruttori comanda la Red Bull, mentre la Ferrari ha scavalcato la Lotus al secondo posto. Prossimo appuntamento con la Formula 1 il 26 maggio, per l’affascinante GP di Montecarlo.

Federico Fadda

sabato 11 maggio 2013

GP Spagna, qualifiche: Rosberg in pole, strepitosa prima fila Mercedes, poi Vettel-Raikkonen. Ferrari, solo terza fila


BARCELLONA - Il sabato pomeriggio di Barcellona si colora d'argento. Sul circuito del Montmelò, sede del GP di Spagna, Nico Rosberg ha ottenuto la pole position con uno stratosferico 1:20.718, più veloce di quasi due decimi rispetto al compagno di squadra Lewis Hamilton, che completa una prima fila interamente Mercedes. Alle spalle del duo anglo-tedesco si sono piazzati Sebastian Vettel, alla faccia delle presunte difficoltà di gomme della Red Bull, e Kimi Raikkonen, che a dire il vero era atteso in posizioni più avanzate rispetto a quella conquistata.

Stesso discorso per la Ferrari, velocissima nelle prime due manche, mentre è mancata nel momento decisivo, in particolare nel terzo settore della pista, dopo che nell'ultimo tentativo sia Alonso che Massa avevano fatto registrare tempi ottimi. Alla fine a Maranello si devono accontentare della terza fila, con Alonso 5° davanti a Massa.

Completano la top ten la seconda Lotus, quella di Romain Grosjean, davanti a Webber, ancora lontano anni luce dal compagno di squadra, poi la McLaren di Perez e la Force India di Di Resta.

Eliminate in Q2, entrambe le Toro Rosso, comunque competitive, con Ricciardo davanti a Vergne, seguiti dalla Force India di un deludente Sutil, e dall'ancora più sconcertante Jenson Button, che al di là delle indubbie difficoltà della McLaren, ci ha messo evidentemente del suo, ottenendo appena il 14esimo tempo. Fuori nella seconda manche anche le due Sauber, con Hulkenberg che precede Gutierrez.

Continua a essere notte fonda anche per la Williams, fuori in Q3 con tutt'e due le proprie vetture, e Bottas che ancora una volta è stato più veloce del ben più esperto Maldonado. Ultime due file, ma non è una novità, per le due Caterham, in 19esima posizione con Van der Garde e in 22esima con Pic, mentre le Marussia partiranno con Bianchi in 20esima e Chilton in 21esima posizione.

Una gara che si preannuncia incandescente, con Ferrari e Lotus favorite per la vittoria, in virtù del passo forse inarrivabile per le altre, ma Red Bull e soprattutto, Mercedes pronte a dire la loro, se riusciranno a fare fronte a un degrado delle gomme maggiore rispetto alle monoposto rosse e nero-oro.
Il via del Gran Premio di Spagna sarà alle 14.

Federico Fadda

Griglia di partenza

sabato 20 aprile 2013

GP Bahrein, qualifiche: Rosberg pole-man a sorpresa. Vettel 2° davanti a Alonso.


Dopo tre sessioni di prove libere che lasciavano presagire una lotta Ferrari-Red Bull per la pole position, dalle qualifiche del GP del Bahrein, quarta prova del mondiale 2013 di Formula 1, emerge l'outsider che non ti aspetti. A partire davanti a tutti domani sarà Nico Rosberg, che con la sua Mercedes ha ottenuto il miglior tempo con uno strepitoso 1'32"330. Al pilota tedesco è bastato un solo tentativo, a differenza degli altri, che ne hanno fatti due, per ottenere la sua seconda pole in carriera, davanti a Sebastian Vettel, staccato di oltre due decimi.

Terzo posto per Fernando Alonso, con un gap di tre decimi dalla vetta; lo spagnolo, che nella Q1 aveva girato con gomme dure mezzo secondo più veloce anche di quelli che avevano utilizzato le morbide, ha commesso un errore nell'ultimo tentativo, senza poi portarlo a compimento. Al suo fianco, in seconda fila, partirà il compagno di squadra Felipe Massa; il brasiliano, classificatosi 6°, beneficerà delle retrocessioni di Hamilton e Webber, rispettivamente di cinque e tre posizioni. L'inglese scatterà così dal 9° posto, l'australiano dal 7°. Oltre a Massa, guadagnano una posizione anche le ottime Force India di Di Resta e Sutil, che prenderanno il via dalla terza fila, e Kimi Raikkonen, che partirà 8°, con una Lotus apparsa non al 100%. Chiude la top ten Jenson Button, che nella Q3 non ha girato, risparmiando così gomme in vista della gara.

Nella Q2 erano stati eliminati Grosjean, sempre lontano dalle prestazioni del compagno di box Raikkonen, Perez, per il quale va fatto lo stesso discorso nei confronti di Jenson Button, poi Ricciardo, Hulkenberg, Bottas e Vergne. Fuori in Q1 Maldonado, Gutierrez, Pic, Bianchi, van der Garde e Chilton.

Una sessione di qualifica piuttosto tirata soprattutto nella seconda manche, dove negli ultimi minuti solo Rosberg e Alonso sono rimasti ai box, tranquilli del risultato ottenuto fino a quel momento. La Q3 ha vissuto invece sull'incertezza della scelta delle mescole da parte dei piloti, che hanno infine optato tutti per le gomme morbide, eccezion fatta per Felipe Massa. Per quanto riguarda il passo di gara, la vettura nelle migliori condizioni sembra essere la Ferrari, visto anche l'eccezionale tempo ottenuto da Alonso in Q1 con gomme dure, mentre la pole di Rosberg pare essere più frutto di un'ottima resa sul giro secco, mentre nelle libere la Mercedes non ha impressionato, così come la Red Bull. La Lotus, unica ad avere un passo vicino a quello della Ferrari, sconterà l'handicap di una qualifica non eccezionale, ma non dovrà essere sottovalutata.

Federico Fadda

Griglia di partenza

domenica 24 marzo 2013

GP Malesia, gara: vince Vettel, doppietta Red Bull. Alonso ko



SEPANG - E' Sebastian Vettel il vincitore del Gran Premio della Malesia. Scattato dalla pole, il pilota tedesco si è imposto sul compagno di squadra Mark Webber, che ha completato la doppietta della Red Bull, dopo un duello, molto duro, nella parte finale della gara. Alle spalle dei due un'altra coppia, quella Mercedes, con Lewis Hamilton che ha preceduto Nico Rosberg. Giornata negativa per la Ferrari: Felipe Massa ha chiuso quinto, mentre la gara di Fernando Alonso è durata un solo giro: lo spagnolo si è ritirato dopo aver perso l'ala anteriore, staccatasi dopo un contatto con Vettel nelle fasi della partenza. Male anche la Lotus, che ha portato a casa un sesto posto con Romain Grosjean, e un settimo con il vincitore di Melbourne, Kimi Raikkonen. Chiudono la top ten Hulkenberg, Perez e Vergne, che hanno tutti portato a casa i propri primi punti stagionali.

La gara

Ci si aspettavano tuoni e fulmini dal bizzoso clima malese, ma alla fine l'incertezza metereologica ha condizionato solo la fase iniziale della corsa; il via è arrivato infatti con pista bagnata nella prima parte e asciutta nella seconda, una condizione che ha comunque costretto tutti i piloti a partire con gomme intermedie, con la prospettiva realistica di sostituirle entro pochi giri. A semafori spenti Sebastian Vettel ha mantenuto la testa del gruppo, mentre Fernando Alonso ha avuto lo spunto migliore sopravanzando Massa, che partiva a fianco del campione del mondo, ma ha avuto un pessimo start, perdendo diverse posizioni. Dietro i primi tre buone partenze per Webber e per le McLaren, meno per Mercedes e Lotus.

Alla seconda curva si decide la gara di Alonso, che arriva a insidiare Vettel per la prima posizione, ma lo fa da troppo vicino, perchè lo spagnolo tampona leggermente la Red Bull, danneggiando l'ala anteriore; dal muretto rosso non arriva però l'ordine di rientrare ai box per cambiare il muso, sperando che questo tenesse fino al momento di passare alle gomme da asciutto. Speranza vana e, a conti fatti, strategia suicida, perchè all'inizio del secondo giro l'ala cede, facendo finire Alonso nella sabbia, costringendolo al ritiro. Per le Red Bull sembra poter iniziare la cavalcata solitaria, ma in realtà così non è, perchè alle loro spalle è ben presente la minaccia delle Mercedes, con Hamilton davanti a Rosberg, mentre la Lotus in condizioni di asfalto miste è in difficoltà, già lontana dai primi sia con Grosjean che con Raikkonen.

Dopo pochi giri ecco la prima tornata di pit stop, con Vettel che si presenta primo anche nel cambio gomme, montando le medie; una scelta che lo penalizza un pò, solo inizialmente, nella parte bagnata della pista, dove perde alcune posizioni, che recupera però sull'asciutto poco dopo. Mentre man mano tutti si fermano ai box, Webber decide di aspettare ancora un pò, rientrando poi all'ottavo giro per montare gomme dure, a differenza degli altri, conquistando la testa della corsa davanti a Vettel. Curioso fuori programma per Hamilton, che in corsia box sbaglia piazzola, andandosi a posizionare in quella del suo ex team, la McLaren, salvo poi accorgersi dell'errore. Attimi di tensione, invece, per un incidente, sempre in pit-lane, fra una Caterham e una Toro Rosso, fortunatamente senza conseguenze gravi.

Con le gomme da asciutto i tempi si abbassano notevolmente, e le posizioni iniziano a delinearsi, con le Red Bull a fare da lepri, pur non essendo le più veloci in pista, e le Mercedes all'inseguimento, mentre la Ferrari non tiene il ritmo dei primi, a differenza della Lotus, che però ha già un distacco importante dalla testa della corsa soprattutto con Raikkonen; il finlandese staziona intorno al decimo posto, trovando difficoltà a superare macchine più lente. Buona, invece, la prova della Sauber di Nico Hulkenber, con un ritmo di gara molto consistente.

Non occorre attendere molto per vedere i piloti rientrare ai box per il secondo pit-stop, dato che a metà gara la pista ha ormai raggiunto le temperature viste nei due giorni precedenti, con relativo consumo elevato; tra il 20esimo e il 25esimo giro si fermano tutti, con Webber a inaugurare la serie, fermandosi per montare le medie, riguadagnando la pista in quinta posizione. Dopo di lui tocca a Massa e Grosjean, in lotta fra di loro, che si fermano contemporaneamente; la Ferrari opta per le dure, mentre la Lotus resta sulle medie. Problemi al box della Force India, prima durante la sosta di Paul Di Resta, che resta fermo a lungo e si ritira poco dopo, poi durante quella di Sutil, al quale non si riesce ad avvitare la ruota anteriore sinistra; il tedesco riguadagnerà la pista, ma sarà costretto anche lui, come il compagno di squadra, al ritiro. Vettel si ferma per ultimo, insieme a Rosberg, nel tentativo di soffiare a Webber il comando della corsa. Una mossa che non paga, perchè l'australiano si riporta in vetta, davanti al compagno di squadra e alle due Mercedes, che in questa fase sono le vetture più veloci in pista.

Le posizioni si mantengono stabili fino al 30esimo giro, quando arriva il terzo cambio gomme di giornata, aperto da Hamilton, che mette gomme medie azzardando una strategia d'attacco, sperando così di sopravanzare le Red Bull, per poi giocarsi la vittoria nell'ultima parte. Dopo la sosta dei primi quattro al comando passa, per pochi giri, Jenson Button, che ha una tattica diversa, davanti a Webber, Hamilton, Vettel e Rosberg. La McLaren rientra ai box al 35esimo passaggio, ma la sosta è un disastro, perchè a Jenson non viene fissata bene l'anteriore destra, costringendo il pilota inglese a fermarsi lungo la pit-lane; Button riprenderà poi la corsa, ma nettamente fuori dalla zona punti, per poi ritirarsi a pochi chilometri dall'arrivo. Nel frattempo la strategia di Hamilton si dimostra non buona, perchè non solo non riesce a liberarsi di Webber, ma subisce il ritorno di Vettel, che lo supera al 39esimo giro, lanciandosi poi all'assalto di Mark; una manovra necessaria per il tedesco, intenzionato a non far scappare via il compagno di squadra. Più indietro spettacolare e duro duello, anche a sportellate, fra Hulkenberg e Raikkonen, con il finlandese che alla fine riesce ad avere ragione della Sauber.

Intorno al 40esimo giro ecco gli ultimi, decisivi, pit-stop: per primo tocca nuovamente a Hamilton, mentre un giro più tardi sono Vettel e Rosberg a fermarsi, infine Webber, che torna in pista appena davanti al campione del mondo, col quale inizia un lungo duello per la vittoria. Stessa lotta anche fra le due Mercedes. Fra le Red Bull, però, si rischia di assistere al remake dell'incidente visto nel GP di Turchia del 2010; Mark e Sebastian, infatti, si affrontano col coltello fra i denti, arrivando più volte a un passo dal contatto, fino a quando Vettel non ha la meglio, guadagnandosi un gesto di stizza di Webber, che non si aspettava una lotta così pesante. L'impressione è che nemmeno al muretto della Red Bull abbiano apprezzato la cosa, dato che via radio è arrivato al tedesco il rimprovero per aver fatto una cosa "stupida". Fatto sta, però, che da lì in poi la vittoria non sarà più in discussione, mentre anche in Mercedes si vive una tensione molto alta, dato che Rosberg nel finale è molto più veloce di Hamilton, ma Ross Brawn intima ai suoi piloti di congelare le posizioni. Anche in questo caso, relazioni "diplomatiche" a rischio. A ravvivare il finale ci pensa Felipe Massa, che nell'ultima sosta monta gomme medie e, approfittando del fatto che le Lotus non si sono fermate per un ulteriore cambio gomme, recupera dall'ottavo al quinto posto, superando nell'ordine Perez, Raikkonen e Grosjean. Il messicano della McLaren subirà poi anche il sorpasso di Hulkenberg.

Il primo a tagliare il traguardo, dunque, è Sebastian Vettel, che si aggiudica la sua 27esima vittoria in carriera, grazie alla quale guadagna anche la testa della classifica iridata con 40 punti, seguito da Kimi Raikkonen a 31, e da Mark Webber a 26. Nel mondiale costruttori sale al comando la Red Bull con 66 punti, davanti a Lotus e Ferrari, appaiate a 40. Una domenica che lascia al team campione del mondo, oltre alla doppietta, una situazione interna esplosiva, con rapporti ed equilibri interni vicini, se non già arrivati, alla rottura. Le conseguenze si vedranno già a partire dal prossimo gran premio, in programma il 14 aprile in Cina, sul circuito di Shanghai.

Federico Fadda

Ordine d'arrivo
Classifica Piloti
Classifica Costruttori

domenica 17 marzo 2013

GP d'Australia, la prima è di Raikkonen! Alonso ottimo 2° davanti a Vettel. Male Mercedes e McLaren


MELBOURNE - Si apre con una mezza sorpresa la stagione 2013 di Formula 1. A passare per primo sotto la bandiera a scacchi, al termine di 58 giri molto tirati, è stata la Lotus di Kimi Raikkonen, abilissimo a gestire gomme e strategia, davanti alla Ferrari di Fernando Alonso e alla Red Bull di Sebastian Vettel. Felipe Massa subito a ridosso del podio, domenica da dimenticare invece per Mercedes, al traguardo con il solo Hamilton, quinto, e McLaren, con Button nono e Perez fuori dalla zona punti. Grande prestazione per la Force India, nella top ten con entrambe le vetture.

Gara che si è avviata con Sebastian Vettel in pole position, conquistata nelle qualifiche andate in scena poche ore prima dello spegnimento dei semafori, a causa del rinvio di ieri per maltempo, affiancato dal compagno di squadra Mark Webber. In seconda fila Hamilton e Massa, poi Alonso. Allo start il tedesco scatta bene e mantiene la testa, mentre Webber si addormenta, come in parte anche Hamilton, e viene sfilato dalle due Ferrari, sempre fortissime sullo spunto da fermo, mentre alle spalle dei primi quattro arriva Raikkonen, che inizia subito un duello con la Mercedes, riuscendola a sopravanzare in pochi giri.

Chi si aspettava una fuga di Vettel viene presto smentito, perchè la Red Bull non solo non scappa via, anzi va presto in crisi di gomme, subendo la rimonta delle Ferrari, che incalzano il campione del mondo. Intorno al 6°-7° giro inizia il valzer dei pit-stop, che costringe i primi a passare dalle gomme super-soft alle media, consentendo ad un sorprendente Sutil di portarsi addirittura al comando per qualche giro, salvo poi perderlo, pur restando a lungo in zona podio. Con le posizioni di testa più o meno consolidate, Alonso decide di anticipare la seconda sosta, per sopravanzare Vettel e Massa, più lenti dello spagnolo. La mossa paga, perchè Fernando si libera di Seb e Felipe, ma si ritrova dietro a Raikkonen, che ha saputo, grazie anche probabilmente ad una migliore efficacia della sua Lotus, preservare il primo set di pneumatici medi, portandosi al comando. Dietro i primi due resta a sorpresa Sutil, poi Vettel e Massa, mentre la Mercedes può contare sul solo Hamilton, comunque staccato dai primi, perchè Rosberg, al 27esimo giro, ha parcheggiato la sua vettura a bordo pista, per un guasto.

Al 35esimo passaggio Raikkonen si ferma per il suo secondo pit-stop, con Alonso che passa al comando e dà alla gara un ritmo indiavolato, cercando di guadagnare quanto più possibile sul finlandese, in vista dell'ultima sosta che attende lo spagnolo. Cambio gomme che arriva al 40esimo passaggio, dopo il quale la Ferrari scende al terzo posto, dietro alla Lotus e a Sutil, che però si arrende presto al ritorno di Fernando, causa gomme ormai finite. Con Raikkonen in testa, ad Alonso non resta che spingere quanto più possibile, cosa che per qualche giro fa, fino a che un quasi contatto con Pic, doppiato, e la consapevolezza che Kimi ha lo stesso ritmo, non inducono il pilota della Ferrari ad alzare il piede, amministrando il vantaggio su Vettel, che nel frattempo ha recuperato un posto sul gradino più basso del podio, tenendo a debita distanza Felipe Massa. Finale di gara in calo per Sutil, al quale al box della Force India hanno deciso di montare gomme super-soft in occasione dell'ultima sosta; scelta di fatto controproducente, dato che la mescola più morbida è andata presto in crisi, costringendo il tedesco a un finale di gara in sofferenza, nel quale ha perso qualche posizione.

La bandiera a scacchi vede transitare per primo Raikkonen, davanti ad Alonso e Vettel, che completano il podio, e Massa appena dietro. Dietro i leader arriva Lewis Hamilton, che ha fatto il massimo con una Mercedes che, a dispetto delle fiammate dei test, appare ancora parecchio indietro; domenica pessima per Webber, che dopo aver ciccato la partenza ha navigato a lungo nelle posizioni di rincalzo, riuscendo ad agguantare un deludente sesto posto, davanti alle Force India di Sutil e Di Resta. Brutto inizio anche per la McLaren, che non si è mai vista fra i protagonisti per la lotta al vertice, chiudendo al nono e undicesimo posto, con Button e Perez. Completa la top ten Romain Grosjean, distante anni luce, non solo in termini di distacco al traguardo, dal compagno di squadra Raikkonen.

Nella classifica costruttori, in testa la Ferrari, davanti a Lotus e Red Bull.
Prossimo appuntamento fra sette giorni, sul circuito di Sepang, per il gran premio della Malesia.

Federico Fadda

Ordine d'arrivo
Classifica Piloti
Classifica Costruttori

venerdì 1 febbraio 2013

La Ferrari si svela: ecco la F138!


MARANELLO - Ore 10.37. Il conto alla rovescia è finito. In un gioco di luci e ombre, il velo che la copre viene tolto, ma quando poi diviene realtà agli occhi di tutti, le emozioni, contrastanti, che la circondano restano intatte. La speranza che possa riportare la Ferrari alla vittoria, ma anche il timore che nemmeno stavolta l'obiettivo venga centrato, si fondono nell'attesa della stagione che verrà, segnata da un solo obiettivo: il successo.

La F138, la 59esima monoposto con cui la scuderia di Maranello parteciperà all'edizione 2013 del campionato del mondo di Formula 1, ha adesso una forma e un'identità vere e proprie, dopo gli immancabili rumor sulle ipotetiche novità. Essendo il regolamento tecnico sostanzialmente immutato, la F138 non può che essere un'evoluzione di chi l'ha preceduta, anche se lo svantaggio patito rispetto ad alcuni avversari, ha costretto gli uomini di Maranello a lavorare alacremente su alcuni aspetti, secondo la nuova metodologia di lavoro introdotta, che ha diviso i progettisti in due gruppi: uno impegnato nella vettura di quest'anno, mentre il secondo occupato con la realizzazione della macchina che scenderà in pista nel 2014, basata su norme completamente diverse.

Tornando alla F138, la prima cosa evidente è la sparizione dell'orribile scalino anteriore, che aveva reso la F2012 oggettivamente brutta; le fiancate restano sempre strette e rastremate verso l'interno del retrotreno, ma ad una prima occhiata poco variate rispetto alla vettura precedente, anche se ne è stata ridisegnata l'imboccatura, così come la presa d'aria posta sopra la testa del pilota. Le ali anteriori e posteriori rappresentano, a livello concettuale, lo sviluppo finale di quanto portato in pista fino all'ultima gara del 2012, stagione nella quale gli aggiornamenti sono stati portati fino alla fine, a causa della lotta con la Red Bull. A livello estetico, peraltro, il muso si presenta molto diverso rispetto alla monoposto 2012. Lo schema delle sospensioni, sia all'anteriore che al posteriore, è stato mantenuto secondo lo schema a tirante, pull-rod. Il propulsore che spingerà la nuova creatura di Maranello si presenta essenzialmente immutato, essendo lo sviluppo dei motori bloccati ormai da qualche stagione, ma anche perchè da questo punto di vista, come per altre fondamentali componenti interne, la Ferrari ha mostrato, nella scorsa stagione, affidabilità e robustezza invidiabili.

 Apprezzabili, ma a fini esclusivamente estetici, le bordature bianche e nere sulla parte bassa della carrozzeria, a rottura del dominante, ovviamente, colore rosso acceso.

I piloti, Fernando Alonso e Felipe Massa, ripongono, come è giusto che sia, molte aspettative nel loro nuovo cavallino da battaglia; il brasiliano, in particolare, non si nasconde dietro un dito, ed è cosciente che da lui ci si aspetta, fin dalla prima gara, la stessa competitività messa in mostra nella seconda parte del 2012: "Mi fa molto piacere essere qui per l'ottavo campionato da titolare in Ferrari; ogni presentazione di una nuova vettura da una diversa sensazione di feeling, spero di poter lottare per tante vittorie e di portare a casa entrambi i titoli, che è l'unica cosa che vogliamo e a cui pensiamo. La seconda parte dello scorso campionato è stata per me di crescita; voglio continuare così anche nel 2013, partiamo tutti da zero punti e speriamo di farne più degli altri, essendo competitivo dall'inizio alla fine, non solo per metà stagione".

Anche Fernando Alonso, che ha ricevuto i complimenti del presidente Montezemolo per lo straordinario 2012 disputato, ha ben chiaro l'obiettivo, così come le aspettative per il campionato che verrà: "Non credo che sarà come l'anno scorso, con sette vincitori diversi in altrettante gare, la situazione si è stabilizzata nella fase finale della stagione: ci saranno due-tre team che si divideranno le vittorie, e noi dovremo obbligatoriamente essere fra questi. Mi preparo ad un mondiale molto impegnativo, nel quale occorrerà essere al 100% della condizione dall'Australia al Brasile; il fatto che non ci sarò ai test di Jerez non sarà un problema, perchè io, Felipe e Pedro siamo una cosa sola, abbiamo totale fiducia reciproca".

Non potevano mancare, ovviamente, le parole di chi la Ferrari la dirige, in pista e fuori; Stefano Domenicali, responsabile della scuderia, ha fatto da apripista alla presentazione della F138, indicando il target per il 2013: "Veniamo da un anno intenso, in cui siamo arrivati secondi per pochi punti, ma guardiamo avanti: l'obiettivo, stavolta, è dare ai nostri piloti una macchina competitiva da subito, cosa che non siamo riusciti a fare negli ultimi anni, soffrendo il periodo invernale. Vogliamo incrementare i numeri, prestigiosi, delle nostre vittorie".

Non poteva mancare, da perfetto padrone di casa, il benvenuto alla nuova macchina da parte del presidente Luca di Montezemolo, che non nasconde l'orgoglio di guidare un marchio tanto importante: "La presentazione delle vetture è sempre un momento di emozione e speranze, ma dietro questa monoposto c'è il lavoro straordinario di tante persone. Venendo qui da casa mia, a Bologna, c'era una grande nebbia, come nel '97, l'anno della rinascita: da allora, tranne in due occasioni, abbiamo sempre vinto o perso il titolo all'ultima gara. Anche l'anno scorso siamo stati protagonisti, ma ora vogliamo vincere".

Federico Fadda